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03/07/09

Quello che non c'è

Su chi no ddui est


Tèngiu custa foto de prexu mannu
est de unu pipiu cun sa pistola sua
chi sparat deretu inantis a issu
a su chi no ddui est
apu pèrdiu su trastu,
no tenit sabori
cust àlidu de àngelu chi
mi lingit su coru
ma creu de camminai deretu in s'àcua e
in su chi no ddui est
arribat s'obrescida o frotzis no
de is bortas su chi parit obrescida
no est
ma sciu ca sciu caminai deretu in s'àcua e
in su chi no ddui est
bolis torra sa sceda,
bolis torra su cuntrollu
bolu torra is alas mias nieddas,
su manteddu miu
sa crai de sa felicidadi est sa disubidièntzia in sei
a su chi no ddui est
po i-cussu mi nau maladitu a cumenti seu fatu
sa manera mia de morri sanu e salvu inui m'apicigu
sa manera mia villiaca de abarrai
isperendi chi ddui siat
su chi no ddui est
Dòngiu a cura a is follas,
ant a èssiri fortis chi nc'arrennèsciu a no tenni contu ca
is matas funt mortas
ma custu est a caminai in artu in s'àcua e
in su chi no ddui est
mi ca arribat s'obrèscida
sciu ca est inoi po mimi
meravilliosu cumenti a bortas
su chi parit no est
afutendisindi de sei,
afutendimi de mei
po su chi no ddui est


(Afterhours)



Quello che non c'è
- Afterhours (da "Quello Che Non C’è") - 2002


Ho questa foto di pura gioia
E' di un bambino con la sua pistola
Che spara dritto davanti a se
A quello che non c'è
Ho perso il gusto,
non ha sapore
Quest'alito di angelo che
mi lecca il cuore
Ma credo di camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Arriva l'alba o forse no
A volte ciò che sembra alba
Non è
Ma so che so camminare dritto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Rivuoi la scelta,
rivuoi il controllo
Rivoglio le mie ali nere,
il mio mantello
La chiave della felicità è la disobbedienza in se
A quello che non c'è
Perciò io maledico il modo in cui sono fatto
Il mio modo di morire sano e salvo dove m'attacco
Il mio modo vigliacco di restare
sperando che ci sia
Quello che non c'è
Curo le foglie,
saranno forti Se riesco ad ignorare che
gli alberi son morti
Ma questo è camminare alto sull'acqua e
Su quello che non c'è
Ed ecco arriva l'alba
so che è qui per me
Meraviglioso come a volte
ciò che sembra non è
Fottendosi da se,
fottendomi da me
Per quello che non c'è.




 


20/06/09

Benvenuti!



Certo, in Italia, qualcuno vorrebbe dedicare questa giornata ai "respingimenti" piuttosto che al rifugiato. Brava gente, che va in chiesa "e si fa anche la comunione, e poi se vede un marocchino per strada vorrebbe dargliele con un bastone", cantava Jovanotti. Brava gente che sfila(va) al Family Day e invoca rigore morale, ma che non prova nessun imbarazzo di fronte a un degrado che, partito dalle ragazze del Drive In, è giunto fino all'"utilizzatore finale" . Dov'è il problema? Le donne sono solo corpo e i "negri" non li vogliamo. E, di fronte all'assordante silenzio del Vaticano, i padri comboniani lanciano un monito-provocazione: "Potrebbe capitare anche a te". E propongono, nientemeno, che permessi di soggiorno in nome di Dio. Forse la brava gente che va in chiesa e si fa la comunione storcerà il naso.

Potrebbe capitare anche a te. A noi. Di espatriare, di fuggire, di evadere un sistema che sta strangolando anche le nazioni cosiddette "ricche". Di allontanarsi da guerra, disoccupazione, fame. Per la prima volta nella storia umana, denuncia la FAO, 15 milioni di persone soffrono la fame anche nei Paesi sviluppati. E il Documento ideologico della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza (cui hanno aderito, di recente, Rania di Giordania e Laura Pausini: grazie di cuore!) rincara la dose: "Con il solo 10% del denaro destinato alle armi si potrebbe risolvere la fame in tutto il pianeta".


Ben vengano i permessi, allora. E, se siete stanchi di sentir parlare di ronde nere e verdi, ben venga la costituzione, in ogni città, delle ronde nonviolente. Organizzarle è semplice. Basta mettere insieme gente matta, volonterosa e pacifica e lasciare spazio alla fantasia: cartelli e cartelloni, pentoloni e pentolini... Sfiliamo, danziamo, abbracciamo, baciamo il prossimo, non importa. Ognuno può esprimere come meglio preferisce la sua voglia di donare affetto e calore al prossimo, il suo bisogno di quotidiana pace, nonviolenza cittadina, rispetto e tolleranza. L'idea è venuta agli amici della Marcia Mondiale di Palermo, che chiedono di segnalare dove e quando si costituirà la vostra (nostra) "ronda nonviolenta". Ecco dove si può comunicarglielo: sicilia@theworldmarch.org.


Ben venga anche il consueto appuntamento col Fjestival delle Diversità, alla Cascina del Parco Nord il 26 e 27 giugno (sarà presente Giorgio Schultze, il programma dettagliato qui). Taluni ci vorrebbero tutti omologati, invece noi amiamo l'iridescenza, anche perché non abbiamo ancora capito cosa in realtà significhi "diverso" e soprattutto da chi.


Ben venga, naturalmente, anche il mio amato Renato Zero, anima portante della Corale per l'Abruzzo che si terrà oggi allo Stadio Olimpico di Roma. "Per noi privilegiati è il momento di dare", spiega Renato in questa intervista. Il cantautore è riuscito ad assemblare musicisti di prim'ordine, da Fossati a Piovani, da Morricone a Trovajoli, a Pino Daniele, alla Mannoia (c'è anche Gigi D'Alessio, vabbè). Quest'ultima fra l'altro, assieme alla già citata Pausini e ad altre signore della canzone come Nannini, Pravo, Consoli, Berté, Arisa, L'Aura, Carrà e moltissime altre, praticamente tutte - c'è persino Nilla Pizzi! - si dividerà tra la Capitale e Milano, visto che domani sarà qui, per la versione femminile del concerto, dal titolo Amiche per l'Abruzzo.


L'Abruzzo, trascorsa la fanfara emozionale, pare infatti aver ancora bisogno d'aiuto, e meno male che qualcuno ce lo ricorda, sia attraverso gli spettacoli, sia grazie a Internet, perché se dessimo retta a certi tg penseremmo di abitare nel mondo di Barbie.



Ultimo, ma non in ordine d'importanza, è un "ben venga", anzi, un "bentornato" a Ivan Della Mea, in una dimensione più aerea e impalpabile, tanto quanto le sue canzoni erano sanguigne. Era un omone eppure faceva tenerezza, Ivan, l'operaio della canzone accanto. Ho voluto ricordarlo con un suo brano non universalmente noto, ma secondo me molto adatto ai tempi attuali.



I ragazzi dell'Iran? No, quelli meritano un post a parte. Al tempo. Per oggi ho concluso. Che dite? Ah, già, dimenticavo che si vota ancora per qualcosa. Ballottaggi? Ho già ballato. Se invece desiderate una posizione articolata e "seria", eccone una degli umanisti sul referendum. Per conto mio, e poco m'importa se verrò tacciata di qualunquismo, m'immedesimo totalmente nel Pasquale Amitrano da Matera immortalato da Carlo Verdone. E mi regolerò di conseguenza.





