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10/12/15

La mia guida al natale e alle festività 205\2016 [ come sopravvivere alle festività ] V come passare la cena o il pranzo di natale in tranqullità evitando o riducendo il conflitto tra vegani e carnivori , cosa e quanto mangiare , e come sistemare i bambini non parcheggiandoli a play station e tv

puntate  precedenti


Ed eccoci all'argomento cene e pranzi \ abbuffate uno dei tempi più forti delle guide che fine novembre inizio di questo mese iniziano a comparire su riviste , giornali , web e social .
Quest'anno cercherò d'essere , spero di riuscirci , il più originale nel trattare l'argomento cercando d'affrontarlo non soffermandomi solo sul cibo . Quindi reicette per carnivori , vegetariani e vegani le trovate nelle mie guide precedenti
Il conto alla rovescia in vista delle festività di Natale è iniziato e con esso :

1) il pensiero dei chili di in più che si metteranno, tra pranzi e cene in compagnia di amici e parenti.

Ed i tentativi per riuscire ad affrontare questo periodo così impegnativo e difficile senza troppi sensi di colpa . Il consiglio è per per arrivare a queste lunghe "maratone" a tavola ? senza rinunce è o quello di seguire qualche giorno di disintossicazione o dieta , prima delle festività" sotto alcuni consigli .

N.b

Le informazioni riportate sono solo di catsttere generale non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate in maniera completa per tutti i casi . I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere del proprio medico di famiglia o medico nutrizionista . Infatti essa va affrontata con impegno e costanza, Vietati i digiuni e le diete fai-da-te soprattutto se strettamente ipocaloriche, perché il peso perso viene comunque recuperato in poche settimane e con gli interessi.


Ecco che sarebbe << [....] Meglio adottare una dieta a base di cibi leggeri, ricca di frutta e verdura con il consumo di molta acqua e tisane drenanti (qui un elenco di erbe utili) ma non zuccherate. Da preferire, quindi - come sostiene il nostro esperto di fiducia, il Dr Luca Speciani -, una dieta normo calorica e ben bilanciata in cui rientrino solo cibi genuini..A tale proposito vale la pena riportare la lista dei prodotti con proprietà terapeutiche e nutrizionali utili per disintossicare l'organismo, stilata dalla Coldiretti. [....] >> ( da questo articolo di http://scienzaesalute.blogosfere.it/ )



DIETE PRE NATALIZIA

due miei areticoli precedenti

A ) http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.it/2012/11/come-sopravvivere-alle-festivita.html
B ) http://ulisse-compagnidistrada.blogspot.it/2012/12/inizialmente-gli-anni-il-post-cene.html




http://www.nonsprecare.it/dieta-prenatalizia
http://www.panorama.it/scienza/dieta/dieta-pre-natalizia-9-consigli-per-prepararsi-alle-abbuffate/
http://www.dietagratis.com/diete/12549-dieta-pre-natalizia/
http://benessere.atuttonet.it/alimentazione/diete/dieta-prima-di-natale.php




se nel caso non ci si riesce ( o non si vuole ) neppure a fare come suggerito nella I puntata di questa guida e si preferisce passare direttamente al dopo ecco come :




POST NATALIZIA

oltre alle dritte della coldiretti citate nelle righe precedenti ecco altri link

http://www.viveredonna.it/mangiare-troppo-a-natale-la-dieta-se-hai-mangiato-troppi-grassi/
http://www.trucchidicasa.com/salute-e-bellezza/dieta-disintossicante-del-dopo-natale/
http://blog.giallozafferano.it/msp/menu-depurativo-post-abbuffata/




Oppure come consigliavo in una delle guide precedenti , a gli allergici alle diete pre o post natalizie o a chi riesce a trovare un equilibrio alimentare , ecco un trucchetto consigliato dal sito http://www.pourfemme.it << che adotto io è di mangiare solo quello che mi piace sul serio, ad esempio il panettone con l’uvetta non è che mi faccia impazzire, così come certi dolci super farciti o gli antipasti e i piatti tipici super calorici…meglio approfittare di una dose doppia di profitterols, i miei sensi sono molto più appagati ed ho fatto una rinuncia che in fondo non pesa e per giunta neanche l’ombra dei sensi di colpa! ... continua qui >>.








