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08/03/17

I cantautori e la filosofia, da Battiato a Zero di Cristian Porcino

I cantautori e la filosofia da Battiato a ZeroHo appena  finito  di leggere  : I cantautori e la filosofia, da Battiato a Zero  di Cristian Porcino € 14,00 pp. 100  2008 Edizioni Libreria Croce (universitas) 9788889337837, Acquistabile presso tutte le librerie ed i seguenti siti internet :  1) www.ibs.it   2) www.unilibro.it  3)  www.libri.dvd.it  4)    www.libreriauniversitaria.it

Il primo libro nel mercato editoriale italiano che analizza ,   seguito 9 anni dopo  da    il    corso  Cantautori e Filosofi
Un percorso tra musica   e filosofia  Secondo Atto (2016)  tenuto  dall’ ASSOCIAZIONE CULTURALE  COLORI E SAPORI  e tenuto da   Marco Traversari docente di filosofia e scienze umane presso il  Liceo Gambara di Brescia e cultore della materia  in Antropologia culturale presso l'Università    e  da   Rusty Cage  Conduttore radiofonico  che  ha   curato  lì approccio storico-musicale   qui   su http://www.coloriesapori.altervista.org/ ,in maniera seria e dettagliata lo stretto legame che intercorre fra cantautorato e filosofia. Attraverso la preparazione culturale e il piglio critico che lo denotano, Porcino riesce a incuriosire il lettore per le tematiche affrontate e per le curiosità scovate qua e là nei testi di canzoni di cantautori quali Franco Battiato, Renato Zero, Jovanotti, Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati e molti altri ancora.
Anche  se  Negli ultimi anni la riflessione filosofica è uscita --  come dice  la presentazione   del corso citato prima  -- dalle strutture accademiche e scolastiche,luoghi canonici della sua diffusione, per andare ad interagire con altri ambiti del sapere e della sfera pubblica (..... )  e la Canzone d' autore che spesso ha raccolto e  continbia  a raccogliere  (  aggiunta mia  )  le suggestioni e le profondità del pensiero filosofico  C'è   come dice  lo  stesso  C.Porcino nell'introduzione    al suo   libro ,  citando una dichiarazione di  Battiato  contenuta   nel libro 'L'Alba dentro l'imbrunire"  , una  forte resistenza  che : << (...)  Solo menti burocratiche e livorose possono ignorare, misconoscere e sottovalutare gli strepitosi testi musicali degli ultimi quarant’anni. Nella canzone, miracolosa espressione del nostro tempo,parole e musica sono un corpo solo, stessa materia, non scindibile, ma non per questo classificabile come cosa “altra” dalla poesia. Certi autori di  canzone sono come dei piccoli Abramo, scopritori di codici di segrete lingue. L’oscura consapevolezza delle “petites perceptions”. Quell'ignoto che precede di poco una delle sue manifestazioni».>> [ qui  a   pag 13\14      in /questa serie di scritti , interviste , ecc del cantautore  prese  dalla pagina  http://francobattiatoarchive.altervista.org/  ] . infatti  l'unico che  ha preso  seriamente l'argomento  è  Fabio Concato    che ha   accettato di farsi intervistare   da Cristian  .
ma  c'è   anche   qualche  burocrate   coraggioso  e  di larghe vedute  e  lo  promuove   concedendogli spazi  



