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06/07/15

chi lo dice che fb ha ucciso i blog ? semmai messo a repentaglio la sopravvivenza dei commenti.

http://affreschidigitali.blogosfere.it/post/290177/i-social-network-hanno-ucciso-i-blog
http://www.sinapsia.it/blog/index.php/2008/12/15/chi-ha-ucciso-il-target-il-social-network/








durante una discussione nata da mio, con discreto successo  oserei dire ,   nel tentativo di ricercare vecchi utenti della versione originaria ( cdv.splinder.com  per  chi ancora  non lo sapesse  o l'avesse dimenticato  )  dell'attuale blog  su la pagina fb di   naufraghi di splinder si era arrivati a a parlare del fatto che i social avessero ucciso i blog

(....)

Andrea Bruni Ammetto che avesse il suo fascino, cara Zoe Ladra: che peccato che i Social, negazione della comunicazione, abbiano ucciso i blog.Ieri alle 11.44 · Mi piace · 3Simona LaGemella Vargas #NostalgiaIeri alle 11.44 · Mi piace · 1Zoe Ladra Andrea assolutamente molto fascino. Purtroppo faccio parte di quelle persone che hanno nostalgia di splinder, perché alla fine, sì, c'era "comunicazione" cosa che (a mio parere) non viene su i Social, se non rare volte.Ieri alle 11.46 · Mi piace · 2Rò VanGregor All'epoca non c'erano i social e avere uno tuo spazio su internet e gratis era il top! Ne avevo anche uno personale che l'ho reso privato e salvato tutti i contenuti su altra piattaforma... le amicizie che cmq avevo stretto all'epoca certe sono ancora in contatto e certe le ho ritrovate quiGiuseppe Scano Andrea Bruni non è completamente vero dipende da come li si usa .
Chiara Bat dipende da dove lo metti e come o metti . io integrandoli ho avcuto un gran numero di letture ma zero commenbti sul blog , ma un numero alto di mi pi
ace e di commento quando trasferisco l'url dell'articolo sulla bacheca (m ia e di miei amici che lo consentono ) o dei gruppi e pagine in cui scrivo \ commento , di fb
Chiara Bat dipende da dove lo metti e come o metti . io integrandoli ho avcuto un gran numero di letture ma zero commenbti sul blog , ma un numero alto di mi piace e di commento quando trasferisco l'url dell'articolo sulla bacheca (m ia e di miei amici che lo consentono ) o dei gruppi e pagine in cui scrivo \ commento , di fb





aggiungo a prova   di quel  che  ho detto  una    email  su fb  della  famosa Mimosa Campironi




Sarei felicissima se guardassi questo mio lavoro e mi dicessi cosa ne pensi
http://www.rollingstone.it/musica/news-musica/oggi-scommettiamo-su-mimosa-attrice-e-cantante-guarda-il-video/2015-07-03/

eccole la mia risposta
ti ringrazio anche se non ci conosciamo e non abbiamo che qualchec contastto comune d'aver scelto me , perchè magari hai trovato online o sullle bache dei contatti comuni dei post del mio blog ( ulisse-compagnidistrada.blogspot.com ) o alcuni mie post su fb . Sappi che non son o nè un giornalista nè un critico musicale ma un semplice fruitore della vita e delle arti . Veniano alla tua richiesta da una sola canzone ed un solo video , mi sembri promettente continua cosi . Ottimo il connubio zilli - ex cccp \ csi ed i riferimenti a lindo ferretti e alle avanguardie specie a quele futuriste nel video che ha riportato il sito che mi hai inviato ottima prova per essere , da quel poco che ne capisco ( visto l'handicap uditivo di cui soffro ) , la tua prima prova musicale

Ora secondo  la netetiquette dovrebbe essere spam, ma  la definizione  puo'  essere   soggettiva  . Per me  non lo è  .perchè   ella  sta (  anche se  un po' più  di presentazione non sarebbe   guastata  )  presentando , ad un di cui ha letto in maniera  indiretta  in quanto  è fra  i contatti ( preferisco  chiamarli cosi  l'amicizia   su fb )  di alcuni miei utenti

concludo  confermando  quanto dice  


I social network non hanno ucciso i blog ma semmai messo a repentaglio la sopravvivenza dei commenti.
Oggi provo a lanciare questa proposta: scegliete un blog tra quelli che seguite o amate di più e lasciate 1 commento.
I commenti sono la massima gratificazione di un blogger e la vera forza motrice del suo blog. Ti faccio una proposta: scegli un blog e #lascia1commento
BLOG.MATTIAMARASCO.IT




