Visualizzazione post con etichetta ciarlatani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ciarlatani. Mostra tutti i post

26/10/16

l'obesità si può tenere sotto controllo e sconfiggere senza medicine Il racconto di un 31enne che superava i due quintali: «Nessun intervento, in 8 anni ho ripreso in mano la mia vita»

Precisazione    doverosa 
A  chi  avendo  letto   il mio precedente  post   :   come   curare e  tenere  a  bada   senza  farmaci  (  se  non in casi  gravissimi ed estremi  )   la depressione afferma    che  sono  un  ciarlatano ,  un complottista  ,  populista   e menate  simili  rispondo  che    :    sono uno   che crede  , ed  ha  provato    e lo fa  continuamente  ,   che certi  problemi   si   combattono  o s'attenuano(  cioè non vuol  dir e  che    non bisogna  usare  i farmaci   ma usarli   nei  casi meno  gravi    ed   estremi   senza  farmaci   ma  con una  semplice  analisi  e auto  analisi   psicologica  . Infatti 
un  abuso  ed  un uso  scriteriato  di  farmaci   non fa bene  e creano gravi effetti collaterali ed   assuefazione ed    dipendenza  ,  tant'è che   molti parlano  di  droghe  legalizzate   . Inoltre  è scientificamente  provato  che  certi problemi   di salute  hanno  un origine  psicologica   e  come tale  si  può  risolvere  o  quanto meno integrarla  , ovviamente   nei casi  più gravi ,  con i  farmaci  .
Introduzione  all'articolo
Ai  vecchi lettori e  fans  che mi dicono  che  ho  abbandonato  il parlare  di me  , il  mio   personale    questa  storia  è la mia  risposta  . Infatti   anch'io  soffro di problemi legati al cibo : colite  , reflusso  gastro esofageo   (  ed  è grazie  alla lotta   fatta  di cadute  e  ricadute  che   non sono arrivato  ai livelli  del protagonista  della storia  sotto  riportata  ) , ed  in particolare  fame  nervosa   . Ecco quindi  che  come  ci è  riuscito  lui  ,  ci posso  riuscire  ion almeno a tenerla  sotto controllo ed  evitare   di colmare  i  miei  vuoti  , le mie delusioni  ,  le  batoste  e  gli urti  che ricevo dalla  vita  , ecc    facendo  come ha  fatto lui    ed accettando il rischio di cadere  e  di   dover  rincominciare da  capo .  Ma  ora  basta  annoiarvi  .ed eccovi la  sua  storia


  da http://laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2016/10/26

 la storia
«Rischiavo di morire, ho perso 120 chili» Palestro. Il racconto di un 31enne che superava i due quintali: «Nessun intervento, in 8 anni ho ripreso in mano la mia vita»




PALESTRO. Ha perso 120 chili in otto anni. Dai 23 ai 31 anni è passato da 215 chili, distribuiti su un metro e 70 centimetri d'altezza, ai 95 attuali. Riccardo Silva fa il cuoco e vive a Palestro, dove è cresciuto ed è molto conosciuto. A 23 anni ha deciso di cambiare la sua vita. «Ho fatto tutto da solo, senza ricorrere a interventi chirurgici – spiega il giovane di Palestro – I medici mi hanno solo aiutato con una terapia farmacologica per la cura della tiroide, che aveva delle disfunzioni: per questo sono stato ricoverato in una clinica a Piancavallo, località nel territorio di Oggebbio, in provincia di Verbania. Quando sono entrato in clinica i medici sono stati chiari: mi hanno detto che se fossi andato avanti così non sarei vissuto a lungo». Riccardo Silva era arrivato a vestire la taglia 78 di pantaloni, ora è tornato ad una più onesta 54 di taglia: «Ho preso in mano la mia vita. Ho deciso di migliorarla in questi anni ed i risultati ora si stanno vedendo, anche se ho ancora molto lavoro da fare per perdere altri chili – sottolinea il 31enne di Palestro –. Adesso ricorrerò anche alla chirurgia, ma solo per la sistemazione della pelle in eccesso, che è rimasta in seguito al dimagrimento: sono in lista d'attesa per l'intervento». La cura alla tiroide è stata fatta durante quattro ricoveri, nel 2008, 2011, 2015 e 2016, nella clinica di Piancavallo: trenta giorni di ricovero ogni volta in cui Riccardo veniva seguito dai medici nel suo percorso. Ma qual è stato il segreto di questo dimagrimento che ha del miracoloso? «Davvero niente di particolare, ho solo seguito la classica dieta mediterranea: non ho utilizzato nessuna dieta miracolosa di quelle di cui si sente tanto parlare in giro – spiega Riccardo –. Ho iniziato con la nostra dieta tradizionale, quindi mangiando pasta, pesce, carne, frutta e verdura in dosi giuste: prima dovevo assumere 2400 calorie al giorno, poi la quantità di calorie è scesa ma ho comunque un'alimentazione equilibrata e che mi sazia: non mi sento come uno che fa una dieta restrittiva, una di quelle con tante privazioni. Tutto questo è stato abbinato ad attività fisica: vado in palestra a Robbio, dove faccio corsa, cyclette. Ora sto iniziando a tonificare anche la massa muscolare con gli attrezzi della sala pesi. La cura della tiroide, abbinata alla dieta mediterranea e alla palestra mi hanno salvato, ma più di tutto serve in questi casi cambiare mentalità: è quello che fa la differenza». Ma com'era stato possibile arrivare a pesare oltre 200 chili ed avere la taglia 78 di pantaloni? «Avevo una dieta sregolata: fast food, aperitivi e cibo fuori pasto in continuazione – risponde il 31enne di Palestro – Uno stile di vita che mi stava rovinando. Ora, dopo un lungo percorso, posso dire che la mia vita è cambiata in meglio: la forza di volontà è stata quella che mi ha permesso di farcela da solo». Ma in questi anni com'è cambiata la sua vita? «È cambiata totalmente. Prima non potevo prendere i vestiti che volevo ed ora sì: e questo è solo un primo esempio – risponde Riccardo –. Ogni incombenza della vita quotidiana era diventata un problema: dal fare le scale o anche solo prendere la bicicletta per fare un giro in paese. Ora invece riesco a fare tutto: faccio anche 40 chilometri in bicicletta e d'estate faccio faticose passeggiate in alta montagna, tutte cose che mi sarei sognato un tempo. Comunque ho ancora molto da fare, voglio arrivare a 80 chili».