20/02/09

è carnevale , basta piangersi adosso ridiamno dei nostri politicanti e godiamoci il carnevali-i








ora  dopo  gli ultimoi risultati  elettorali  ,secondo  www.youtube.com/user/55roby


L'allegria è tornata in Sardegna,l'arcoriano ha pensato anche a quest'isola e aiutato dai suoi buffoni di corte ci fa tornare a sorridere,io mi sto già scompisciando dalle risate pensando ai tanti paesaggi circondati dal cemento,gli scavi punici coperti da simpatici palazzi,i nuraghi trasformati in magazzini,e perchè no magari in centri commerciali.Coraggio Sardi cominciamo a sorridere :) . ora come dice  un commento a  questo video  In questi tempi bui che ci attendono,avremo sicuramente molto materiale per fare satira ,la cosa non é che mi consoli molto anzi mi  preoccupa  !!!!,bravo bel video...


oppure divertitevi con i vari carnevali sardi mostrato dal video suggestivi  di  www.youtube.com/user/schibo2003




Il carnevale in Sardegna ha mille volti affascinanti. Quello antico dei  suggestivi carnevali barbaricini che con le loro ancestrali maschere antropomorfe e zoomorfe, le vesti di pelli di capra, orbace e campanacci, rievocano riti misteriosi, danze propiziatorie e un rapporto stretto tra uomo e animale. Quello vibrante dei carnevali a cavallo, come quello di Oristano ("Sa Sartiglia"), durante il quale i cavalieri devono infilare in corsa una stella di metallo, auspicio di buon raccolto, e quello di Santulussurgiu ("Sa Carrela 'e nanti") nei quali i cavalieri mostrano il loro valore, coraggio e abilità, sfidandosi in corse temerarie per il centro cittadino. Oppure quello irriverente di Tempio con il fantoccio di Re Giorgio processato e bruciato in piazza. La Sartiglia di Oristano La Sartiglia (Sartilla o Sartilia) è una corsa alla STELLA di origine medievale che si corre l'ultima domenica e il martedì di carnevale ad Oristano. È certamente il Carnevale più spettacolare e più coreografico della Sardegna. Ricordi sfumati di duelli e Crociate, colori spagnoleschi, echi di nobiltà decaduta e costumi agro pastorali si sovrappongono come se le sequenze di un film fossero state montate a casaccio. Carnevale di Mamoiada (NU) Il carnevale di Mamoiada è uno degli eventi più celebri del folclore sardo. Le maschere tradizionali di questo carnevale sono i Mamuthones e gli Issohadores, che fanno la loro apparizione in occasione della festa di Sant'Antonio tra il 16 e il 17 gennaio, poi la domenica di carnevale e il martedì grasso Le origini del carnevale di Mamoiada, conosciuto anche come "la danza dei Mamuthones", sono oscure, molte sono le ipotesi che sono state avanzate, nessuna effettivamente dimostrabile. Secondo alcuni il rito risalirebbe all'età nuragica, nato come gesto di venerazione degli animali, per proteggersi dagli spiriti del male o per propiziare il raccolto. Carnevale di Ottana (NU) Il carnevale di Ottana affonda le sue radici nel mondo sardo arcaico e nei suoi valori agropastorali, e perpetua una tradizione mai interrotta. È una delle ricorrenze più attese dalla popolazione che partecipa attivamente dimostrando un profondo senso di appartenenza alla propria cultura. Le maschere descrivono, attraverso spontanee interpretazioni che si sviluppano in una sorta di canovaccio, personaggi, ruoli e situazioni della vita dei campi, quali l'aratura, la semina, il raccolto; la cura, la domatura, la malattia, la morte degli animali. Carnevale di Tempio Pausania la mia cittadina[ex sassari ora un nuovo carrone provinciale Olbia-Tempoio ] Il carnevale di Tempio comincia il giovedì grasso con l'entrata trionfale in città del Re Giorgio, rappresentato da un fantoccio. La domenica si celebra il matrimonio tre Re Giorgio e la popolana Mannena, di solito abbigliata in modo audace; come vuole la tradizione, Mannena darà al re un figlio che sarà Re Giorgio per il successivo carnevale. Per sei giorni Re Giorgio è osannato, onorato e adulato, ma il martedì grasso, colpevole di rappresentare tutti i mali della città, viene processato e bruciato sulla pubblica piazza. Si ripete così l'antico rito del fuoco che preannuncia la fine dell'inverno e l'arrivo della primavera. Carnevale a Santu Lussurgiu (OR) Il Carnevale di Santu Lussurgiu è caratterizzato dalla corsa a pariglie detta "Sa Carrela 'e nanti" ("strada che si trova davanti": la corsa ha preso il nome della via dove tradizionalmente si svolge l'evento, un tempo strada principale, oggi via Roma). Tra le più spericolate e spettacolari dell'isola, la corsa dei cavalli di Santu Lussurgiu chiama intorno a sé l'intera comunità: non vi è solo lo spettacolo offerto dalle audaci acrobazie equestri, ma anche la partecipazione della folla che in massa si apre un attimo prima dell'arrivo dei cavalli in corsa per richiudersi subito dopo il loro passaggio. Le tradizioni equestri, come Sa Carrela 'e nanti, sono molto antiche, risalgono ai tempi dei Giudici di Arborea e dei viceré spagnoli che incrementarono l'allevamento razionale dei cavalli, tanto da ottenere razze speciali per le corse. Nelle corse a pariglia che si svolgono durante il Carnevale a Santu Lussurgiu, i cavalieri mostrano una grande abilità equestre e molta compostezza, come impongono le regole di questo genere di manifestazione che ha origini nelle esercitazioni e nelle tradizioni delle cavallerie leggere.

Musica in sottofondo : "Mamoiada" dei Tazenda, cantata dall'inconfondibile e indimenticabile voce di Andrea Parodi.

28/01/09

Reitano, amico discreto

Non ero una sua fan. Non posso nemmeno dire di conoscere tante sue canzoni. Giusto le più famose: Avevo un cuore che ti amava tanto, Una chitarra cento illusioni, Era il tempo delle more, Gente di Fiumara e, naturalmente, Italia. Ma senza dubbio non rientrava nel mio genere.



Il perché lo ha descritto molto bene Gino Castaldo nel suo necrologio, oggi, su "Repubblica": icona della canzone tradizionale, o forse tradizionalista, voce e testi pregni di eccessivi patetismi. Eppure la morte di Mino Reitano mi rattrista profondamente. Sapevo della sua malattia, sapevo che non avrebbe resistito a lungo. Ma questo calabrese povero trapiantato in Brianza mi aveva sempre suscitato simpatia. Forse lo associavo a mio nonno, anch'egli calabrese, anch'egli emigrato, o piuttosto fuggito, a Varese (e da molte altre parti), il suono della terra da parte d'un senzaterra, un paesaggio solatio. Mio padre aveva incontrato Mino nel 1969, all'apice della sua gloria, al parco di Monza. E lui subito gli aveva regalato una foto con dedica. A me.


Mino mi piaceva. Mi rassicurava. Non ne ero innamorata assolutamente, lo vedevo come un fratellone slungagnato, con quelle improbabili camicie a coda di rondine, strizzato in giacche nere (o scure, ma la Tv di allora non trasmetteva i colori) che rimpicciolivano le spalle. Il classico migrante vestito a festa per le grandi occasioni, come usava tanti anni fa.


Eppure lui si sentiva, e sicuramente era, artista. Affermava di aver cominciato con un repertorio tutt'affatto diverso. "Le mie prime canzoni erano dei rock'n'roll", affermava. "Ho vissuto in Germania e in Inghilterra con turchi, svedesi, italiani, americani e ho colto il bello di tutte quelle culture. Poi mi scoprì un impresario, che costruì il personaggio. Mi disse: proviamoci. Ma tu la pianti di fare il rock. Sei un cantante strappalacrime". Fosse o no vero, Mino era il classico artigiano musicale che aveva firmato, fra l'altro, un pezzo sanamente beat come Perché l'hai fatto e il brano di cui andava giustamente fiero: Una ragione di più, portato al successo da Ornella Vanoni. In fondo, si sopravvive (e si ha significato) con una sola opera. Una ragione di più aveva anche Reitano, passionale, semplice e generoso coi suoi tanti fans. Una vena di malinconia. Magari non sempre capito. Con lui, se n'è andato anche un pezzo della mia gioventù.


Daniela Tuscano

11/01/09

De André, l'anima salva


Dieci anni fa moriva a Milano Fabrizio De André. Ripropongo qui sotto il ricordo che scrissi allora per l'occasione, consapevole che uno come lui, di là da ogni retorica, ci accompagnerà lieve e silente per tutto il migrare dei giorni.





