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25/06/08

La lista della spesa

Abolizione ICI: ecco come sarà finanziata

di Paolo Andruccioli

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Accantonamenti Ministero Solidarietà Sociale, 70 milioni
- Fondo politiche sociali per 8 per mille, 1,25 milioni
- Azzeramento incremento 8 per mille, 60 milioni
- Altri accantonamenti politiche sociali, 50 milioni
- Accantonamenti Ministero della Salute, 20,6 milioni
- Riduzione del 50% contributo all'istituto mediterraneo di ematologia, 3 milioni
- Fondo sostegno per le regioni impegnate nei piani di rientro sanitari, 14 milioni
- Azzeramento del contributo per Istituto Salute dei migranti San Gallicano, 10 milioni
- Osservatorio trasporto pubblico locale, 1 milione
- Fondo trasporto pubblico locale, 113 milioni
- Finanziamento innovazione trasporto urbano, 12 milioni
- Valorizzazione beni immobili pubblici, 10 milioni
- Fondo mobilità alternativa, 4 milioni
- Restauro immobili patrimonio umanità, 10 milioni
- Contributo sale cinematografiche, 2 milioni
- Compensi componenti commissioni tributarie, 3 milioni
- Fondo sviluppo isole minori, 20 milioni
- Contributo accademia scienze terzo mondo, 0,5 milioni
- Collettività italiane all'estero, 10 milioni
- Fondo bonifiche aree militari, 10 milioni
- Finanziamenti apicoltura, 2 milioni
- Trasferimenti per agricoltura in Sicilia, 50 milioni
- Fondi per agricoltura senza Ogm, 2 milioni
- Fondi ricerca nel campo delle biotecnologie, 3 miloni
- Agenzia nazionale per lo sviluppo d'impresa, 1 milione
- Dumping cantierista con paesi asiatici, 10 milioni
- Fondo demolizione naviglio obsoleto, 2,7 milioni
- Efficienza energetica navi passeggeri, 1 milione
- Liberalizzazione cabotaggio marittimo, 5 milioni
- Spostamento trasporto su strada al mare, 77 milioni
- Sicurezza trasporto Calabria e stretto Messina, 20 milioni
- Rifinanziamento trasporto combinato, 15 milioni
- Ammodernamento trasporto ferroviario, 10 milioni
- Fondi per linee ferroviarie Roma-Pescara, 56 milioni
- Interventi E78, Grosseto-Fano, 3 milioni
- Fondi per le fiere, 4 milioni
- Interventi infrastrutturali zona Treviso, 2 milioni
- Interventi banda larga nel Mezzogiorno, 50 milioni
- Fondo passaggio al digitale, 20 milioni
- Fondo per attività nel commercio estero, 12 milioni
- Trasferimento merci verso il trasporto per mare, 10 milioni
- Finanziamento aree marine protette, 4,3 milioni
- Difesa suolo dei piccoli comuni, 3,5 milioni
- Finanziamenti rischio sismico, 1,5 milioni
- Ammodernamento rete idrica nazionale, 30 milioni
- Fondo per la riforestazione, 50 milioni
- Contributo volontario un centesimo per il clima, 1 milione
- Fondo fauna selvatica, 1,5 milioni
- Contributi per le istituzioni culturali, 3,4 milioni
- Contributo Festival pucciniano, 1,5 milioni
- Spesa restauro dei teatri, 1 milione
- Fondo per il ripristino del paesaggio, 15 milioni
- Fondo 150° anniversario Unità d'Italia, 10 milioni
- Fondo funzionamento licei linguistici, 5 milioni
- Alta formazione artistica e musicale, 7 milioni
- Centro ricerca biotecnologie di Napoli, 3 milioni
- Fondo risanamento edifici pubblici, 5 milioni
- Fondo servizi prima infanzia, 3 milioni
- Fondo violenza contro le donne, 20 milioni
- Autorizzazione spesa Telefono Azzurro, 1,5 milioni
- Fondo solidarietà mutui prima casa, 10 milioni
- Corsi formazione Bilancio di genere, 2 milioni
- Inserimento statistiche di genere, 1 milione
- Fondo per l'inclusione sociale immigrati, 50 milioni
- Fondo attività socialmente utili, 55 milioni
- Stabilizzazione lavoratori socialmente utili, 1 milione
- Fondo per lo sport di cittadinanza, 20 milioni
- Fondo eventi sportivi, 10 milioni
- Contributo campionati mondiali di pallavolo, 3 milioni
- Comitato italiano paraolimpico, 2 milioni
- Sistema pubblico di connettività, 10,5 milioni
- Poli finanziario e giudiziario di Bolzano, 6 milioni
- Incremento a favore del Cnel, 2 milioni
- Fondo funzionamento ordinario università, 16 milioni
- Commissario sviluppo Gioia Tauro, 0,6 milioni
- Anniversario Dichiarazione Diritti Umani, 1 milione
- Credito di imposta alle imprese cinematografiche, 16,7 milioni
- Riorganizzazione uffici locali all'estero, 10 milioni
- Sostegno italiani nel mondo (cultura), 5 milioni
- Cultura italiana all'estero, 0,5 milioni
- Imprese amatoriali e flotta marittima, 5,2 milioni
- Promozione sicurezza stradale, 17,5 milioni
- Ricerca e formazione per i trasporti, 0,1 milioni
- Miglioramento sicurezza della navigazione, 1,9 milioni
- Promozione del libro e della lettura, 1,5 milioni
- Responsabilità sociale delle imprese, 1,25 milioni
- Finanziamenti Isfol, 25 milioni
- Finanziamenti in materia migratoria, 1,5 milioni
- Potenziamento viabilità Calabria e Sicilia, 500 milioni