2) Un 'altra caratteristica  dei pranzi e cene     presente  ( non solo in  questo periodo dell'anno anche se insieme alla pasqua si fa più intensa)  a natale è il conflitto fra vegani ( lo stesso che c'era tra carnivori e vegetariani ora si è ridotto  quasi  estinto in quanto sono riusciti a tollerarsi \ coesistere ) e Carnivori Ora evitiamo, soprattutto se   li abbiamo come :  amici  \  che , conoscenti , colleghi   , ed   familiari  diretti  o acquisiti , almeno in questi giorni dell'anno non basta i pregiudizi e gli sfottò o prediche semi serie che essi devono affrontare durante il resto dell'anno per una scelta di vita ( è vero a volte  tale  scelta ,  senza  ovviamente fare  di tutta  un erba un fascio generalizzare viene  intesa   dagli stessi vegani  innmniera  fanatica  e da chiusura mentale, esperienza personale ) ma  evitiamo  di pretendere   che siano  solo i Vegani ad  adeguarsi  a  noi   Carnivori   o  viceversa    come  afferma esempio questo   post


1 arieldubois13/12/14 13:40
Carissimi del forum come dice il titolo del mio post io e mio marito stiamo vivendo una situazione di grande disagio! Io ormai vegana a 360 gradi da quasi 2 anni,lui mi ha seguito dopo qualche mese,felicissimi e molto motivati dalla nostra scelta....
lo scorso anno siamo riusciti a goderci il Natale da soli noi 2 coi nostri animaletti!
Quest anno tocca pasteggiare dalla suocera con i fratelli di mio marito,le cognate e i loro bimbi....tutti onnivori.... Così mia suocera è già in paranoia....deve pensare a mia cognata celiaca e farle un menù apposta....ma quello sarebbe il meno!
Oggi ho saputo che tutti VOGLIONO LASAGNE VERE(CON CARNE)POLLI ARROSTO E PANDORI E PANETTONI CON CREME (VERE) DI UOVA E MASCARPONE!....
io mi sto già sentendo male.....secondo loro noi ci dobbiamo adattare che siamo in minoranza!
Ma vi sembra possibile?dicono che non possiamo certo pretendere che decidiamo noi il menù....che figurarsi mangiare fagioli??mai nella vita!Dobbiamo stare lì,mangiare le nostre cose e subire la visione dello sfacelo nei loro piatti.....quegli odori ci disgustano e pensare alla sofferenza che si cela nei loro piatti mi manda in bestia!
A questo punto proporrò di andare solo più tardi a bere il caffè....sapendo che creerò malumori,malcontenti e parole dietro le spalle....
Domando ai veterani consiglio e opinioni su come hanno gestito queste situazioni!
Ormai non partecipiamo più a raduni di famiglia,usciamo quasi solo con vegani e i veri amici si adattano a noi....la famiglia crea solo ostacoli e problemi!
preso da  http://www.veganhome.it/forum/

Oppure  fate  buon viso  a  cattivo  gioco  o  fare  finta  di niente    Come  fare   quindi   ecco alcuni  miei consigli
Cucinare  insieme     dei piatti neutri    come suggerisce    (  non ricordo in quiale  forum ho  trovato   questo url  di una vegana  non fanatica  che  la  pensa come me ) http://www.vegcoach.it/blog/natale-wellnessse-non-si-offende-nessuno-vegan-senza-glutine-senza-zuccheri-aggiunti
 se  siete  di quelli   che    a natale  non vogliono regali o   non volete  che  gli altri\e  spendano per  voi  (  vedi  la mia    puntata    sui regali ) preparate  se  avete  un invitato    vegano \  vegetariano un piatto o comune  a  tutti\e  (  solo verdure  o  contorni  ) o un piatto vegano   oppure  mette  dollci  normali e  dolci vegani 


P.s  
  Gli stessi consigli   valgono anche   per  il cenone   di san Silvestro o  il pranzo di  capodanno se  decidete  di farlo a  casa  o  a casa  d'amici  