Fabrizio De André ci ha lasciati con una sensazione di levità, di dolcezza, di gentilezza. Di famiglia. Perché Fabrizio era la famiglia.




La sua certamente, innanzi tutto. Così presente, e nello stesso tempo così discreta. Così, direi, patriarcale. Con Fabrizio De André non occorrevano molte parole, bastava uno sguardo, un sorriso, un cenno. Il resto era tutto lì, nella secolare saggezza genovese, nei labirinti di una città arcana, obliqua, imprendibile, nel sontuoso (e talora scostante) scarlatto dei palazzi patrizi come nei recessi dei carruggi. Era lì che il giovane Fabrizio fuggiva, o forse si rifugiava, per cogliere il senso vero della vita. E lo trovava fra le pieghe graziose di una ragazzina di strada, nell’allegria insensata di una pazza, nel sorriso storto di un mendicante. Gente nuda. E la gente nuda, si sa, non ha confini né nazione, è apolide per sua natura. Perché è universale, umanità nella sua scaturigine, primavera di creazione. Dappertutto sempre uguale, dappertutto diversa, respinta come diversa. Quanto doveva sembrare limitante, a De André, la gente “perbene”. Poco interessante. Inutile. Di loro non c’era nulla da dire perché nulla manifestavano. Erano, al più, voci, o meglio, dicerie. Suoni senza eco inghiottiti dal vento salmastro. A De André, invece, interessavano i corpi, e il suo compito era quello di tradurre in musica – la più ineffabile delle arti – il linguaggio inarticolato ma vivo di quella gente nuda.




Infatti uno dei suoi capolavori era La buona novella (anche se io l'ho scoperto e amato con Amore che vieni amore che vai, cfr. il sottostante video). Il paesaggio immoto e senza tempo della Palestina non poteva costituire sfondo migliore per dipingere la sua umanità nuda, scarnificata come il Forese dantesco.




“Non voglio pensarti figlio di Dio, ma figlio degli uomini, fratello anche mio”, è il verso che conclude il suo lavoro. Un incontro che, in apparenza, non avviene. De André, alla fine del viaggio, non incontra Cristo. Ma gli basta Gesù: “Non voglio pensarti figlio di Dio”, perché non sei, non ti voglio lontano da questa umanità nuda. Non sei che l’umanità vera, perfetta perché dolente, ingenua, maltrattata, umiliata, sciocca. Sciocca e ingenua come solo i profeti, e i bambini, sanno essere.




Cosa importa se l’uomo Gesù ha sbagliato? Ciò che conta è che ci sia stato, qui, su questa terra. E che questa terra lo abbia partorito, questo è già, comunque, motivo di speranza, ed è uno sguardo sull’infinito, consapevole o meno che sia. Tanto più inconsapevole quanto più vero. L’unica certezza, per De André, era la vita stessa, il respiro, il soffio. In questa sua attenzione, in questo profondo rispetto per l’individuo terreno si trovano i germi della spiritualità. Attraverso i “suoi” poveri, il borghese De André ha compiuto un cammino a ritroso alle origini di sé. Si è denudato con loro. Sapeva ascoltare, De André. Ecco perché i suoi dischi uscivano con parsimonia, quella parsimonia ligure che sembra scontrosità ed è invece solo meditazione. Fabrizio era così profondamente genovese, ma anche tanto saggiamente zen. Così sensualmente persiano. Così stupito e fiducioso come un bimbo.




Ci ha lasciati con un disco, Anime salve. Ancora una volta gli amatissimi “poveri”, tra cui spicca la transessuale Princesa. Ancora una volta, dantesco. Il cammino di De André si è concluso perché, come Dante, ha avuto il privilegio di percorrere da vivo non l’Inferno, che per Fabrizio non esiste, ma quel Purgatorio che, nella sua intimità, è il regno della speranza, di quelle anime elette (“O ben finiti, spiriti già eletti”, Purg. III) in attesa del definitivo ritorno a casa. Ecco perché De André era famiglia. Perché è stato veramente il padre (soprattutto), il fratello, l’amico, l’amante di tutti e di ognuno. E a tutti e a ognuno si è donato con la sua nudità di uomo e di poeta. Fabrizio De André era il cantore del già e non ancora, l’unico modo di assaporare l’eternità concesso a noi mortali. L’amore, invece, è inesprimibile. Fabrizio non aveva più bisogno di sperare. La speranza termina quando sopraggiunge l’amore. E l’amore non ha più bisogno di parole né di musica, perché basta a sé stesso.




Daniela Tuscano (pubblicato anche su MenteCritica )





25/06/08

Madre di Luce: Luoghi d'amore materno tra il Sacro e l'Umano

C'è il nuovo E-book scaricabile gratis: 




http://www.praticomondo.net/download/downloadpage.htm


E' una produzione di Praticomondo realizzata dal geniale team guidato da Pratico in persona e realizzato da Vinnie Commedia ai quali vanno la mia viva riconoscenza e la personale soddisfazione.  Un progetto multimediale gradevolissimo al quale ho contribuito con le mie opere.



Si tratta di un flip book dei miei quadri, scelti e stupendamente commentati dalle poesie di Maria Serena Peterlin che ad essi si è ispirata.


Il flip book si chiama MADRE DI LUCE ed ha come argomento la maternità. Maria Serena dedica la sua fatica alle donne nelle quali la maternità si è già espressa o si esprimerà in tutte le forme che loro desiderano per sè e i loro cuccioli.


L'accesso è semplicissimo, basta cliccare sull'indicazione "clicca qui":  buona visione e grazie per la vostra attenzione.


Lucia







Lucia Merli - Ragazza con aquilone

23/05/08

CODA DI LUPO - Fabrizio De Andrè


Quando ero piccolo m'innamoravo di tutto correvo dietro ai cani
e da marzo a febbraio mio nonno vegliava
sulla corrente di cavalli e di buoi
sui fatti miei e sui fatti tuoi
e al dio degli inglesi non credere mai
E quando avevo duecento lune e forse qualcuna è di troppo
rubai il primo cavallo e mi fecero uomo
cambiai il mio nome in "Coda di Lupo"
cambiai il mio pony con un cavallo muto
e al loro dio perdente non credere mai

E fu nella notte della lunga stella con la coda
che trovammo mio nonno crocefisso sulla chiesa
crocefisso con forchette che si usano a cena
era sporco e pulito di sangue e di crema
e al loro dio goloso non credere mai
E forse avevo diciott'anni e non puzzavo più di serpente
possedevo una spranga un cappello e una fionda
e una notte di gala con un sasso a punta
uccisi uno smocking e glielo rubai
e al dio della Scala non credere mai

Poi tornammo in Brianza per l'apertura della caccia al bisonte
ci fecero l'esame dell'alito e delle urine
ci spiegò il meccanismo un poeta andaluso
"Per la caccia al bisonte - disse - il numero è chiuso"
e a un dio a lieto fine non credere mai
Ed ero già vecchio quando vicino a Roma a Little Big Horn
capelli corti generale ci parlò all'università
dei fratelli tute blu che sepellirono le asce
ma non fummammo con lui non era venuto in pace
e a un dio fatti il culo non credere mai

E adesso che ho bruciato venti figli sul mio letto di sposo
che ho scaricato la mia rabbia in un teatro di posa
che ho imparato a pescare con le bombe a mano
che mi hanno scolpito in lacrime sull'arco di Traiano
con un cucchiaio di vetro scavo nella mia storia
ma colpisco un po' a casaccio perché non ho più memoria

e a un dio senza fiato non credere mai


in assoluto una delle mie canzoni preferite di De Andrè. Pura poesia. Bellissima


19/05/08

FANGO - Jovanotti

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che
l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango


 


Non è bellissima questa canzone?

17/08/07

CONTINUA LA MIA CAMPAGNA!!!!!

A sostegno della mia campagna di promozione de "La Partita Perfetta"-"The Perfect Game" nel calcio,che prevede il considerare "Partita Perfetta" quella effettuata da un portiere nel caso egli riesca a non subire goal ed a segnare la reta della vittoria vi propongo le reti segnate fino ad ora ed un analisi del portiere-goleador recorman del Mondo,il mitico Rogerio Ceni.Se sapete come si può proporre la mia idea come "statistica non ufficiale" ad un organizzazione calcistica o non anche di non grandissima fama,non esitate a contattarmi!Commentate e diffondete la mia campagna!


