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28/11/16

quando inizi ad non odiare ciò che detestavi da piccolo vuol dire che stai acquisendo la saggezza della vecchiaia

Leggi  anche 


Lo  so che  dovrei scrivere  un post   usando  cuore  & mente   ma  stavolta  l'istinto  mi  ha  portato  ad  usare solo  il cuore   come  testimonia  il ritornello di  questa  canzone 


(..) Basta una gioia inaspettata

Per guarire ogni ferita
Perché sono le piccole cose a cambiarci la vita
A cambiarci la vita  (...)
                                   (  Deborah Lurato - Piccole  cose  )


N.b   le  foto , come  tutte  quelle metto qui  nel blog  non indicate  e  non inserite  in un articolo  \ post  altrui prese )   sono  mie  



Infatti se   prima mi alzavo  o  di  mal genio  o  in automatico ( essendo abituato  soffrendo fin da piccolo d'ansia ) all'alba . Forse perchè influenzato  dalle storie  di topolino  scritte  fra  gli anni '60\80 di Rodolfo  Cimino   in cui paperone sveglia  il nipotame  all'alba  o in piena notte  per  andare  a cercare  tesori  o viaggi da  fare  
arrivo sul  luogo  di  lavoro
  

adesso con il raggiungimento dei 40  anni 

dal terrazzo  della  cucina   ( non ricordo  se  un giorno  libero  
o prima d''uscire   di casa   per  andare  al lavoro  )

e con l'esperienza fin qui accumulata ho capito che molto Spesso sono le piccole cose quelle che ci lasciano scoprire la bellezza del mondo...ma soprattutto per parafrasare Il singolo di Niccolò Fabi dall' album "Una somma di piccole cose" uscito ad aprile 2016 22 aprile!! che mi è entrato in testa fin da quando l'ho sentito la prima volta . E poi come afferma questo articolo dela rivista donna moderna esse sono curative psicologicamente per le ferite della vita ma sopratutto ad aiutano ad evitare amori malati e \o criminali ma soprattutto Molte piccole cose regalano felicità senza costare quasi nulla. Un improvviso “ti voglio bene”, il profumo del caffè al mattino, il mal di denti che passa, la carbonara della propria moglie, i colori di Van Gogh, il calore avvolgente di un piumone, il risveglio temendo che sia tardi e invece è domenica. Piccole grandi gioie che spesso, a torto, diamo per scontate o per banali \ da bambini 
















    14/09/16

    la bellezza delle piccole cose


      leggi anche 

    oltre  la  solitudine  ( vedere url  sopra  )   ciò che ti  permette  d'andare avanti  verso la  felicità sono anche  le piccole  cose  o come dicono le male lingue  nelle cose  da bambini  

    video


    o peggio da  aduklti non cresciuti  o matti 


    17/05/16

    Storie Transessuali, Elena - di Saverio Tommasi

    Saverio Tommasi intervista Elena Sofia Trimarchi, donna splendida con un passato reso difficile dalle carenze legislative e dall'ignoranza diffusa.Prima di giudicare le scelte altrui Bisogna conoscere le  loro storie  ! ed è quello  che  Saverio tommasi fa spesso  .Infatti : << Elena Sofia Trimarchi che conosco da molto tempo in fb Spiega la sua esperienza personale ! >>. concordo con lui  il suo intento che  poi  è anche  il miomvedi  i  tag  le storie  , ciclo dei  vinti ,bellezza   ai margini  , ecc 
     "ognuno ha delle priorità, a noi piacciono le persone, le storie.
    dobbiamo sorpassare il tempo dell’accettazione, è arrivato il momento della condivisione delle storie, delle passioni, per costruire davvero, insieme, un mattone dopo l’altro, una storia accanto all’altra, un percorso che conduca fuori l’italia dalla melma della non accettazione e della negazione dei diritti."