Fonte: www.rassegna.it


 


 


 

07/04/07

E’ colpa della Chiesa


E’ colpa della Chiesa

     

Maurizio Blondet

06/04/2007

 


Priscilla, la madre del ragazzo, con la foto del figlio Matteo

TORINO - Perché si è ucciso il sedicenne angariato dai compagni nella scuola di lusso per i ragazzi-bene torinesi, il Sommellier?
I giornali e i maitres à penser non hanno dubbi: è colpa della Chiesa.
I compagni tormentatori dicevano al ragazzino che era gay: colpa della Chiesa, che con la sua opposizione ai DICO ha diffuso «l’omofobia» (Sansonetti su Liberazione).
I compagni lo chiamavano «Jonathan», che a quanto pare è un personaggio gay del Grande Fratello.
Ma non è colpa di una televisione fra le più stupide e irresponsabili del pianeta, né di quella trasmissione fra le più intollerabili per idiozia, lascivia e rozzezza offerta agli adolescenti in
dosi-urto.
E’ che i tormentatori del povero «Jonathan»  sono sotto l’influsso malefico della Chiesa, ascoltano troppo i preti.
Il povero suicida era figlio di una cameriera filippina, aveva tratti da extracomunitario, e sicuramente non portava abiti griffati.
E al Sommellier vanno i figli di papà, che imparano a casa che l’unico valore della vita sono il denaro, il telefonino ultimo modello e le grandi marche.
No, cosa andate a pensare: non è razzismo e disprezzo di classe, è colpa della Chiesa.
Delle sue «condanne dell’omosessualità».
Del suo voler distinguere fra «normali» e «non-normali».
Per di più, «Jonathan» era il primo della classe, intelligente e studioso.
Intollerabile, per figli di papà che vanno in una scuola di lusso, ma dopotutto in un istituto tecnico-commerciale, in Italia ritenuto una specie di discarica dei giovani che non hanno voglia di studiare. Ma no, la colpa è della Chiesa che ha diffuso l’intolleranza verso i «diversi».




No, non è bullismo.
Quasi tutti i commentatori autorevoli negano che il bullismo sia una emergenza nazionale.
Sono monellerie, sono piccoli simpatici Giamburrasca, «Lo facevamo anche noi a scuola ai nostri tempi».
No, la colpa è della Chiesa, con quella sua campagna per la famiglia naturale.
E’ così evidente.
Non è colpa di una pubblicità onnipresente che ossessivamente valorizza il godimento di gruppo, l’obbedienza primitiva ai propri impulsi primari, l’edonismo più basso.
Non è colpa del sesso guardabile offerto da ogni copertina, da ogni manifesto e da ogni spot ai piccoli consumatori, senza nessun invito al dominio di sé.
Non è colpa di una educazione permanente al culto della rozzezza e della sopraffazione, né dell’esaltazione della volgarità premiata da grassi cachet televisivi.
Non è colpa dell’esempio dato dai politici che vanno con le veline, dal fotografo Corona con il corpo culturizzato da «tronista», del travolgente successo delle discoteche dove ogni adolescente impara che, se non è «trasgressivo», se non si droga, è un nulla rifiutato dalla banda dei coetanei. Non è colpa del conformismo nell’edonismo, imposto a menti incipienti e a coscienze immature.
La colpa è, senza dubbio, della Chiesa.


La Chiesa fondamentalista disturba i nostri ragazzi.
E’ il ritorno alla liturgia tradizionale che li rende cattivi contro i compagni.
E’ la repressione clericale contro il sesso a 12 e 16 anni.
Dunque la soluzione è facile: basta abolire la Chiesa.
Farla tacere.
Escluderla dal discorso pubblico.
Allora i giovani saranno educati e felici, faranno l’amore e non la guerra.
Così è il «dibattito» in Italia.
Così si esercita il «pensiero».

Maurizio Blondet


 


dal sito http://www.effedieffe.com/


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