World Record of Rogério Ceni - Tratto da IFFHS - Thanks To IFFHS


(date - venue - competition - goal scored by (minute) - goalkeeper of the opponent
match & result)


1. 15.02.1997 - Araras - Campeonato Paulista - free kick (48.) - Adnan
União São João - São Paulo FC 0:2

2. 13.09.1997 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (4.) - Wágner
São Paulo FC - Botafogo FR Rio de Janeiro 2:2

3. 9.11.1997 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (66.) - Régis
São Paulo FC - Paraná Clube Curitiba 4:4

4. 28.03.1998 - São Paulo - Campeonato Paulista - free kick (31.) - Zetti
São Paulo FC - Santos FC 2:1

5. 12.04.1998 - São Paulo - Campeonato Paulista - free kick (45.) - Maurício
São Paulo FC - São José EC 6:1

6. 18.04.1999 - São Paulo - Campeonato Paulista - penalty (82.) - Marcos
São Paulo FC - SE Palmeiras São Paulo 4:4

7. 25.04.1999 - Limeira - Campeonato Paulista - free kick (57.) - Bezerra
AA Internacional de Limeira - São Paulo FC 1:2

8. 25.04.1999 - Limeira - Campeonato Paulista - penalty (76.) - Bezerra
AA Internacional de Limeira - São Paulo FC 1:2

9. 25.08.1999 - São Paulo - Copa Mercosur - free kick (36.) - Gustavo Campagnuolo
São Paulo FC - CA San Lorenzo de Almagro Buenos Aires 4:1

10. 3.11.1999 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (30.) - Alexandre
São Paulo FC - AA Ponte Preta Campinas 1:0

11. 1.04.2000 - Campinas - Campeonato Paulista - free kick (51.) - Gléguer
Guarani FC Campinas - São Paulo FC 2:3

12. 9.04.2000 - São Paulo - Campeonato Paulista - free kick (55.) - Pitarelli
São Paulo FC - AA Portuguesa Santista (Santos) 4:2

13. 24.05.2000 - Natal - Copa do Brasil - free kick (67.) - Carlos Alberto
FC América-RN (Natal) - São Paulo FC 1:3

14. 18.06.2000 - São Paulo - Campeonato Paulista - free kick (39.) - Carlos Germano
São Paulo FC - Santos FC 2:2

15. 17.09.2000 - São Paulo - Copa João Havelange - penalty (87.) - Roger
São Paulo FC - A Portuguese de Desportos São Paulo 2:0

16. 4.10.2000 - São Paulo - Copa João Havelange - free kick (45.) - Danrlei
São Paulo FC - Grêmio FB Porto Alegrense 1:1

17. 17.10.2000 - São Paulo - Copa João Havelange - free kick (48.) - João Gabriel
São Paulo FC - SC Internacional Porto Alegre 1:1

18. 17.03.2001 - Santos - Campeonato Paulista - free kick (49.) - Robson
AA Portuguesa Santista (Santos) - São Paulo FC 4:4

19. 30.06.2001 - João Pessoa - Copa dos Campeões - free kick (72.) - Marcelo Cruz
Coritiba FC - São Paulo FC 0:2

20. 30.01.2002 - Campinas - Torneio Rio-São Paulo - free kick (81.) - César
Guarani FC Campinas - São Paulo FC 2:3

21. 3.02.2002 - São Paulo - Torneio Rio-São Paulo - free kick (86.) - Murilo
São Paulo FC - Fluminense FC Rio de Janeiro 4:3

22. 3.04.2002 - São Paulo - Copa do Brasil - free kick (79.) - Gustavo
São Paulo FC - Figueirense FC (Florianópolis) 6:1

23. 28.04.2002 - São Paulo - Torneio Rio-São Paulo - free kick (5.) - Marcos
São Paulo FC - SE Palmeiras São Paulo 2:2

24. 26.10.2002 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (29.) - Bosco
A Portuguese de Desportos São Paulo - São Paulo FC 1:3

25. 20.04.2003 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (87.) - Fábio
São Paulo FC - CR Vasco da Gama Rio de Janeiro 3:1

26. 21.09.2003 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (24.) Velloso
São Paulo FC - CA Mineiro Belo Horizonte 2:2

27. 11.02.2004 - Lima - Copa Libertadores - free kick (22.) - Leao Butrón
Club Alianza Lima - São Paulo FC 1:2

28. 16.05.2004 - São Paulo - Campeonato Brasileira - free kick (47.) - Flávio
São Paulo FC - Paraná Clube Curitiba 2:2

29. 19.05.2004 - São Paulo - Copa Libertadores - free kick (32.) - Manuel Sanhouse
Club Deportivo Táchira San Cristóbal - São Paulo FC 0:3

30. 17.07.2004 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - penalty (12.) - Edson Bastos
São Paulo FC - Figueirense FC (Florianópolis) 2:1

31. 17.07.2004 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (72.) - Edson Bastos
São Paulo FC - Figueirense FC (Florianópolis) 2:1

32. 23.01.2005 - São José do Rio Preto - Campeonato Paulista - free kick (69.) - Rafael
FC América-SP - São Paulo FC 3:4

33. 20.02.2005 - São Paulo - Campeonato Paulista - free kick (75.) - Sérgio
São Paulo FC - SE Palmeiras São Paulo 3:0

34. 8.03.2005 - São Paulo - Copa Libertadores - free kick (20.) - Johnny Herrera
São Paulo FC - CD Universidad de Chile Santiago 4:2

35. 12.03.2005 - São Paulo - Campeonato Paulista - penalty (73.) - Magrão
São Paulo FC - Rio Branco EC Americana 1:0

36. 19.03.2005 - São Paulo - Campeonato Paulista - free kick (70.) - Bruno
São Paulo FC - Marília AC 6:0

37. 26.03.2005 - São Paulo - Campeonato Paulista - penalty (42.) - Júlio César
São Paulo FC - EC Santo André 3:1

38. 8.05.2005 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - penalty (1.) - Thiago
SC Corinthians Paulista São Paulo - São Paulo FC 1:5

39. 25.05.2005 - São Paulo - Copa Libertadores - penalty (81.) - Marcos
São Paulo FC - SE Palmeiras São Paulo 2:0

40. 28.05.2005 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - penalty (43.) - Fábio
São Paulo FC - Cruzeiro EC Belo Horizonte 1:1

41. 1.06.2005 - São Paulo - Copa Libertadores - free kick (30.) - Gustavo Campagnuolo
São Paulo FC - UNL Monterrey 4:0

42. 1.06.2005 - São Paulo - Copa Libertadores - free kick (57.) - Gustavo Campagnuolo
São Paulo FC - UNL Monterrey 4:0

43. 12.06.2005 - Belem - Campeonato Brasileiro - free kick (19.) - Alexandre Fávaro
Paysandu SC Belem - São Paulo FC 2:2

44. 22.06.2005 - São Paulo - Copa Libertadores - penalty (89.) - Franco Costanzo
São Paulo FC - CA River Plate Buenos Aires 2:0

45. 20.07.2005 - Brasília - Campeonato Brasileiro - free kick (51.) - Eduardo
Brasiliense FC (Brasília) - São Paulo FC 3:3

46. 28.08.2005 - Curitiba - Campeonato Brasileiro - free kick (31.) - Darci
Paraná Clube Curitiba - São Paulo FC 0:4

47. 11.09.2005 - Coritiba - Campeonato Brasileiro - penalty (20.) - Douglas
Coritiba FC - São Paulo FC 1:4

48. 18.09.2005 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - penalty (93.) - Roberto
São Paulo FC - CR Vasco da Gama Rio de Janeiro 4:2

49. 21.09.2005 - Belo Horizonte - Campeonato Brasileiro - penalty (71.) - Artur
Cruzeiro EC Belo Horizonte - São Paulo FC FC 2:3