                                    Sandro Barberis

06/06/16

la disinformazione dei talk show . ecco perchè in italia prosperano ciarlatani e venditori di fumo Maurizio Costanzo Show, Eleonora Brigliadori: "Ho curato il cancro senza chemio e non sono qui per dire "bubbole" ma .....



 http://www.disinformazione.it/eleonora_brigliadori.htm  ( le  sue  teoriesul  cancro)
http://www.galluranews.org/?p=14440  ( sergio todesco   sostenitore    di  teorie simili )


premetto    che non ho visto tutto l'episodio  ma  solo quello   la scewna del litigio  video presa da  http://www.unionesarda.it/articolo/spettacoli/2016/

video

 poi incuriosito ho     trovato  sulla pagina  fb  official di costanzo  il video integrale della puntata

anche se ne  avrei fatto   meno perchè  come in tutte le  trasmissioni tv  (  salve rare  eccezzioni  )  e non c'è stata persona in grado di concludere un discorso con sensata intelligenza nè persona che sia stata lasciata parlare liberamente dagli altri... vergogna della televisione italiana... diseducativa e mal informativa..  condivido quanto dice   persi proprio niente... anzi, avete guadagnato sul tempo... io piuttosto, avrei intitolato la puntata... "Ignoranti contro maleducati"...


E  quindi mi baso    su quanto descrivono i  media in particolare  questo articolo de   ilfattoquotidiano  E  vero   e sarebbe sagggio  che  i cosiddetti uomini di scienza  dovrebbero    ricordarsi  di Socrate, di Galileo e anche di molti artisti che nella vita hanno dovuto pagare caro le loro scoperte e innovazioni. Il vero uomo di scienza è aperto ad ascoltare chi non è d'accordo. Cosi come il processo inverso  noi priofani dobbiamno ascoltare  i medici  .  Infatti l'esperienza personale non è un argomento valido per supportare certe tesi, non lo è per un banale piano alimentare per il dimagrimento figuriamoci per questioni più serie! Ovviamente ognuno è libero di pensarla come gli pare, ma la propria esperienza o il sentito dire o divulgare notizie non supportate da alcuna ricerca è veramente pericoloso, ho i miei dubbi che queste pratiche debbano essere accettate, l'eccesso di farmaci è un conto, dire che delle terapie e delle medicine non servano a nulla o che delle malattie non esistano è un altro e visto che il più delle volte se non quasi la totalità delle volte chi lo dice non ha alcuna preparazione medico scientifica e nessuna credibilità non vedo perché debba essere accettato ed invitato a progtrammi di massa a fare danni . Ecco perchè l'iutalia è il paese di di dibella e del caso stamina Ma tali teorie   dovrebbero esere provate scientificamente   altrimenti  sono solo bufale  e penzane  pericolose   coem il caso  Stramina  o semi fallimentari come il caso di Bella  . Va bene  anche  che nel campo della medicina  quella vera  non quella  delle  lobby  ognuno è medico di se stesso a patto che sappia ascoltare il proprio corpo  e non abusi  di medicinali  .   Concludo  condividendo in pieno  quanto dice  il fattoquotidiano ( vedere  articolo  completo   nel  colegamento citanto  nelle righe  precedenti  ) 
(....) 
Una trashata clamorosa, che però non dovrebbe farci ridere più di tanto. Perché sarà pur vero che le intemperanze di Eleonora Brigliadori sono sempre un momento esilarante per chi adora il pollaio televisivo, ma quando si trattano temi come il cancro, le cure mediche e la ricerca scientifica, è bene non buttare tutto in burletta perché il messaggio che arriva allo spettatore rischia di essere pericolosamente banalizzato. Maurizio Costanzo è riuscito a frenare in tempo l’esondante Brigliadori, ma il problema resta: è giusto affrontare argomenti delicati come l’alimentazione e le cure mediche con il famigerato dottor Lemme e Eleonora Brigliadori che crede di avere i capelli così lunghi perché sono anche quelli delle vite precedenti?
 ha  fatto benissimo Maurtizio  tripizzza   Costanzo .  poi  affermare  anche delle cazzate prive  o  di dubbio  valore  scientifico  ma  arrivare  ad  offendere  ed  insu,ltare  questo   non  va bene e  non contribuisce al dibattito    Troppa disinvoltura state attenti, lo studio , la scienza,la metodologia della ricerca sono la base della conoscenza, l'ignoranza non ha mai curato niente

