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19/10/13

rettifica del post : kebab ecco la composizione

 Come  il precedente post   e  tutti  gli altri post  sull'alimentazione   ci tengo   a  precisare che      come  suggerisce  : <<  a precisare che questo post non è volto a criticare le scelte di nessuno,ognuno è libero di mangiare quello che meglio crede è solo a scopo informativo...non l'ho scritto io l'ho trovato e l'ho postato...nessuno è qui a puntare il dito contro nessuno...fate quello che volete e se trovate un post dove si dice che certe insalate fanno male (...) >> Dario della pagina  facebook  amiciaquattrozampe  di   postate pure qui o  su  miei  profili  dei vari  social network (  se  non  siete  fra  gli utenti e  volete  scrivere articoli \  post    contattami    )   .

Ora   visto  le  critiche   ( ed  anche  giuste  )   che  ha creato   il post precedente   scrivo qui una  rettifica  . Mi  mi sembra   doveroso    farla   rispondendo   ai commenti   che  tale post  ha  creato

Cari anonimo\a  
 << Quanto sei ignorante! La macellazione di quell'agnello avviene secondo le tradizioni arabe. le bestie vanno macellate seguendo determinate procedure che portano al dissanguamento delle cari, che non ha nulla a che vedere con il kebap, kepap fatto in italia, che, per essere venduto qui deve seguire determinate leggi. La carne del kebab è essenzialmente carne di ovini, non è nociva… ma giustamente c'è chi pensa che mangiare un polmone faccia male. Ma ovviamente l'inchiesta di ONE VOICE è indiscutibile. La gente ottusa non porterà avanti questo paese >> ., <>
 certo sono ignorante  perchè  ignoravo  tali cose  , ed  ho preso   fidandomi  della serietà dell'articolo , per  buono quello  che  v'era  scritto, senza  verificarlo  . Quindi prendendo atto   delle  vostre  osservazioni  in particolare  questa  : << (...)  qui si spiega perchè è bufala: http://leganerd.com/2013/06/14/bufale-un-tanto-al-chilo-i-kebab-e-lorticello/ [ oppure  un altro  link http://tagli.me/2013/06/15/la-bufala-del-kebab/ ]  Ma si, continuate a credere a qualsiasi fandonia, ce ne sono a bizzeffe! >> di Masis Shahbazians. Nessun razzismo  o  nazionalismo  \  campanilismo   da parte mia  , e  poi non credo  che  spiegare il perchè  un cibo  è malsano  o  non ti piaccia  sia  razzismo  . 

 E quest  post rettifica  e  a  voi dedicato

Ulteriori " prove  " che  gli articoli citati  nel post  precedente   fossero errate  e  che  la  notizia    risultasse  una bufala  \ luogo  comune    vengono oltre  che  dall'articolo  (  veder l'url  sopra  )    della leganerd.it    da    questo discussione  su facebook   con la mia  utente   e  compagna  di strada    fin dalle origini ( leggi  cdv.splinder.com ) di questo blog  Loredana  Morandi







Marco Gisotti
Non entro nel merito della scelta vegetariana, per cui ovviamente la carne è un tabù etico prima che sanitario, ma invece faccio notare che la notizia che gira da anni sulla "qualità" delle carni di kebab è in buona parte una bufala. Innanzitutto si tratta di una ricerca fatta in un territorio diverso dal nostro con norme e abitudini sanitarie diverse, molto diverse, soprattutto in ambito alimentare. Inoltre nel passa parola di questa notizia diversi elementi sono stati via via omessi, esagerati o inventati. Per esempio quando si dice che gli scienziati non hanno saputo capire l'origine di alcune carni, sembra molto difficile che possa essere vero perché con analisi molecolari e del DNA avrebbero potuto individuare persino l'origine dell'allevamento di ogni singola parte e, comunque, certamente se fosse sto polmone od occhi (come poi gli occhi possano finire in un kebab è una fatto che ancora non capisco proprio sul piano meccanico).se si escludono i vegetariani per ragioni etiche, chi ha divieti di ordine religioso, chi soffre di particolari allergie, per tutti gli altri mangiare un kebab non è più pericoloso di mangiare un pollo di rosticceria o un supplì condito con ragù. In calce riporto una delle poche cose serie che circolano sul tema, e che riguarda l'Italia


Mustafà Milani Amin Il Principe dei Credenti, Ali Bin Abi Talib (pace su di lui), diceva: "Non fate dei vostri stomaci, delle sepolture per le bestie"


Grazie Marco Gisotti per le spiegazioni e grazie Mustafà Milani Amin per la perla di saggezza con la quale hai voluto integrare questa discussione. Scusatemi se ridevo, ma lo staphylococco aureo è un virus mutato da quello dell'influenza che reca parecchi dolorosi disturbi all'essere umano, ne è affetto ad esempio il cantante Vasco Rossi, ma dopo la cottura non se ne trova più alcuna traccia scientificamente attendibile.Non solo, lo Staphylococco Aureo è infettivo soltanto per inoculazione (è necessario che un flebotomo, zanzara o pappatacio, pungano l'essere umano per contagiarlo) perché non è infettivo neppure per le vie aeree.


Quindi  mangiatelo  pure , non partite prevenuti  ma occhio  alle versioni occidentali   e quelle  originarie 

12/03/13

Diete, il senso di colpa fa ingrassare: "Il rapporto col cibo dev'essere sereno



 

  da  repubblica  online del 4\3\2013

Uno studio olandese afferma che la condizione psicologica è un fattore determinante nei regimi per perdere peso; sentirsi 'trasgressori' ci spinge a consumare alimenti più grassi e fa fallire l'obiettivo del dimagrimento

ROMA - Il senso di colpa fa ingrassare: consumare un pasto come se si stesse commettendo un reato contro la propria linea aumenta le possibilità di fallire nell'obiettivo di dimagrire sul lungo periodo. E' la tesi che conclude uno studio condotto da un team di ricercatori dell'Utrecht University in Olanda. La ricerca, pubblicata sulla rivista Psychology & Health, rivela che non è importante soltanto mangiare in maniera più sana per perdere qualche chilo in più, ma che conta anche lo stato d'animo con il quale ci accostiamo al cibo.


Se dunque ci sentiamo in qualche modo responsabili di una trasgressione quando, in regime di dieta, consumiamo un pasto o mangiamo un alimento in particolare, questa condizione psicologica ostacolerà tutte le nostre buone intenzioni, ribaltando l'esito del nostro progetto: vogliamo dimagrire e invece saremo destinati a veder crescere il nostro peso.
Secondo la ricerca olandese, ciò avviene perché sentirsi colpevoli mentre si mangia induce a mangiare di più e a mangiare cibi più grassi. Questa tendenza all'assunzione di un numero maggiore di calorie, di fatto, aumenta se ci concentriamo sulle potenzialità "ingrassanti" del pasto che ci apprestiamo a consumare e ci sentiamo successivamente colpevoli di aver "remato" contro l'obiettivo dimagrimento. La conclusione della ricerca è semplice: serve equilibrio nell'approccio al cibo, ma ci vuole anche serenità; altrimenti la perdita di peso resterà un miraggio

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