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05/12/13

lettera di natale destinata in particolare a gli imbecilli che fanno la beneficenza con robaccia

faccio mia  questa  lettera  di natale  trovata  su  facebook   e  la dedico  a  gente  come quella  di cui parla  l'articolo sotto  che mi porta  a chiedermi 
  

ma che c...... d solidarietà e d'aiuto è questo . Io la chiamo imbecillità  e  cinismo   se  proprio ha robaccia  meglio dai  ( anche se poco  ) soldi  o  il tuo tempo    o meglio ancora  niente  


da la nuova  sardegna  del 5\112\2013


Non tutti gli oggetti donati sono indispensabili, dalle scarpe tacco 12 ai tanga 
Boxer da mare agli alluvionati
di Alessandro Pirina 


OLBIA 
La solidarietà è stata l’altra faccia della tragedia che il 18 novembre ha sconvolto la Sardegna, il solo aspetto positivo del dramma che ha messo in ginocchio l’isola. Il momento, è vero, lo imponeva, ma la catena umana che si è formata attorno alle migliaia di persone che in poche ore hanno visto la loro quotidianità cancellata dalla furia dell’acqua e del fango è andata oltre ogni più rosea immaginazione. Ma non sono mancati i “benefattori” che hanno approfittato del momento tragico per svuotare gli armadi di cose inutili, vestiti immettibili e deteriorati. Nei centri raccolta sono arrivati materassi
sfondati e coperte sporche, magliette bucate e biancheria usata. Ma c’è anche chi, dimenticandosi di essere a novembre, ha pensato di fare a meno di infradito, gonnelline e boxer da mare. O chi ha ritenuto che un tacco 12 fosse la scarpa migliore per attraversare le strade invase dal fango o che un centrino da tavola fosse la prima necessità per chi poche ore prima aveva visto tutti i suoi mobili distrutti dalla furia dell’acqua. Ma l’elenco delle donazioni poco caritatevoli prosegue con un sexy tanga natalizio coi pon pon e un reggiseno push-up di colore rosso fuoco, un baby doll extralarge e una serie di bermuda a quadri, un bustone di bretelle e uno di cravatte. Addirittura c’è stato anche qualche uomo di buon cuore che ha voluto rinunciare al suo vestito di Carnevale. Nei centri raccolta non volevano credere ai loro occhi quando dalle buste sono spuntati fuori un costume da dalmata e uno da fragola. Donazioni prive di senso che almeno hanno restituito il sorriso, anche se per un solo momento, ai volontari, super impegnati a scaricare, smistare e distribuire beni di ogni genere. Perché la solidarietà, quella vera, quella che animato fin da subito l’Olbia del dopo alluvione, non lasciava neanche il tempo di respirare. Un esercito in stivali di gomma ha invaso le vie alluvionate per aiutare amici, parenti, vicini, anche anonimi cittadini a liberare le case sommerse dalla melma fangosa. Immediata è scattata anche la gara di solidarietà per rifornire gli sfollati dei beni andati persi nell’alluvione. L’intera Olbia, ma non solo, si è data da fare per dare un tetto o un pasto caldo a chi ne era rimasto sprovvisto. E subito, già all'indomani della tragedia, in tutta la città sono nati centri raccolta, istituzionali o spontanei, per rifare il guardaroba, almeno per il periodo di emergenza, delle vittime del ciclone. In via Canova, nelle chiese della Sacra famiglia e di Sant’Antonio, nelle sedi Auser e Confcommercio, nei capannoni industriali trasformati in case di solidarietà era un continuo via vai di auto, furgoni e camion carichi di beni di ogni tipo. Non solo abiti difficili da indossare, ma anche tanti capi di abbigliamento indispensabili per chi nell'alluvione’alluvione ha perso tutto. 

 arrabbiato.
Infatti n bambino sicuramente apprezza un gioco o una maschera di carnevale .... Ma poi .... specie quando essi hanno perso oltre  le cose  materiali  :   libri , cd , giochi ., o amici\  conoscenti  o chi addirittura   familiari  ,  il cane o il gatto  ?  Comunque  fra  le merda  ( anche  nel senso di certe persone che si comportano cosi  )  ci sono  anche delle perle di persone  , vedere post i miei post precedenti  sul'alluvione  e   questo articolo qui   .  stavo per cliccare  sul  tasto pubblica  cioè concludere     questo post   quando  sull'unione sarda    ho letto questa  news  , riguardante  sempre   il bel gesto   di solidarietà  che mi ha  rese  felice   e rallegrato  e  di donazione fatta  da una  bambina milanese ai bambini sardi colpiti dall'alluvione


Una bambina di Milano dona i suoi giochi ai bambini sardi colpiti dall'alluvione. Il sindaco di Nuoro la ringrazia .Alluvione, la solidarietà di Camilla "I miei giocattoli per i bimbi sardi"


"Voglio ringraziare pubblicamente Camilla, la piccola amica della Sardegna che ha voluto donare i 

                                                 I pupazzi donati dalla piccola Camilla       
suoi giochi ai bambini sardi colpiti dall’alluvione. Sarà mia cura inviare i giocattoli al sindaco di Torpé affinché siano destinati ai bambini del paese certamente più in difficoltà di noi". Il sindaco di Nuoro Alessandro Bianchi ringrazia con queste parole Camilla, la bambina di nove anni che da Milano ha inviato una scatola con i suoi giochi "preferiti" come scrive nella lettera di accompagnamento "per i bambini della Sardegna". "Mi sembra doveroso un ringraziamento pubblico per un gesto pieno di generosità. Ringrazio anche la prima media sezione C dell’istituto "San Tommaso - Francesco Tedesco" di Avellino per le lettere di incoraggiamento indirizzate ai ragazzi sardi, e tutti coloro che hanno contattato il Comune di Nuoro per manifestare solidarietà e vicinanza alla nostra città e all'Isola".

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