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02/01/14

grazie napolitano per averci ricordato , però non venire più in sardegna non sappiamo cosa farcene della tua presenza qui non se gradito già sopportiamo vip spocchiosi e berlusconi nel loro pollaio

le istituzioni ci snobbano , pero quando vengono in sardegna il porcetto al mirto o l'aragosta specie se a gratis ( vedi il caso ligresti ) o a .... nelle vile di Berlusconi .Ha ragione l'amico Guido Atzeni che ha commentato cosi il mio post su facebook : << Per loro la Sardegna è sempre stata la quinta ruota del carro.... se si tratta di basi militari NATO, di servitù militari, di sbarcare nelle carceri dell'Isola criminali mafiosi e camorristi, o di scaricare spazzatura o altri prodotti pericolosi,( forse anche scorie radioattive... ) per la salute della popolazione sarda e per l'ambiente nell'Isola, o per costruire ville per politici e milliardari, e altra jet set parassitaria, (espropriodando cosi' i sardi della loro terra ...), allora la Sardegna la trovano...Tutto questo naturalmente con l'attiva collaborazione dei politici isolani e nell'ambito dell'" Autonomia sarda"....Chissà se un giorno i Sardi si sveglieranno.... >>

unione sarda del 2\1\2013
Da Napolitano neanche una parola per la Sardegna ferita dall'alluvione
Sui social network esplode la rabbia di chi ha perso tutto ciò che aveva
Sconcerto per il discorso del presidente Napolitano che non ha parlato del disastro che ha colpito la Sardegna. «Siamo proprio dimenticati da tutti».


Oltre venti minuti a disposizione, eppure, nel corso del messaggio di fine anno, Giorgio Napolitano non ha trovato il tempo per ricordare l'alluvione in Sardegna né i suoi morti. Si è dimenticato, il presidente della Repubblica, di citare le diciotto vittime del 18 novembre scorso, diciannove se si considera l'imprenditore di Orosei suicida dopo che per la terza volta l'esondazione del Cedrino ha distrutto la sua attività. «Un anno tra i più pesanti e inquieti che l'Italia ha vissuto da quando è diventata Repubblica», ha definito Napolitano il 2013 appena finito. Ma nel suo discorso andato in onda a reti unificate, non una parola sul disastro che ha messo in ginocchio la Gallura e il Nuorese, sulla paura che possa verificarsi di nuovo, sul lavoro di operai, tecnici, esperti e dei volontari per far rialzare la testa a un territorio stremato.
L'OMISSIONE Soprattutto, non un cenno di conforto da rivolgere agli sfollati con provvedimento di sgombero a causa di abitazioni danneggiate o pericolanti (centinaia, la maggior parte solo a Olbia città). E niente sul noto rischio idrogeologico che riguarda molte zone dell'Isola. Proprio il 31 dicembre il governatore Ugo Cappellacci ha scritto una lettera al presidente del Consiglio Enrico Letta, ricordando che «se in generale la questione sarda resta una ferita aperta della Repubblica, in questo particolare e doloroso momento, dopo la tragedia immane dell'alluvione, voltare ancora le spalle alla nostra isola avrebbe effetti devastanti su tutta la compagine sociale». Napolitano ha sì parlato del disagio sociale, citando addirittura lettere recapitategli dalle Marche, da Como, da Torino, da Vigevano e da un piccolo centro del Catanese. Ma niente sulla questione sarda. E non sono mancati riferimenti alle calamità naturali, visto che nella prima parte del messaggio il presidente della Repubblica ha rivolto «un particolare pensiero e augurio alle persone che vivono con ansia queste ore per le recenti scosse di terremoto».
LE REAZIONI La gaffe di Napolitano non è passata inosservata, specie sui social network. E nella notte di San Silvestro c'è chi su Facebook e Twitter, a parte gli auguri di rito, non ha mancato di sottolineare che «nel messaggio di fine anno il presidente si scorda dell'alluvione. Complimenti presidente!». Oppure: «Terra dei Fuochi e tanti bla bla bla... Giorgio, e i comuni colpiti dall'alluvione in Sardegna? Te possino…».
IN RITARDO Intanto, anche se il Capo dello Stato non ne ha parlato, i comuni colpiti e inseriti nell'elenco di quelli danneggiati dal commissario per l'emergenza Cicalò, sono sessantaquattro. Resta ancora tanto da fare: sistemare i vari canali ostruiti, recuperare i rifiuti finiti negli arenili, e ripristinare gli argini del Rio Posada, nel Nuorese. I fondi stanziati dallo Stato ammontano a venti milioni di euro, più i dodici milioni della Regione, ma al momento sono i comuni che anticipano i soldi per gli interventi più urgenti. Sinora sono tre le inchieste aperte per individuare le eventuali responsabilità: due dalla Procura di Tempio Pausania e una da quella di Nuoro.
Roberto Murgia

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