3)   Bambini

dalla rete

Io non ho  bambini  nè  nipoti diretti   ma  solo indiretti  (  figli di  cugini in primo o in secondo e terzo ) dico  pero  solo questo   che la televisione  ed  internet  , play station  e  pc   specie durante le feste  non dev'essere  usata   come riempitivo \ tappabuchi. . Regola  che andrebbe seguita   anche  nellresto dell'anno  non solo a natale  . 
Ecco come ( non solo alle mamme  )   distrarre  anche a natale i bambini  dalla tv  ecco alcuni suggerimenti   del sito  suggerimenti  sito  pianetamamma.                                               Altre soluzioni                         

 vignetta  di slvia  ziche  su settimanale topolino non ricordo la  data  
 1)   inventatevi voi  delle storie  a tema  in modo da distrarli dalla   tv come si faceva  una  volta   intorno  a  fuoco  o come si faceva  nella nostra  prima infanzia   prima    quando  la tv   non era   alla portata  di  tutti o  era  limitata  a  poche ore   in maniera   ed internet  e pc   stava no appena iniziando  che non  si riducano cosi  come  questa  vignetta che  trovate  sopra   a destra  . Usatela  ma  con criterio  e  giudizio    
2)   fateli  giocare  
a tombola nella versione classica per bambini   http://www.donnaclick.it/
Mentre gli adulti giocano a tombola con il classico cartellone numerico su cui posizionare la propria pedina, i bambini possono divertirsi con la tombola a disegni. Questa tombola è adatta per i piccolini che ancora non conoscono nè “apprezzano” i numeri del tombolone ! In questo modo, avrete in un solo colpo, un gioco di Natale adatto ai bimbi e i disegni da colorare. Ecco come si gioca:

Regole del gioco

Prima di tutto bisogna stampare le cartelle della tombola che abbiamo messo nella nostra raccolta di immagini
Successivamente ritaglierete da una delle schede stampate gli oggetti presenti nelle caselline e li porrete in un sacchettino per l’estrazione
Date ad ogni bambino una scheda da colorare
Estraete o fate estrarre a loro un oggetto da colorare
Date il via per colorare l’oggetto estratto
Una volta colorata l’intera cartella potete decidere di dare un premio a chi ha colorato meglio

In alternativa, potete dare schede diverse ad ognuno ed estrarre gli oggetti finchè non ci sarà un “ambo”, “terno” e così via come nella tombola degli adulti
Quello che vi possiamo dire è che i bambini amano di gran lunga colorare che fare “tombola! ”

Attenzione  Potete decidere di incollare i disegni su cartoncino colorato e tenere la tombola di Natale per gli anni seguenti.
Gratificate i bambini che giocano e colorano con regalini importanti più che con soldi perchè questa è l’età in cui si costruiscono i valori; andranno bene degli abbracci, un applauso, un’ora di gioco in più, una passeggiata, un succo di frutta; un dolcino; una ricetta adatta a loro… evitate, insomma, il denaro  al di sotto dei  12\14  anni !
  
oppure  nella versione moderna   quando si superano  gli  8 \10  anni    da  http://www.pianetadonna.it/

Alcune varianti del gioco più amato delle feste. Per rendere originale la tradizionale tombola...
E' il più classico dei giochi di Natale, adorato soprattutto da nonni e piccini, fuggito da qualche adolescente e replicato ad ogni festa, perchè in fondo in fondo non è davvero Natale senza qualche casellina da abbassare e qualche numeretto da leggere ad alta voce. Se anche per voi la tombolata di Natale ha il suo fascino, ma a volte siete stanche del solito gioco, provate una di queste simpatiche varianti:
Tombola cinematografica: al posto del solito tabellone con i numeri, ci saranno per esempio 90 nomi di film e attori che amate, gli stessi scritti nelle cartelline (che chiaramente dovrete fare voi a mano, quindi: pazienza e fantasia!). Potete chiamare ogni cartellina con il nome di un film, dedicarvi a genere amato, usare foto ritagliate o illustrazioni... e coinvolgere parenti e amici nella preparazione del... set da gioco! Naturalmente il tema può anche cambiare: dalle favole al calcio, dal cibo alla moda, non vi resta che scatenare la fantasia Tombola con premi segreti: invece della solita carrellata di premi - dall'ambo alla cinquina, fino al maxi premio - nascondete in una scatola le varie vincite, in modo che nessuno saprà, fino alla fine, se anche con un semplice ambo potrà mettere le mani su un bel bottino !