    saverio tommasi




    23/07/15

    Bologna, come regalo di nozze chiede una mensa dei poveri: primo pranzo per 60 persone



    Come regalo di nozze ha chiesto una mensa per poveri, e la città gliel'ha finanziata in meno di un mese. E' una favola a lieto fine quella di Roberto Morgantini, 68 anni, vicepresidente dell'associazione Piazza Grande di Bologna. Dopo una convivenza durata 38 anni con la compagna Elvira, ha deciso di sposarsi e, come regalo, ha chiesto ai bolognesi un contributo per la prima mensa per poveri "laica" della città, non legata a congregazioni religiose. Avevano fissato un tetto di 20mila euro, ne hanno raccolti 50mila. Tra i donatori ci sono aziende, come la Camst e Coop Adriatica, ma
    anche personaggi famosi di Bologna, da Gianni Morandi a Stefano Benni. La mensa ha aperto ieri, nella sede Pd Cento Passi, in Bolognina. Ospiterà 60 persone al giorno, inviate dalla Caritas e dai servizi sociali, in particolare famiglie con bambini, per tre giorni a settimana, martedì, mercoledì e giovedì. Il menù dell'inaugurazione? Fusilli al pomodoro, scaloppine al limone e gelato fatto in casa 
      



    da http://bologna.repubblica.it/cronaca  del 21\7\2015  di CATERINA GIUSBERTI, foto FEDERICO BORELLA/EIKON STUDIO)

    18/07/15

    meno male che ci sono anticorpi al virus dell'omofobia , maleducazione imperante

    Inizialmente la musica consigliata \ colonna sonora doveva essere ,   visto che con queste nuove gernerazioni ( esperienza personale ) ci vuole pazienza ,     ci vuole un fisico bestiale -Luca  Carboni ma poi ho preferito mi sembra più consona con Non insegnate ai bambini - Giorgio Gaber

      Inizialmente    controllando  l'email del blog  dove potete scrivermi  (  redbeppe@gmail.com )   :  1)  e risposte  e l'email  xenofobe  e  beceramente  populiste  ai mie post   sulla deriva   razzista  e populista    ai  mie post  sula  questione degli immigrati  . 2 ) Ma  soprattutto   una risposta    da  parte   arrogante  minacciosa  e  maleducata  da parte  di  ****  ad  un mio sfotto : <<  salutami mister  griffin  >>  sulla  bacheca  della  sua pivella  ragazzina a   ad  un suo video stupido  e privo  d'amre proprio  dove  si mette  ad  imitare  il capo famiglia  dei griffin  e  poi si filma  e   si mette in  rete  , e  la  riposta  del padre  : <<   che  ci posso fare   ,  è  maggiorenne  ormai [ il  soggetto in questione   ha  21  anni   ]    e  fa  quello che  vuole   io  l'educazione  ed  il rispetto   gli l'ho insegnato  >> .
    Mi  viene  la  voglia   di   fare  (  specialmente  contro genitori  che non sanno imporsi  )    come hanno fatto   come i mie n  genitori ed  i miei nonni \e quando  con le mie  battute  e  sfotto al modo di pensare    troppo conservatore   e anacrostico  ma  con saldi valori  che  ci  hanno lasciato   che dovrebbero essere recuperati  da queste nuove  generazioni     gli facevo addirare    e  credo   anche altri\e    della mia e    e delle  generazioni precedenti








    Maq  poi  scopro con piacere   che  in tempi  di omofobia  , di maleducazione, xenofobia     ed mancanza di riguardo  verso  chi  è  più grande  \  anziano di te  , ecc , ,ci sono     degli episodi \  storie   che    pur essendo    piccole  gocce  nel mare   dimnostrano  che  ancora esistono  degli anticorpi  e delle sacche  di resistenza  o   guerriglia culturale . E  che  fanno ben sperare  in un mondo   più umano