50. 2.11.2005 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (55.) - Bruno
São Paulo FC - CA Mineiro Belo Horizonte 2:2

51. 4.12.2005 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (34.) - Diego
São Paulo FC - Clube Atletico Paranaense Curitiba 3:1


52. 14.12.2005 - Tokyo - World Club Champioship - penalty (57.) - Mabrouk Zaid
Al Ittihad Jeddah - São Paulo FC 2:3


53. 18.02.2006 - São Paulo - Campeonato Paulista - penalty (69.) - Rafael
São Paulo FC - Pausista Jundiaí 5:1


54. 22.02.2006 - São Paulo - Campeonato Paulista - penalty (79.) - Edervan
São Paulo FC - Mogi Mirim EC 3:0


55. 26.03.2006 - Americana - Campeonato Paulista - penalty (90 +2) - Marcelo
Rio Branco EC - São Paulo FC 2:4


56. 2.04.2006 - São Paulo - Campeonato Paulista - penalty (45.) - Fábio Costa
São Paulo FC - Santos FC 3:1


57. 9.04.2006 - Mogi Mirim - Campeonato Paulista - free kick (5.) - André Luís
Ituano FC (Itu) - São Paulo FC 0:2


58. 16.04.2006 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - penalty (31.) - Diego
São Paulo FC - CR Flamengo Rio de Janeiro 1:0


59. 20.04.2006 - São Paulo - Copa Libertadores - penalty (90. + 2) - Javier Eduardo Toyo
São Paulo FC - Caracas FC 2:0


60. 29.04.2006 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (76.) - Gilmar
São Paulo FC - Santa Cruz FC Recife 4:0


61. 3.05.2006 - São Paulo - Copa Libertadores - penalty (87.) - Sérgio
São Paulo FC - SE Palmeiras São Paulo 2:1


62. 26.07.2006 - Guadalajara - Copa Libertadores - penalty (84.) - Oswaldo Sánchez
CD Guadalajara - São Paulo FC 0:1


63. 20.08.2006 - Belo Horizonte - Campeonato Brasileiro - free kick (43.) - Fábio
Cruzeiro EC Belo Horizonte - São Paulo FC 2:2


64. 20.08.2006 - Belo Horizonte - Campeonato Brasileiro - penalty (63.) - Fábio
Cruzeiro EC Belo Horizonte - São Paulo FC 2:2


65. 03.09.2006 - Recife - Campeonato Brasileiro - free kick (26.) - Guto
Santa Cruz FC Ricife - São Paulo FC 1:3



66. 04.10.2006 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (64.) - Cássio
São Paulo FC - CR Vasco da Gama Rio de Janeiro 5:1


67. 02.11.2007 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - penalty (76.) - Jean
São Paulo FC - AA Ponte Preta Campinas 1:1


68. 26.11.2007 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (57.) - Fábio
São Paulo FC - Cruzeiro EC Belo Horizonte 2:0


69. 11.02.2007 - São Paulo - Campeonato Paulista - penalty (45.) - Marcelo
São Paulo FC - SC Corinthians Paulista São Paulo 3:1


70. 01.04.2007 - São Paulo - Campeonato Paulista - penalty (44.) - Diego Cavalieri
São Paulo FC - SE Palmeiras São Paulo 3:1


71. 12.05.2007 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - penalty (36.) - Harlei
São Paulo FC - Goias EC Goiânia 2:0


72. 03.06.2007 - Curitiba - Campeonato Brasileiro - penalty (76.) - Marcos Leandro
Paraná Clube Curitiba - São Paulo FC 0:1


73. 03.07.2007 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - penalty (57.) - Clemer
São Paulo FC - SC Internacional Porto Alegre  1:0


74. 26.07.2007 - São Paulo - Campeonato Brasileiro - free kick (81.) - Cléber
São Paulo FC - Sport Club Recife  3:1


 



 



 


 


 
The legendary Rogério never lost a game in which he scored


Rogério Ceni was born on January 22, 1973, in Pato Branco, a small town in the state of Paraná, southern Brazil. His sporting career, however, started with Sinop FC in the state of Mato Grosso (central-western Brazil), with whom he won the "Campeonato Matogrossense" in 1990. On September 7, 1990, he joined São Paulo Futebol Clube, with whose youth team he won the "Campeonato Paulista" the same year. In São Paulo, Rogério developed under the guidance of famous coach Telê Santana da Silva – and in the shade of national goalkeeper Armelino Donizetti Quagliato "Zetti". Playing in the category "aspirante", Rogério won the "Copa São Paulo júnior" in 1993, and was on the bench of the league team in the same year, when São Paulo FC won the “Copa Libertadores“, the "CONMEBOL Recopa" and the "Copa Intercontinental". The following year he still was on the bench, when São Paulo FC won the "Recopa" again.


When São Paulo FC, fielding a team weakened by substitutions, won the "Copa CONMEBOL" in 1994, Rogério did get to play as fiels player. In the semi-final against SC Corínthians Paulista (São Paulo), he converted his shot during the penalty shoot-out. It was only in 1997, when goalkeeper “Zetti” transferred to Santos, that Rogério succeeded him. By then, he was being trained by Muricy Ramalho, who had previously assisted "Master Telê". This coach now let Rogério also take free kicks during matches, after he had practices these more than 15,000 times. Rogério scored his first goal off a free kick in São Paulo on February 15, 1997, during a league match for the “Campeonato Paulista“ against União São João. On September 13, 1997, he scored his first goal off a free kick during the Brazilian championship, against Botafogo FR (Rio de Janeiro).


Rogério scored his first international goal, also off a free kick, on August 25, 1999, during the "Copa Mercosur", against Gustavo Campagnuolo of CA San Lorenzo de Almagro (Buenos Aires). The Argentine also was the first goalkeeper to concede three goals to Rogério, all of them free kicks. Rogério had previously been nominated for the Brazilian national team, with whom he won the "Confederations Cup" in 1997. He also won the "Campeonato Paulista" with his club in 1998 and 2000, as well as the "Torneio Rio-São Paulo" in 2001.


It was amazing that until May 2004, Rogério scored 26 of his first 29 goals in official matches off a free kick. His first “Copa Libertadores“ goal, in Lima (Peru) against Club Alianza Lima on February 11, 2004, also was scored off a free kick. Until August 2006, he scored 10 goals during this most important South American club competition. This is a record for a South American goalkeeper, and while playing for his club at this competition, he matched the high mark shared by Pedro Rocha, Luís Antônio Corrêa da Costa "Müller" and Palhinha.


In 2005 Rogério captained São Paulo FC to victory during the São Paulo state championship, the Copa Libertadores and the Club World Championship. In 2005 he was voted the best player of the "Copa Libertaodres", and in December 2005 also the first goalkeeper to score a goal during a FIFA championship: a penalty against Asian champion al-Ittihad (Jeddah, Saudi Arabia). Until August 21, 2006, Rogério played for Brazil 17 times, but only national coach Leão let him take a few free kicks – which, however, did not lead to a goal. He attended the World Cup final rounds with Brazil in 2002 (without appearances) and 2006.


Already on July 27, 2005, with his 618th match, Rogério set the record for his beloved São Paulo FC, which he never left. No other player played as many matches for this club during the 20th century as did Rogério. In 2000, 2003 and 2004 he won the silver ball, which is traditionally awarded to the best goalkeeper of the Brazilian championship. Since 2005, Rogério regularly takes penalties for São Paulo FC, and so far he failed to convert only eight of 33. He has since been one of Brazil‘s most important scorers, having scored the decisive goal at a critical moment during several competitions.


On August 20, 2006, during a Brazilian championship league match at the Estádio Mineiro in Belo Horizonte, Rogério broke the world record set by José Luis Félix Chilavert of Paraguay when he converted a free kick against hosts Cruzeiro FC in the 43rd minute. Four minutes earlier, he had reacted unbelievably fast when he held a penalty by Wagner, thus preventing his team from being down 0:3. In the 63rd minute, Rogério broke his own record when he converted a penalty (final score 2:2).


