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18/03/12

una educatrice come tata lucia si svende ad una multinazionale

Con il post d'oggi intendo sfatare un mito che come succede è diventato un icona e cosi estremamente popolare e ricordato con affetto in romanzi, canzoni e opere cinematografiche.Tanto che lo slogan : << Che mondo sarebbe senza nutella? >> è diventato un modo di dire . Infatti  << (....) In molte nazioni europee, la crema cioccolato non è solamente un alimento o una golosità, bensì un consolidato fenomeno di costume. Nel corso degli anni e al mutare dei tempi e delle mode, ricetta, confezione e l'apprezzamento del pubblico di nutella sono rimasti invariati. La crema è comparsa anche in pellicole cinematografiche, famosa è la scena del film Bianca di Nanni Moretti,  (  foto  sotto al centro  )  

in cui il protagonista Michele Apicella, alter ego del regista-attore, affoga l'ansia in un enorme barattolo di Nutella, alto circa 1 metro, che fu predisposto proprio in funzione del set., e  .... continua  qui   >> .  Ora pero tale prodotto , prima  da me   consumato a  kili , nononostante  l'ira  dei miei  , è stato messo indiscussione   sia  :  1)  dalla  sua  composizione  La ricetta della Nutella varia da paese a paese; di seguito riportiamo la ricetta italiana.
Nutella
Valori nutrizionali per 100 g
Energia 544 kcal   2270 kJ
Proteine6,4 g
Carboidrati56,4 g
Grassi31 g
Acqua0 g
Riboflavina (Vit. B2)0,25 mg
Vitamina B120,26 μg
Vitamina E6,6 mg
Fosforo172 mg
Magnesio70 mg




pochissima  la  percentuale  di  nocciole  e cacao rispetto   alle creme  , che  compro all'equo  \ e solidale  

2)  dalla  pubblicità ingannevole  in particolare   l'ultima  fatta   da una pediatra  


video

Lo spot ideato da Paola Rolli (copywriter) e da Micaela Trani (art director) con la direzione creativa di Agostino Toscana e Alessandro Orlandi.
La regia dello spot è di Luca Miniero, regista del film campione d'incassi "Benvenuti al Sud" e del sequel "Benvenuti al Nord"  per la casa di produzione Think Cattleya.
N.B  
il  video   è  stato  scaricato  tramite  downloadhelper  (  opzione di mozzilla  firex  fox  ) in quanto  da  youtube non si  può incorporare

Un  un mio amico  vegano ha  scritto   scritto sulla  sua pagina di facebook   :  
carissima tata lucia, di pedagogia te ne intendi, sei una maestra! ma come dietologa ti do uno zero meno meno ( se posso ricorrere ai numeri relativi, anche meno uno). La nutella non è un alimento sano per bambini. guardiamo cosa contiene: zucchero,olio vegetale, nocciole (13%),cacao magro, siero di latte in polvere, emulsionante.lecitine di soia, vanillina.allora la prima cosa che deve colpire è lo zucchero. primo ingrediente dunque piu abbondante, cioè quando comprate la nutella pagate zucchero fondamentalmente.Il secondo ingrediente è l'olio vegetale e qui c'e una grossa pecca della ferrero perche dovrebbe dire che tipo di olio usa se idrogenato o non idrogenato, ma vista la consistenza della nutella credo trattasi di oli idrogenati, cioè oli vegetali che vengono sottoposti al processo di idrogenazione per renderli solidi (gli oli a temperatuta ambiente sono liquidi). Questo processo non modifica solo lo stato fisico ma anche la struttura molecolare, infatti l'olio vegetale sottoposto ad idrogenazione perde le caratteristiche di olio insaturo trasformandosi in olio saturo cioè per intenderci il grasso dannoso che troviamo negli alimenti grassi animali.ci accontentiamo di un 13% di nocciole del cacao e

09/02/12

Kodak fa bancarotta



Ecco  cosa succede  quando si  guarda lontano ,  senza  fare un passo decisivo  non ha  il coraggio   di tentare  . Dimenticando che  << Anche un lungo cammino comincia con un piccolo passo  o  Ogni Lunga Marcia Comincia Con Un Piccolo Passo >> (  Mao Tse-tung )


