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26/02/17

piccole cose ed insignificanti per gente normale grandi cose e intense per gente speciale

potrebbe  interessarvi
http://ilcamminodelperdono.eu/

Canzone  suggerita   è pane  e  sale  di  zucchero 

I due video più popolari e condivisi nei  giorni scorsi , sui  giornali di informazione on line e  su  i social  , sono stati i seguenti: quello dei Nas girato da una telecamera a circuito chiuso dell’Ospedale Loreto mare di Napoli in cui si vedono dipendenti strisciare anche venti badge di colleghi, infermieri radiologi medici, che così risultavano presenti ed erano invece, per esempio – è un dato reale, il caso di un primario – a giocare a tennis. Ciascuno di noi è stato o ha avuto parenti in ospedale, un ospedale pubblico, e ha anelato l’incontro anche fuggevole, anche in corridoio, con il medico curante oppure  in  ufficio pubblico o segreteria   e  sa  di cosa  si parla  .  Non servono commenti, mi fermo qui  altrimenti scado   nei (spesso mi capita  ) nel populismo  e  nel qualunquismo sterile    \  malpancismo  . Il secondo mostra due dipendenti di un supermercato di Follonica, amena località della toscana marittima, che filmano ridendo due donne sorprese a frugare nei cassonetti e da loro chiuse a chiave nella gabbia dei locali dell’immondizia. Non essendo frugare nei cassonetti qualcosa che si possa desiderare per piacere, che non si faccia se non in casi di estremo bisogno, anche in questo caso non direi altro ci  ha  già  pensato qualcuno  con un suo editoriale     e  c'è ancora  qualcuno\a    che  non ha  mandato  come si  diceva  un tempo  il cervello all'ammasso   e  che  risponde    colpo  su  colpo  😄😇😛  a  Salvini    e  ai  suoi seguaci  



Giuseppe Scano ha condiviso il post di Daniele Sensi.
Lidl potrà anche licenziare i due dipendenti. Ahinoi, non potrà licenziare l'impunita, inaccettabile, strumentale disumanità di Matteo Salvini.
Commenti
Serra MaryeRino Se Lidl , si permette di licenziare i dipendenti, perderanno un cliente da almeno svariati centinaia di € mensili........già inviato mail alla Lidl italia.........

Augusto Gal non avrei mai immaginato una deriva sociale di queste dimensioni . Istigare certi elementi peraltro deboli a delinquere è da incoscienti . speriamo che la gente prenda le distanze da queste derive sociali.

Lorenzo Mattana Siamo messi male, ormai il razzismo va di moda ed è sdoganato. Ma per quanto mi riguarda il messaggio che questi due hanno fatto bene a rinchiudere le due rom, a fare il video e sbeffeggiarle, non passerà mai. Idolatrarli per un gesto quanto meno di cattivo gusto (per essere clementi) non mi sembra da persone civili e di buon senso.

(  vedere  in merito   i mie post sulle palme e i banani in piazza duomo a Milano ) : mi rimetto -- come suggerisce Concità de Gregorio su repubblica  del  25\2\2017 ---- a sette secondi di riflessione silenziosa, se potete. Molte migliaia di condivisioni on line, hai visto questo, like.
In quanto  non trovo  le parole   anzi  : <<   Ho perso le parole ....ho perso le parole di fronte alle ingiustizie, alle guerre....ho perso le parole di fronte a troppi politici corrotti e corruttori, che ci stanno togliendo giorno dopo giorno sogni, speranze e futuro.....ho perso le parole...... >> ( il commento di Robin Hood   a  questo    video di  ho perso le parole  di Luciano Ligabue  )   quindi   non riuscendo   a dirla  con parole mio  concordo  con   il mio amico  




Stamane, appena accesa la radio, ho sentito l'audio di risate di uomini che sovrastavano urla di donne. Non riuscivo a capire di che si trattava, tanto più che li percepivo come suoni scomposti e fastidiosi.
Solo poi il giornalista ha riportato la notizia di questi dipendenti della Lidl di Follonica che hanno rinchiuso due donne rom trovate a rovistare tra i cassonetti: riprese, irrise e, ovviamente, subito condivise sul web.
Io non mi riconosco più in questa (dis)umanità. ne ho orrore.
Io so che questa è la banalità del male.
Io, stamattina, ho pianto.

Esistono altri mondi di cui si parla meno, che circolano meno on line ma che ci sono, formidabili, nella realtà , ma  che   se  non ci sono   vip  o personaggi dello  star  system   nazionale  ed  internazionale   passano  in secondo piano  e  vengono  " censurati   e   nascosti "  nelle pagine  interne   di cronaca  o edizioni locali  .
Ecco  due  storie  . La prima    tratta    della  rubrica http://invececoncita.blogautore.repubblica.it
del 25\2\2017

(..... ) 

Leggo la mail di Gabriele Parrillo che mi invita alla quarta edizione del Cammino del Perdono. Un titolo che da solo mitiga un poco il disagio dello stare in questo mondo suscitato dall’eco dei due video di oggi, domani ce ne saranno altri due. Il Cammino del Perdono non è niente di religioso, non nel senso confessionale. E’ proprio – è stato negli anni - una salita a piedi verso il Castello di Canossa. 

