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09/07/13

Genoveffa, storia a lieto fine di una tartaruga marina sfortunata. da prigioniera all'acquario d'alghero a libera in mare

  Unione sarda  
Martedì 09 luglio 2013 17:53

Prioginiera" per 35 anni in una piccola vasca dell'acquario di Alghero. Adesso per Genoveffa, così era stata ribattezzata la tartaruga marina, inizia una nuova vita con la speranza che presto possa tornare tra le onde del mare.
Genoveffa, storia a lieto fine di una tartaruga marina sfortunata





Ha un lieto fine la travagliata storia di un esempplare di Caretta caretta che nei giorni scorsi è stata sequestrata dal Corpo forestale dello Stato all'acquario di Alghero.
Dopo le visite e i controlli alla clinica veterinaria Duemari di Oristano, adesso Genoveffa si trova al Cres di Torregrande (il Centro di recupero delle tartarughe del Sinis), dove sarà rimessa in sesto con l'obiettivo di liberarla in mare, non appena le sue condizioni lo consentiranno.
LA STORIA - L'esemplare femmina di Caretta caretta era stata catturata nelle acque del Mediterraneo nel 1977, prima che entrasse in vigore in Italia la Convenzione di Washington (Cites) per la tutela di specie animali e vegetali in via di estinzione.
Da allora Genoveffa è stata relegata in una vasca per l'esposizione al pubblico. Un ambiente che, secondo gli uomini della Forestale, "è privo dei requisiti minimi necessari per garantire le idonee condizioni bio-etologiche e di conservazione della specie oltre che quelle basilari di benessere come la temperatura controllata e il ricambio adeguato dell'acqua".
LA BATTAGLIA - Già due anni fa, la Caretta caretta era stata sequestrata dal Corpo Forestale della Regione. Un quadro clinico preoccupante, uno stato nutrizionale inadeguato avevano reso necessario il trasferimento urgente dell'animale nel Centro di recupero specializzato di Torregrande.
Otto mesi più tardi, però, il Tribunale di Sassari aveva disposto il dissequestro e l'esemplare era stato restituito al proprietario dell'acquario. C'era stata quasi una sollevazione popolare, manifestazioni, mobilitazione sui social network e a livello internazionale. Una battaglia combattuta su più fronti fino ai recenti sviluppi.
IL BLITZ - Un controllo eseguito in collaborazione tra il Servizio Cites Centrale di Roma del Corpo forestale dello Stato, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l'Unità Operativa per la tutela degli animali del Ministero della Salute, con la collaborazione di un team di veterinari specializzati.
E nei giorni scorsi il Corpo forestale dello Stato ha strappato Genoveffa a quell'ambiente infelice da cui viveva da quando aveva pochi anni di età. Dal sopralluogo effettuato all'acquario di Alghero è emerso uno stato di generale degrado. La vasca che ospitava la tartaruga era ancora priva dell'impianto di termoregolazione, della luce diretta del sole e delle lampade UVB.
L'acqua nella vasca era torbida, tanto che saranno analizzati alcuni campioni. "Il carapace della tartaruga appariva deforme, opaco e rivestito da uno strato di alghe, aspetti tipici di soggetti con gravi carenze nutrizionali provocate dalle pessime condizioni ambientali", aggiungono dal Corpo Forestale.
LA DENUNCIA - Dopo aver acquisito anche il parere dei medici veterinari, il proprietario dell'acquario è stato denunciato per maltrattamento e detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura. L'uomo, inoltre, dovrà rispondere anche per l'offerta in vendita e l'utilizzo per fini di lucro dell'esemplare in assenza della prescritta documentazione Cites.
La sentenza del 2012 del Tribunale di Sassari aveva legittimato la detenzione dell'esemplare, poiché catturato prima della Convenzione di Washington, ma non il suo utilizzo per fini commerciali. Dalle indagini sarebbe emerso che il responsabile, invece, avrebbe anche tentato di vendere la tartaruga.
L'ALLIGATORE - Nell'acquario era tenuto anche un esemplare di tartaruga alligatore, appartenente ad una specie considerata pericolosa per la salute e l'incolumità pubblica. Non c'erano le necessarie autorizzazioni, così anche questo rettile è stato sequestrato. Entrambe le tartarughe sono state trasferite presso un Centro di Recupero specializzato di Torregrande, Oristano.

Valeria Pinna

Molto eloquente  anche il  commento a tale  articolo  :<<  Torna presto alla liberta'.Tante altre tartarughe vivono la stessa condizione,sono quelle acquatiche americane che comprate nei negozi,piccole quanto una moneta da 2 euro ma che nel giro di pochi anni diventeranno grandi 30 cm,che vengono alimentate in modo scorretto a gamberetti secchi(devono mangiare pesce crudo di acqua dolce e altro) e che una volta troppo cresciute se non muoiono prima verranno liberate nei laghetti cagliaritani o ancora peggio in natura,prima di comprarle pensateci molto bene. >>

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