oltre  la  tomola  ecco altri giochi  ed  alternative  alla  tv  e  dvd http://www.homemademamma.com/2009/12/19/giochi-natalizi-per-bambini-la-tombola-e-il-memory-di-natale/


20/12/11

natale vegano + ricette vegan

questo post  nasce   da : 1)  dalla  risposta  su  fb dove  finiscono i post del  blog  da  parte  di *****  una mia  amica  Vegana : <<Giusè noi vegan non sopravviviamo! Viviamo meglio ;"D! >>;., 2  da
a un richiesta  d'aiuto  fatta  per il post   sui vegani  e le cene \  pranzi  natalizi   vista la  profondità  e  l'impossibilità  di  riassumerla   per  metterla  in quel  post  , la metto qui interamente   e senza  commenti  .
Un grazie  a Barbara primo di http://www.promiseland.it/ un altro sito importante  come punto di riferimnto per  i vegani  e non, che  ha  risposto  a questo mio sondaggio 

 Io 
 volevo chiedervi di raccontarmi il vostro primo natale vegan , e le reazioni dei vostri  familiari e gli altri parenti . ma soprattutto  come  fate  resistere alle provocazioni dei carnivori .?

Lei  
Il mio primo Natale vegan l'ho passato in casa, in famiglia, ho la fortuna di abitare lontano, quindi sono i parenti che, venuti a trovarci, hanno dovuto sottostare a quello che avevo preparato io.
Avevo programmato con cura il menù in anticipo per presentare pietanze saporite e non troppo complicate, o con ingredienti diversi e dai gusti bizzarri.
Quindi avevo fatto una vellutata di mais con dei funghi secchi, una terrina saporita e ricca ai funghi, una crema affumicata da spalmare su del pane grigliato e per il dolce mi ero affidata alle mani esperte di un'amica che ha saputo riprodurre i sapori della famosa torta di mele francese "Tatin" ma usando solo ingredienti vegan. Più le solite insalate, un buon bicchiere di vino per chi lo voleva e il pane fatto in casa da me.
Devo dire che le persone più anziane del gruppo erano piuttosto scettiche ed in bilico tra "Ma voi mangiate cose strane dai sapori strani", malgrado non avessero mai assaggiato tofu&Co e "Ma se state bene voi e siete in salute saranno sicuramente cose buone". Diciamo che gli umori erano al sereno-variabile!
Inutile dire che tutto è andato bene, che finalmente hanno fatto un Natale senza mangiare troppo grasso, senza appesantirsi, senza bruciori di stomaco e senza proteine animali.
Alla fine erano tutti soddisfatti, le pietanze erano piaciute, il tempo era trascorso serenamente e piacevolmente, ma il fatto di mangiare piatti che non rientravano nella loro gestualità in cucina li ha lasciati dubitativi, anche la semplice vellutata di mais con i funghi secchi non avrebbero saputo da dove cominciare per prepararla a casa loro! Questo penso faccia parte della chiusura che si installa inconsciamente nelle persone quando dici loro che sei vegan. La prima cosa che ti dicono è: "Ma allora cosa ti preparo da mangiare quando vieni da me la prossima volta?". Parrebbe che di colpo abbiano dimenticato come si fa una pasta al pomodoro, un risotto ai piselli o le lenticchie...
All'inizio, vivendo lontani appunto, avevamo deciso di dire "solo" che eravamo diventati vegetariani, ma alla prima discesa in Italia, di fronte a vassoi di formaggi e affettati (mi sto ancora chiedendo dove hanno trovato il campo di mortadella...) ci siamo dovuti arrendere e cominciare a metterla giù pesante perché pareva che volessero, in due settimane, farci mangiare tutte le proteine animali di un anno!