    La  prima     dall'amico  https://www.facebook.com/sergio.pala.52?fref=ts

     Nuove generazioni.. E poi bo..un bimbo di sei o sette ti ferma e dice " scusi signore, sarebbe così gentile da rimettermi la catena e sollevarmi il sellino della bici?? " a lavoro fatto ti sorride " la ringrazio tanto, buona sera"...troppo carino..se m'avesse detto " quanto le debbo per il disturbo??" lo avrei abbracciato forte forte..complimenti ai genitori.. " pisatu in grazia"...buon venerdì a tutti, in grazia e non..

    la  seconda  invece    viene     da   un dialogo sentito in  carrera  strada   tra  una madre (  mia  coetanea  o quasi  )    e sua figlia  di  6  anni  .
     N.b  ovviamente  per  motivi  di privacy  vista  la tenera  età  della protagonista  ed  evitare  che riportando elementi utili per  riconoscerli    venga  sottoposta  lei e la madre   ,  soprattutto in un  piccolo paese    di provincia  come il mio  (/  vedere  sisacussione  sotto   fra  me  è ******  ) possa  subire  un linciaggio morale  e  sociale  da beceri individui


    Bambina  Mamma devo chiederti una cosa   ?
    Mamma (dubbiosa  ) dimmi tesò!
    B: È vero che adesso si possono sposare tutti, gli uomini con le donne, le donne con le donne e gli uomini con gli uomini?
    Mamma (  Pausa  di riflessione un po' imbarazzata )
     si tesò in molti Stati è permesso..
    Lei  riflette  un po' poi chiede ancora:
    B mamma ma possono avere figli donne con donne e uomini con uomini?
    M :   (  sollevata  )  tesoro mio, biologicamente no, ma ci sono anche molte coppie uomo donna che per tanti problemi non possono avere figli...
    M: Però mamma se sono innamorati è molto bello che possano sposarsi e sai mammina ci sono tanti tanti bambini abbandonati che sarebbero felicissimi di avere dei genitori anche due mamme o due papà. Non è importante avere una mamma e un papà ma avere qualcuno che ti voglia davvero ma davvero bene e che si occupi di te che stia con te sempre! Si mi sembra davvero una bella cosa che possano sposarsi!!


    Ecco, questo mi rende  meno triste e  sconfortato    davanti  all'andazzo generale   delel  nuove  generazioni  . Mi rallegra sapere    ( e soprattutto nel vedere  ) che se cresci un bambino con amore nella tolleranza,  e nel rispetto del prossimo e  della loro diversità , arriverà un giorno da solo a capire e ad a accettare qualsiasi differenza.
    Infatti sono  gli adulti che vogliono e  dpovrebbero essere  educati . Ecco  un discorso    tra me e un altro genitore .


    LUI  se mio figlio\a  mi dice che e'gay ci lu bocu da casa e tu  ?
    IO Se mio figlio\a  mi dice che e'gay invece di portarmi un  fidanzato  \ una fidanzata  lo acdetterei   ugualmente   perchè   sempre  d'amore  si tratta  .
    Lui mi guarda schifato (  scambiandomi   per  omosessuale  )   gira le spalle e sparisce .

     l'ignoranza ammazza più  delle  guerre  i bambini hanno bisogno di amore chi se  ne   frega      se  viene  da una coppia uomo / donna o uomo/uomo o donna /donna.  O se  al limite non sei d'accordo  almeno rispetta .

    a presto   sulle note  della  colonna  sonora  d'oggi

    22/07/14

    I come Inatteso - le cose belle della vita le storie di Edinma tokodi e Ciro Sabatino

    ecco due  storie  di (r)esistenza  culturale  \  guerriglia contro culturale  .La prima  viene  ( non  sono riuscito a trovarlo , salvo le  foto  prese  con il mio cellulare  dalla versione cartacea  ,  evidentemente  non lo mettono sul sito  , l'intervista  fatta  sempre  da taddia  , per  il settimanale  topolino   )  da la stampa   del 13\4\2014  a  cura  di F. Taddia 