07/02/14

dalla siria due storie : quella di Ahmad Ayham l pianista siriano che suona fra le bombe e macerie ., e quella di Ghina Khalil ha 14 mesi "bimba miracolo": sopravvissuta sotto le macerie


la  prima  è quella  di  Ghina Khalil ha 14 mesi,




ed è stata soprannominata dai media di tutto il mondo "la bambina miracolo". Ghina è rimasta seppellita sotto le macerie della sua casa di Aleppo, bombardata da un raid delle forze governative. Sua madre è morta, lei è rimasta sepolta per tre lunghi minuti. Il video, diffuso su Internet dal Nour Media Centre e rilanciato dalla Ap, mostra uomini che scavano freneticamente a mani nude per rimuovere i detriti. Poi la testa riccioluta che emerge, e la bimba che si strofina gli occhi. Più tardi la bambina è ripresa con abiti nuovi, e non appare ferita. è sopravvissuta a un attacco aereo che ha ridotto in macerie la sua abitazione in Siria. Si sta riprendendo pochi giorni dopo il raid del 22 gennaio che ha colpito il suo villaggio, Maasraniyeh, vicino Aleppo, secondo l’osservatorio siriano per i diritti umani. Dieci persone sono morte, tra cui 5 bambini e tre donne, anche la madre di Ghina, mentre venti sono rimaste ferite. Nel video di un attivista il momento in cui la piccola è stata salvata, dopo essere rimasta sepolta per almeno tre minuti. Ne è uscita fortunamente indenne. Al contrario di tanti altri minori morti nel conflitto: oltre 11 mila nel giro di tre anni, secondo diverse ong siriane. Sette su dieci sono rimasti uccisi da razzi e bombe.
la  seconda  


 Ahmad Ayham suona fra le vie di Camp Yarmouk, il più grande campo profughi palestinese che si trova a Damasco.Prima della guerra con suo padre costruiva e riparava strumenti, ora suona come volontario per alleviare il dolore della gente del suo quartiere



SIEDE al piano scordato fra le macerie di Damasco, e sotto la musica l'eco delle bombe. Ahmad Ayham suona fra le vie di Camp Yarmouk, il più grande campo profughi palestinese, quartiere che si trova nella capitale siriana, ne ospita oltre 137 mila. Con i suoi amici Ahmad porta in giro un piano scassato e suona le canzoni della storica tradizione palestinese o quelle più recenti, della resistenza siriana. Chi passa si ferma e canta.
"Lunghi anni sono passati, abbiamo assaggiato la amarezza del dolore. Dacci di più nostra Patria, chiediamo ciò che abbiamo perso. Dacci più amore e speranza, dacci di più". La sua musica si muove stonata fra le vie in cui non ci sono più cibo nè medicine.
L'osservatorio siriano per i diritti umani calcola che soltanto negli ultimi due mesi 86 persone sono morte di stenti soltanto a Camp Yarmouk in cui si sopravvive grazie alla solidarietà e al volontariato anche di persone come Ahmad che di professione, fino a prima della guerra, con suo padre, costruiva e riparava strumenti. Ora che nessuno li suona più, ora che violini e pianoforti restano in silenzio fra la polvere delle macerie e non ci sono più bambini a studiare gli spartiti stracciati. Ora che le notti sono accompagnate dalle esplosioni. Lui suona. E idealmente è parte di un'orchestra. La sua musica si mischia a quella dell'uomo col passamontagna che suonava Einaudi all'esterno della City Hall di Kiev e alle note di "O sole mio" suonate al centro di piazza Tahrir mentre si scontravano esercito e dimostranti. E a quella dell'italiano Davide Martello e del suo Beethoven a piazza Taksim.