24/01/15

Stamina, Vannoni chiede il patteggiamento

Leggendo  l'articolo    riportato  sotto     in cui si parla della decisione  di Vanoni  presidente di  Stamina Foundation   di patteggiare   Pensio  che  deve avere un buon avvocato se gli consigliano un a cosa del genere altrimenti a processo vero sicuramewnte sarebbe finita peggio per tale ciarlatano .


   nuova  sardegna del  23\1\2015


Stamina, Vannoni chiede il patteggiamento

Il presidente del contestato metodo di cura è disposto a fermare le sue attività in Italia in cambio di una pena di 1 anno e 10 mesi. Il gup di Torino, Giorgio Potito, valuterà la richiesta. Risposta attesa per martedì 27 gennaio




Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation

ROMA. Il presidente di Stamina Foundation, Davide Vannoni, ha chiesto il patteggiamento a 1 anno e 10 mesi: in cambio i legali sono pronti a ritirare il ricorso al Tar del Lazio contro il ministero della Salute e a fermare l’attività in Italia. Ora il pm Raffaele Guariniello dovrà esprimere il suo parere. Sarà il gup di Torino Giorgio Potito a pronunciarsi, martedì prossimo, sulla richiesta di presentata da Vannoni. Sul tavolo del gup, secondo quanto appreso, stanno arrivando anche le richieste di patteggiamento della maggior parte degli altri imputati. Con l'eventuale patteggiamento, le parti civili del processo potranno ottenere un risarcimento soltanto con un nuovo processo in sede civile.

Davide Vannoni, presidente di Stamina Foundation

A Torino Vannoni è imputato con altre 13 persone, fra i vari reati, di associazione per delinquere aggravata e finalizzata alla truffa. Secondo l'accusa, il padre del metodo Stamina capeggiava una banda pronta a tutto pur di fare quattrini: vantava brevetti mai ottenuti, orchestrava manifestazioni di piazza, trattava i pazienti come cavie, operava in condizioni lontanissime dagli standard di sicurezza. Nelle carte del processo è finita tutta la Stamina-story, dagli esordi nei seminterrati all'approdo agli Spedali Civili di Brescia. Anni di esperimenti, di carte bollate, di polemiche: ben 42 faldoni di documenti sulle cure somministrate a pazienti a Torino, Carmagnola, San Marino, Trieste e Brescia dal 2008 allo scorso agosto, quando l'attrezzatura e le cellule staminali sono state sequestrate dai carabinieri del Nas.

23/09/14

"Sfavorita perché non faccio la chemio" La storia Giuditta doi Matteo insegnante di 47 anni malata di cancro

"Questo articolo non vuole invitare nessuno a servirsi della cura di cui si parla. È solo la storia di una donna che vuole essere libera di curarsi come crede senza per questo perdere buona parte del suo stipendio, senza il quale non potrebbe pagarsi la cura né vivere dignitosamente". Infattti l'Italia è  strano paese "La legge italiana tutela solo i malati di cancro che si curano con la chemioterapia - dice - Perché mi viene negato il diritto di curarmi come voglio?".    si  -. Infatti si da  l'ok   a pseudo cure fatte da ciarlatani come Vanoni il metodo stamina ( cercate in archivio i mie precedenti post ) e si penalizza chi fa cure alternative aver provato quelle ufficiali ( chemioterapia e trapianto di midollo osseo ) . Ora la terapia di Genson anche he se , a differenza con la stamina , con pochissime basi
Corsia di un ospedale ( immagine simbolo )
scientifiche sarà anche un effetto placebo , ma perchè punire in quel modo la persona ? Ok lo stato non ti garantisce il rimborso per quella curae lamette a carico del paziente e fin qui d'accordo perchè << Secondo una notizia divulgata dalla BBC nella clinica dell'Istituto in Messico vengono offerte "istruzioni terapeutiche" ad un costo di 4.900 dollari la settimana, mentre nel documentario Dying to Have Known Steve Kroschel (autore dello stesso) afferma che il costo è di 1.000 dollari. Alle cliniche, presenti in diverse località, si aggiungono le attività di formazione e le conferenze a pagamento, condotte in tutte le parti del mondo, che fanno della diffusione di questa presunta terapia, priva di riscontri scientifici, un'impresa economicamente importante.>> ma perchè discriminare non dando la possibilità di lavorare , come nel caso di riportato sotto , per potersela pagare ?