It is a sensation that Rogério scored 44 of his 69 off a free kick, but what borders on fantasy that São Paulo FC never lost a match if Rogério scored. IFFHS has honoured Rogério Ceni – as Chilavert before him – as a world record holder in December 2006. Few days later he became with his club Brazilian champion. At the voting of "The World's best Goalkeeper 2006" he took the 6th place.


30.3.2007 - by Rodrigo Bueno (São Paulo)


Commentate e diffondete la mia campagna!E scrivetemi come potrei fare a diffonderla e/o inviarla a qualche organizzazione che possa approvarla goliardicamente o no come "statistica non ufficiale"! Per saperne di più su questa mia idea vi invito a leggere il mio post precedente riguardante questo argomento! Grazie!


Brian Mercury

10/08/07

I 5 PIU' GRANDI DELLA STORIA!!!!!

Tempo fa chiacchierando con 3 miei amici e soci (Matte R.,Matte S. e Fede) ci venne in mente di fare questo giochetto : ognuno doveva dire chi erano secondo lui, il /la miglior cantante,chitarrista,tastierista/pianista,bassista e batterista/percussionista della storia.


Curiosamente,probabilmente visti i nostri gusti musicali e l'influenza che possiamo avere tra di noi,ottenemmo tutti e 4 gli stessi 5 nomi! La cosa importante da mettere in evidenza e che comunque abbiamo cercato di essere i più oggettivi possibili ,senza preferire necessariamente i membri delle bands che più amiamo.


Volevo proporre a tutti voi questo interessante sondaggio : Dovete indicare (senza distinzione di sesso ed il più oggettivamente possibile!) il miglior cantante , il miglior chitarrista ,il miglior tastierista/pianista (valgono anche coloro i quali utilizzano organi o synth) ,bassista  ed il mglior batterista (in alcuni casi si deve parlare di percussionista) della storia!


Questi sono le nostre 5 Leggende immortali:


Cantante :Freddie Mercury ( Queen , Freddie Mercury & Montserrat Caballè ,Freddie Mercury)


Chitarrista : Jimi Hendrix (The Jimi Hendrix Experience ,Band Of Gypsys, Jimi Hendrix ) 


Tastierista/Pianista : Keith Emerson (Emerson,Lake & Palmer , Nice , Keith Emerson)


Bassista : Jaco Pastorius (Weather Report , Jaco Pastorius)


Batterista/Percussionista : John Bonham (Led Zeppelin)


Buon divertimento e partecipate numerosi per eleggere i più Grandi della Storia!


Brian Mercury

02/03/07

Senza titolo 1673

Fra le tanti canzoni  su  o dedicate a Garibaldi    di cui trovate   un elenco  sulla pagina  di  it.wikpedia     a lui dedicata    ho scelto   questa  canzone   partigiana  per  indicare   come    rispetto  agli eredi  (  salvo alcuni )  che gettarono nel cesso gli ideali di G    schierandosi   con il regime fascista (  e passi  )  ed  in particolare ,  quando    dopo il crollo del  Fascismo  fosse   ormai chiaro  alla maggior parte  del popolo italiano  cosa  esso fu  ,  essi   si schierano   senza  spirito critico   con la  Rsi ( repubblica sociale italiana  )  e  con i  nazisti 

Canzone  Composta collettivamente da un gruppo di partigiani a Castagneto di Ramisèto nella primavera del 1944 sull'aria di una vecchia marcia fascista cantata durante anche la guerra di Spagna (ma la cui origine più antica potrebbe essere ottocentesca e garibaldina), è considerato l'inno quasi ufficiale delle brigate garibaldine della provincia di Reggio Emilia. Impossibile non ricorda-re l'interpretazione dell'indimenticabile Giovanna Daffini contenuta nell'album La Resistenza nell'Emilia Romagna 
note storiche tratte  da  www.cantilotta.org/index.htm

Libertà... sì. Libertà... sì.
Noi siamo i partigiani fate largo che passa la brigata Garibaldi
la più bella, la più forte, la più ardita che ci sia,
quando avanza, quando avanza,
il nemico fugge allor
tutto rompe, tutto infrange
con la forza e con l'ardor.


Abbiam la giovinezza in coi., simbolo di vittoria
marciano sempre forte e non temiam la morte, la stella rossa in fronte la civiltà portiamo
ai popoli oppressi
la libertà noi porterem.


Fate largo, che passa la brigata Garibaldi
la più bella, la più forte la più ardita che ci sia
quando passa, quando avanza
il nemico fugge allor siamo fieri, siamo forti per cacciare l'invasor.


Col mitra e col fucile siam pronti per scattare ai traditor fascisti
ce la farem pagare
con la mitraglia fissa
e con le bombe a mano le barbarie commesse sul nostro popolo fede



Complimenti agli eredi  dei due rami di Giuseppe  Garibaldi e  alla   poco coraggiosa  posizione  dela  sovraintendenza   che  non ha  avuto il coraggio  ( almeno provarci o tentare  )  di mediare   fra  i due litiganti  o al massimo (  situazione  preferibile   ) nel nome  di Garibaldi imporre  un compromesso  o  una  tregua   fra  i due rami  ereditari dell'erore dei due mondi proprio in una  occasione  cosi importante  come  un  bicentenario    .
Infatti  a causa di questa  diatriba   e di questi rancori familiari   si potranno celebrare all'ìnterno del piazzale  dela casa  museo solo  gli eventi ufficiali 

Come  avviene  uin maniera   cosi manifesta  da  due  tre  anni  e forse  anche  di più   ( e il che ha permesso che  alcuni oggetti  di Garibaldi finissero  in mano  estranea  e in particolare   nella vila  di Hammamet  di un grande   ladrone di stato di quella  che molti storici    del Cepu o  pseudo storici  hanno chiamato  con il termine  prima repubblica    )  si  ,  scatenino, come avviene immancabilmente il 2 giugno, anniversario della morte  di  quello che  fu  uno dei  protagonisti  ( il rapressentante  del lato popolare  )  del nostro --- nel bene  e nel male ---   risorgimento  ,  liti furiose e, quando va bene,terribili occhiatacce, ciò  scoraggia la Sovrintendenza di Sassari che gestisce il Compendio e la costringe a non concedere a nessuno quello spazio sotto l'albero secolare dedicato a Clelia.Tanto meno quello ampio davanti alle tombe dove riposano l'eroe e alcuni dei suoi figli.Nemmeno un innocuo premiodi poesia sarà ospitato quest'anno nel giardino di fronte alla casa.
Quindi  quest'anno  a  causa  :  dello scarsissimo   coraggio   diplomatico    della  sovvraintendenza  di Sassari  ., della litigiosità dei pronipoti  da parte di Anita la prima  moglie di Garibaldi che soi distinguono  per  due  N  .,   del fatto che solo  Giuseppe Garibaldi  l'unico pronipote maschio  che può passare l'estate  nella casa museo  di Caprera   ,  quest'anno  in particolare  , anche  se non è una novità  in quanto accade da sempre  .
Un vero peccato  in quanto le   diverse  associazioni garibaldine  e sono tante  , si aspettavano  soprattutto  che  nel  bicentenario  le  cose  andassero in maniera  diversa e non  uguale  e ripetitiva   .                                   
E tutti saranno costretti ad accontentarsi di qualche altro palcoscenico, o della sala con-siliare o della biblioteca. Purtroppo per la mancata  (  se mai c'è stata  ) collaborazione tra i due   gruppi degli eredi  , che a dire il  vero non c'è mai stata  tanto meno  tra  i pro nipoti   dell'Eroe che  --- il   bisnonno  e  la  bisnonna anita  e   gli altri parenti collaterali   figli  dell'amante  e dellla seconda moglie  si rivolteranno nella tomba   gareggiano  per  conqnel bene  e nel maleuistare uno  spazio  . Impedendo   che una  manifestazione   culturale  sia  ridotta  solo a livello ufficiale  e non  solo anche di popolo   e sia  vissuta con tranquilità .
Per questo  e non assistere ad  attacchi e batibecchi (  e qui  non  gli posso biasimare , anche  se potevano mostrare un po' più d'iniziativa   e concedere  spazi ad  entrambi  gli eredi   )   le  dirigenze del museo  si guardano bene dal  non concedere  udienze separate  a  gli uni  e  a  gli altri  . Ma  per non incorrere negli spiacevoli episodi che si ripetono ogni due giugno, per non suscitare gelosie di sorta ( cosa  che secondo me  , non  si avrebbero  se il comune  e la sovraintendenza  concedessero  ad entrambi  senza  privilegiare l'uno o l'altro ramo )  che si potrebbero scatenare durante il Bicentenario, Caprera festeggerà quasi sottotono iduecento anni della nascita dell'Eroe
Con le solite parate e maifestazioni di sempre . Con i pellegrini  che s'aggireranno nel  museo  e  i soliti  discorsi  vuoti e  retorici   . Niente di nuovo  come sempre , un occasione mancata  per  celebrare in maniera non retorica  uno che ha  dato la sua vita  e  se stesso  non solo  per l'unita  del nostro  amato-odiato paese ma anche   per  altri popoli  ( vedere  ggli approfondimenti a fine post  ) . Niente di nuovo  , dunque  ,  per la decisione  pilatesca  della  sovraintenza  e po' troppo neutralista della  direzione  del museo Garibaldino  guidata  da Wally  paris  cultrice  e studiosa  di Garibaldi  oltre che custode umana del suo compendio  e delle sue  memorie  come se fosse un vero  e proprio  masuoleo  .