23/04/13

Nella loro solitudine



Ha compiuto 66 anni lo scorso 21 aprile ed è sempre il solito: eccessivo, grandguignolesco. Espressionista, aggiungerei, se non temessi di scivolare nella banalità. Perché Iggy Pop “è” l’espressionismo. Nella sua forma più conclamata, popolare e popolaresca.
È tornato con un album incendiario con copertina incendiaria, da kamikaze, e testi incendiari. Gli stessi, anche nei riff energici e cavernosi. Eppure non potrebbe essere che così, eppure lo riconosci sempre pugnace, vecchio e rabbioso. Mi ha attratto e l’ho pure amato, ma confesso di conoscerlo piuttosto superficialmente. Solo i brani più famosi, così clamorosamente anticipatori del punk, dell’indie, dell’heavy metal, del grunge e di tutto il graffio e la bruttura che riassumono quest’epoca incerta. La mia non vuol essere una recensione prettamente musicale. Semmai estetica; perché spesso si dimentica che il rock non è solo fenomeno musicale, ma stato d’animo. Visione e corpo. Se segno esiste della sua internazionalità, lo si percepisce nell’accostamento di due figure solo all’apparenza lontanissime: la sua, appunto, e quella d’un artista nostrano, anch’egli in questo periodo in clima di ricorrenze: disco appena pubblicato, una serie di concerti da tutto esaurito di qui a tre giorni. Mi riferisco a Renato Zero.
Che di anni ne ha 62 compiuti (ne farà 63 il prossimo settembre), che pare, e in qualche caso è, ormai alieno dagli eccessi degli esordi; eppure, se c’è stato un artista autenticamente cosmopolita, e autenticamente rock, quest’ultimo era proprio Zero.
Il giovane Iggy e il giovanissimo Renato. Immortalati nello stesso periodo (1971) da due grandi dell’obiettivo, Gerard Malanga e Arpad Kertesz. Pittori e artigiani, prima che fotografi. Entrambi nudi, entrambi frontali, entrambi maschi. Il primo, manco a dirlo, dionisiaco. Tutto muscoli e tendini, vibrante di poderosità malata, rude, ma con una malcelata grazia da Egon Schiele, e che non deve ingannare. Non un San Sebastiano, tranne una languida sensualità. Sguardo sfrontato. Renato, manco a dirlo, apollineo. Più bellino, più aggraziato. Ma stessi occhi di Iggy, persino identica posa. Bombetta in testa, a sottolineare l’ironia e la giocosità d’un frizzo altrimenti troppo ardito. In ambedue, una sessualità esibita e contemporaneamente velata, e, al suo posto, un triangolo strano; oscuro o sovraesposto in una luce confusa. Che scompare nell’istante esatto in cui si scopre. Un petto ossuto, marcato, simile a mammelle di donna. Quelle che vediamo in altre due immagini, dove un Pop ormai stagionato e un Renato ancora imberbe, conciato dal genio maligno di Patroni Griffi in isterica donna incinta (!), irridono la maschilità sfoggiandola in abiti goffi, inadatti e impertinenti.
Iggy e Renato evocano asperità da camionisti, nella voce, nelle immagini a tinte forti. Ma camionisti d’un’autostrada senza fine, quella della vita. Soffocati nella sperdutezza d’un mondo senza più identità precise. Iggy ha continuato a sorridere e a irridere, con sarcasmo e disperazione. Renato ne ha sofferto atrocemente fino a cercare consolazione in accenti sfibrati, per taluni manieristici. Ambedue icone d’un passaggio d’epoca, nevrastenica e balbuziente. Due uomini divenuti corpo senza esserne possessori. In questo, Cristi pagani – e blasfemi. Testimoni loro malgrado della crisi del maschio, del suo tragico e maestoso declino.