 La storia di questa donna e il suo appello - chiede che anche chi sceglie ure alternative per il cancro possa per esempio avere un'estensione del periodo di malattia retribuito al 100%

daunione sarda del 23\9\2014  


20/01/14

“IENE” TENDENZA SCIACALLI - GLI SCIENZIATI CONTRO LA TRASMISSIONE DI ITALIA1: “LE IENE” HANNO GRAVI COLPE NELL’AVERE CONCORSO A COSTRUIRE, INSIEME A VANNONI, L’INGANNO STAMINA”




da  dagospia del 19\1\2014 



“Trasfigurati i fatti provati che condannavano il metodo. Interpretando al peggio la filosofia situazionista, che mescola finzione e realtà, sono state asserite circostanze insussistenti per manipolare le sofferenze di malati e parenti. In un paese civile, Parenti e chi per lui, sarebbero anch'essi chiamati a rispondere davanti a un giudice”…

Elena Cattaneo, Gilberto Corbellini e Michele De Luca per "la Stampa"

La libertà di stampa è un valore non negoziabile. Proprio per questo, cioè per proteggerla, chi ne abusa causando danni a persone, in un Paese che costituzionalmente rifiuta ogni ipotesi di autorizzazione o censura, di regola andrebbe responsabilizzato dalla legge. Anche l'indicatore della libertà di stampa ci vede in fondo alla graduatoria internazionale dei paesi civili. 
Un esempio eclatante di irresponsabilità nella pratica della libertà d'informazione, da cui sono venuti danni irreparabili a persone e alla sanità pubblica, è l'uso che della vicenda Stamina ha fatto nei mesi scorsi il


