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04/01/16

«Non sono un hacker», un anno al giovane che violò il server della Nasa



«Non sono un hacker», un anno al giovane che violò il server della Nasa

da  www.unionesarda.it  del  4\1\2016  08:46

alessio arceri il giovane di bacu abis che viol il sito della nasa
                      Alessio Arceri, il giovane di Bacu Abis che violò il sito della Nasa

Per i giudici voleva carpire i segreti della Nasa e lo hanno condannato a un anno.
Secondo lui, l'ente spaziale americano era sotto l'attacco di potenze straniere avverse agli Usa e la sua curiosità di internauta «è rimasta incastrata in un complotto internazionale molto più grande delle mie capacità: non sono un hacker».
Alessio Arceri, il 26enne di Carbonia genio dell'informatica, si confessa dopo la notorietà piovutagli suo malgrado col processo che lo ha visto pochi giorni fa condannato per l'intrusione nel server della Nasa e assolto dall'accusa di averlo danneggiato.
Una seccatura non esente da risvolti positivi: proprio questa rogna giudiziaria gli ha permesso tempo fa di trovare lavoro in un'azienda del settore, in Toscana, ai cui titolari risultava gradita la sua intraprendenza online e la capacità (vero o falsa che fosse) di “bucare” il colossale e ultraprotetto sistema informatico della nazione più potente del mondo: «Poi l'azienda è fallita - racconta Arceri, a Carbonia per le festività - e sono andato a cercare fortuna a Londra dove ho continuato a studiare programmazione, ma ricordo con affetto che quando mi assunsero sapevano del processo e non la ritennero una nota di demerito».


14/12/13

Federico Fanti,precario all’Università, Scopre primo fossile di dinosauro con cresta da gallo.

Va bene che   come dice  un commento  all'articolo riportato sotto  


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      Ma credete che all'estero i ricercatori abbiano tutti contratti a vita?
      All'estero il ricercatore è una figura ancora più precaria che in Italia, la differenza tra qui e in molti altri Paesi sta soprattutto nei maggiori salari esteri (dovendo lavorare molto ma molto di più però) e in una maggiore facilità, una volta scaduto un contratto, a ritrovarne un altro.
      Di certo, se c'è una cosa che invece NON è migliore, è proprio la stabilità del posto di lavoro.
      p.s. sono un ricercatore (precario), non parlo per sentito dire



    • Ma la  situazione dei precari in italia  dei precari  e dei ricercatori  universitari tra baroni   vecchi e nuovi , nipotismo  , ecc   grave   se  non si sa   se  fuggire  all'estero o distruggere   e poi ricostruire  fino al prossimo  reflusso come fa notare  tale spezzone   di film 



    o  lasciare  l'italia  in mano  a tali persone


    da il fattoquotidiano   David Marceddu | Bologna | 13 dicembre 2013

    Scopre primo fossile di dinosauro con cresta da gallo. Ma è precario all’Università
    Federico Fanti, 32 anni 1.800 euro e una cattedra all'ateneo di Bologna, ha appena fatto una scoperta che potrebbe rivoluzionare gli studi sui grandi rettili. Ma in Italia ha un contratto da ricercatore e nel giro di uno o due anni potrebbe essere di nuovo a spasso. "Senza sicurezze potrei andare all'estero. Le offerte non mancano"




    Oggi tutto il mondo scientifico parla di lui e della sua scoperta eccezionale: il ritrovamento, per la prima volta, di un dinosauro con una cresta molle sulla testa, come quella dei galli. Lui, lo scopritore, è entusiasta: “Quella cresta non aveva nessun’altra utilità che quella di comunicare. Questa novità può aprire orizzonti nuovi nello studio dei dinosauri”. Il rinvenimento a opera di Federico Fanti, paleontologo di 32 anni dell’università di Bologna, è stato reso noto oggi dalla rivista Current Biology che gli ha dedicato la copertina. Un giornale pari per fama a Science o Nature e che ha consentito al giovane studioso di essere citato oggi sulle testate e sui i siti internet di tutto il pianeta. Eppure Fanti deve fare i conti con un contratto da ricercatore a tempo determinato e presto o tardi questa precarietà potrebbe portarlo lontano dall’Italia. “Se la parola merito in Italia ha un senso, spero al prossimo concorso di ottenere un lavoro più sicuro anche grazie a quest’ultima pubblicazione”. Le offerte dall’estero, soprattutto dal nord America (il ritrovamento è avvenuto in Canada) non gli mancano. Ma lui, con un figlio piccolo e la passione per l’insegnamento, vorrebbe stare nel suo Paese: “Non è una questione di soldi, ora guadagno 1.800 euro al mese grazie alla cattedra di Paleontologia dei vertebrati all’università. Non mi lamento. Il problema – spiega al fattoquotidiano.it lo scienziato – è la tranquillità di non dover cercare un posto di lavoro ogni tre anni. Come posso fare ricerca con altri colleghi in tutto il mondo, se poi periodicamente devo dire loro: ‘Scusate mi scade il contratto’?”.
    A scoprire il dinosauro nello stato dell’Alberta è stato proprio Federico in persona: “Il ritrovamento è avvenuto nel 2011, poi ci sono voluti due anni perché la cosa venisse studiata e se ne capisse l’importanza”, spiega Fanti. L’Edmontosauraus regalis – ‘scavato’ dallo studioso dell’Alma Mater insieme a una squadra internazionale composta da Phil Bell (Università del New England, Australia), Philip Currie e Victoria Arbour (Università dell’Alberta, Edmonton, Canada) – è un esemplare mummificato del dinosauro dal becco d’anatra noto come hadrosauro. Questa specie era diffusa nel continente nord americano circa 75 milioni di anni fa. Nonostante i ritrovamenti dei loro resti siano piuttosto comuni, nessuno sospettava che questi erbivori lunghi fino a 12 metri avessero una cresta fatta interamente di carne sul cranio.
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    Lo scheletro è stato ritrovato in sedimenti vecchi di 70 milioni di anni che affiorano vicino alla città di Grande Prairie e solo durante lo studio condotto nei successivi due anni se ne è compresa la rilevanza: a mano a mano che la roccia veniva rimossa appariva il corpo mummificato e in condizioni perfette del grande dinosauro. “Per me che sono cresciuto con il mito di questi bestioni, la scoperta è una grande soddisfazione. Fino a oggi non c’erano indizi sulla presenza di queste creste. Molte specie infatti le avevano ben sviluppate. Ma negli esemplari rinvenuti sinora sotto la cresta c’erano le ossa”, spiega Fanti.
    La presenza di creste sul cranio può essere ricondotta a due funzioni principali: la comunicazione sociale o l’esibizione sessuale. In entrambi i casi la sua presenza implica dinamiche sociali sviluppate e ben definite nell’ambito di singole specie di dinosauri. Forse servivano a indicare le gerarchie all’interno del branco, la maturità sessuale di un individuo o a mandare messaggi a possibili predatori. In questi giorni lo studioso bolognese è alle prese con le commissioni di laurea. Le sue lezioni sono frequentate e l’insegnamento è una passione da coniugare, per meno di 2mila euro al mese, alla ricerca scientifica. “Ma a questa non vorrei dovere aggiungere la ricerca di un lavoro. Se invece non avrò sicurezze, sono pronto ad andare via”.

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