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09/11/12

Camminate per 75 minuti e vivrete due anni in più

il problema  non è camminare o  farlo    , ma farlo velocemente   \  a passo svelto per  chi  è  abituato  a  camminare  e  fare m tutto  o  quasi  troppo lentamente



e non  a macchino alla  follia  come  il protagonista del precedente   post :   L'uomo che cammina 24 ore senza mai fermarsi se non...  e spesso     non  ho



Comunque  è utile    vedere sia  l'articolo   sotto riportato da cui  ho tratto il tutolo  del post  d'oggi   sia ( la  trovate  come  secondo    articolo )   la recensione    del libro   Camminare  e rivoluzionario  di Adriano Labbucci   tratta dal sito della  casa editrice   http://www.donzelli.it

il  primo articolo    preso da  repubblica del 9\11\2012

 PER SAPERNE DI PIÙ

ELENA DUSI


Roma .Meglio   un peccato di  gola che indulgere all’ozio. Tra i due sentieri che portano a una lunga vita,quello dell’attività fisica è più efficace di quello della dieta,purché sia percorso a passo
svelto e per almeno 75 minuti  alla settimana. A tanto infatti  ammonta l’esercizio fisico capace di regalare 1,8 anni in più  alla nostra vita.ma non a cantare, secondo la definizione tecnica. Se lo sport
prescelto è invece classificato come “vigoroso” (non si riescono a pronunciare più di poche parole), i vantaggi in termini di vita allungata si raggiungerebbero molto prima. Nelle raccomandazioni degli Istituti Nazionali per la Salute americani, infatti, le 2,5 ore a settimana di camminata rapida consigliate
per mantenersi in forma equivalgono a 1,25 ore di esercizio intenso. 
Anche se basati su un campione molto ampio (650 mila persone con almeno 40 anni di età, seguite per un lasso di tempo che arriva fino a 40 anni), i dati di Harvard sono comunque frutto di un’elaborazione statistica, e vanno dunque considerati cum grano salis. Tutte le informazioni su attività fisica svolta e durata della vita sono state ricavate da sei grandi studi (5 americani e uno svedese svolto dal Karolinska) progettati per calcolare il legame fra stili di vita e rischio di ammalarsi di tumore. Ma come
sempre avviene per questi enormi database, che comprendono decine di migliaia di volontari arruolati addirittura per decenni e raccolgono miriadi di dettagli sulla vita quotidiana, ogni ricercatore è libero in seguito di scavare nei dati per estrarne l’aspetto che più gli interessa. In  questo caso è toccato all'esercizio fisico, e al raffronto fra i suoi benefici e quelli della dieta. 
Un dato che sembra comprovato al di là di ogni dubbio sui limiti della statistica è poi quello
che lega l’esercizio fisico alla salute del cervello. Il primo novembre sul giornale dell’American Heart Association è uscito solo l’ultimo fra le decine di studi che indicano come camminare, pedalare, nuotare o andare in palestra mantengano il cervello ben irrorato di sangue, prevenendo la degenerazione delle
cellule e allontanando il rischio di ammalarsi di demenza del 40 per cento. Per chi come motivazione non trova sufficiente il benessere che segue a una bella camminata, da oggi c’è la forza dei numeri a convincerlo che  indossare le scarpe da ginnastica ha i suoi vantaggi. 
da  http://images.google.it/ alla  voce  camminare  
Camminando per 450 minuti nell'arco di sette giorni (poco più di un’ora al giorno) si può arrivare ancora più lontano, guadagnando 4 anni e mezzo al tempo che ci sarebbe stato assegnato se fossimo rimasti fermi. E purché l’esercizio fisico sia stato abbondante, anche permettersi uno stravizio a tavola è concesso. I ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston e di Harvard che si sono dedicati a quantificare i benefici dello sport, infatti, hanno messo a confronto sportivi più o meno in regola con la bilancia. Ne è  emerso che un individuo attivo,anche se leggermente sovrappeso, vive in media 3,1 anni in più rispetto a un magro sedentario. Il divario più ampio in termini di età raggiunta si ha quando si confronta uno sportivo magro con un ozioso obeso: ben 7,2 anni di differenza nella durata del la vita. «L’esercizio regolare allunga la sopravvivenza in tutti i gruppi che abbiamo preso in
considerazione: persone che mantengono la linea, in sovrappeso e perfino obese» ha commentato Steven Moore, uno degli autori della ricerca. 
Il ruolo benefico dell’attività fisica è tanto grande da uguagliare quasi quello negativo del fumo. In passato è stato infatti calcolato che l’abitudine della sigaretta toglie in media dieci anni di vita. E una ricerca svolta dal Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicata ad agosto sul  British Medical Journal, aveva individuato fra i fattori che allontanano la vecchiaia una vitasociale intensa, hobby, lavori casalinghi e volontariato. Messi  insieme allo sport, questi fattori possono allungare la vita di un 85 enne di altri quattro anni. Anche limitandosi alla sola ricerca di Harvard, appena pubblicata dalla rivista ad accesso libero Plos Medicine, costi e benefici dell’attività fisica possono essere soppesati. Se camminare 75 minuti a settimana, ovvero 65 ore all’anno (poco più di 2 giorni e mezzo) basta a guadagnare  quasi due anni di vita, il gioco sembra valere la candela. Anche perché i ricercatori americani hanno calcolato i benefici di un’attività fisica piacevole e rilassante come il camminare a passo svelto, in cui il fiato basta a sostenere una conversazione ma non a cantare, secondo la definizione tecnica. Se lo sport prescelto è invece classificato come “vigoroso” (non si riesco-
no a pronunciare più di poche parole), i vantaggi in termini di vita allungata si raggiungerebbero molto prima. Nelle raccomandazioni degli Istituti Nazionali per la Salute americani, infatti, le 2,5 ore a settimana di camminata rapida consigliate  per mantenersi in forma equivalgono a 1,25 ore di esercizio intenso. 
 da  http://images.google.it/ alla  voce  camminare 
Anche se basati su un campione molto ampio ( 650 mila persone con almeno 40 anni di età, seguite per un lasso di tempo che arriva fino a 40 anni), i dati di Harvard sono comunque frutto di un’elaborazione statistica, e vanno dunque considerati cum  grano salis. Tutte le informazioni su attività fisica svolta e durata della vita sono state ricavate da sei grandi studi (5 americanie uno svedese svolto dal Karolinska) progettati per calcolare il legame fra stili di vita e rischio di ammalarsi di tumore.
 Ma come sempre avviene per questi enormi database, che comprendono decine di migliaia di volontari arruolati addirittura per decenni e raccolgono miriadi di dettagli sulla vita quotidiana, ogni ricercatore è libero in seguito di scavare nei dati per estrarne l’aspetto che più gli interessa. In questo caso è toccato all’esercizio fisico, e al raffronto fra i suoi benefici e quelli della dieta. 

Un dato che sembra comprovato al di là di ogni dubbio sui limiti della statistica è poi quello che lega l’esercizio fisico alla salute del cervello. Il primo novembre sul giornale dell’American Heart Association è uscito solo l’ultimo fra le decine di studi che indicano come camminare, pedalare, nuotare o andare in palestra mantengano il cervello ben irrorato di sangue, prevenendo la degenerazione delle cellule e allontanando il rischio  di ammalarsi di demenza del 40  per cento. Per chi come motivazione non trova sufficiente il benessere che segue a una bella camminata, da oggi c’è la forza  dei numeri a convincerlo che  indossare le scarpe da ginnastica ha i suoi vantaggi. 



il secondo   articolo

da  http://www.donzelli.it/libro/2282
«Non c’è nulla di più sovversivo, di più alternativo al modo di pensare oggi dominante. Camminare è una modalità del pensiero. È un pensiero pratico. È un triplo movimento: non farci mettere fretta; accogliere il mondo; non dimenticarci di noi, strada facendo». 
«Avviso ai lettori. Lasciate stare. Se cercate insegnamenti sul camminare all’ultima moda, con tanto di lezioni, corsi universitari e relativi professori, oppure sul camminare come cura di sé, o infine pagine e pagine di resoconti di camminate che si perdono invariabilmente tra il noioso, l’elegiaco o il paranoico, ripeto a scanso di equivoci: lasciate stare. Questo libro non fa per voi». Inizia così l’itinerario che Adriano Labbucci suggerisce al lettore e che del camminare si serve come di una bussola per percorrere un paesaggio insieme geografico e mentale, alla ricerca di punti di riferimento, alla scoperta di un modo diverso per impostare il nostro rapporto con gli altri e con il mondo che ci circonda, in un tempo invece in cui forse un po’ tutti la bussola la stiamo perdendo. Al punto che il camminare non solo è un’attività ormai poco praticata, ma spesso è anche guardata con sospetto e fastidio; un atteggiamento che può sfociare in frasi paradossali come questa: «Il pedone rimane il più grande ostacolo al libero fluire del traffico». Potrebbe sembrare una battuta di Woody Allen, ma in realtà è stata pronunciata da un gruppo di urbanisti consulenti del sindaco di Los Angeles: si tratta, scrive l’autore, dell’«espressione tragica e surreale di quel mondo capovolto che è il nostro». Così, pagina dopo pagina, scopriamo che

29/04/12

non sempre vado in letargo e sto in mutande a volte esco e cammino


Questo post   è  dedicato a chi di voi mi chiede   come trascorro  i  giorni di festa  o quando non lavoro oltre   che stare davanti  al  pc  a sparare  cazzate  o   



per parafrasare un altro grande poeta  dopo de  Andrè

Ora mentre  cerco di pensare  a come  iniziare il post    della  scarpinata - passeggiata  d'ieri   fra quelle che avrebbero dovuto essere campagne ed ora sono quasi tutte case da vigna e da spuntino , mi riviene in mente , stranezze \ sinestesie della vita questa canzone insieme alla precedente della  mia infanzia  





Ecco  ora  sono pronto  al post


Dipende   dalla  stagione . Come  tutti ( per  chè l’uomo  è  un animale  non dimentichiamolo  )  da  novembre   fino ad  marzo \  aprile   vado in letargo   ed  esco  solo per  andare  a lavorare o  qualche  volta  € ed amici ( visto   che   hanno famiglia sono sposati e con figli   o sono un po’ poltroni   come il sottoscritto d’altronde  ) permettendo    si esce il sabato  pizzeria   e\o locali  oppure   si  va  da qualche amico  /( quando non si rimane   a casa   con i matusa   \  vecchi  )  a vedere  film scaricati o noleggiati  . 




 con il pc  portatile  sulle  ginocchia o davanti alla  tv  quando  c'è  ( sempre più raro  ) qualcosa  d'interessante  o  a  vedere  dvd  )  o al  caldo del mio  " eremo  " ( la mia stanza  ) ad ascoltare musica    di zanfaraioli  come  chiama  mio padre  al  musica  moderna   o  in mansarda (  lo studio di mio padre  )   da mio padre  quando   c'è qualcosa  d'interessante  sul  satellite in particolare  i programmi di http://www.arte.tv/fr  



ma  a volte   come  ieri    quando fa  bella  giornata  esco   a  godermi  il cielo  sempre  più blu per  parafrasare la canzone  ma    il cielo è sempre  più blu'  di  Rino Gaetano ( Crotone, 29 ottobre 1950 – Roma, 2 giugno 1981 )


 Di solito   quando esco in compagnia   ed  andiamo nelle campagne  (  zona  mista     come preferisco chiamarla  visto il fenomeno  molto diffuso  nel sud    delle  case  da vigna  e  orto  )   di tempio  o  nei dintorni  andiamo in macchina   fino ad  un certo punto  e  poi andiamo a piedi  . Ma  ieri    essendo  solo   ed  essendo  una bella  giornata mi  è capitato   d'andare da  solo  è quindi   sono andato completamente  a piedi    facendo ( devo attraversare metà paese  )   un po' più dio strada  .
Dopo   aver  attraversato   via  valentino  e  parte  della via  di  della  chiesa  San Giuseppe 



 andando avanti  s'arriva   alle ultime  case   e poi  ai quartieri sub urbani  . e alle  chiese  campestri   della  S.s Trinità  e di mezzaustu.
Prima  d'arrivare   alla  chiesa  della Trinità  si percorrere  un bel tratto di strada   asfaltata  ( frea  case  in abbandono o abitate  per  il  fine settimana o vendemmia  o   da  qualche  residente  \ pensionato   od   allergico  alla vita  di città'  )


 e poi in terra battuta    ,  con qualche fermnata     a mangiare   merendare   : asparagi , tarassaco, l'aglio selvatico o  altre  erbe  selvatiche
Dopo    dopo    qualche discarica    abusiva  ,   carcasse  d'auto  (    erano troppo lontane   per usare lo zoom  della  digitale  )  


qualche  allevamento di  pecore

 e   visto che sono strade  inter ponderali    e  si  sta  vista la crisi  riprendendo con il ritorno ala campagna   l'allevamento   bovino  (  vedere  anche foto vicino alla  chiesa  di Mezzaustu )   capita  di calpestare    (  chi sa  se mi porterà fortuna sorridente  )

dopo  un sentiero di sughere   ecco    che arrivo alla  S.Trinità




poi  tornando indietro aprendo  un cancello  che mi sono dimenticato  , li per li  non ci ho pensato a  fotografarlo attratto   dalla sensazione  di pace    che proveniva  dai  :   rumori  dei campanelli  delle  vacche , dalle rondini ed  altri uccelli ,  grilli e  cicale ( vedere  il finale   cioè  gli ultimi  30  secondi  di questa   famosissima   mi vergogno   a  di dire  il titolo ed  il nome dell'autore talmente  è  nota  canzone   ) a cui noi  villici salvo i vecchi o  chi  ha  o ha  avuto la campagna  ,  siamo diventati allergici





poi  sulla  via   del  ritorno  ho visto   un maneggio  equestre    e  gatti selvatici  \  randagi  





  sbagliando  strada   perchè  una  volta   passato il passaggio  a  livello     da  sotto San Giuseppe   10\15  minuti   ed  ero a  casa   , invece   ho fatto  , sosta  d'amici   che  abitano  vicino al cimitero ( una birrozza  e   qualche  nocciolina  )  e  20 \30  minuti  di camminata  fra le vie  del centro storico 


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