programma televisivo «Le Iene». Interpretando al peggio la filosofia situazionista, che mescola finzione e realtà, sono state asserite circostanze insussistenti per manipolare e spettacolarizzare le sofferenze di malati e parenti.Viceversa, i fatti provati che condannavano Stamina sono stati trasfigurati. Sono stati letteralmente ribaltati e proposti come una «dimostrazione» della «falsa propaganda del potere costituito» o di non meglio precisati «interessi di potenti multinazionali». In quanto tali, gli eroici giornalisti di «Le Iene» li contrastavano. E per farlo hanno condito il tutto con «impressioni» o «sensazioni» mosse dalle più viscerali e irrazionali emozioni. Si dovevano usare per far questo bambini malati? Si usavano. Tra le testimonianze pubblicate in questi giorni, che danno conto dell'incredibile calvario offerto da Stamina a famiglie disperate in cambio di numerose decine di migliaia di euro, non è insolito leggere espressioni come «Avevamo visto questo programma "Le Iene"...».
Sulla vicenda Stamina il Senato ha ora dato avvio ad un'indagine conoscitiva, per comprendere anche il ruolo di alcuni mezzi di informazione nella sua origine ed evoluzione. Nel frattempo, ora che sta franando il palcoscenico su cui si è recitata la tragicommedia dell'«inganno Stamina», giocata intorno all'illusione di uno pseudo-trattamento dai poteri taumaturgici, il direttore del programma «Le Iene» (Davide Parenti), cerca di smarcarsi e ripete un ritornello già ascoltato: «Abbiamo solo raccontato».
Aggiungendo che la trasmissione ha «reso testimonianza», che «basta guardare le cartelle cliniche» (quali?), «abbiamo avuto curiosità per un tipo di cure, ripeto compassionevoli, che mandavano segnali», etc. E, per eludere ogni responsabilità professionale, butta lì che loro sono «un varietà, ma un varietà anomalo».
A nostro avviso, «Le Iene» hanno gravi colpe nell'avere concorso a costruire, insieme a Vannoni, l'«inganno Stamina». Con una responsabilità morale forse equivalente a quella dello «stregone di Moncalieri» e con un impatto comunicativo sicuramente superiore a quello che «uno o più stregoni» avrebbero mai potuto avere.
Ma facciamo un passo indietro, un po' di storia per capire meglio e non lasciare dubbi, a nessuno. Già in passato, Parenti e la sua trasmissione avevano «giocato» ad alimentare false speranze presentando fenomenali «cure» a base di staminali proposte in paesi non proprio al centro della scienza e della medicina come: Thailandia o Cina. Coerentemente, nella vicenda Stamina, «Le Iene» non hanno esitato a schierarsi con Vannoni, facendo da cassa armonica alle menzogne e alle falsità. È stato dopo un loro servizio che Adriano Celentano ha scritto la lettera pubblicata dal Corriere della Sera in cui si chiedeva al ministro Balduzzi di consentire ad una bambina di continuare a ricevere il «trattamento Stamina». Da quel momento è stata un'escalation. 
«Le Iene» hanno cominciato a montare e trasmettere riprese di bambini gravemente malati, facendo percepire al pubblico che il trattamento Stamina producesse effettivi e «visibili» miglioramenti. A questa tesi, perseguita con instancabile accanimento, hanno a più riprese mortificato e umiliato, oltre che la verità e il legittimo bisogno di chiarezza delle famiglie, anche la reputazione di non poche brave persone, esperti e scienziati «macchiatisi del peccato» di denunciare subito, senza mezzi termini, l'odore di bruciato.
«Le Iene» hanno teso una trappola al professor Paolo Bianco, esperto italiano tra i più qualificati al mondo su staminali mesenchimali, provocandolo e montando un servizio per metterlo in cattiva luce. Con sapienti «taglia e cuci» hanno prodotto immagini distorte del serio lavoro svolto dai professionisti della Commissione incaricata dal ministro facendo ricorso a piene mani alla loro (solita) scenografica e stucchevole pseudo-ironia riservata (solitamente) ai peggiori e loschi figuri intervistati in loro passate trasmissioni. 
E ancora, hanno ingannato lo staff di Telethon, mostrando Vannoni, «che per caso passava di lì», dialogare con un addetto Telethon (non un incaricato competente di aspetti medici e scientifici), allo scopo di suffragare l'idea che Vannoni fosse «interlocutore abituale e accreditato» degli scienziati del campo e «frequentatore attendibile» dello storico e internazionalmente riconosciuto ente no-profit di ricerca. Eccetera.
L'elenco delle «furbate» sarebbe lungo come tutti i servizi mandati in onda. Tutto sempre allo scopo di «raccontare» quel che loro stessi andavano sceneggiando, con l'intento da un lato di spettacolarizzare le sofferenze dei malati, e dall'altro di alimentare un'idea falsata della controversia, dove Vannoni doveva apparire il benefattore contro cui si erano scatenati i poteri forti e cattivi, incarnati dagli scienziati, ovviamente sempre al soldo delle case farmaceutiche (sia chiaro, le stesse che producono i farmaci che spesso salvano la vita a noi e ai nostri figli). 
Di una serie di altri aspetti invece «Le Iene» si sono completamente disinteressate: 
1) dell'indagare e raccontare che fosse Vannoni a intrattenere accordi commerciali con un'impresa farmaceutica multinazionale (Medestea - che le cronache dicono sia stata censurata dall'antitrust decine di volte per pubblicità ingannevole - tanto per restare in tema di corretta informazione); 
2) del perché il proprietario di quella stessa multinazionale comparisse «improvvisamente» dietro le telecamere di «Le Iene» durante l'aggressione a Bianco (giusto quei secondi per permettergli di esprimere squallidi epiteti sottotitolati dal programma senza dire chi realmente fosse e quali fossero i suoi interessi ad esprimersi così); 
3) del dettagliare l'insussistenza del «metodo» come riportato nelle valutazioni dell'ufficio brevetti americano (diventate pubbliche solo perché Vannoni & Co. non riuscirono nell'intento di «nasconderle»); 
4) dello spiegare cosa significhi uno pseudo-metodo plagiato e falsato da artefatti sperimentali russi (come riportato da Nature); 
5) che il trattamento Stamina non avesse nemmeno i requisiti di legge per essere «compassionevole» (termine usato spesso e a sproposito nei loro servizi); 
6) che non vi fosse mai stata un'autorizzazione formale dell'Agenzia Italiana del Farmaco ad effettuare il trattamento presso gli Spedali Civili di Brescia (fatto mai smentito da Brescia), e che anzi, nel 2012, l'Agenzia avesse riscontrato illegalità su ogni fronte; 
7) del raccogliere e raccontare i motivi che hanno spinto gli specialisti scienziati e clinici del mondo, oltre a premi Nobel, ad evidenziare che «non c'è nessun metodo» e nessuna «cartella clinica» in cui fosse scritto che i pazienti erano migliorati; 
8) che in agosto Vannoni stesso avesse detto che la sperimentazione clinica del suo «metodo» era inutile e che per la variabilità della Sma - fino a quel momento malattia bandiera di Stamina e di «Le Iene» - tale malattia era da escludere dalla sperimentazione governativa in quanto sarebbe stato impossibile osservare benefici. 
Senza trascurare che dal sito del programma, che riporta il logo di Stamina, si dava accesso facilmente a informazioni utili a chi intendesse «rivolgersi a qualche giudice» (non a qualche medico!) per ottenere la prescrizione del trattamento Stamina. Ora, il contratto di convivenza sociale prevede che i danni fatti si paghino.
In un paese civile, Parenti e chi per lui, sarebbero anch'essi chiamati a rispondere davanti a un giudice e, probabilmente, nessuna testata che si riconosca nei più elementari principi della deontologia giornalistica darebbe più una riga da scrivere, un secondo di trasmissione, a chi si è comportato come abbiamo visto fare.
Perché alla base della deontologia vi è il dovere di ricercare l'oggettività nella ricostruzione dei fatti. Se poi si sale a livello europeo, le raccomandazioni etiche dicono che i giornalisti devono chiaramente e manifestamente «tenere distinti i fatti dalle opinioni». Nel caso Stamina i fatti venivano costruiti, nutriti dalla materia di opinioni insensate o manipolatorie. Questo evidenzia, a nostro parere, una chiara responsabilità diretta di chi ha agito così.
Fino a quando in Italia si potrà continuare a giocare sul fatto che in un «varietà anomalo» si possa fare anche pseudo-informazione senza avvisare lo spettatore che si tratta di puro spettacolo? Questa è diventata l'immagine dell'Italia all'estero: quella di un Paese dove negli ultimi decenni - a livello della comunicazione non solo mediatica, ma anche politica - è sempre più difficile distinguere tra le spettacolarizzazioni mistificatorie e la realtà. 
Noi pensiamo che l'Italia vera non sia questa. Vorremmo che anche le competenze e il senso di responsabilità che nel nostro Paese non mancano, venissero sempre mostrate e valorizzate. Ovviamente affidandole a quei mezzi di comunicazione capaci di cogliere, consapevolmente e ogni giorno, il significato civile e la responsabilità sociale del loro ruolo.

