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05/03/13

donne che non tacciono La sfida di Mamphela per il nuovo Sudafrica

visto che  quello che pubblico secondo  molti miei amiche  non va bene per  l'8 marzo   (  qui in  questi url 1 2 maggiori dettagli  )  cerco anche  se dovrei infischiarmene   e  andare oltre  d'accontentare  i politicamente corretti  raccontando  questa  storia

fonte  repubblica.it  

Avrebbe potuto restare nel Pantheon delle grandi personalità sudafricane semplicemente restando in silenzio, in un angolo, a fare la custode della memoria e dell'eredità politica del grande amore della sua vita, Steven Biko. Era da lei e non dalla moglie ufficiale che il grande leader anti-apartheid aspettava un bambino quando morì: quel bambino, Hlumelo, non conobbe mai il padre, che morì di torture in una prigione del governo dell'apartheid pochi mesi prima della sua nascita. 

Aggrappata a lui, Mamphela Ramphele è sopravvissuta. Ha continuato a battersi contro l'apartheid, ha fatto il medico, la donna d'affari, si è messa a lavorare su temi economici e sociali, ha collaborato con Nelson Mandela e ha scalato la montagna fino ad arrivare ad essere vice-presidente della Banca Mondiale. Ma ha smesso di impegnarsi direttamente in politica: è rimasta nell'angolo, a vedere cosa l'African national congress avrebbe fatto dei sogni suoi e di quelli di Biko. Fino a quando, qualche mese fa, ha deciso che era il momento di dire basta. 





Così nei prossimi giorni Mamphela Ramphele uscirà dall'angolo: la prossima settimana è attesa la presentazione ufficiale del partito politico che intende formare e che alle prossime elezioni sfiderà direttamente l'Anc di Jacob Zuma, il presidente in carica. In un'intervista al Financial Times, Ramphele non ha voluto confermare le sue intenzioni, ma la sua scelta di tornare in campo non è un mistero per nessuno, in Sudafrica. "Abbiamo una democrazia che non lavora per le persone normali e l'unico modo per uscirne è che le persone normali si mobilitino e chiedano di essere trattate con la dignità e il rispetto che meritano", ha detto. Al giornalista, ha poi spiegato che in Sudafrica è arrivato il momento del cambiamento: la morte di 34 minatori uccisi nei mesi scorsi dalla polizia perché manifestavano per chiedere un trattamento migliore, la corruzione dilagante nel governo e nei partiti, il crescente divario sociale fra ricchi e poveri e - non ultimo - la paura di quello che accadrà quando il fragile Mandela morirà, sono questioni a cui non si può più sfuggire, ha spiegato. Finora nessuno si è alzato per darle torto. 


                                 per  approfondire 
  storia del sud  africa 
Biko


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