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20/11/14

Bimbo nasce senza l'avambraccio E progetta da solo la mano di Lego

La storia   riportata  da  l'unione  sarda  online  del  Giovedì 20 novembre 2014 12:40 racconta questa storia
 
Aidan, bimbo americano di 9 anni, che ha deciso di abbandonare le protesi tradizionali, progettandone una tutta sua.
Aidan  e la sua protesi 
 
 
Aidan ha nove anni e vive negli Stati Uniti. Per una malformazione, è nato senza l'avambraccio sinistro e, quindi, sin da quando era piccolissimo, è costretto ad indossare protesi. Ma crescendo le protesi tradizionali hanno iniziato a stargli "strette". Troppo limitate, troppo poco funzionali. E così, dopo aver partecipato a un campus dedicato alle nuove tecnologie per ragazzi disabili, il "Superhero Cybercamp", ha deciso, in collaborazione con l'azienda no profit Kidmob di crearsi la sua protesi personale. E l'ha realizzata grazie ai mattoncini della Lego. Sembra incredibile, ma è proprio così. La storia è raccontata da The Atlantis. Grazie alla sua protesi modificata, e modificabile a seconda delle esigenze, Aidan può montare sul suo arto artificiale supporti utili a tenere in mano i telecomandi, il joypad della sua consolle di videogiochi, le posate e, addirittura, dotarsi di una mano prensile, in tutto simile a quella dei personaggi Lego, ma in scala maggiore

25/07/14

il destino e come una lotteria . Malata di cancro prepara il funerale ma .... la diagnosi si rivela errata la storia di Denise Clark

da  unione sarda  Venerdì 25 luglio 2014 14:39

A Denise Clark era stato diagnosticato un cancro in stadio terminale: lei aveva organizzato il suo funerale e scritto lettere d'addio ai suoi figli. In realtà la diagnosi era errata.
Le avevano dato pochi mesi di vita, quindi Denise Clark, 34 anni, di Aberdeen (Regno Unito), aveva pensato a tutto: organizzare il suo funerale, dire addio ai suoi figli con una lettera, godersi l'ultima estate con la sua famiglia.

Si è però scoperto che quella diagnosi, che parlava di un tumore in stadio terminale, era sbagliata. La donna quindi farà causa all'ospedale.
La storia, raccontata dal Telegraph, è iniziata 5 anni fa, quando era incinta del suo secondo figlio, Luca. Un esame aveva riscontrato un cancro al collo dell'utero e, per salvarle la vita, i medici avevano fatto nascere in anticipo il bambino e sottoposto la mamma a una serie di cure. La malattia, le avevano detto, era stata debellata. Due anni fa il problema si è ripresentato: nuovi esami e diagnosi devastante; il tumore si era riformato. Questa volta, però, le rimaneva poco tempo, perché era in stadio avanzato. La donna, che nel frattempo si era separata dal marito, che non aveva retto alla difficile situazione, era rimasta con i suoi due figli, aveva seguito delle terapie in diverse cliniche specializzate per "allungare" il periodo di tempo per stare in vita, spendendo oltre 10mila sterline.
Per quest'estate aveva preso delle ferie speciali dal lavoro per trascorrere le vacanze con i bambini (Harvey, 10 anni, e Luca, 4). Aveva scritto loro delle lettere, che avrebbero potuto leggere e conservare: "E' stato struggente mettere nero su bianco quelle parole", racconta Denise. Poche settimane fa, invece, il colpo di scena: quella diagnosi si è rivelata errata. "Nessuno potrà mai restituirmi la serenità persa in questi anni, i sorrisi mancati, i pianti devastanti ogni giorno e ogni notte", ma una cosa non dimenticherà mai: "Il viso dei miei bambini quando sono tornata a casa e ho detto loro: la mamma non se ne va più".

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