13/04/13

topoalbano reprise ( topolino 2994 ) NO SPOILER

video
Una  storia   bellissima  dove, una delle poche  , in cui   emerge  un topolino diverso dal classico   cioè perfettino , saccente  , ecc.  o quanto meno  si  cerca  ( ed  Francesco Artibani c'è riuscito  benissimo  )  con ottimi risultati   a trovare  un  equilibrio  tra le sue caratteristiche  sopra  elencate  e  qualcuno che ( anche se  non ci riesce )  s'incavola  con lui  per questi suoi difetti  .
Disegnata  dall'ottimo ,come sempre  , e magistrale Cavezano  .
dalla, come il video  sopra  riportato  ,  pagina  ufficiale  di facebook del settimanale  topolino   
Erano anni che non leggevo una storia  cosi piena di suspense  e di pathos  . 
Un capolavoro di sceneggiatura e disegno. è imperdibile. Artibani+Cavazzano+Andolfo= CAPOLAVORO
Vigata, Montalbano e tutti gli altri personaggi sono riprodotti fedelmente (l'alter ego di Catarella fa morire) e ovviamente se si conosce la serie tv, si possono cogliere tantissimi riferimenti. Infatti 
Per un accanito lettore del Montalbano letterario, trovare una trasposizione su topolino, così ben realizzata è qualcosa di unico. Tra l'altro il genere poliziesco, Camilleri e Topolino, sono tre mie grandi passioni unite in un colpo solo, e con una qualità altissima, tanto che non si può fare altro che leggere la storia dei mitici Artibani e Cavazzano (con l’ausilio degli azzeccatissimi colori della Andolfo) con un grosso sorriso che va da un orecchio all’altro >> ( come dice questo commento sul forum del papersera.net . La trama è eccezionale, una storia gialla avvincente e ben costruita, arricchita da riferimenti alla malavita organizzata e da un contesto (quello siciliano) sfruttato alla perfezione in tutte le sue sfaccettature. Topolino è splendido per come è scritto da Artibani, gettato all’improvviso in un mondo a lui completamente estraneo come l’aspra e meravigliosa sicilia, dove si dovrà confrontare con i suoi testimoni recalcitranti e il microcosmo di Vigatta, nella quale riuscirà a poco a poco ad integrarsi alla grande come da sempre fa nelle sue migliori avventure, che lo vedono "crescere" durante lo svolgimento della narrazione (molto bello, tra l’altro, il modo in cui è stato trattato il problema della lingua, con la scelta di far intendere che i personaggi si esprimono in italiano, Topolino compreso, e lo splendido uso dei termini del dizionario Camilleresco, compreso il famigerato “macari”. Non si può fare a meno di lodare la scrittura di Artibani capace di rendere così vivo il commissario Topalbano e tutti i suoi collaboratori: lui sanguigno  e con il caratteraccio che contraddistingue la sua controparte letteraria, ma sempre onesto fino al midollo e tenace nel conseguire i suoi obiettivi, tanto che anche nel fumetto viene reso molto bene il rapporto complicato del commissario con i superiori (può tenere all’oscuro i suoi capi a proposito di un’importante lettera, ma lo fa sempre e solo per il bene dell’indagine, anche se questo lo costringe ad usare talvolta mezzi non ufficiali – il che naturalmente è anche un grande classico del poliziesco  ;) )  E la riproposizione mai forzata delle trovate comiche e dei tormentoni, quelli di Montalbano stesso ma anche di catarella o la mania di fazio di annotarsi di tutto e di più sulle sue quintalate di pizzini Sorridente Come dice Cammilleri nell'nterviosta  che  trovate  sul settimanale  ancora   in edicola , la contrapposizione, anzi, l’unione  di due personaggi dal carattere così forte è eccezionale e fa la fortuna della storia, che rimane veramente memorabile. I disegni e colori superlativi, con vignette di una bellezza formale incredibile, dove ogni minimo oggetto è sistemato al posto giusto nella composizione generale degli ambienti perfettamente evocativi, fanno davvero rivivere mentalmente gli appostamenti notturni nel paesaggio siciliano, o le mangiate silenziose al ristorante, narrate nei libri di Camilleri. Una grande storia che soprattutto, a mio modo di vedere, ha e avrà il merito di riuscire a entusiasmare anche chi non ha letto i romanzi e, anzi, credo proprio che l’interesse e la passione con cui è stata creata potrà portare anche nuovi lettori a Camilleri, ma quel che conta è che fa la sua splendida figura qui su Topolino
Lo terrò conservato per lasciarlo ai nipotini. confermo quanto già detto precedentemente

08/04/13

quando i fumetti incontrano la letteratura " topo albano " ( Topolino n° 2994 -6 al n 3000 )



Ultimamente il settimanale topolino , forse perchè nella botte vecchia c'è il vino buono , dimostra che quando c'è talento anche una storia "commissionata" può diventare un capolavoro, perché di questo si tratta: "Topino e la promessa del gatto" di Artibani e Cavazzano è ( anche se io preferisco aspettare e leggerla prima di dare un giudizio globale ) << un gioiello come da anni non se ne leggevano. Letteratura e televisione al servizio del fumetto, Francesco coadiuvato dal' Autore Camilleri confeziona una storia che passerà alla storia per trama, azione e elementi di attualità per niente edulcorati. >>secondo l'anteprima di http://www.papersera.net/papersera/edicola.php . Dalle foto prese dalla bacheca di facebook di Francesco Artibani . Il giallo è di quelli con la G maiuscola; durante una vacanza in Sicilia il nostro eroe avrà a che fare con la malavita locale (sì, avete capito bene, si parla di mafia su Topolino, in modo neanche troppo celato) e con il commissario Topalbano farà conoscere al lettore questa realtà, senza edulcorare niente, ci saranno strozzini, rapitori e pentiti, insomma la mafia . La forza della trama, oltre alla solidità, è, sempre secondo il paper sera , la scelta vincente di utilizzare proprio Topalbano e non farlo impersonificare a Topolino; quest'ultimo partecipa alle indagini, non le conduce; caratterizzato alla perfezione riesce nel suo scopo senza oscurare neppure per un attimo un Topalbano delizioso, con un carattere burbero, ma dolce e acuto. I personaggi secondari appena accennati sono perfetti, non c'è una vignetta fuori posto o un dialogo forzato, anche l'utilizzo dell'incomprensibile dialetto siciliano è inserito in modo divertente e piacevole. Se non bastasse tutto questo a invogliare la lettura va aggiunto che alle matite c'è un ispiratissimo Cavazzano ( uno dei più , a mio giudizio disegnatori della disney  come testimoniano i disegni sotto riportati   presi   dalla stesa  fonte   ) 