13/01/14

BRESCIA. Coinvolti importanti politici lombardiCure ai raccomandati per “lanciare” Stamina. Speriamo che la gente apra gli occhi sui ciarlatani



in attesa della puntata di presa diretta stasera alle 21 su rai3 dedicata a punto al caso stamina ecco le ultime news , che se fossero confermate potrebbero ( come dicevo da titolo ) portare la gente ad aprire ulteriormente gli occhi nei confronti di un ciarlatano
 
 da  l'unione sarda  del  13\1\2014  

BRESCIA. Coinvolti importanti politici lombardi
Cure ai raccomandati per “lanciare” Stamina



BRESCIA
 «A Brescia c'era interesse di importanti personaggi della Regione di vedere curati se stessi e i propri congiunti, abbiamo perciò deciso di curare prima i raccomandati, così poi saremmo riusciti a far entrare i nostri bambini». È questa la dichiarazione choc di Marino Andolina, vice presidente di Stamina Foundation, intervistato da Presadiretta che fornisce così una spiegazione sul perché gli Spedali Riuniti di Brescia abbiano applicato per primi il contestato protocollo.
QUADRO INQUIETANTE Un nuovo tassello che si aggiunge ad un quadro sempre più inquietante, dove si allunga la lista delle testimonianze pubbliche delle tante famiglie che raccontano di avere dato somme ingenti all'inventore del metodo, Davide Vannoni, e alla sua associazione, dopo avere ricevuto assicurazione di guarigioni che però non si sono verificate. Come il papà di Nicole che racconta e dimostra con i bonifici di avere pagato 50 mila euro per alcune infusioni che hanno provocato anche problemi alla bambina, tanto da essere stata portata in ospedale. Le indagini del giudice Raffaele Guariniello a Torino, prossime alla chiusura, avrebbe individuato circa 70 vittime.
DURO IL MINISTRO Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che firmerà nei prossimi giorni, assicurano dal Ministero, il decreto che darà il via i lavori del comitato scientifico che dovrà nuovamente esaminare la metodica, ipotizza intanto ci possa essere stata truffa ai danni dello Stato se verrà dimostrato che sono stati consegnati all'ospedale di Brescia e al ministero due protocolli diversi.
L'AMMISSIONE «Un dirigente della Regione Lombardia aveva un problema, una malattia neurologica progressiva - ha spiegato Andolina durante la trasmissione che sarà trasmessa domani su Rai 3 -. Ha pensato che potevamo curarlo e ha favorito l'ingresso del nostro metodo negli Spedali di Brescia. Anche i dirigenti locali avevano qualche fratello, cognato o marito col morbo di Parkinson»,
UN PADRE ACCUSA «Il trattamento Stamina ci è costato 50mila euro, dobbiamo ancora finire di pagare e mia figlia resta sulla carrozzella»: ha invece spiegato il papà di Nicole De Matteis, una bimba di 11 anni. «Vannoni ci aveva promesso che la bambina avrebbe lasciato la carrozzella, adesso dicono che Stamina serve a migliorare la vita dei malati, ma a noi ci aveva promesso la guarigione».

22/12/12

Svanhild la bambina che volo con l'aquila un esempio di bufala che diventa verità

Leggendo questo articolo  preso  da  http://www.criptozoo.com/it/ mi  chiedo come mai la  gente  a  volte  sottoscritto compreso    creda  a panzane del genere  ma  poi  m'accorgo  che mi sto facendo la consueta  sega  elucubrazione  \ mentale  perchè  ho già  la  risposta  che   è .....  (  non ve  la  dico   subito altrimenti che  cavolo  lo faccio a  fare  questo  post  ,  la  trovate  a fine post .


Le aquile rapitrici tra leggenda... e realtà?  da Lorenzo Rossi 19.12.12  



La prima fotografia conosciuta di un'aquila reale nell'atto di predare del bestiame
Photo: KETTS NEWS
Era il 28 febbraio del 2011 quando il The Telegraph pubblicò l'impressionante fotografia di un'aquila reale(Aquila chrysaetos) nell'atto di volare v a con un agnello ghermito tra gli artigli. L'immagine (in verità più di una) fu scattata da un anonimo birdwatcher presso l'isola di Mull (facente parte delle isole Ebridi scozzesi) e destò ben presto aperti dibattiti tra gli ornitologi. Ad alimentare gli animi non fu tanto la questione se un'aquila reale fosse in grado o meno di trasportare in volo un agnello di piccole dimensioni (impresa assolutamente alla sua portata, potendo gli esemplari più grandi trasportare in linea teorica sino a 4,5 kg per lunghe distanze), quanto invece se l'agnello fosse o meno già deceduto prima di essere portato via dal massiccio rapace.
Ad ogni modo le foto dell'anonimo birdwatcher (di cui possiamo ammirare qui sotto un secondo scatto), risultano ad oggi le uniche immagini conosciute che documentano una predazione di un'aquila reale a del bestiame domestico.