Risultati immagini per il cammino del perdonoNon so se ricordate dalla scuola: l’imperatore attese tre giorni e tre notti, scalzo e con un saio, di essere ricevuto e perdonato dal Papa con l’intercessione di Matilde. Andare a Canossa, si dice.
Un sacco di gente, ma proprio tanta, parte ogni anno e sale, sale, ciascuno per i suoi motivi, su fino alla cima del monte, fino alla cripta a cielo aperto e lì ascolta suonare, danzare, recitare. Shakespeare, Pascoli, Kafka, Lorca. Quest’anno il Cammino non sale ma scende, mi scrive Parrillo, giù nella cripta del Duomo di Reggio Emilia “e dentro noi stessi, cercando un cielo”. Sabato prossimo 4 marzo, alle nove di sera: Luigi Lo Cascio leggerà la lettera al padre di Kafka, Daniela Savoldi suonerà il violoncello, ci saranno canti e danze di Ambrose Laudani e del maestro Hal Yamanouchi, grandissimo coreografo.
C’è un’incredibile quantità di persone, mi raccontava qualche giorno fa Padre Marino del Convento francescano della Regola, Valle Santa, provincia di Rieti, che arriva ogni giorno a chiedere di fermarsi coi frati qualche tempo. Ragazzi con gli zaini, giovani coppie in viaggio di nozze, donne sole, gruppi. Ci sono più di seimila persone che solo lì, in quel luogo nascosto e magnifico, ogni anno camminano lungo i sentieri di San Francesco portando con sé il libretto della Regola dei Frati minori. La prima regola dice: vivere ‘sine proprio’, senza nulla di proprio. Non cercano qualcosa fuori di sé né una vocazione, no – dice padre Marino - cercano, in primo luogo, silenzio. Calma, condivisione. Mi piaceva raccontarvelo, oggi. Piccole cose, esistono anche queste.

La   seconda   presa  qualche  giorno  fa  da  l'unione  sarda

CRONACA » FRANCIA



Merah senior: "Giro la Francia a piedi per espiare le colpe di mio fratello terrorista"

Lunedì 20 Febbraio alle 14:56 - ultimo aggiornamento alle 16:59

Abdelghani Merah
Abdelghani Merah, il fratello maggiore di Mohamed, il killer di Tolosa che nel 2012 uccise tre militari, tre bambini e un insegnante in una scuola ebraica, sta attraversando la Francia a piedi.
Una sorta di ammenda per le colpe del fratello e, allo stesso tempo, un modo per predicare "l'uguaglianza contro il razzismo" e la necessità di combattere l'Islam estremista.
Partito da Marsiglia, Abdelghani percorre, zaino in spalla, dai 25 ai 40 chilometri al giorno e dorme di notte ospite di enti di assistenza e associazioni.
"Cammino per dare l'esempio ai giovani musulmani, che oggi ascoltano più la propaganda Isis dei consigli della polizia".
Dopo gli attentati e l'uccisione di Mohamed ha scritto un libro, intitolato "Mio fratello, il terrorista".
Mohamed Merah
Mohamed Merah

e riportata  su   https://www.facebook.com/compagnidistrada/  appendice  Facebookiana   del blog
Non son  che altro dire se non per lasciarsi  con questa  canzone ora  in oda   alla radio







20/12/16

Ines, la “sentinella” della vallata, è l'unica residente di Moschiasinis Tramonti, a 93 anni continua a vivere nella borgata fantasma: «È il mio paradiso terrestre»


Sulle note   della  bellissima  e toccante  versione  Live   di  Campestre -  C S I  in La terra,la guerra, una questione privata



Riporto una storia che è tipica , anche non riguarda la sardegna che purtroppo sta subendo una lenta agonia antropologica e geografica ( paesi dell'interno che si spopolano e si desertificano mentre paesi vicino alle coste si aumentano per tali immigrazioni interne d'abitanti come dimostra il grafico  sotto   al centro )  

ma è una storia che secondo me s'adatta benissimo alle tematiche  di   questa pagina fb  https://www.facebook.com/Paesitudine-352090741835437/

da  http://messaggeroveneto.gelocal.it/tempo-libero/ del 20\12\2016


Ines, la “sentinella” della vallata, è l'unica residente di Moschiasinis
Tramonti, a 93 anni continua a vivere nella borgata fantasma: «È il mio paradiso terrestre»
                                     di Giuseppe Ragogna