Approfondimenti


 eventi  per il bicentenario


fra cui  la  1  e la  2 tappa del giro  d'italia  di quest'anno  , quest'ultima parte  dalla mia  cittadina 
siti  di comitati per  Bicentenario della nascita eleco  estratto dall'ottima  voce  http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Garibaldi


siti su Garibaldi 


21/08/06

Senza titolo 1407

a chi mi dice che sono anti italiano e contro la mia patria rispondo con queste due canzoni   di sabrina  Guzzanti tratte dallo spettacolo rai ot  . A voi decidere  se  sto  con La Patria ( quella che in nome d'esa  ha fatto le  leggi razziali ; invaso, torturato  e commesso genocidi  verso  altri popoli   ;  mandatomin nome di tale ideale  uomini al macello  ) ; o  con  la patria  (  la mia patria  è iol mondo inbtero  la mia terra  è la liberta  ovvero mmy casa  tu  casa  ) 

LA MIA PATRIA NON E' UN'AZIENDA



La mia patria non e' un'azienda,
non e' un franchising la mia famiglia.
Il mio quartiere non assomiglia
ne' a una holding ne' a una spa.

La mia figliola non e' una troia
non le interessano i calendari,
e la mia scuola non e' una scala
che porta al trono dell'imperatore.

Non siam piu' solo spettatori,
noi non siam piu' sciocchi teleutenti.
Scorrono neuroni nelle nostre menti
che parole vogliono diventar.

Se son depressa non faccio shopping,
vado a parlare con un vicino
e le domande sul mio destino
non vado a farle al Costanzo Show.

E il mio tempo non e' denaro,
ma il mare aperto dei sentimenti
le vele al vento del mio pensiero
finche' quel vento resistera'



RIBELLI DELLA MONTAGNA

Dalle belle città date al Biscione
Fuggimmo un dì via dalla televisione
Cercando libertà nella memoria
Contro chi tutti i dì cambia la storia
Senza paura di guerra e terroristi
Senza temere i deliri dei leghisti
Armammo le menti, togliemmo la paglia
Temprammo il cuor e i muscoli in battaglia
Siamo i ribelli della montagna
Viviam di stenti e di patimenti
Ma questa fede che ci accompagna
Sarà legge dell’avvenir
La giustizia è la nostra disciplina
Libertà è l’idea che ci avvicina
Arcobaleno il color della bandiera
L’ Italia si è svegliata forte e fiera
Al sentirci da ogni lato assediati
Mettemmo da parte i discorsi malati
Provammo l’ardor della grande risposta
Sentimmo l’amor per la patria nostra
Siamo i ribelli della montagna
Viviam di stenti e di p
atimenti
Ma questa fede che ci accompagna
Sarà legge dell’avvenir



30/04/06

Senza titolo 1266

Festival letteratura e giornalismo di viaggio

festival


I° Festival di letteratura e giornalismo di viaggio. Padova dal 26 al 28 Maggio 2006. info: attivita.culturali@porsche.it

Pedro Salinas - 1

"Non respingere i sogni perché sono sogni"
Pedro Salinas

Non respingere i sogni perché sono sogni.
Tutti i sogni possono
essere realtà, se il sogno non finisce.
La realtà è un sogno. Se sogniamo
che la pietra è pietra, questo è la pietra.
Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
è un sognare, l'acqua, cristallina.
La realtà traveste
il sogno, e dice:
"Io sono il sole, i cieli, l'amore".
Ma mai si dilegua, mai passa,
se fingiamo di credere che è più che un sogno.
E viviamo sognandola. Sognare
è il mezzo che l'anima ha
perché non le fugga mai
ciò che fuggirebbe se smettessimo
di sognare che è realtà ciò che non esiste.
Muore solo
un amore che ha smesso di essere sognato
fatto materia e che si cerca sulla terra.


Eccomi qui...son una nuova blogger di qst splendido luogo...sono molto onorata
di farne parte e ringrazio chi di dovere per l'invito!



°daniela°


29/04/06

Senza titolo 1265


trovata in internet


 

Brividi di piacere
scivolano sulla mia pelle nuda
quando le tue delicate mani
accarezzano il mio corpo.
Le tue gambe dentro le mie
Tu dentro di me
Le tue dita fanno dei ghirigori sulla tua nuca
mentre ti bacio i morbidi capelli.
Ti sento forte e possente in me
Non sono più io,
ma…
un’arpa dal melodioso suono,
Mentre la tua lingua cerca la mia
Viviamo…
Mentre le tue mani mi desiderano
Viviamo…
e lo stridore dei vecchi censori
disprezziamolo.
Viviamo una …cento…mille
interminabili notti. 
Si…parlami
Vivimi…
Toccami…
Nell’ infinito che mi fai raggiungere
Esauriscimi senza pietà .
Ricomincia ancora.
Parlami…
Ripetimi …
Dimmi di te…
di cosa provi.
Dimmi tutto nel proibito
nelle emozioni di noi.
Non togliere le mani brucamente da me.
Ti amo.
Silvana 


28/04/06

Senza titolo 1264


Leggendo   sulla blog comunity di Pino scaccia  la news  e i commenti   dell'attewntato a Nassyria   mi viene in mente  una canzone  insegnataci dal prof  di francese allle superiori  proprio durante la prima guerra del  golfo ( 1991  )  che  ho deciso di   usare , vista  l'attualità  nonostante  sia stata  scruitta  ben  52  anni fà  come   Colonna  sonora   del  post  d'oggi 


 Le Déserteur  di Boris Vian

Monsieur le Président
Je vous fais une lettre
Que vous lirez peut-être
Si vous avez le temps
Je viens de recevoir
Mes papiers militaires
Pour partir à la guerre
Avant mercredi soir
Monsieur le Président
Je ne veux pas la faire
Je ne suis pas sur terre
Pour tuer des pauvres gens
C'est pas pour vous fâcher
Il faut que je vous dise
Ma décision est prise
Je m'en vais déserter

Depuis que je suis né
J'ai vu mourir mon père
J'ai vu partir mes frères
Et pleurer mes enfants
Ma mère a tant souffert
Elle est dedans sa tombe
Et se moque des bombes
Et se moque des vers
Quand j'étais prisonnier
On m'a volé ma femme
On m'a volé mon âme
Et tout mon cher passé
Demain de bon matin
Je fermerai ma porte
Au nez des années mortes
J'irai sur les chemins

Je mendierai ma vie
Sur les routes de France
De Bretagne en Provence
Et je dirai aux gens:
Refusez d'obéir
Refusez de la faire
N'allez pas à la guerre
Refusez de partir
S'il faut donner son sang
Allez donner le vôtre
Vous êtes bon apôtre
Monsieur le Président
Si vous me poursuivez
Prévenez vos gendarmes
Que je n'aurai pas d'armes
Et qu'ils pourront tirer


qui troverete   la  storia   dele censure  che la canzone ha dovuto subire  e  di tutti gli interpreti  che l'anno ripresa 

Attentato a Nassiriya: senza parole



Bomba nella città irachena, quattro morti, tre sono italiani 


quanta gente deve morire ancora..quanta?