    Non la mia personale “guerriglia” voglio usare il verde urbano per ribaltare il rapporto tra uomo e natura: se tutti avessimo un giardino personale da coltivare avremmo un rapporto molto più equilibrio con ciò che ci circonda”. Ispirazione artistica e vocazione ecologica: è dal virtuoso incontro di queste due istanze vitali che Edina Tokodi, in arte Mosstika, ungherese di nascita e newyorchese di adozione, ha abbracciato e fatto sua la forma espressiva dei “Moss graffiti”, ovvero la “street art” realizzata con il muschio. “L’idea iniziale era quella di creare dei veri e propri   
    giardini prefabbricati da apprendere alle pareti, per arredare artisticamente gli spazi pubblici. Ora invece i miei “disegni” di muschio hanno l’ambizione di richiamare l’attenzione sulla carenza nella nostra quotidianità di momenti di riflessione sul rapporto con l’ambiente: sono punti esclamativi diffusi in tutta la città”.  Ed ecco allora spuntare sulle pareti di case, palazzi ed edifici abbandonati, divertenti animali e giocose sagome umane, dai verdi più variegati, soffici e invitanti da accarezzare. La tecnica assomiglia a quella dello stencil, con le figure che vengono ritagliate in laboratorio e poi applicate sulle varie superfici verticali, creando stupore e rivitalizzando strade e quartieri che necessitano di boccate d’ossigeno.




    “Voglio portare al passante il senso della terra, l’emozione dell’arte, la gioia dell’inatteso. E diventa quindi per me fondamentale la reazione dei pedoni: vedere se si fermano a guardare, a giocare, a toccare. Verificare incuriosita se lasciano i miei lavori intatti, se scelgono di prendersene cura o, al contrario, di deturparli. A volte i graffiti rimangono

    per settimane, altre volte per poche ore: ma non importa, quel che conta è contribuire, in modo ecologico e sorprendente, alla metamorfosi visiva delle nostre metropoli”.


    La  seconda è una come la prima una sorta di reazione \ guerriglia contro culturale alla crisi economico e sociale

     DA  http://www.huffingtonpost.it/titti-marrone/  del 18\7\2014

    "Iocisto", prima libreria d'Italia ad azionariato popolare. Metodo SuperSantos come antidoto agli sfracelli e alle "lacrime napulitane "

      