Dentro la storia di un'azienda ci può essere la storia di tante altre aziende, specie se stiamo parlando di un colosso che nella sua vita secolare ha dato lavoro a centinaia di migliaia di persone cavalcando da sempre il cambiamento tecnologico fino a che il cambiamento non ha finito per schiacciarlo. La bancarotta di Kodak, con una procedura controllata scattata dopo il fallimento degli ennesimi sforzi di rilancio, diviene così il più recente simbolo del "furore" del capitalismo, capace di creare o distruggere in poco tempo società gigantesche. Un processo, tutto sommato, negli Stati Uniti ancora virtuoso, se è vero che lungo la parabola discendente di Kodak sono nati giganti come Google e Facebook, hanno prosperato Microsoft e Amazon, è rifiorita Apple. Nomi non casuali, perché sono fra i principali beneficiati di quella rivoluzione digitale che ha travolto, invece, proprio la ditta che è stata a lungo tutt'uno con il concetto stesso di fotografia.
L'istanza di bancarotta è stata depositata in tribunale a New York alla mezzanotte di mercoledì, e da ieri Eastman (il cognome dello storico fondatore) Kodak è in amministrazione controllata. Questo sta a significare che in realtà la società non è fallita ma entra, appunto, in un regime di amministrazione straordinaria per ristrutturarsi e tentare di riprendere la normale attività, il tutto facendo leva su un prestito di 950 milioni di dollari ottenuto da Citigroup per sopravvivere alla riorganizzazione. E per capire la difficoltà del tentativo basta far riferimento alle cifre fornite dalla stessa Kodak: nei documenti presentati in tribunale la società dichiara di avere 5,1 miliardi di dollari di attività e ben 6,75 miliardi in debiti.
Numeri che di certo non fanno stare tranquilli i suoi 19.000 dipendenti, la cui sorte è appesa un filo. In pratica, il numero dei licenziamenti sarà inversamente a quello dei brevetti che Kodak riuscirà a vendere, poiché quest'ultimi rappresentano il vero patrimonio residuale dell'azienda. Quasi ventimila persone in bilico sono un'enormità, eppure si tratta di una pattuglia di superstiti. Ben diversi, infatti, sono stati gli organici nei lunghi decenni di splendore, quando Kodak deteneva la leadership lungo tutta la filiera della fotografia, dalle pellicole alle fotocamera di piccolo e medio formato, dalle attrezzature per lo sviluppo dei negativi alla carta fotografica. A metà degli anni ottanta, ad esempio, il gruppo impiegava 145mila persone con una presenza planetaria, ed agli inizi del Duemila si parlava ancora di settantamila dipendenti.
Poi, il tracollo, con l'organico che negli ultimi sette anni si è ridotto di 47mila persone con la chiusura di 13 stabilimenti. Nel 2007 l’ultimo bilancio chiuso con qualche profitto da destinare agli azionisti. Gli stessi che hanno assistito ad un macabro spettacolo finanziario: se nel 1996 a Wall Street il titolo Kodak valeva 80 dollari, mercoledì la quotazione dell’azione è sprofondata sotto un dollaro. Su cosa abbia condannato l'azienda creata da George Eastman nel lontano 1892, i giudizi sono abbastanza unanimi. Se il fondatore era uno straordinario visionario, un filantropo morto suicida a 78 anni con una frase spiazzante: «Il mio lavoro è compiuto, perché attendere?», ai suoi successori più recenti ha fatto difetto proprio la visione.
E dire che molte delle prime fotocamere digitali erano uscite proprio dai suoi laboratori. Ma poi il management decise che non aveva senso investire sulla nuova tecnologia quando si era leader della fotografia tradizionale. Leader ma non padrone, e così altri hanno investito con profitto sulla fotografia digitale, la cui qualità non eguaglia ancora quella della pellicola tradizionale ma offre ormai enormi vantaggi in termini di produzione e condivisione delle immagini. Negli ultimi anni, quando era tardi, anche in Kodak avevano capito. Ma le presentazioni delle nuove fotocamere digitali sembravano ormai una fiera del rimpianto.


da L'unità online del 9\2\2012

28/09/08

IL GRANDE BLOB HA FATTO PLOFF



Miei cari amati amici blogger. Oggi propongo una sana riflessione. Dopo aver visto cosa accade ad una industria che tutti noi consideravamo nostra  e con vanto, capisco che il sistema del chissenefrega tanto non pago io, è andato in cantina travolgendoci , perchè saremo noi a pagare per questo.



Mi riferisco all'Alitalia di cui si è detto di tutto e di più. So bene quanto la mal gestione ha influito ad affossarla, e so anche quanto i sindacati hanno contribuito a sotterrarla definitivamente per accontentare i troppi "bambini viziati" convinti di vivere ed esistere in un mondo che non c'è e che non è mai esistito, ma che gli hanno fatto credere che esistesse.



