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06/01/14

Non pellicce ma tatuaggi" Modella cinese posa nuda



musica in sottofondo  \  consigliata
  Bandoneòn - Giacomo Spano ( http://giacomospano.com/ )
Nostra signora dell'ipocrisia - Francesco Guccini  

cazzeggiando sul sito de  l'unionesarda 
leggo questa news .

"Ink, not mink" significa "tatuaggi, non pellicce". E' lo slogan scelto per sensibilizzare le persone rispetto ai capi d'abbigliamento fatti con pellicce di animali.                                    
La modella e artista cinese Wang Ke ha posato nuda mettendo in mostra solo i suoi tatuaggi. Obiettivo: ricordare il messaggio della Peta, associazione animalista internazionale, che da anni diffonde per sensibilizzare la gente a non acquistare capi di abbigliamento fatto con la pelliccia di animali

Essa  non contiene  niente  di nuovo  perchè  ormai  usare  il proprio corpo come protesta   non costituisce nessuna   novità  degna  di nota . Infatti   se  i media ne parlano  è  perchè  siamo in una società  mediatica  dove  l'esposizione del  corpo e il suo  uso massiccio    serve ( vedere   spot  pubblicitari  ,  trasmissioni tv come striscia la notizia  , ecc )  come arma  di distrazione di massa  ed  attirare   i media   come mosche  sul miele  , ecco quindi che da quasi ex pornodipendente    ritengo valida la frase  ( non ricordo   la fonte  )   tira più un pelo di  ....   o di ( aggiunta mia  per  par condicio )  ....   che  un bambino che muore  , come  si può notare   anche dal fatto che  tra i miei post più popolari  c'è quello  su  porno ( senza  vocazione  al limite della ninfomania  ) di sara tommasi . 

La  vera news  \  novità sta nel  fatto   che a  farlo  è  una  modella cinese   un paese  dove  anche  il  più semplice nudo  è  represso  ed censurato  .  

06/07/13

a volte l'amicizia è per sempre [ Stand by Me ]





da http://www.lerika.net/

Ci siamo conosciute il primo giorno di terza elementare.
Tu avevi una pettinatura fottutamente sovietica, con due enormi fiocchi sulle trecce attorcigliate tipo moglie di fantozzi, ma in bello. Avevi sta testolina bionda tipica delle belle bambine del paese da cui arrivavi. Io ero molto più bassa di te, avevo le trecce più lunghe dell’universo, ma marrone scuro. E le basette. Non ero un fiore. Inutile dire che è stata sintonia a prima vista.
Come quando la crema incontra il cioccolato.
O quando i pinoli incontrano il basilico. Forse è meglio.
Passano gli anni. Le discussioni. I fidanzati. Le improvvise sparizioni. Gli impegni.
Non passa tutto il resto.
Oggi è il tuo giorno, non potevi scegliere marito migliore. La mia fotocopia al maschile. Che se ne avessi scelto un altro non lo avrei mai approvato. E lo sai.
Perché la (tua) testimone ha sempre ragione.
Ti voglio bene.

02/03/13

non è vero che l'ozio\ il cazzeggio sia cosi negativo

da  http://www.lospiffero.com/attico

Il cazzeggio è un’arte

Scritto da Elisabetta Stefanelli
Pubblicato Domenica 24 Febbraio 2013, ore 7,00

Non bisogna sentirsi in colpa per aver rimandato a domani una cosa importante. Un filosofo spiega perché i rimandatari cronici sono individui produttivi ed efficaci, il cui potenziale può essere migliorato stimolando proprio la loro tendenza a “non fare”.

“Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi”, è un vecchio adagio che spesso ci siamo sentiti ripetere, ma molti di noi lo hanno trovato e continuano a trovarlo incomprensibile. Perché non farlo domani? Sono i procrastinatori di professione, una folla impressionante di persone che non è detto non raggiunga o abbia raggiunto il successo, non si tratta di fannulloni ma di uomini e donne che di fronte ad una scelta netta vorrebbero sempre poter applicare l’arte della fuga. Ora in un delizioso libretto di stile anglosassone che attrae già dall'ossimoro del titolo, La nobile arte del cazzeggio, John Perry colto professore emerito di filosofia alla Stanford University e co-conduttore del programma radiofonico Philosophy talk, cerca di analizzare questo modo di essere e di trovare delle razionali soluzioni per gestire al meglio le situazioni di difficoltà che pure possono nascere dall’eterno procrastinare.
Funziona, spiega Perry, che ci viene dato un compito da svolgere, ci vengono dati dei tempi da rispettare e noi accettiamo. Poi iniziano a scattare le fantasie, immaginiamo di portare a casa quel compito in tempo brevissimo e in modo perfetto, impeccabile, con un risultato utilissimo e meraviglioso per chi ce l’aveva richiesto. Ma per raggiungere quel risultato ci mancano una serie di obiettivi intermedi che iniziamo a cercare in una indiscutibile ossessionante perfezionismo. 
“Secondo me - non nega Perry - è il perfezionismo a produrre la tendenza a rimandare”, anche se mai un procrastinatore di professione in realtà si sente un perfezionista perché “crediamo - erroneamente - che essere un perfezionista significhi avere portato a termine qualche volta, o almeno una, un incarico alla perfezione, ma in realtà questo equivoco è alla base della mancata comprensione delle dinamiche del perfezionismo”. Allora, per rendere meno spaventoso il compito da portare a termine, per il professore bisognerebbe ad esempio scomporre obiettivi che potrebbero intimidirci in altri più piccoli, meno scoraggianti, ed “è cruciale in quelle occasioni - rare ma davvero tremende - in cui il sistema della procrastinazione strutturata va in crisi”. E in questo, a suo avviso, è utilissimo internet, sempre che non ci perda dietro a mille ricerche intermedie. Non bisogna però alla fine pensare che procrastinare sia una virtù, perché “è un difetto”. L'obiettivo, aggiunge “non è elaborare una filosofia di vita che faccia dei procrastinatori degli eroi”.


John Perry
La nobile arte del cazzeggio
Un programma geniale per risolvere tutto rimandando all’infinito
Sperling & Kupfer, Milano 2013, pp. 146, € 15,00

24/02/13

anche le suore giocano a calcio il caso di Suor Maradona a Castellammare di Stabia presso l'Acqua della Madonna

 Cazzeggiando in rete  in particolare  su  youtube trovo questo video  di  http://www.youtube.com/user/fra1585 e messo qui tramite donwloadhelper
video

 

Avviene a Castellammare di Stabia, terra di campioni dello sport, che tutti ma proprio tutti si cimentino col pallone! E così, può capitare di vedere all'opera una suora che stoppa palleggia e tira bordate verso una porta dipinta sul muro del convento, dove un bimbetto inerme tenta la parata.. Suor Maradona si allena a Via Benedetto Brin nella piazza che ospita le cannelle dalle quali sgorga l'Acqua della Madonna e qualcuno parla già di miracolo.....

18/02/13

non si è mai vecchi per certe cose Judo, super-cintura nera a 98 anni: Keiko ottiene ''il decimo dan''

  tale  news    riportata   sia nei due video sia  nei dettagli    conferma il  mio post  precedente ovvero  spesso la    vecchiaia  è  anche  felicità 


video  originale   qui   sotto  trovato tramite il motore  di ricerca interno  di  donwloadhelper ( opzione  per  scaricare  video   da  youtube  e   non sdolo di mozilla  firex  fox  )






quello ridotto  e  sintetico di  repubblica .it     da  cui  hopreso anche  la didascalia













A 98 anni Keiko Fukuda, un'anziana signora originaria di Tokyo e residente ormai da anni a San Francisco, è diventata la prima donna ad aver raggiunto il più alto riconoscimento nel Judo: il decimo dan. Ci sono soltanto altre tre persone, al mondo, che possono indossare la sua stessa cintura nera. E sono tutti uomini. Molto tempo fa Keiko, ultima allieva vivente di Kano Jigoro, fondatore del judo, ha abbandonato il Giappone - mandando all'aria anche il suo matrimonio - perché nel suo paese gli uomini, anche se tecnicamente inferiori alle donne, avevano accesso alle cinture più alte in tempi molto più rapidi. Una forma di discriminazione che ha spinto la donna a volare in America, dove tuttora insegna judo, a San Francisco, presso il Soko Joshi Women’s Judo & Self Defense Club. Le immagini che state vedendo sono estratte da un documentario  sulla sua storia - in lavorazione, previsto per il 2012 - dal titolo "Sii forte, Sii gentile, Sii bellissima". Tre insegnamenti che l'anziana Keiko è solita dare alle sue allieve.

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