    Scrivere un blog su Napoli e da Napoli può essere cosa che sgomenta, perché ci si sente Cassandre costrette a raccontare solo di cornicioni che uccidono, alberi e lampioni che si schiantano sulle persone, affreschi e tesori antichi sbriciolati, manti stradali spalancati in voragini, pentiti che svelano decenni di sversamenti di veleni. È questa la fine che ha fatto la famosa, usuratissima porosità indicata da Benjamin come tratto distintivo della città, suo segno di vitalità, di non omologazione. Come non bastasse la tragedia di Salvatore Giordano, il ragazzino schiacciato dal crollo del fregio alla Galleria Umberto, a Napoli collassano - per incuria, indifferenza politica, forzata rimozione - anche iniziative culturali, idee originali, comparti produttivi, mentre i bouquiniste di Port'Alba sono allontanati da un blitz da contrasto al crimine. E mentre anche oggi s'inanella la consueta sfilza di notizie nefaste, i politici sono indaffarati a litigarsi i posti nelle liste di elezioni regionali cui sempre meno i cittadini avranno voglia di partecipare, mentre l'amministrazione pubblica sembra vivere su Marte, lontana com'è dai problemi reali.
    Allora, vista l'inefficacia di tante denunce, la sordità e l'inettitudine delle istituzioni, la ripetitività di una cronaca quotidiana che sembra inchiodarti sempre allo stesso spartito, due sono le alternative: o annichilirsi e tacere, oppure cercare altrove. Scardinare la gerarchia delle notizie abituali e tentare di raccontare le buone pratiche, i fatti positivi, i segnali di riscossa.
    Eccone uno, piccolo ma importante. Quartiere Vomero, 120 mila abitanti, il più densamente popolato della città, la zona residenziale egemonizzata dal commercio. Tra tanti negozi di abbigliamento, ristoranti, pizzerie, snack bar, nemmeno una libreria: l'ultima, Loffredo, ha chiuso poche settimane fa. La penultima era Fnac, dove già i libri erano oscurati dai mega-schermi al plasma e dai cellulari in tutte le salse: sparita anche quella, al suo posto solo tv e telefonini. Succede che un poliedrico operatore culturale, Ciro Sabatino, posti un suo sfogo su Facebook: Le librerie chiudono? Vabbe', allora la libreria ce la facciamo noi. 
    Il post di Ciro Sabatino che ha dato inizio alla vicenda 
    E in pochi giorni, circa seimila persone dicono "io ci sto", si attivano, danno corpo e gambe a un progetto che sembrava impossibile. Ci si divide in tre gruppi: chi cerca la sede, chi prepara un piano finanziario, chi raccoglie suggerimenti per riempire di contenuti l'idea iniziale. Ci si autotassa, si decide di lanciare una campagna di raccolta di fondi. Senza tanti clamori sulla cosiddetta "società civile", categoria usurata e spesso equivoca, senza aspettarsi interventi dall'alto, stanziamenti di fondi pubblici, tavoli istituzionali, partendo semplicemente da un bisogno reale, individuando una priorità cui dare spazio, alcune persone che non si conoscevano tra loro hanno pensato di provare a non dare per persa la città ma di partire in proprio, con una piccola idea da trasformare in realtà.
    E' nata così la prima libreria ad azionariato popolare d'Italia. Per ora c'è un'associazione, una pagina su Facebook - "Iocisto" - c'è la sede, un bellissimo spazio in via Cimarosa, angolo dell'oasi pedonale facilmente raggiungibile perché accanto alla funicolare centrale. Il primo passo dell'inaugurazione è per il prossimo lunedì, 21 luglio, quando si lancerà il crowdfunding, cioè la sottoscrizione, ma ai soci piace di più parlare di "metodo Supersantos": come quando, da ragazzi, prima della partitella di calcio si faceva la colletta tra gli interessati per comprare il pallone. Però qui non si gioca: il 21 a Napoli sono attesi i maggiori esperti di crowdfunding, in una serata in cui si terrà un'asta di oggetti insoliti, libri autografati o rari, servizi offerti dai soci. Si potranno comprare giornate in libreria, "pezzi" dello spazio e raccogliere fondi, puntando a un certo tetto per allargare l'associazione e garantire il lancio delle attività vere e proprie. Poi partirà la "fase due" con la trasformazione dell'associazione in spa, il via all'azionariato popolare ma senza la possibilità di fare scalate: a nessuno sarà permesso di superare la quota massima consentita, di cinque azioni.
    La libreria, che per ottobre sarà fornita di libri, arredi e tutto quanto è utile a dare sostanza ai bellissimi spazi per ora vuoti, sarà aperta fino a tarda sera. Avrà una sezione speciale dedicata ai piccoli editori ma allo stesso tempo ospiterà tutti i titoli più richiesti, assicurerà servizi a domicilio, un'area multimediale, uno spazio ragazzi, uno musicale, un settore dedicato alla degustazione di prodotti tipici.
    Certo, nessuno s'illude che il "nuovo inizio" di Napoli possa venire da una libreria. 