e  qui  uno colorato



 che riesce ad unire le vignette come i fotogrammi di un film, così da rendere la storia animata e sembra quasi di sentire le voci che danno vita ai dialoghi e il profumo della pasta con le sarde quando Topolino e Topalbano sono al ristorante. Credo , conoscendo Francesco , che chi ha letto i libri o visto i telefilm apprezzerà tantissimo, ma il miracolo sarà per chi non si era mai avvicinato al http://snipurl.com/26q0kmd .
Commissario Montalbano, lo invaderà e sarà quella che porterà a leggersi tutti i suoi libri. Io , come ho già  detto nella   discussione  sotto  non vedo l'ora . di leggerla , in quanto le sue storie su topolino vanno oltre il classico stereotipo topolino = perfezione assoluta  vedere qui
La   cattiva  notizia   ( ma  pazienza   le  cose  brevi  e  non ripetute  molte  volte   sono    quelle   che    ti  rimangono di più  dentro    , come    plasir  d'amour  vecchia  romanza  francese  imparata    alle superiori    e  che   canticchio  mentre  scrivo    è  come  potete  leggere sotto    dalla  discussione  avuta   sula  bacheca  di facebook  di  Artibani  una discussione avuta  su facebook  con lo stesso  Artibani 


Giuseppe Scano non vedo l'ora . di leggerla , in quanto le sue storie su topolino vanno oltre il classico stereotipo topolino=perfezione assoluto vedere qui http://snipurl.com/26q0kmd . da questo vignetta sembra promettere bene . speriamo che sia anticipatrice di un ritorno di topo Albano
3 aprile alle ore 21.19 · Mi piace · Rimuovi anteprima


                                                                                                                                              
Non penso che il commissario Topalbano tornerà
3 aprile alle ore 22.10 · Mi piace
Noooo... pensavo fosse perfetto per una "saga" topolinesca alla Tops Stories, per capirci, che si prende una pausa di diversi mesi, come fa lo stesso Montalbano, e poi torna in pompa magna...
3 aprile alle ore 22.20 · Modificato · Mi piace


Giuseppe Scano @Roberto Fabbricatore secondo me da quelle vignette lo è . il fatto è che francesco pur essendo bravissimo non mi sembra per storie seriali .
3 aprile alle ore 22.22 · Modificato · Mi piace



Francesco Artibani  La questione di Topalbano per conto mio è questa: Andrea Camilleri ha collaborato all'iniziativa senza chiedere un centesimo e per questa ragione non è pensabile di utilizzare il personaggio ispirato al suo commissario per una produzione seriale. La Disney potrebbe certamente trovare un accordo economico in questo senso ma lo spirito di questa operazione è diverso. Questa storia deve restare un episodio unico; ci sarebbero le premesse per un'eventuale seconda avventura ma preferirei che la parola "fine" a pagina 40 venisse presa sul serio. Per me è stata un'esperienza straordinaria e replicarla vanificherebbe un po' tutto…
3 aprile alle ore 22.50 · Mi piace · 4


Roberto Fabbricatore Capito, comprensibilissimo...
3 aprile alle ore 22.51 · Mi piace · 1


22/07/12

diario da il faber omaggio di tempio pausania a fabrizio de andrè 17-21 luglio 2012