Insomma prima con la dolcezza, poi con la fermezza, ma senza mai perdere la calma siamo riusciti a far capire che noi, neanche una volta ogni tanto, non avremmo più mangiato tutto quello che gli avevamo già elencato... pesce compreso...
Più che altro il tempo e la cattiva salute degli altri intorno a noi ci hanno dato ragione. I nostri esami clinici sono sempre ottimi, la nostra salute anche, non ci ammaliamo praticamente mai neanche in inverno e quindi la situazione si è sistemata da sola.
Per quanto riguarda le provocazioni degli onnivori dipende da molte cose. Dal mio umore del momento, da come vedo che la persona di fronte a me imposta il discorso, dalla voglia che ho di stare a spiegare le cose (questo dipende molto da chi ho di fronte, ci sono persone che so per certo essere superficiali che dopo cinque minuti hanno lo sguardo perso e capisci che pensano ai fatti loro...). Ma devo dire che col tempo, leggendo e informandomi, anche grazie alle notizie che mi capitano sotto gli occhi nell'ambito del mio lavoro di responsabile di www.promiseland.it, sono molto più informata su tante cose e quindi riesco a controbattere e a mettere in difficoltà le persone in maniera chiara e inequivocabile. A dire il vero se sono di buonumore mi ci diverto anche, bonariamente lo dico, a mettere in difficoltà quelli che io chiamo i "babbani" (nella saga di Harry Potter i babbani sono le persone non dotate di poteri magici: mi piace questo parallelo ironico!).
Insomma, non sono mai aggressiva, non mi interessa e credo crei chiusura nel tuo interlocutore, cerco anche di non parlare di questa cosa altrimenti ti dicono subito che fai proselitismo, ma se per sbaglio qualcuno mi pone delle domande non sfuggirà alle risposte.
Credo che l'educazione sia alla base di questo genere di spiegazioni e per esempio, se nei discorsi di tutti i giorni mi può anche capitare di usare parole un po' forti, quando parlo di veganesimo ci sto molto attenta e non uso mai espressioni colorite, mantengo la calma e al limite dico scherzosamente le cose che potrebbero essere prese male dal mio interlocutore.
Non dobbiamo dimenticarci che le persone quando si parla di questi argomenti, a livello inconscio, sanno che gli animali che mangiano vengono uccisi e hanno un po' la coscienza sporca, quindi dire che io non ne mangio per non farli soffrire è come dir loro: "Tu sei cattivo perché li mangi e li fai soffrire", o peggio ancora "Io sono meglio di te perché ho la forza di carattere di non mangiarne, non indossarne etc.", anche se la nostra intenzione non è questa (io per esempio non mi sento superiore a nessuno) gli altri percepiscono la cosa così e si sentono a disagio, per questo sovente le reazioni verso di noi sono un po' troppo accese, alla base c'è l'incomprensione.
Un altro fattore da tenere in considerazione, secondo me, è la paura della cosa sconosciuta: la cosiddetta ignoranza riguardo a qualcosa genera inquietudine e insicurezza, a volte vera e propria repulsione, ma c'è anche chi reagisce mettendo in ridicolo qualcosa solo perché non lo capisce.
In pratica la mia reazione cambia a seconda di chi ho di fronte e da come viene impostato il discorso dagli altri, se vedo che la discussione prende una brutta piega o diventa noiosa cerco di cambiare argomento. Se però mi vengono poste delle domande dirette rispondo in maniera altrettanto diretta e precisa.