    il logo della libreria da http://napoli.repubblica.it/cronaca/2014/07/16/foto/

    Né si è così ingenui dal pensare che tutto sia facile com'è sembrato fin qui, che non sorgano contrasti, divergenze, interessi contrapposti. Però, una volta tanto, può servire fermarsi a riflettere sul metodo che quest'iniziativa adombra. Nessuno ha voglia di cedere alla retorica delle cose nate "dal basso", all'idea di svolgere funzioni supplenti rispetto a quelle da pretendere come doveroso appannaggio della dimensione pubblica. Ma se si vuole cercare un antidoto allo sfracello, è ora di uscire dalla logica delle "lacrime napulitane", di sperimentare anche qui pratiche di cittadinanza diretta diffusissime in altre città europee e statunitensi. "Iocisto" è per ora solo una goccia nell'oceano dell'incuria e dei disastri partenopei, ma chissà che non dilaghi. Già crescono, sulla pagina Facebook, le richieste di adesione da varie parti d'Italia, e non solo. Per iscriversi, basta versare la quota di 50 euro all'Associazione Iocisto, Iban IT08E0326803403052816901630.



    IL Vomero è una zona di Napoli con scuole, cinema, qual­che tea­tro e libre­rie. Cinema e libre­rie però stanno spa­rendo. Nel giro di poche mesi, hanno abbas­sato la sara­ci­ne­sca nel quar­tiere ben due editori-librai par­te­no­pei e la Fnac è diven­tata Trony. I libri ci sono ancora, ma sono cir­con­dati da tele­vi­sori dalle dimen­sioni sem­pre mag­giori. Non se la pas­sano benis­simo nep­pure i punti ven­dita che fanno capo a edi­tori famosi, sparsi tra il cen­tro sto­rico e Chiaia. A Port’Alba, sto­rica zona della città dove si tro­vano per­sino i testi fuori com­mer­cio, i vigili hanno fatto sgom­brare le ban­ca­relle. Al posto dei volumi e dei negozi di stru­menti musi­cali spun­tano le riven­dite di pata­tine fritte. Per rea­gire allo scon­forto, il gior­na­li­sta Ciro Saba­tino ha aperto il gruppo face­book «Io ci sto», dando il via alla prima libre­ria ad azio­na­riato popo­lare.


    In pochi mesi tre­cento soci con un inve­sti­mento minimo di cin­quanta euro hanno per­messo di rac­co­gliere circa tren­ta­mila euro. «Con­ti­nue­remo con la ricerca di nuovi sot­to­scrit­tori – ha spie­gato — abbiamo orga­niz­zato uno spet­ta­colo e messo all’asta cimeli per rac­co­gliere altri fondi. A set­tem­bre avvie­remo il cro­w­d­foun­ding in inter­net. Dob­biamo rag­giun­gere i set­tan­ta­sei­mila euro per par­tire in autunno». Per ora c’è la sede, in via Cima­rosa 20, e l’associazione: ad acco­gliere i futuri let­tori, L’amico ritro­vato di Fred Uhl­man su un espo­si­tore al cen­tro del cor­ri­doio, sem­bra quasi il primo cent di Pape­ron de’ Pape­roni.
    «I circa tre­cento metri qua­drati della libre­ria — ha con­ti­nuato Saba­tino — sono vuoti per­ché vogliamo che tutti i soci e coloro che (dalle 10 alle 22 ogni giorno) ver­ranno qui a cono­scerci o asso­ciarsi pos­sano vedere cre­scere la libre­ria volume dopo volume, scaf­fale dopo scaf­fale. Con­di­vi­de­remo le scelte e anche le deci­sioni sugli eventi da ospi­tare. Per ora abbiamo coin­volto let­tori tra i trenta e i cinquant’anni. Ci aspet­tiamo anche i ven­tenni e gli scrit­tori».
    A orga­niz­zare il lavoro pensa Alberto Della Sala, ex libraio di volumi anti­chi: «Non ci siamo chie­sti per­ché le libre­rie chiu­dano, lo sap­piamo già, ma piut­to­sto per­ché alcune sono aperte. Per que­sto offri­remo ai clienti ser­vizi a valore aggiunto, il rela­tivo gua­da­gno ci per­met­terà il lusso di ven­dere libri. Qui non avremo libri sco­la­stici, ma chiun­que potrà por­tarci la sua lista e glieli con­se­gne­remo a casa il giorno dopo: non ci gua­da­gne­remo niente ma fide­liz­ze­remo i clienti, facendo la dif­fe­renza con i siti online».
    Tra i ser­vizi in pro­gramma, la ricerca di libri fuori cata­logo e la ven­dita di volumi usati. «Guar­de­remo
    da http://www.vesuviolive.it   e da http://www.insorgenza.it/
    anche ai tanti migranti che ven­gono al Vomero per lavo­rare e che non tro­vano niente da leg­gere a Napoli. Avremo una parte di libre­ria mul­tiet­nica con testi in diverse lin­gue ma anche scrit­tori napo­le­tani tra­dotti, sia clas­sici che con­tem­po­ra­nei». Fino a otto­bre sarà uno spa­zio aperto per discu­tere di let­te­ra­tura o suo­nare. L’azionariato dif­fuso ser­virà anche a met­tere in cir­colo idee. «Magari un giorno potrebbe esserci una libre­ria Io ci sto anche a Scam­pia — ha con­cluso Della Sala -, a Fuo­ri­grotta e in ogni città in cui le per­sone vogliano fare la pro­pria libreria».