N.B 
per  le altre  foto  e  video   ecco 
A) il mio  account  di flickr http://www.flickr.com/photos/redbeppe  oppure direttamente  al set  faber  2012 B) il  mio canale  di youtube    http://www.youtube.com/user/redbeppe/videos



 non  in concorso  per  evitare   conflitti d'interesse  dato ch'è la libreria 
 di max88\ cartaa dannata che   ha  organizzato il faber
Dopo 5 giorni  di  immersione totale  in  fabbrizio  con  vetrine  a tema  de  andreiano  ( vedere  fotto  sotto  e  su  flickr )   ,  canzoni di  de andre  da  gli altoparlanti    per   le  vie  ,  rassegna  di  cinema  ,  letteratura  , arti  e musica   ,  ecco a  voi  un diario  della manifestazione  il faber  omaggio della  città  a Fabrizio de  Andrè tenuto  a  tempio pausania 17-il  21 luglio  2012  . Ecco  gli eventi    dellle  5  giornate  : 1) 17 -18-19  chiostro  degli scolopi   II edizione  del il   festival di cortometraggi "In direzione ostinata e contraria"., 2)  20 luglio    teatro  del carmine   VII edizione   del concorso letterario  una  storia  sbagliata
3) 21 luglio  I edizione  del    premio  di pittura estemporanea   una goccia di splendore  1  e  
premiazione    dei vincitori   del premio di pittura  e   del concorso  migliore  vetrina  faberiana   e  concerto finale con la  band  i Maltesi






Ma   andiamo con ordine  partendo dal primo evento del faber  2012








                             II  edizione  in direzione ostinata  e contraria  .


dalla loro pagina di facebook 
Dopo una prima edizione   nata  quasi in sordina  , quest’anno il festival  dei corti  ideato da  Carlo fenu  e dalla sua associazione  hobosfactory.com.  s’è migliorato   dotandosi  di  : 1) un sito internet e  pagina facebook .,  2   )  ed estendendosi  , ottima scelta   in maniera. da  non fossilizzarsi  diventando   itinerante ( vedere sito  e pagina  facebbok )  ed aprendosi ulteriormente allearti  non solo a cinema  . Infatti : << Il Gallura Tour Festival nasce dal desiderio di favorire l’incontro e lo scambio culturale e artistico.Tale scambio avviene attraverso il coinvolgimento dei vari comuni del territorio gallurese con l’intento di organizzare eventi autonomi ma correlati, che permettano di esprimere un’offerta variegata e itinerante.Con l’unione di associazioni ed enti ci poniamo l’obiettivo di generare un circuito che nasce dal basso e valorizzi maggiormente la parte interna della Gallura.(…)  Il Festival 
Il GTF si propone come il primo festival itinerante in Sardegna. A differenza degli altri festival dell’isola, che si concentrano prevalentemente nelle zone costiere o nei grandi centri abitati, il GTF nasce dall’esigenza di mettere in risalto le bellezze paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche della Gallura.L'immagine, il cinema e la letteratura diventano il filo conduttore per esplorare e fare apprezzare una terra ricca di cultura e di memoria, ancora profondamente legata ai valori tradizionali, ma che sa accettare e cogliere le sfide della modernità. Il GTF rappresenta uno spunto per vivere e promuovere in modo nuovo un territorio ancora troppo poco conosciuto dal grande circuito turistico della Sardegna.>> . Infatti   ci si limita  solo toccate  e fughe   per le  sagre   e quando  nelle spiagge  c’è troppo vento  o mare  troppo agitato  .  Quest’’anno l’iniziativa  è imperniata su tre progetti:

Autoridinote (Luogosanto) - il 14/07/2012 con ospite  Beppe Sevegnini 
In direzione ostinata e contraria Festival di cinema (Tempio Pausania) - dal 17 al 19/07/2012
Visioni Panoramiche WorkShop di Cinema e Fotografia (Trinità d’Agultu) - dal 21 al 28/07/2012

Ottima  la rassegna   di quest’anno  . Tutto  sommato Ottimi i corti finalisti scelti dalla Giuria ed ottima idea di proiettare nella giornata conclusiva venti sigarette da Nassyria ddiretto da Aureliano Amadei, tratto dal romanzo Venti sigarette a Nassirya scritto dallo stesso Amadei con Francesco Trento. Il film narra la vicenda autobiografica dello scrittore-regista, coinvolto nell'attentato del 12 novembre 2003 contro la base militare italiana di Nasiriyya.un ottimo  film ma ignorato  e passato  quasi sotto silenzio dai media nazionali per  il modo  scomodo   non retorico  e d indigesto in cui descrive  gli eventnell’ultima serata dove il presidente di giuria Alessandro Stellito proclamerà il corto vincitore. Il vincitore  è stato La Visita - di Marco Bolla  