La notizia non tardò a fare il giro del mondo e ben presto molti si domandarono se anche ben altri tipi di predazioni, saltuariamente attribuite a questo grande uccello, potessero avere delle fondamenta reali: gli attacchi in cui le vittime sono dei bambini.
Racconti del genere, soprattutto risalenti al passato, sono in effetti abbastanza impressionanti e hanno molto colpito l'immaginazione umana. Uno dei casi più tristemente famoso è quello che si dice avvenne nel 1838 presso la regione di Valais, nelle Alpi Svizzere, quando una bambina di 5 anni, Marie Delex, sarebbe stata portata via da un'aquila gigantesca mentre era intenta a giocare con un amico presso un crinale. Le grida del bambino superstite, sebbene ignorante dall'imponente predatore, furono udite da alcuni pastori che accorsi sul posto non trovarono altro che una scarpa di Marie ai bordi del precipizio. Il suo corpo, orrendamente mutilato e giacente su di una roccia distante circa 1 km dal luogo del rapimento, fu ritrovato due mesi dopo da un pastore.
Un altro caso sorprendente, che  .... (  continua  qui   ) 

video

La  notizia  , di cui  trovate  il  il video     sopra   è  palesemente falsa (   anche un mezzo  cieco  smiley e poco  esperto di grafica   come  me   se  n'accorge   )   per il fatto che : 1)   come dice  l'articolo sopra  riportato  , a   Montreal c'è la neve già da un mese, la quale non appare però nelle riprese, e sembra davvero molto difficile che se un avvenimento del genere si fosse realmente verificato nelle scorse settimane, sia giunto alle orecchie dei media e della Rete, soltanto oggi.. 2)  dai commenti   al  video sulla pagina di repubblica  in particolare   quello  di o BorgognoAlessandro Borgogno  : <<  Io c'ero tre giorni fa, e l'ho scritto da subito. Ma non epr motivi tecnici. Il filmato è fatto molto bene e ormai si può fare qualunque cosa anche senza che sia riconoscibilie. Molto più semplicemente (e poco tecnologicamente) ho subtio portato una serie di elementi che rendevano molto poco probabile l'avvennimento. Dalla specie di aquila ritratta nel video, al luogo, alla situazione, al fatto che una cosa del genere si sarebbe saputa anche da altre fonti e non solo da un video su yotube, da alcuen regole basilari del comportamento animale, etc etc etc... >>
Mi ha  lasciato  incredulo \ meravigliato , forse  perchè  sono abituato ai  bla  bla  bla  fra  i complottisti  e  gli  anti complottisti  che per porre fine al dibattito che si era scatenato  sulla rete, tra gli esperti di computer grafica che avevano già "fiutato" il falso e chi, invece, riteneva possibile l'attacco testimoniato dal video.  ci  sia  voluta un'ammissione di "colpa" in piena regola  da  parte  degli stessi autori . Quattro ragazzi ventenni che l'hanno ideato: Normand Archambault, Loic Mireault, Antoine Seigle e Felix Marquis-Poulin. Tutti quanti studenti di animazione 3D al NAD Center di Montreal. Il loro professore gli aveva dato un compito: "Create un falso video in grado di diventare reale". E loro, grazie all'esperienza nella computer grafica, lo hanno svolto alla perfezione. "Siamo senza parole - affermano i ragazzi all'indomani del fake che ha tratto in inganno i media di tutto il mondo - Non pensavamo che potesse accadere tutto questo". E rivelano, poi, come è nata l'idea del filmato: "Abbiamo analizzato YouTube e ci siamo accorti che gli animali e i bambini sono i protagonisti dei video più cliccati". Il portavoce del NAD Center in cui studiano i ragazzi aggiunge: "Sia l'aquila sia il bambino sono stati creati con l'animazione in 3D e solo successivamente sono stati inseriti nel filmato originale".Ma  soprattutto il  fatto  che Nessuno, però, aveva fornito le prove necessarie per definirlo con certezza un falso per porre fine al dibattito che si era scatenato ieri sulla rete, tra gli esperti di computer grafica che avevano già "fiutato" il falso e chi, invece, riteneva possibile l'attacco testimoniato dal video. Nessuno, però, aveva fornito le prove necessarie per definirlo con certezza un falso. E intanto il filmato dell'aquila continua a "volare" su YouTube, dove ha superato i 16 milioni di visualizzazioni. 
Quindi  si  può desumere   come  l'ornitologia  moderna  ..... L'ORNITOLOGIA moderna è in concorrenza con la mitologia *  e  di come  evadere e basta  anzichè cercare u compromesso  fra fuga \  fantasia   e realtà  si preferisce  credere  alle  bufale 


  da  repubblica  online  

La fortuna dei falsi sul web
L'ultimo episodio è il video di un rapace che prende un bimbo: subito milioni di contatti ma era un fake. Dagli spot per prodotti inesistenti agli scoop-burla, ecco che ricorre a internet per i suoi scherzi globali