Ma facciamo un passo indietro arrivando agli anni ottanta e quindi al fenomeno dello yuppismo sfrenato, che ci ha portati alla rovina. Ricordate il termine yuppi nato nella famigerata moda italiota di copiare tutto ciò che arrivava d'oltreoceano come una bibbia sacra. Dove l'io imperante è l'unico dogma da seguire sposando il detto "morte tua vita mia" (in vulgaris). L'arrampicatore sociale non ancora trentenne (senza distinzione di sessi) che appunto a trentanni dev'essere per forza arrivato ai vertici altrimenti è un fallito/a, e per arrivarci non vive, non dorme, non mangia, ma studia strategie per fregare il concorrente diretto soffiandogli il posto  o la promozione con un cinismo da fiction delle migliori. Lo yuppie non conosce pietà nè pietismo, ma solo una parola chiave, arrivare in vetta per gestiere il potere.



Tutto questo, ci ha portati oggi al fallimento di una delle industrie più prestigiose, da fiore all'occhiello per noi, (L'Alitalia). Dando alle ortiche il futuro del prossimo e di una nazione intera, in virtù del proprio tornaconto. Yuppismo puro in un paese come il nostro dove i vari governi che si sono susseguiti non hanno fatto assolutamente nulla per cambiare questa spirale da suicidio consapevole, sposando la teoria che è meglio un uovo oggi che una gallina domani, ma l'uovo oggi  legato al singolo individuo e non all'azienda, porta al tracollo.



Ora il mio prurigionoso panegirico dove vuole arrivare? ... Alla caduta di un sistema mondiale basato sul "faccio tutto mi" la caduta delle banche da una all'altra in america  e a breve ci sarà l'effetto domino, non ha fatto altro che dimostrare quanto l'economia "virtuale" sia ridicola, dannosa e inutile. E non lo dico per il crollo della grande banca americana e quindi dell'economia tutta, compresa la nostra, (siamo legati all'economia usa anche nell'espellere i rispettivi bisogni  nel senso dei rifiuti corporali, anche se siamo entrati nella famigerata Europa, non è cambiato nulla nel flusso dell'economia e se l'euro sale rispetto al dollaro per noi europei è una tragedia e non un bene, spiegateci allora a cosa è servito entrarci)



ma per l'assurdità di un sistema che non riuscivo a capire come quello dei soldi e dei flussi bancari virtuali. E adesso arrivo al punto non disgiunto dal caso Alitalia e similari. Quando voi depositate pochi cent in banca, vincolandoli, i vostri soldi sono reali, ma se il procacciatore finanziario della vostra banca (broker finanziario) decide d'investirli dove lui meglio crede senza dirvelo, diventa tutto virtuale. Faccio un'altro esempio. Voi depositate una somma da investiere e quella somma è reale, negli scambi interbancari dove la vostra somma viene gestita, diventa virtuale. Se voi decidete di sbloccarla per riprendervela vi viene detto di aspettare perchè non c'è, questo è il capitalismo virtuale, figlio del vecchio capitalismo. Ora non voglio menarla più di tanto in un discorso complesso che tutti conosciamo bene a nostre spese e dico subito dove voglio arrivare.



Il capitalismo dal vecchio al nuovo è crollato. Da un grande blob rigurgitato in america che  ha fatto plof f nel mondo facendo crollare tutte le borse.



Ora, una cosa che tanti dicevano da anni, restando  inascoltati, è diventata reale con lacrime e sangue di molti. E adesso che, è stato dimostrato quanto il denaro virtuale legato ad un sistema capitalistico non funzioni più, anzi si è annullato da solo, dove andremo? ... Cosa faremo? ... Ci rimboccheremo finalmente le maniche nel fare, per il bene e il meglio del nostro paese, in prospettiva a lunga gittata,  o si cercheranno altre strade sempre finte e fittizzie per rossicchiare il fondo del barile?...



Si capirà che per l'italia la vera industria da sviluppare (non a caso l'unica con il pil in crescita) è quella agricola o ancora continueranno a raccontarci che le industrie ecc (tutte in perdita) sono l'unica fonte di sviluppo? ... Si continueranno ad ignorare le risorse specifiche del nostro paese che vanta siti archelogici a sviluppo cultural turistico di portata enorme, che potrebbero da soli mantenere l'Italia tutta se solo si sviluppassero in special modo dal centro sud d'Italia, o si continuerà, come fatto in passato, a rovinarli per aprire fabbriche inquinanti e fumose poi destinate alla chiusura (vedi, una per tutte L'italsider di bagnoli) pe ri guadagni immediati di pochi singoli?



Potrei continuare per giorni, ma mi fermo qui. Non sono una economista nè altro del settore, solo una cittadina che osserva e pensa come credo voi. Convinta che il virtuale stia bene solo dentro un pc per scambi di ogni tipo e che nel reale per il bene di tutti si debba tornare a pensare nell'insieme di un popolo e non nel beneficio immediato di un singolo. Il capitalismo ha fatto bum e adesso?!!



Non so che cosa ho detto, ma l'ho detto.



Buon fine settimana a tutti voi, un grande bacio e un abbraccio al futuro.





Sempre vostra Rossella.



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