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06/03/13

sessimo inculcato fin da piccoli ? il caso Spot del Consorzio del Salame Cacciatore Dop

Incuriosito da  questa lettera  (  ne   trovate il png  a sinistra  )  repubblica  d'oggi sono andato a  vedermi il video  ---lo trovate  sotto  --- della pubblicità  accusata  d'essere. IL video in se  non mi fa  indignare  più di tanto  perchè ormai siamo  assuefatti (  il che non significa   i differenti  o mandare  come si diceva un tempo i cervello all'ammasso  altrimenti non sarei  qui a parlarne  )  come  dimostra   anche la canzone di Guccini Nostra signora dell'ipocrisia   musica  di sottofondo al post ) . Ma  ciò che  m'indigna  è il fatto che siamo  buoni solo a parlarne  , per  giunta  con le  lettere  anonime  (  quando non è necessario perchè è come lanciare il sasso  e poi nascondere la mano )  o   a  commentare   giustamente  che  è sessista , ecc .( vedere qui  gli altri   )   i commenti   lasciato al video in questione . L'unico  che prende seriamente la cosa  è questo di  Roberta Gardosi scritto 4 mesi  fa  : <<  Ragazzi, siamo nel 2012 ! Questo spot è ripugnante, dovremo avere ancora le "graziosine" che con un bel faccino si guadagnano da mangiare? E l'uomo cacciatore... davvero non ci sono parole. Non comprerò più i vostri prodotti, cari signori del consorzio del salame, e inviterò tutti i miei amici a seguire il mio esempio >>

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Concludo come  dicevo prima invece di lamentarci a parole iniziassimo tutti\e  a mettere in pratica  gesti  come  suggeriti nel commento  prima citato )  cioè   a boicottare quei prodotti a tartassare di email lettere , ecc l'azienda del prodotto dicendoli che a causa della pubblicità sessista -- anche se qui è   rispetto ad  altre  più esplicite   velata quasi nascosta da un gioco fra ragazzini di 8 anni . Insomma : << qui c'è ben poco di creativo, perché il detto "L'uomo è cacciatore" è vecchio come il cucco... tanto che ci fa scambiare gli stereotipi con "la realtà", quella "brutale" che si perita di trasmettere questi stereotipi sessisti (che è già diverso dal "machismo", si può essere sessisti anche senza machismo) sui bambini... >> commento  al video  di   http://www.youtube.com/user/SocialMediaEducation  --  non  si comprano i loro prodotti e soprattutto la facciamo girare in rete s'otterebbe qualcosa . FNCL a   chi mi dice  che sono bigotto , conservatore ,  antiliberale  , ecc . Ma  qui  non si tratta  di essere  progressisti o conservatori ( bigotti )  ma  di civiltàè rispetto  delle persone  ad non essere usati come merce  e  a non vedere  trasformati i sentimenti  come  merce  per  vendere  prodotti d'uso quotidiano 



18/11/12

Dimmi quanta tv guardi e ti dirò se diventerai grasso ecco la formula dell’obesità I pediatri: “Mai tenerla accesa mentre si mangia”

Leggendo l'articolo sotto  mi chiedo  , visto che  in alcuni post  ( 1  2  3   solo per  citarne alcuni.Altri ne troverete  nell'archivio dove  c'è anche il vecchio blog )  avevo  anticipato insieme ad altre persone pensanti  e previdenti come gli autori, vedere video sotto  , di questa serie  di cartoni   quando era  all'apice ed  è anche se  in declino un cult  per la storia della  tv  il  contenuto di questo articolo del post  ,  se  sono io profetico  o  la società  d'oggi  con suoi   ( anzi  nostri visto che la società siamo noi )  difetti  e pecche  ad essere  cosi prevedibile ed ovvia  

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Ma ora basta  con le seghe elucubrazioni mentali  ed  ecco l'articolo in questione  