di VITTORIO ZUCCONI







ERA il 1984 quando il mondo rise della "beffa di Modigliani", le tre teste false ripescate da un canale di Livorno. Lo scherzo, si direbbe oggi, diventò "virale", fece il giro del mondo, generò scandalo e possibili arresti. E fu ben poca cosa, in fondo una burla di provincia, rispetto all'alluvione di falsi, di "fake", che oggi, trent'anni dopo, galleggia sull'oceano di Internet.
un estratto   dal video 
E che il caso dell'"Aquila e del bambino" ha riproposto. Quando tre ragazzi del Centro di Montreal per l'animazione cinematografica in 3D hanno prima diffuso su YouTube la clip di un'aquila che ghermisce un bambino in un parco e poi hanno ammesso di averlo creato in studio, l'intera e immensa videoteca globale è tornata sotto accusa e sospetta. Anche se esperti di "Cgi", di animazione computerizzata e di effetti speciali hanno impiegato poche ore per smascherare il falso, magari semplicemente notando che quella specie di aquila non vive nella zona di Montreal e che le ombre erano sbagliate, almeno venti milioni di persone lo hanno visto e milioni di madri hanno rabbrividito. Non è accaduto, non potrebbe neppure accadere, ha comunicato il Centro di Montreal, ma la discussione si è subito spostata dal rischio dei bambini attaccati dai rapaci al rischio di essere ghermiti dai falsi e dagli inganni visivi che infestano la Rete. Siamo tutti bambini, di fronte all'aquila del falso video.Non è stata certamente Internet a scoprire e sfruttare le infinite possibilità della falsificazione e dell'illusione ottica e la professione del falsario è antica. Ma il caso dell'"Aquila e del bambino" ha ripetuto quello che molti utenti e frequentatori della Rete preferiscono ignorare: che Internet è egualmente fonte di ogni possibile verità e di ogni possibile menzogna. Tutto ciò che è visibile è falsificabile. Qualsiasi studente di computer graphic può organizzare la propria Beffa Modigliani grazie alla velocità e alla potenza del più umile pc di oggi.Ci sono interi siti porno costruiti sulla sovrapposizione di volti celebri sulle spalle di protagonisti veri di acrobazie erotiche e oscenità assortite. Video con Ufo e alieni sono tra i prediletti e alcuni, come quello costruito nel cielo di Haiti, sono specialmente "autentici". Divenne celebre la sequenza di una madre che esplode colpi contro il figlio in un passeggino, protetto da una lastra antiproiettile che non esisteva altro che nella finzione video. E abbondano sequenze "girate" in luoghi ultrasegreti, come la sempre ghiotta "Area 51" nel Nevada. Pattugliare i siti, vegliare su YouTube che riceve 70 minuti di nuove clip ogni minuto richiederebbe, qualcuno ha osato calcolare, tra i quattro e cinquecento anni di tempo, secolo più secolo meno e comunque l'utilizzatore finale è generalmente disarmato di fronte al possibile falso. Il meccanismo psicologico difensivo della "sospensione della incredulità" che scatta quando entriamo in un cinema o guardiamo uno spettacolo televisivo o teatrale sapendo benissimo che né vampiri, né zombie, né hobbit o maghetti esistono, fatica a proteggerci dalla illusione che quei filmati siano autentici, come fu il primo, ingenuo pezzettino di Jawed Karim, uno dei creatori di YouTube oggi inghiottita da Google, nello zoo di San Diego.I media tradizionali, i cosiddetti mainstream, nella loro ricerca di pubblico contribuiscono alla confusione e accreditano il falso. Dal "Gattino Bonsai", infelice e inesistente felino allevato in bottiglia per miniaturizzarlo, alle "Scie Chimiche", panzane, scherzi, invenzioni rigurgitano anche sotto le bandiere di media rispettabili, che abdicano alla propria funzione di filtro per avere contatti. Avviene anche di peggio, come nel caso della Fox News di Murdoch o della augusta Cnn sorprese a mandare in onda immagini di violenza e di sommosse di strada girate in un Paese e attribuite a un altro, per "effetto".Sono la rapidità e la diffusione offerte dai nuovi strumenti a dare una qualità nuova a questo genere di fake, di invenzioni. La potenza del "Visto con i miei occhi" oltrepassa la diffidenza verso la parola scritta e conduce a effetti perversi. Un'università britannica ha dimostrato che soggetti cavia chiamati a raccontare un evento che hanno vissuto in prima persona cambiano la loro versione dopo avere visto un filmato dello stesso avvenimento falsato e ricostruito ad arte.In molti, quando uscì il devastante video di Mitt Romney che irrideva al 47 per cento di americani, si chiesero subito se quella ripresa amatoriale, attribuita a un cameriere, fosse un altro, un ennesimo falso. Non lo era. Ma le possibilità di inganni sono infinitamente superiori alla capacità del pubblico di vedere il trucco. Il mondo della politica, come da tempo quello della pubblicità, non può essere molto lontano dal capirlo e dallo sfruttarlo. Sesso, bugie, potere e YouTube.

 con esiti più o meno disastrosi  (  vedere  le dittature  del  novecento )  e  mandare il cervello in cassa integrazione e  rifugiarsi  nell'illusione  e nella  fantasia  . Insomma un ritorno al medioevo proprio come  evidenza   lo studioso esperto del medioevo  Jacques Le Goff  sia in questa recente intervista  sull'ultimo venerdì di repubblica  : << (....)  <<  in tutte  le  società e  in tutte le  epoche   l'umanità ha  bisogno   di mantenere  un contatto fra il reale e l'immaginario .Veda  il più recente  successo della fantascienza   non solo  fra  gli sprovveduti   (...)  >>  e in  uno dei  suoi libri più noti ed importanti  Le Moyen Âge aujourd'hui, Léopard d'Or, 1998

*

Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget