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12/03/09

In memoriam

Non so come si chiamasse. Il suo nome, forse, era "Lavoratore". O, semmai, ex-lavoratore. Il quarantenne bressese che s'è tolto la vita due giorni fa, dopo esser stato licenziato, ora è una sorta di Milite ignoto. Un ribelle senza causa. Strana cosa il suicidio. Disprezzo, atto di superbia, si sentenzia. Ma ne siamo così certi? Non lo era nemmeno il nostro padre Dante, che pose come guardiano del Purgatorio - la porta aurorale verso l'eterna Vita - il pagano Catone. Sottilissimo, e gracile, è il filo che separa l'orgoglio dal sacrificio.

"Lavoratore" se n'è andato con un secco e definitivo diniego, perché consapevole che il mondo non l'avrebbe mai accettato nella sua integrità d'uomo. Lo voleva numero, macchina, accessorio, merce deperibile.




E, infatti, s'era ritrovato come un sacco vuoto in mezzo a una strada, percosso dalle mareggiate d'una ventosa Quaresima. Aveva vissuto, fino a quel momento? O era stato soltanto costretto a esistere?

Non è stato forse, il suo, il gesto estremo, l'unico paradossalmente, atrocemente possibile, per ritrovarsi unico e irripetuto? Per riacciuffare quella dignità che gli avevano strappato dal bavero l'ultimo giorno che entrava in ufficio?

Un sacrificio, abbiamo scritto. Una sorda e implorante protesta, pure. O non, piuttosto, un assassinio, persino più vile poiché commissionato da quella che, con incauta sventatezza, ci ostiniamo a chiamare società?


Daniela Tuscano

06/08/08

MAGLIA NERA


 


Questa mattina mi sveglio


col sonno e la stanchezza


ancora addosso di ieri


stropiccio con le mie mani


gli occhi coccolati da loro,


dal mio domani


che mi chiedono:


“Quando torni, papà?”


 


Guido piano sulle strade


e immagino di raccontare,


magari a fumetti,


il mio lavorare straziante


il gioco nella fatica,


“come un calciatore”, penso...


e perché no?


 


Le braccia di lei


le sento ancora addosso


con un profumo misto all’amore


che sento...


e anche lei che cerca, immagina


risposta in illusorio


soldo mensile


d’un domani estirpato sul lavoro


per taglio, per risparmio,


per una scopa che non si può


acquistare


perché costa troppo per ramazzare...


figuriamoci...


una ditta di pulizie


che ti sbatte sulla sponda della porta


ciò che non volevi sentire


di nascosto...


 


Amplificazione di risorse.


Parlano così.


Io ci credo, perché non capisco.


e vedo risorsa “in me” uomo...


nelle mie mani...


 


Sogno. ORA.


Una trave tra i mattoni


mi sega la vita.


La favola da raccontare


ai miei figli


si estingue


in inutile pensiero


d’un non vissuto di “risorsa”.


 


Sanno arbitrare,


LORO,


i destini scomodi


di chi vuole sapere,


di chi ha bisogno


di protezione


in questa miniera mondiale


di merce umana


colpita nello sfruttamento


nel chiedere


(senza risposta politica),


nel bisogno di sopravvivenza


(senza cibo globalizzato in “marca”)


 


RIGORE.


Io, papà, colpisco.


Portieri d’imprese affiancati


respingono ogni richiesta


di mia vittoria su (fattibile) gol.


 


Ecco la parata


dell’alta finanziata gestione


di mercato umano.


Boia senza cappuccio sorridente.


 

15/01/08

Senza titolo 59

 




(AGI) - Firenze 15 gennaio . - Ancora un morto sul lavoro. A perdere la vita questa volta un operaio morto folgorato stamani a Calenzano, in provincia di Firenze, mentre stava lavorando all'esterno di un capannone industriale in costruzione. Secondo una prima ricostruzione l'uomo era sul cestello di una macchina operatrice per lavori aerei quando avrebbe urtato, per cause in corso d'accertamento, i cavi di una linea elettrica da 15 mila volt. Sul posto i vigili del fuoco che insieme al personale sanitario hanno cercato di rianimare l'operaio. Indagini in corso da parte dei carabinieri.





forse quando morirà qualche parente o familiare di un politico si faranno rispettare le leggi o faranno qualcosa  di veramente serio (  e non  i soliti  bla  .... bla  ... bla  ...  )  per  risolvere  tale problema  ed  evitare  da  parte  dei grandi  gruppi industriali    fenomeni  come questi 1 2 . lo so che che sono discorsi che non andrebbero fatti e cinici , ma : << se il cielo fosse bianco di carta e tutti i mari neri d’inchiostro non saprei dire a voi miei cari , quanta tristezza ha in fondo al cuore qual’è il pianto , qual’è il dolore intorno a me ….( Ivan della Mea ) >>





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