Per quanto riguarda la vita in società non ho avuto grossi problemi, non sono mai stata una persona che ha bisogno di uscire molto o frequentare molte persone. Mi piace la vita tranquilla, i grandi assembramenti rumorosi non mi sono mai piaciuti: limitano gli scambi interpersonali e li trovo inutili.
Quindi c'è stato un periodo abbastanza lungo di più di due anni, quasi tre, durante i quali si usciva solo in coppia (avendo veganizzato subito il marito!), le persone che frequentavamo erano i cucini italiani vegan (quelli che ci hanno "convertiti") quando venivano in vacanza da noi e basta.
La selezione è stata naturale: parenti (quelli della parte della famiglia francese) e amici che ci tenevano a noi dopo circa due anni hanno fatto di nuovo capolino e hanno cominciato ad invitarci timidamente a pranzo,
informandosi su cosa potevano fare per noi ed è andato tutto bene.
Devo dire che io non sono scesa a compromessi del tipo: per noi due porto io o cose del genere. Ho sempre pensato che mangiare vegan non è una malattia contagiosa e che se per una volta tutti i commensali mangiano vegan non è tossico e non moriranno, spiegandolo alle persone che ci tengono a noi, con serenità, queste capiranno, altrimenti non ci tengono a noi è: così semplice!
Riconosco che ci vuole però una buona dose di sicurezza in sé stessi e di libertà dal giudizio altrui, cose che per mia fortuna posseggo.
Ovviamente con i miei accorgimenti non sono stata al riparo da commenti ostici, battute sarcastiche e tutto il resto. Ma non dando peso al giudizio che gli altri portano verso la mia persona questi non mi hanno intaccato nella sicurezza e nella voglia di proseguire, serenamente, per la mia strada.
Quindi un poco alla volta il mio percorso è ancora in svolgimento e nonostante quasi quattro anni di veganizzazione mi ritrovo ad avere ancora in casa maglioni in lana, scarpe in cuoio etc. che non ho più voglia di usare e per le quali sto facendo opera di bonifica, sperando possano servire a qualcuno e non aver causato sofferenza invano, per finire nelle immondizie ancora semi-nuove.
Ed è proprio riordinando gli armadi dopo esser diventati vegan che ci si rende conto di quanto la pigrizia dell'essere umano ci faccia diventare dipendenti dai prodotti animali, siano essi a tavola o nella vista di tutti i giorni.
In realtà, una volta presa coscienza di quello che si provoca se non si fa attenzione, è poi molto facile applicarsi, leggere le etichette, rinunciare ad un oggetto.
Siamo talmente "pieni di cose" e ci sono talmente tante alternative che al giorno d'oggi anche essere vegan è facile.
Insomma le persone cambiano, le riflessioni sono un ottimo esercizio per la mente: cerchiamo di non evitarle.
Una precisazione che vorrei fare a beneficio di tutti quelli che credono che il veganesimo sia una religione o una setta è questa: una religione ha un Dio da pregare, noi né l'uno né l'altra, una religione o una setta sono scandite da riti, compreso quello iniziatico (come il battesimo nel cristianesimo) noi no, una persona può decidere di diventare vegan oggi e smettere tra una settimana, non deve rendere conto a nessuno, non si firma nessun contratto, non ci si associa a nessuna organizzazione, si è completamente liberi di esserlo oppure no, non abbiamo guide spirituali, regole o statuti... quindi per favore non ripetete questa cosa pappagallescamente quando incontrate un vegan, costui per educazione o per mancanza di argomenti potrebbe evitare di rispondervi, ma voi state veramente dicendo una cosa che non si regge in piedi!
Detto questo auguro delle buone feste di fine anno a tutti!



