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14/04/16

Assurda multa al fruttivendolo: scrive "siciliani" e non "italiani" I controllori del ministero contestano il cartello "fagiolini siciliani". Avrebbe dovuto scrivere "italiani". Ora dovrà pagare 770 euro di multa

Lo  so  che  di  storie  di  mala  burocrazia  e  degli errori \  assurditàù  dei vari nenti  ne  sono  piene le pagine dei giormali  e    d'intrnet  ,  ma   quanto palesa  (  cosa  non  nuova  )   sempre  doi  iù l'assudo  otre  a  dimostrare  l'ignorazna  e  l'ottusità    dei loro  addetti.

TRENTO. Il verduraio Gianni è un’istituzione in piazza Vittoria, dove le bancarelle di frutta e verdura, formaggi e carne sono un riferimento decennale per massaie e consumatori attenti alla qualità.
Gianni Endrizzi vende pomodori, insalata, mele e fragole da ben 24 anni, ma ieri era decisamente sconsolato. Gli affari non c’entrano, si tratta di una tegola caduta tra capo e collo in seguito ad un controllo. Il fatto risale a quattro mesi fa, quando si presentano dei controllori di Agecontrol, agenzia pubblica per i controlli per conto del Ministero delle Politiche agricole. I signori in questione si presentano il primo dicembre in piazza Vittoria e verificano la freschezza dei prodotti, la qualità e poi passano a controllare i cartelli posizionati sulle cassette di frutta e verdura.
E qui succede il fatto: a Endrizzi contestano l’etichetta dei fagiolini, che riporta la scritta “fagiolini siciliani” e non “Italia”. Sì, proprio così, scrivere che la verdura proviene dalla Sicilia che, volendo, è un’informazione in più sulla sua provenienza, non va bene. Segue un controllo della fattura dei due colli di fagiolini che riporta effettivamente la provenienza “Italia”. Ma il fatto che l’ambulante abbia specificato che sono fagiolini siciliani e che, senza tema di smentita, si possa mettere in dubbio che i presenti a quel mercato non sappiano dove si trovi la Sicilia, non sfiora i controllori di Agecontrol.
Alle rimostranze di Gianni Endrizzi, quest’ultimi rispondono che può invece essere presa in considerazione l’ipotesi che ci sia qualcuno che non sappia dove si trovi la Sicilia.
Passano quattro mesi e arriviamo all’altro ieri, quando arriva tramite messo comunale l’atto giudiziario che comunica l’ammontare della multa: 770 euro. Il testo specifica quando e chi ha effettuato il controllo, per poi chiarire la causale della multa. Si legge: «ometteva l’indicazione del Paese d’origine “Italia “ sul cartello apposto accanto ad una partita di fagiolini freschi esitata per la vendita al dettaglio (...) ove veniva riportata la dicitura “siciliani”». Inutile descrivere lo stato d’animo di Gianni Endrizzi che non ci capacita di dover pagare oltre 700 euro per una svista.
«Capisco se avessi tentato di truffare - commenta - scrivendo una provenienza falsa, ma in questo caso non c’è nessuna intenzione di dichiarare una cosa non vera. Penso che in questi controlli ci voglia del buon senso e siano ben altre le truffe e le contraffazioni. Faccio questo lavoro da 24 anni e la gente mi conosce, i clienti
li mantieni offrendo un prodotto di qualità, che senso avrebbe cercare di truffarli?». Endrizzi ha deciso di rivolgersi al giudice di Pace per capire se sia possibile ricorrere. Insomma al momento proverà a resistere a quella che definisce «una classica vicenda all’italiana».

  e  ti pareva  che in sua . In sua difesa si è subito schierato  -- secondo  ILGIORNALE ---  Salvini. "Scriveremo all'inutile ministro per capire se, mentre chiudono migliaia di stalle e aziende agricole - spiega il leader del Carroccio - i suoi uomini non hanno altro da fare".


25/01/15

Ma  è possibile  che per   questioni di lana caprina   cioè  << Manca la firma autografa  in una mozione  >> ed  <<   In consiglio comunale non si parla di Olocausto >> . La  vicenda  è  sucessa  a  Monsampietro Morico (Morìco in dialetto fermano )  un comune italiano di 700 abitanti, della provincia di Fermo nelle Marche 

da   http://www.informazione.tv/it/Politica/ consultato il 25\1\2015 ore 20.50

Manca la firma autografa. In consiglio comunale non si parla di Olocausto


Monsampietro Morico. 
“Un cavillo burocratico ha fatto sì che il Consiglio Comunale di Monsampietro Morico dello scorso 22 gennaio sia stato uno dei più brevi mai tenuti nel piccolo comune fermano”. Inizia così la denuncia del gruppo “Partecipazione democratica”. Tre proposte dell’opposizione presentate via email sono state escluse dall’ordine del giorno per mancanza della firma, pur riportando chiaramente il nome dei consiglieri proponenti. Tra queste anche un momento di riflessione in occasione della Giornata della Memoria. Opposizione che ha reso tutti i documenti a riguardo pubblici, per far capire bene cosa sia accaduto.
Foto testoGli amministratori del gruppo Partecipazione e Trasparenza proponevano di approvare un regolamento per le spese di rappresentanza e di destinare parte dell’indennità del sindaco alla locale scuola primaria. Per lo stesso motivo, non è stato discusso un ordine del giorno di solidarietà per le vittime dell’Olocausto in occasione della Giornata della Memoria.
“Siamo sbalorditi da quanto accaduto - dichiarano i consiglieri di opposizione - Il fatto che il Consiglio Comunale non si sia espresso con un atto commemorativo per la Giornata della Memoria è molto grave. Nonostante la diversità di opinioni politiche, noi riteniamo che non si possa prescindere da un comune terreno di valori: per questo, nel nostro documento, chiedevamo ai consiglieri di maggioranza di sottoscrivere la nostra proposta. Questo non è avvenuto, e per mancanza del numero minimo di firme il documento non è stato neppure discusso. Sarebbero bastate le firme di tre consiglieri della maggioranza per garantire il voto su una questione su cui, ne siamo convinti, si sarebbe registrata unanime convergenza. Questa è davvero una brutta pagina per il consiglio comunale di Monsampietro Morico.” I consiglieri di opposizione hanno già provveduto a sottomettere nuovamente i documenti, che saranno discussi in occasione del prossimo consiglio comunale.




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