Cristian    riesce  , attraverso  la preparazione  culturale  ed  il piglio   critico  che lo denotano (  vedere  le   nostre precedenti recensioni ed  interviste   su  di lui  ) ad incuriosire   il lettore per  le tematiche  e le curiosità (  alcune   evidenti  come  la  chiave  di lettura  di  Dio  è morto di Guccini    ed altre  note  a  chi presta attenzione  e spirito critico ai testi )   degli autori analizzati  .  Egli  ci mnette   , come in tutte le  sue  opere  ,   un approccio  ed  una passione tale    che  " ti costringe  "  a  prendere  (  o riprendere  nel mio caso  che ho studiato filosofia  al liceo  e all'università )  in mano  un manuale  di storia della  filosofia   e  se  non l'hai  fatta  a studiarla  .  Un  insegnante    come quelli di una volta  in via d'estinzione .  Nel suo  intenso  ,  ma  purtroppo  breve  ( secondo  me  avrebbe dovuto  fare  come ha  fatto  come  ha  fatto  G.Gian  Antonio Stella  con  il libro   :   L'orda  quando gli  Albanesi eravamo noi    diventato anche un sito internet   aggiornato ) reastituisce   dignità  alla cosiddetta  musica popolare  che  per  anni  ( ed  ancora  continua   vedi a  canzone di Renzo Arbore  grazie dei  fiori ) perchè   considerata    troppo immediata    e scomoda    difficilmente omologabile  ed  integrabile  con il sistema  .
Un ottimo   libro aspetto con ansia  una  sua riedizione ed  ampliamento









03/08/13

Mamadou in spiaggia per vendere i suoi libri Le tradizioni del Senegal invece che la solita mercanzia. Il suo sogno: «Un pulmino per la scuola dei bambini»














Email 




da  http://lanuovasardegna.gelocal.it/  consultato il 3\8\2013 

VALLEDORIA. E’ diventato quasi un celebrità tra i bagnanti delle spiagge sarde l’ambulante senegalese Mamadou Bamba Toure autore di due libri che raccontano della sua Africa. Infatti, dopo avere venduto per tanti anni l’ oggettistica della sua terra natia, come tanti altri suo connazionali, nel 2002 ha deciso di scrivere sia un libro di favole “Gainde Manosour Boye” (favole africane per bambini) e “Yoonwi” (ritorno alle radici, ristampato la scorsa settimana) per raccontare con la sua
penna le tradizioni del suo Senegal e sopperire così alle tante curiosità degli italiani che incontrava nel suo girovagare. Il suo sogno nel cassetto rimane quello di ritornare nella sua terra natia e riabbracciare sua moglie e i suoi quattro figli. Ma questo potrà avvenire solo dopo che Mamadou avrà accumulato un bel gruzzoletto per acquistare un pulmino da mettere a disposizione della sua comunità e aiutare i bambini del suo paese ad andare a scuola. «Una gran parte dei soldi che ricaviamo dalla vendita dei nostri prodotti – spiega lo scrittore Mamadou Bamba Toure – vengono spediti in Africa per aiutare le nostre famiglie e la nostra comunità. Per noi non esiste sprecare denaro – continua Mamadou – perché con un euro nei nostri villaggi possiamo mangiare per tre giorni di seguito. Io come tanti miei connazionali – continua Mamadou – desideriamo stare vicino alle nostre famiglie, per questo stare in Italia rappresenta un sacrificio. Nella vita occorre sempre fare fronte alle proprie scelte – conclude Mamadou sempre con il sorriso stampato sul viso che mette buonumore a chi lo ascolta– tutto richiede un prezzo, e nel nostro caso i grossi sacrifici coinvolgono anche chi ci è caro, mia moglie e miei quattro figli che vengono privati dell’educazione paterna». Ma secondo il moto africano che Mamadou recita a chi incontra nella sua strada: «quando raccogliere e facile, inchinarsi diventa difficile», è dal sacrificio che si ottengono i frutti migliori.

24/04/13

LA CRISI SPIEGATA A MIO FIGLIO E AI BAMBINI


Da la pagina di facebook di Solo in Italia

Non riuscendo a spiegare a mia cuginetta di 3 grado ( nipote di un cugino in primo di mio padre ) la crisi economica ricorro a questa ( ovviamente modificandola come avviene , nelle catene di sant'Antonio , nei passaparola , nella cultura orale , ecc visto la sua età --- ha 7 anni --- troppo piccola per certe cose ) questa favola










LA CRISI SPIEGATA IN MODO SEMPLICE...
Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte.


Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti). 
La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città. 
Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora. 
La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia. 
Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond. 
I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. 
Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond. 
Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite. 
A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi. 
Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi. Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada. Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%. 
La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza. Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare. 
Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%. Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce. Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza. 
Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero. Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare. 
Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio

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