Esplorando il  sito  di promiseland  ho trovato  qusto articolo  della stessa barbara


Le ricette di fine anno!

In un momento in cui si guarda alle future feste di fine anno e si rivolge lo sguardo fiducioso all’anno nuovo io voglio andare contro corrente e lanciare uno sguardo compiaciuto a questo magnifico, per me, 2011 che sta finendo.Già al suo inizio si preannunciava splendido: febbraio segnava un anno dalla pubblicazione di Veganwiz.fr, sito al quale ho dedicato tanto tempo, che mi ha spinta a sempre nuove esperienze culinarie e che in soli dodici mesi mi ha dato tante soddisfazioni, fatto incontrare di persona tanti vegan francesi ed entrare in contatto con tante persone stimolanti qui a Parigi dove vivo.Poi ci sono stati i preparativi per il primo, grandioso, VeganFest! Questo evento ha aperto la mia primavera vegan alla grande facendomi passare qualche giorno intenso al fianco di persone speciali, non parlo solo di Sauro e Renata, ma di tutte le persone che hanno partecipato alle fatiche e alle gioie di quei giorni indimenticabili, non li elenco: dimenticherei sicuramente qualcuno, a volte tornano nei miei pensieri episodi sparsi e scoppi di risa…Neanche il tempo di rientrare a casa quasi e ricevo la fatidica telefonata: serie di fortunate coincidenze? Rinunce dell’ultimo momento? La persona giusta al momento giusto? Non lo saprò mai, ma poco importa: le coincidenze non esistono e io ho la fortuna di vedermi offrire questo bellissimo sito che è Promiseland e prendo l’occasione al volo, non mi sembra vero, questa volta il treno è passato dalla mia stazione ed io ero sulla banchina ad aspettarlo per iniziare un viaggio dai mille colori e sapori che mi porterà lontano…I mesi passano veloci e già a luglio eravamo attivi per preparare i bellissimi progetti che sgorgano come acqua di sorgente dalla mente di Sauro.Luglio in vacanza, ma sempre connessa, comincio ad organizzarmi per gli impegni di fine estate.Agosto: gli altri in vacanza e io che già mi porto avanti col lavoro, mi si prospettano due mesi intensi, sia a settembre che ad ottobre sarò in Italia per un totale di quattro volte, per seguire e documentare su Promiseland gli eventi in programma.A settembre ci sarà il primo corso di Veganblog, un successo con più di venti partecipanti e poi tre VeganOK-EXPO ad una settimana circa uno dall’altro:BolognaMilano, Carrara. Viaggi, cucina, stanchezza, incontri, volti, sorrisi, chiacchiere, articoli, foto, compleanni, reportage, parlare di lavoro in macchina la mattina presto con Sauro e Renata, ma anche tutti insieme a cena davanti a una pizza (ma lo troveremo un posto alle 11 di sera che ci fa una pizza? Mah, proviamo!).A Bologna conosco Giorgio, Vivere Scalzo, ed è colpo di fulmine: tolgo le scarpe anch’io, Sauro ce l’ha ancora su con me… e pensare che avrei potuto incontrarlo già al VeganFest se non fossi stata sempre così di corsa…Ma quante persone ho incontrato in quei due mesi? Zucca, Lony, Cuccio, Pogo, Scila, Lilly, Nala, Bike, Tommaso, Cesare, tre Laura, Giorgio, due Cinzia, Gianluca, Alberto, Enza, Osvaldo, Enzo, Maryline, Francesco, Michele, Dany, Igor, Alessandra, Simone, Silvia, Paola, Daniele, Nelusco, Valentina, Filippo, Frankye, Maddy, Alessandro, Alice, ben tre Andrea e almeno due Luca, Marco, Tiziana, Marilena, gli Chef di Veganblog, Claudia, Alessandra, Sandro, Mary, Enrico, Matteo, Nancy, Paolo, Pina, Roberta, Rossella, Alberto, Aldo, Roberto, Fabrizio, Valeria e cito solo quelli che mi vengono in mente ora e con i quali sono stata a più stretto contatto: chissà quanti ne dimentico!Finalmente fine ottobre, torno a casa, scalza, dal mio paziente marito, che si era quasi abituato a fare lo scapolo, da “La Cano” che per dieci giorni non mi molla di un centimetro per paura che parta ancora, mi ci vuole un po’ per recuperare un ritmo di vita normale, ma che avventura: ne è valsa la pena!Un anno così, bevuto d’un fiato non mi era mai capitato! Chissà come sarebbe stato se Alessandra e Manuel non mi avessero fatto fare il salto, se Sauro non mi avesse lasciato spazio per esprimermi, se non avessi incontrato tutte le fantastiche persone che ho incontrato, se… vabbé è giunto il momento di guardare al futuro più prossimo (noi ci stiamo già preparando per il prossimo VeganFest, che sarà ancora più grande della scorsa edizione!), quindi per festeggiare degnamente la fine di questo anno irripetibile ho pensato un menù speciale da gustare in buona compagnia: la vostra e… BUONE FESTE A TUTTI!


FOCACCIA CHIC, focaccia di tradizione pugliese ma col vestito  delle feste con tartufo e panna di soia, scarica la ricetta in pdf QUI

TENEREZZE DI SEITAN, tranci di seitan con patate dolci, fava tonka e pistacchi di Bronte, scarica la ricetta in pdf QUI


STRUDEL BARBARA, lo strudel rivisitato con pere, fava tonka, fragole disidratate, cioccolato e pistacchi, scarica la ricetta in pdf QUI


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