TRAMONTI. Ines è rimasta l’ultima sentinella di una delle numerose borgate disperse nelle vallate friulane. È l'unica abitante di Moschiasinis: un pugno di abitazioni ridotte all'osso e abbandonate, dove ormai si respira soltanto passato. Lassù anche i ricordi sbiadiscono con il passare del tempo.
Pian piano, la Natura si riappropria, implacabile, delle opere fragili dell'uomo. Il municipio di Tramonti di Sotto è sei chilometri più in là, verso il passo del Rest. Sotto Natale, Ines Crovato compirà 93 anni. Un'età che non sente. La “signora dei monti” non vuole abbandonare la sua casa, perché lì è racchiusa tutta la sua vita.
Giunse da Muinta, località sull'altra sponda del fiume Meduna, quando il lago artificiale di Redona ancora non esisteva. Era pronta a coronare il grande sogno di mettere su famiglia con l'amore della vita: . Gjovanin Miniutti, un lavoro da emigrante, tra Francia e Germania, per guadagnare qualche soldo in più.
A chi va a trovarla, ripete la scarna filosofia esistenziale: «Non ho mai sentito il bisogno di altro. Qui ho sempre trovato tutto ciò di cui ho bisogno».
È anche questa l'armonia della semplicità: portare a termine nei giusti tempi e nei modi equilibrati ciò che è essenziale per vivere.
E, ovviamente, accontentarsi: «Si campava con ciò che dava la terra. Tanta polenta profumata, fatta bene, con passione, per tirarla a giusta cottura perché come per le opere d'arte a vul timp; e poi minestrone di fagioli, patate lesse, radicchio di orto, verze, rape per la brovada; e poi ancora formaggio fresco, o vecchio, e un po' di carne di gallina, ma poca, quel che basta. Nei tempi buoni c'era la mucca per il latte».
Magari lentamente, ma il mondo è cambiato anche per la signora Ines: ora ci pensano i figli a portarle le scorte di beni alimentari.
Roba semplice, senza esagerare: «Nella borsa ci buttano dentro i biscotti savoiardi, che vanno bene con il caffè e mi fanno fare bella figura con i pochi ospiti che passano da queste parti».
Muoversi per sempre da Moschiasinis, mai! Ines accetta l'invito dei familiari a trascorrere le feste natalizie e il periodo più freddo dell'anno tra San Foca e Pordenone: «Ma dopo torno, eh! Non posso chiudere baracca anch'io.
Qui c'è il mio Paradiso in terra. Sono nata tra le montagne: qui si vive e si muore. Ci si affida a Dio per qualsiasi cosa, anche soltanto come modo scaramantico: Che Diu nus vuardi dal pesu / Che Dio ci guardi dal peggio».
Ines ha trasmesso i ricordi e le tradizioni ai figli, soprattutto a Meto (Giacomo Miniutti, il cantore della vallata). Le storie devono passare di generazione in generazione. E ci si mette sempre qualcosa di nuovo. Storie che talvolta diventano leggende. Ora tocca ai nipoti.
Si sa che i racconti hanno bisogno di un'atmosfera speciale. Il posto c'è ancora, in alto per scrutare meglio l'orizzonte verso il lago. Vicino all'abitazione resiste infatti una panca di pietra (prima era in legno), per anni il luogo del raccoglimento tra i silenzi, per conversazioni e testimonianze. «Nascevano tante fantasie attorno a una domanda curiosa: chissà che cosa ci sarà oltre quelle montagne?
Un mistero per chi conosceva al massimo le numerose borgate tutt'attorno. L'ho capito solo andando in pianura a barattare le ceste fatte in casa con un po' di cibo per l'inverno. Sì, laggiù c'erano tante novità, ma nulla di importante per me. Che cosa farmene della modernità quando a Moschiasinis avevo già tutto? Il televisore l'hanno regalato anche a me.
Mi fa un po' di compagnia, ma soltanto di sera, prima di addormentarmi. Per il resto… al basta un tic (è sufficiente un po' di niente): l'aria, il sole, la luna, l'acqua... e le piccole cose che mi servono. No stracià (non sprecare!)».
Successivamente, negli anni del dopoguerra, la costruzione della diga di Redona rivoluzionò la vita degli abitanti della Valtramontina. Il lago avrebbe dovuto portare progresso e benessere per tutti: invece scompaginò numerose vite e il paesaggio per garantire l'energia necessaria all'industrializzazione lontano dalla vallata.
Le sue acque inghiottirono alcune borgate, i cui scheletri delle case riemergono ancora nei periodi di siccità. Molti residenti ne approfittarono per andarsene in cerca di miglior fortuna. Il futuro era altrove: in pianura, in giro per il mondo, non certo nelle scomode montagne, che non rendono. Ines però non vuole mollare. Resiste come silenziosa custode di tante storie della vallata.
 di 

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