 da   repubblica  del 17\11\2012 MARIA NOVELLA DE LUCA
 Accade  impercettibilmente, mese dopo mese, giorno dopo giorno,in tutti quei pomeriggi passati
a divorare cartoon. E da bambini snelli ci si ritrova adolescenti “over”, maxi, sovrappeso. Obesi anche, purtroppo.
Perché ad ogni ora di televisione in più nell’infanzia corrisponde un aumento di peso dopo, quando si cresce, da ragazzini, da adulti.Esempio  vedere otto ore di televisione a settimana a tre anni aumenta il rischio di diventare obesi a sette. Oppure: i bambini tra i quattro e gli otto anni che “ingurgitano” un’ora e mezzo di tv al giorno, hanno il 75% di probabilità in più di diventare grassi rispetto ai loro coetanei che si limitano ad un’ora soltanto.Non basta: se il piccolo schermo è (purtroppo, dicono i pediatri) in camera da letto, il baby teleutente nel 60% dei casi diventerà un teenager costretto a stare a dieta...Dimmi quanta tv vedi e ti dirò se diventerai grasso. Quasi una formula matematica, cifre che spaventano, che fanno sentire smarriti rispetto ad abitudini ritenute innocue e consolidate, il vecchio dibattito sul male e il bene della televisione.Eppure sono questi i dati ricavati da studi internazionali,che la Sip, la società italiana di  pediatria, presenterà oggi ai suoi “Stati generali”. Con l’obiettivo di dimostrare che è fin da piccolissimi, addirittura da neonati, che si protegge la salute futura. E che oggi il nemico numero dei bambini Italiani è il sovrappeso, figlio non solo di un’alimentazione sbagliata, ma di abitudini radicate e malsane. Basta guardare le tabelle:in 30 anni, dal 1980 ad oggi, il peso dei bambini è cresciuto in media di circa 4 kg, mentre l’altezza di maschi e femmine è rimasta simile... Ma in 30 anni è  radicalmente cambiato anche lo stile di vita delle famiglie italiane, e televisione e pc hanno conquistato spazi sempre più ampi. E sono oltre 400mila i più piccoli già obesi, mentre altri seicentomila superano e non di poco il loro peso “naturale”. Spiega Alberto Ugazio, presidente della Società italiana di pediatria: «L’obesità è diventata un problema di salute pubblica, e non possiamo pensare di fermarla con provvedimenti isolati e frammentari come la tassa sulle bibite gassate e simili... Serve un impegno tra tutti coloro che si occupano di nutrizione e di stili di vita del bambino. E sempre più evidente infatti che l’origine non solo dell’obesità ma di tutta una serie di patologie dei ragazzi, inizia già nella prima infanzia».
Ecco allora che nel dossier della Società di pediatria è scritto a chiare lettere: «Mai la televisione in camera da letto,mai prima dei due anni, e mai più di due ore al giorno». Con la complicità di merendine, fast food e poco sport, la tv ed  attiità fisica sembra avere una responsabilità diretta nel far diventare grassi ibambini. Perché davanti alla tv si sta fermi, spesso mangiando snack iper-salati o troppo dolci (50 calorie in più al giorno portano ad un aumento di peso di circa 6 kg, l’anno, una bibita gassata bevuta quotidianamente fa salire il peso di 15 kg) mentre la pubblicità seduce il cervello dei più piccoli con continue immagini di cibi. E la fame, allora, sembra non spegnersi mai. Se poi l’abbuffata di serial e cartoni fa perdere anche il sonno (accade quando la tv è in camera da letto e senza il controllo degli adulti) ecco che il rischio per un bambino di diventare grasso nell'adolescenza aumenta del 50%.La responsabilità dell’obesità dei ragazzini però va ricercata ancora più in là. Addirittura prima della nascita. Claudio Maffeis, direttore dell’Unita di Diabetologia e Obesità in Età Pediatrica, spiega che sono più d’uno i fattori che portano a quella alterazione del metabolismo che genera prima o poi l’aumento di peso. «L’allattamento al seno riduce l’incidenza di obesità in età scolare del 16-28%, mentre il sovrappeso è favorito da un’alimentazione troppo ricca di proteine e zuccheri nella primissima infanzia. Ma anche le condizioni della mamma in gravidanza sono fondamentali, la sua età ad esempio. Il bambino di una mamma over 35 corre il rischio di nascere troppo grande o troppo piccolo, entrambi fattori di rischio di obesità nelle età successive». Poi, crescendo, sono le abitudini che però contano: al mix micidiale di merendine, junk food e poco sport seguono chili in più e die-te faticose. I teenager lo sanno,eppure... 
Nelle  scuole  medie (  e creo  anche nelle elementari  ) ci sono distributori automatici  di  cibi e bibite spazzatura  o industriali  .I genitori   non sanno dire  di no  a questi cibi sponsorizzati   sia  da fumetti  o dai beniamini   dei loro bambini e non in tv  . E  i bambini lasciati   come bay sitter  davanti alla tv   non avendo  lo spirito critico  allenato  o

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