    08/06/14

    chi lo ha detto che gli invalidi non posso creare ? senza mani e suona il pianoforte . la disabilità NON E' UN MONDO A PARTE, MA UNA PARTE DEL MONDO!.....



     datemi pure  della mammoletta   del piagnone , ecc  . Ma  falso o  vero che sia  questo video  , io  non riesco  a  non  piangere   e a  commuovermi   oltre  che  a  trovare   una motivazione  ad  andare  avanti  nella  vita.
    video


    Infatti  : << Quando vediamo una difficoltà nella vita magari ci arrendiamo subito, non è il caso di questo ragazzo che nonostante la disabilità suona meravigliosamente il pianoforte! Grande!! >>(  dall'introduzione del  video  sopra  riportato di  www.situazionivirali.com )



    Infatti  ancheconi piedi  si  può fare     la maggior  parte  delle    cose . video preso    da  facebook  

    video


    26/05/14

    Usa: Il coraggio di Barbie, atleta di bodybuilding senza le braccia


    questo post  ( dedicato  a  Carla veglia )  nasce    da questa  discussione  su facebook



    Una storia commuove l'America. E' quella di Barbie Thomas, 37enne di Phoenix, Arizona, atleta che ha stupito il pubblico statunitense salendo sul palco del campionati nazionali di bodybuilding svoltisi in questi giorni in South Carolina. 

     Da anni, a causa di un terribile incidente, convive con una menomazione che avrebbe distrutto la vita di chiunque: ha perso entrambe le braccia. Ma Barbie non ha ceduto .
     E, nonostante tutto, è riuscita a trovare la forza di andare avanti, imparando ad essere autosufficiente e continuando a coltivare la sua passione per il fitness. Tanto da arrivare, appunto, ai campionati Usa, dove ha ottenuto la standing ovation del pubblico. Senza braccia, la 37enne fa tutto con gambe e piedi: solleva i pesi, manda messaggi con il cellulare( foto a destra )
    fa le faccende di casa, cura la sua igiene personale e, persino, guida l'automobile. "I medici mi avevano avvertito: la tua vita non sarà più la stessa dopo Dio, nvece, aveva per me un altro l'amputazione. progetto. E io non avevo nessuna intenzione di essere ridotta a un vegetale". Oggi Barbie può dire di aver vinto la sua battaglia.


    le  altre  foto eccetto la  prima  e  la sesta  riportate qui le  trovate  in questa  fotogallery

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