Nel  fiume  d'inchiostro e di retorica  , e di polemiche  che diventano  seghe elucubrazioni mentali  inutili   , come  : <<  ritiro o non ritiro , missione di pace o  guerra , ecc >> lascio la parola ad  Adele  Parrillo ( http://adeleparrillo.splinder.com/ ) l'unica vedova  di stato  che non può commemorare ufficilamente il  suo uomo perchè   convivente    : <<  E' successo ancora. Un'altra Nassirya. Altri morti. Altro dolore. Altre vedove. Altri bambini che cresceranno senza padri. Altre parole di circostanza, parole vuote, senza senso. Bugie. Un'altra eredità del governo Berlusconi... Via dall'Iraq!! Perchè quella non è una missione di pace! E' una missione di pace secondo voi quella dove i militari, prima di partire devono firmare il Codice Militare Penale di Guerra? No! Non lo è. Quindi basta con le menzogne e l'amor di patria.....Che i politici lascino piangere in pace le vedove senza la loro retorica stantìa.>> e con queste parole  dello scrittore svizzero Friedrich Dürrenmatt. : <<  QUANDO LO STATO TI INSEGNA A UCCIDERE SI FA CHIAMARE PATRIA.>> e  con un estratto di un intervista  a  Marco Intravaia, fratello di Domenico, morto il 12 novembre 2003 a Nassiriya intervista a pagina 5   dell'unita  di oggi 28\4\2006 <Quando sento parlare di missione di pace, ancora oggi, in Iraq la rabbia cresce. Ma quale missione di pace? Le torture e le sevizie a cui sono stati sottoposti gli iracheni cosa sono? Come si può parlare della missione americana come di un’operazione di liberazione? Bisogna andare via da lì, gradualmente ma bisogna andare via. A Prodi chiedo di mantenere i suoi impegni, di riportare i nostri militari a casa >>

Per  finire  concludo   segnalandovi  un  buon libro :   venti sigarette  a Nassyria di  Aureliano Amadei  e  francesco trento  una  delle perle  in mezzo alla  merda  di   stucchevole retorica   che  nuovamente  tornerà  a farsi sentire  fra oggi che ritornano le salme  e  i feriti    e chi sà per  quanto  ancora  un libro stupendo e struggente. Consiglio vivamente di leggerlo, soprattutto perchè vi sono celate molte verità nascoste ai benpensanti... Proprio quando si vivono momenti terribili, ci si rende conto dell'importanza delle persone che abbiamo perduto... Un grazie ad Amadei... Perchè troppe persone dimenticano l'atrocità della guerra...







P.s
Lo so che volevo evitare  le segne  mentali ,ma  non posso  farne  a meno dopo che  ho letto questa news  che non riesco a sintettizzare   e che riporto per intero  . dall'unitò online del 28\4\2006  :


A febbraio i servizi segreti italiani avevano segnalato la presenza intorno a Nassiriya di esponenti del disciolto partito Baath e di cellule saudite in grado di predisporre trappole esplosive di nuova tecnologia da interrare e poi far saltare con radiocomandi al passaggio di convogli militari italiani

Sismi: la strage di Nassiriya era prevedibile
I «sensori» della rete del Sismi nel quadrante di Nassirya, si mettono in allarme all'inizio di febbraio. In quei giorni Abu Musab Al-Zarqawi viene segnalato in trasferimento da Nord a Sud del paese. Chi passa l'informazione fornisce dettagli precisi. Il terrorista più ricercato dell'Iraq si sta spostando insieme a una donna e un bambino e a Nassirya i suoi uomini dispongono di un appartamento di copertura ad Hayuroh, una strada della città. Secondo l'informativa, il trasferimento di Al-Zarqawi avverrebbe in contemporanea a quello di esponenti del disciolto partito Baath e di cellule saudite in grado di predisporre trappole esplosive del tipo IED (Improvised Explosive Device) da interrare nelle sedi stradali e poi far saltare con radiocomandi al passaggio di convogli militari italiani e della polizia irachena. L'obiettivo, dicono le informative, è di alzare il livello di scontro in un'area (quella meridionale) ancora trascurata dalla strategia dei gruppi terroristici e della guerriglia. A marzo l'allarme per le infiltrazioni verso Sud è altissimo. Gruppi di miliziani fondamentalisti non controllati dall'imam sciita Moqtada al-Sadr e terroristi stranieri sono in arrivo da Ramadi e Falluja. Verso la fine di marzo, l'intelligence militare segnala nella zona di Ash-Shatrah, vicino Nassirya, la presenza di guerriglieri iracheni dell'ex Baath specializzati in esplosivi del tipo IED. E nella prima metà di questo mese la rete del Sismi consente l'individuazione di un terrorista (S.D. le iniziali del nome), sorpreso in una abitazione nei pressi di una scuola elementare, mentre sta monitorando il passaggio di un nostro convoglio militare in movimento tra Ash-Shatrah e Nassirya.

di Andrea Purgatori

 Esplosivo «Made in Iran» logistica irachena, regia di Al-Zarqawi. Nelle informative che negli ultimi tre mesi l'intelligence militare italiana aveva passato ai comandi militari sul campo c'erano, purtroppo, tutti gli elementi necessari ad immaginare che sarebbe finita così. Lo spostamento verso il Sud del Paese del luogotenente di Osama Bin Laden. La presenza intorno a Nassiriya di esponenti del disciolto partito Baath, fuggiti in Siria e rientrati in Iraq con passaporti falsi. Lo stoccaggio di esplosivi di nuova generazione in arrivo dalla Repubblica islamica. Erano state individuate anche due basi d'appoggio in città e un terrorista, bloccato mentre stava monitorando il passaggio di un nostro convoglio militare. L'attentato era in gestazione da tempo. E quella del 22 aprile scorso probabilmente non era stata una prova generale o un avvertimento, ma uno sbaglio provocato da un errato posizionamento della carica. Un episodio forse sottovalutato, visto che l'esplosione di ieri è avvenuta nello stesso punto e alla stessa ora.

Infine, a metà aprile, la notizia più preoccupante. Dall'Iran sono arrivati a Nassirya nuovi ordigni IED, tecnologicamente più sofisticati e capaci di un'onda d'urto frontale devastante. Si chiamano EFP (Explosively Formed Projectiles) e consistono di una carica cava che espelle un dardo di metallo incandescente in grado di perforare la corazza di un mezzo blindato provocando un incendio all'interno. Secondo l'informativa, questi ordigni di fabbricazione iraniana sarebbero stati nascosti dentro fusti di olio esausto in alcune officine di Nassirya dove dei terroristi artificieri giunti appositamente in zona provvederebbero all'assemblaggio con gli inneschi radiocomandati.


È il prologo dell'attentato di giovedì scorso. Preceduto dall'attacco fallito del 22 aprile. Stesso posto, stessa ora. Una carica interrata EFP fatta saltare a 10 metri di stanza dal mezzo blindato italiano e il dardo incandescente che colpisce e perfora il lato sinistro esplodendo internamente in una vampata di fuoco. Nel pomeriggio, quando arriva la doppia rivendicazione delle Brigate Imam Hussein (ex baathisti) e dell'Esercito islamico in Iraq (Al-Zarqawi) con solito blabla roboante lo scenario è già tutto così tragicamente chiaro che persino il Pm Franco Ionta, capo del Pool antiterrorismo della Procura di Roma, non può fare altro che dichiarare: «Nei giorni scorsi ci sono state delle prove tecnico-operative che non hanno raggiunto l'obiettivo, mentre quello di oggi (ieri, n.d.r.), purtroppo ha avuto un tragico evento per cui credo che ci fosse una preparazione specifica. Dunque un episodio non imprevedibile». Toccherà adesso a lui scoprire se qualcosa non ha funzionato nel sistema di prevenzione messo in atto dalle nostre forze militari sul campo.



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