un film     bello  , ma  non uno dei più belli   secondo me  ) che  ha  visto  la  toccante  partecipazione Erika Blanc   . Unica  pecca , ma  non è poi  cosi negativo perchè  il festival e sempre  pieno di vita e  in word  progress , pronto  alle  innovazioni ,  e la mancanza  di una giuria popolare   almeno  per premiare   anche  un film  che non sia  solo  quello  scelto  dalla  giuria    degli organizzatori  . infatti quando l'ho proposto l'idea per  il festival dell'anno prossimo  lui mi ha  risposto  : << ci stavo pensando  >>   se  ci fosse stata  la giuria  popolare   sarebbe stato un testa  a testa  fra questi  3  film   :  Zenit 70 - di Giuseppe Giusto  ., Damiano - di Giovanni Virgilio ., Luminaris - di Juan Pablo Zaramella . 



                            VII  del premio letterario faberiano  " una storia  sbagliata  


L'iniziativa   partita  come collaterale  e poi diventata  parte integrante del festival  faberiano organizzata    dalla libreria    max88  e  dall'associazione  (  a cui quest'anno   è toccato  ,  dopo le  gestiioni    : dell'associazione  800  e  poi quella  di     Sandro fresi  )   carta  Dannata      del faber  più longeva  . Infatti   fu nel lontano  2006  che  si decise  che  :<<  Le storie sbagliate si possono, per somma disavventura, vivere, ma, per buona sorte, anche raccontare. È quello che, insieme ad una lungimirante libreria (Libreria Max 88), chiedono di fare due associazioni culturali di Tempio Pausania, «Carta Dannata» e «Iskeliu».
Una triade a cui si deve l’ideazione del concorso letterario “Una storia sbagliata”. Il primo ad essere stato indetto in memoria di Fabrizio De André nella città della Gallura, che il grande artista genovese scelse per vivere, trasformandola quasi in una seconda Genova.(....) >> da  http://www.girodivite.it/Una-storia-sbagliata-Un-premio.html  
Il concorso nasce e si  sviluppa   nel rispetto del puro spirito deandreiano, quello che, per intendersi, fondeva l’esercizio con il piacere dell’arte, il quale viene felicemente riassunto nel titolo scelto dagli organizzatori, “Una storia sbagliata”.Un concorso   che  unisce  musica   e lettura   delle opere .
Quest'anno il presidente dela  giuria era  lo sceneggiatore e scrittore  Francesco Trento (  trovate  una sua lettura    del 2  classificato  ) 




 e  le musiche  sono  state  di  Sandro Fresi e del suo gruppo Iskeliu  con la  cantante maria  luisa  nota  mary (  chi mi segue   fin dall'esordio in rete  , avrà visto  , purtroppo cancellati causa  errore con il mouse  del sottoscritto , dei video  di  un suo precedente  concerto  solista    sul mio youtube ) 









                 I Mostra  di pittura all'aria  aperta  Una goccia  di splendore .

Esso    su  è tenuto  in  viale  funtenuova       la mattina   è il pomeriggio  di sabato  fino  alle 19   quando la  giuria  composta  da  : Simone Sanna organizzatore  ,  Leonardo  Boscani ( presidente  )  e  membri Paola  scano , Daniele Carbini ,  Dario Maiore .




Una bella  giornata  en plein  air  . Niente  d'eccessivamente  retorico ed  iconoclastico  tipico , ovviamente  senza  generalizzare  , manifestazioni  alla memoria   dele star e  degli artisti  passati a  miglior  vita  e di  cui  non è immune lo stesso fabbrizio de  anxrè  , ma  libero  ( alcun  con  libri de  andreiani   come  fonte  d'ispirazione  )  altri  senza   libero sfogo   alla fantasia  de  andreiana  .  Tale  iniziativa  è stata , un successo  innaspettato per  essere  la prima  volta che  s'organizzava ,   che  ha  sopreso  visto   il numero   notevole  (   ben 14 persone  ) . Una  giuria  scrupolosa  , attenta , professionale  visto che  chiedeva  agli artisti :   di  dare un titolo ,   di descrivere  la tecnica   e spiegarne  il significato .






