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01/03/09

Done s-velate

A causa dell'incalzare di notizie sempre più terribili, la faccenda è passata in secondo  o ultimo piano, ma di tanto in tanto ci si imbatte in un servizio o un trafiletto che parlano delle donne velate, del chador, del burka. Certo, nulla a che vedere col chiasso mediatico di qualche anni fa sulle "donne di Kabul", improvvisamente scomparse sotto un tetro burka con una grata davanti agli occhi, quando liberarle dalla schiavitù del velo sembrava di vitale importanza per tutto l'Occidente.


                                            


Ma chissà se è proprio così. Ricordo un'intervista con Afef (la ricciolona Tunisina, moglie di Tronchetti Provera), in cui la fascinosa sosteneva che il velo è un'usanza normale del contesto islamico e che le vere vittime sono le donne occidentali, costrette a mostrarsi carine e ben truccate, schiave dei canoni di bellezza imperanti, nulla più che donne-oggetto.


Afef dimostra orgoglio accanito e difesa a oltranza delle proprie radici culturali oppure siamo noi che ricadiamo nel consolidato Eurocentrismo, convinti che la nostra sia la migliore delle civiltà possibili?


(Giusi Vanella)


06/07/07

Donne attenzione...

Donne attenzione:


Dovete stare dentro casa a qualsiasi ora del giorno. Non è decoroso per una donna vagare oziosamente per le strade. Se uscite, dovete essere accompagnate da un mahram, un parente di sesso maschile. La donna che verrà sorpresa da sola per la strada sarà bastonata e rispedita a casa.


Non dovete mostrare il volto in nessuna circostanza. Quando uscite, dovete indossare il burqa. Altrimenti verrete duramente percosse.


Sono proibiti i cosmetici.


Sono proibiti i gioielli.


Non dovete indossare abiti attraenti.


Non dovete parlare se non per rispondere.


Non dovete guardare negli occhi gli uomini.


Non dovete ridere in pubblico. In caso contrario verrete bastonate.


Non dovete dipingere le unghie. In caso contrario vi sarà tagliato un dito.


Alle ragazze è proibito frequentare la scuola. Tutte le scuole femminili saranno immediatamente chiuse. Se aprirete una scuola femminile sarete bastonati e la vostra scuola verrà chiusa.


Alle donne è proibito lavorare.


Se vi rendete colpevoli di adulterio, verrete lapidate.


Ascoltate. Ascoltate con attenzione. Obbedite. Allah-u-akbar


(“Mille splendidi soli” di Khaled Hosseini, pag. 289)


 


Mi è venuto da vomitare e da piangere e da urlare mentre leggevo il secondo libro di Hosseini. Nel settembre del 1996, data cui risale questo osceno diktat, io vivevo normalmente nel XX secolo, lavoravo, gioivo, soffrivo, cantavo, facevo tutto ciò che un essere umano ha il diritto di fare. E intanto c’erano degli esseri umani (ma lo erano, lo sono i Talebani?) che creavano l’inferno in terra. Costringevano le donne chirurgo (le poche rimaste per curare le altre donne) a operare indossando il burqa. Costringevano le donne gravide a partorire senza alcun medicinale a disposizione, senza neanche l’anestetico in caso di taglio cesareo (Hosseini la racconta così, ma ho i miei dubbi che nella realtà una donna possa sopravvivere all’apertura dell’utero da sveglia. Ho provato sulla mia pelle cosa significa sentirsi tagliare da un bisturi senza che l’anestesia abbia ancora fatto effetto e non oso pensare a cosa possa essere sentirsi aprire le viscere). Non amo gli estremismi, da nessuna parte vengano, non amo l’intolleranza. Sono per il rispetto delle culture e delle tradizioni, ma questo NO! Ancora oggi, sotto la presunta democrazia creata da Karzai, nelle zone più remote dell’Afghanistan, i signori della guerra talebani dettano legge, stabiliscono che è proibito tenere in casa parrocchetti (si, avete capito bene, i pappagallini). Se lo fate, sarete bastonati e i vostri uccelli verranno uccisi. Quale cultura degna di tale nome, quale assurda religione, quale c***o di tradizione può dire che è proibito ballare, cantare, giocare a carte, giocare a scacchi, far volare gli aquiloni?! La gente di Kabul, le donne di Kabul hanno sofferto sulla propria pelle ciò che Hosseini ci racconta in questo libro, alcune continuano a soffrirlo, consegnate mani e piedi legati al volere di uomini oscenamente ignoranti. Uomini di 60 anni che si sentono in diritto di deflorare e ingravidare ragazzine di 14! Karzai non sarà il governante migliore di questa terra, l’Afghanistan è da sempre terra di conquista a causa della sua posizione strategica e sempre vi si sono combattute guerre ingiuste spacciate per interventi a favore del popolo martoriato. Lo sappiamo, tutti, e piuttosto bene. Ma quel popolo, quelle donne sono martoriate, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Leggere questo romanzo, che vi consiglio solo se siete in grado di reggerne l’urlo di disperazione, mi ha fatto aprire gli occhi. Gli americani sono lì, come in qualunque altro posto del mondo, per farsi i loro porci comodi. Ma mai come in questo caso i loro porci comodi coincidono con la necessità di dire BASTA! Alle assurdità dei Talebani, gente ignorante, uomini ignoranti, oscenamente convinti di detenere nei propri genitali l’investitura a parlare in nome di Dio. Un’umanità che sia degna di tale nome può osservare impotente la distruzione dei Buddha di Bamiyan, ma non la distruzione di intere generazioni di donne. Bisogna fermarli, a qualsiasi costo.


Laura

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