                                          concerto dei Maltesi 








Dopo  aver passato l'intera giornata  ( salvo  una piccola  pausa  pranzo con i miei  , e  un  cazzeggio pomeridiano fino alle  16 )  alle  20  sperando di riuscire  cosa  che non sono riuscito ad'intervistare e chiaccherare   anche  con gli altri del gruppo visto che dario e francesco  li conosco già su facebook  , ma pazienza   ho assistito  alle  prove . Esse hanno confermato  , sia  il giudizi degli utenti del loro  sito  ( http://maltesi.jimdo.com/  ) . Mi fanno pensare  <<  già d'adesso  si vede  la loro  goccia di splendore  >>  , cosa  poi  confermata  sia  dagli  applausi   sia   dai bis  e dalla  battuta   dal  cantante del gruppo   (  foto a destra  )  stesso che  dice   sulla  sua  pagina  di fb  <<  Quando le canzoni che canti vengono inframmezzate da due/tre scroscianti applausi... Capisci che sei molto, molto fortunato. >> ,  dell'ottimo concerto a cui assisterò   da li a  breve   dopo  la consegna  dei premi    dei concorsi (  vetrina più bella    al  centro   la  2   classificata , e quadri  più belli  )  




  negozio cittadino  dell'artigianato passella 




da  http://www.h8ita.net/forum/viewtopic.php?t=826 
con lettura  delle motivazioni   .  Avevo appena  finito  di scrivere   il resoconto della giornata  e stavo per  scrivere   le prime righe  del concerto   , quandola mia penna  smette  di scrivere  , ecco  che vado  al bar  Museum  , uno dei tre  sulla piazza    (  noto anche  ai tempiesi come  Bar  di Faber  perchè era frequentato  oltre ad essere  amico   del proprietario ,  dallo stesso Fabrizio  Ded  andrè , ma  soprattutto perchè  per  la   c'è  esposta  una chitarra autentica     di Fabrizio ,  per la cronaca e' l'unica chitarra di de andre' donata dallo stesso de andre' per atto notarile a mario rosati che concede la sua esposizione da tore  )   e chiedo  e mi faccio prestare una penna  che poi la restituisco a fine concerto  , prendendomi lo sfotto  : <<  3   € per  il noleggio    grazie  >>  .








Pubblico in delirio  d'applausi  fin dalle prime canzoni  , e  poi via  via  crescendo   durante il concerto tanto  da  far  dire  al cantante  <<  basta  non vorremo abusare della  vostra  ospitalità   >>  . Ad  alcuni amici   sono  si musicalmente  piaciuti  ma    non gli è piaciuto l'atteggiamento   del cantante  che sembrava  scimmiottare  ed  imitare  a tutti i costi  faber  nel parlare  e nel  timbro di voce   e  nel stare  seduto   con la   gamba  accavallata  sull'altra  .  Cosa   che  a me  è sembrata  , vista la modestia  e  la timdezza   da  quelle poche  parole  che sono riuscito a scambiare  , naturale  spontaneo .  Un concerto bello ed  intenso  .Infatti  nonostante il forte vento  (  fortunatamente  non ha  piovuto  )  di maestrale   ci siamo scaldati     con le lor  reinterpretazioni  bellissime  . Magistrale, spontaneo  il loro omaggio alla  sardegna   con le stupende  versioni di Desamistade e in i monti di Mola  (  un altro po' e riuscivano a parlare  senza  errori di pronuncia  )  ., toccantre   e maliconica  la loro versione di hotel supramonte Toccante  la  versione de il  pescatore,'andrea  ma  soprattutto  di un giudice   e  del gorilla  con un pubblico  che  cantava   con loro  . Fra  le algtre  canzoni stupende   che dimostrano l'affiatamento  del gruppo  sono  : attenti al gorilla  , la  città vecchia  (  la versione censura   )  , via  del  campo , il pescatore  , ma  soprattutto :1)   sul fiume di sabbia creek   mi  è piaciuta  l'introduzione perchè dimostra   come  tale  gruppo  si sia informato   sulla storia  e la  cultura  e l'identità dei  sardi  peccato a  non averla registrata  , ma mi sembrava un po'  egoistico   qualora un giorno vorrano registrarsi  alla Siae  ., 2)    quello che non ho non tanto  per  la  ineccepibile  reinterpretazione , ma  per  l'introduzione   in cui si  condanna l'uso e  quindi  il  conseguente  snaturamento    che le  sigle di effimere di spot   e\o discutibili trasmissioni   televisive  fanno  di   di canzoni nate per  contestare   . Unico  peccato , ma non  importa  ,  non potevano venderlo  perchè non sono registrati alla mafia  Siae ,  era poter prendere il cd per  farmelo autografare  . Un sentito  grazie  a Marco Serra  direttore  artistico  del concerto  per  aver  portato  i Maltesi 



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