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19/05/08

ferite che si riaprono ( dalla mia smemo 2008 )

IL passato -- spesso--  è un luogo doloroso  popolato da speranze deluse,amori  mancati  , due di  picche  non veritieri  o cioè forzati  e non spontanei,ideali traditi  e sogni infranti  che si vorrebbero seppellire per  sempre o portare con se  o  gettare  via . Ma  a volte per  risvegliare quei demoni basta  una cartolina, arivata  chi sa  se per  colpa dele poste iItaliane Usa  di  una  ex Cdv   ( Samantha Cea  )  in viaggio di nozze negli Usa dopo  3  anni ( non sto esagerando   anche  lei   era rimasta costernata    tanto da rispondermi via a email  : <<(...)  spedita 3 anni fa ora è arrivata? oddiooooo  >> )      .
Mi sa  tanto  che  dovrei  rileggere  Pascoli  come suggerisce  questo bellissimo articolo   di Daniela Tuscano  sulla  rivista telematica   mentecritica  del  31 dicembre  2007 oltre  a  ricomprarmi --  visto che 
il cd ascoltato  in  versione pirata   Omaggio alle occasioni perdute  di Bollani  è una registrazione  mal riuscita  ---  i   dal  6 giugno in edicola con il settimanale  L'Espresso  per il momento  mi ascolto   questo pezzo di






Ennio Morricone conducts The Mission (Arena di Verona)

21/03/08

Senza titolo 350

Dopo  questo  post  in cui citavo Aldous Huxley e la  sua  opera  principale " Le porte della percezione (The Doors of Perception ) del 1954 , mi sono arrivate  email  in cui  mi  sidice  : <<  che invito i  giovanio all'usop dele droghe  , che alimento la  cultura dello sballo , ecc  >>. Ora   la  risposta  a queste  domande  è contenuta  nelle  faq  ( trovate  gli url nel mio profilo    )  e quindi  l'email  che  ricevo in merito vengono cestinate . Ma a  stavolta  nonnriesco  a passare  oltre queste accuse  \  critiche  aprioristiche   e  decontestualizzate  o peggio ancora  da  gente  che  magari  ha  trovato  questo post  cercando i Doors o   l'opera  di A.h e non ha letto prima di chiedermi oo peggio lanciarmi tali  accuse    le  FAQ   del nostro blog  . Ma  sia per  questi  che non meriterebbero   che l'indifferenza  dantesca  : << Non ragioniam di lor, ma guarda e passa. ( Inferno Canto.III verso.51)  >> quest'argomento sia  per chi  non ha  compreso le  faq  sia per chi non le ha e non le legge )  ma  voglio chiarire una  volta   per tutte  quest'argomento in maniera  da non  da non dovervci  tornare  più sopra .

Ecco la mia  risposta
Le porte  della percezione  si possono raggiungere   anche   senza  l'uso di droghe , ma   con  la mente   e  forme   di eremitaggio  e meditazione e di auto analisi  .Ma  a volte  quando uan cosa  non la  si capisce  dopo essersi sforzati a lungo  è  meglio : o  capirla  con ritardo  \  in seguito  oppure rassegnarsi  piuttosto che capirla (  o  continuare  se   nel  caso  se  n'è  già fatto uso  chi non l'ha fatto nella  sua  vita   scagli  la prima pietra  )  con l'uso di droghe ( sintetiche  o  artificiali )  o alcool    facendosi   solo del male  o arrivando alla  morte  . In quanto  tali metodi  diventano un modo pericoloso ed  effimero  d'evadere ,  oltre  che essere spesso  più   conformista  del conformismo chesi vuole  combattere  o evadere   , dalle  brutture che  ci circondano  .

con questo è tutto alla prossima polemica






17/10/07

crisi d'identita'

E' scioccante scoprire   chi si è  .... ma  è  impossibile spiegarlo  ....la realtà va interpretata a proprio uso e  consumo  . Ma prima bisogna scoprire  cosa s'intende per realtà  .

31/08/07

riflessioni notturne [ dopo il lungo inverno ]



Artista: Modena City Ramblers
Album: Dopo Il Lungo Inverno


(Prologo)

Dopo il lungo inverno la terra rinasce
il sole scalda il grande albero
Scaccia gli spettri e il gelo alle radici
è calore, è risveglio, è un giorno di primavera...




Decido ,per riuscire a leggere senza sbadigliare e addormentarmi il  ( per fortuna era l'ultimo dei tre atti  ) del “ mattone “ rose caduche  opera teatrale di Giovanni Verga , di mettere in sottofondo il cd joy di Giovanni Allevi , cd che avevo comprato ( ma che poi mi sono tenuto visto che l'aveva gia masterizzato ) per  quella ragazza  a cui quest'anno  avevo regalato  quello  che  io m chiamo ironicamente  la Valentina " ovvero un regalinioo \ pensierino per san valentino
IL cd era intenso , bellissimo , tanto che rapito da una musica soave sono riuscito a leggere senza sonnecchiare una cosa cosi soporifera . Mi è piaciuto cosi tanto che una volta finito , l'ho rimesso dall'inizio e mi sono -- a volte lo faccio per distendermi e cercare di bloccare i miei pensieri --- sdraiato per terra sul tappetto con le braccia incrociate dietro al nuca ed in silenzio con il disco in sottofondo ho viaggiato con i pensieri .


Ed ripetendo fra me e me l'introduzione del cd  d'Allevi : << Vedo la città da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un'ambulanza. Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che devo stare calmo perché il Policlinico è vicino. Forse per l'eccessiva gioia, la grande emozione o la tensione accumulata, proprio oggi, di rientro dal tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede sotto casa. Si parla di un attacco di panico, o di una cardiopatia, e per la mia mente paurosa è possibile che non sopravviva ai prossimi 10 minuti Ripenso a quanto è bello il cielo, il traffico, la quotidianità o l'essere semplicemente vivi.Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto, quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura...Se dovessi uscire di qui, canterà con la Musica la gioia di vivere, ogni momento bello o brutto, qualunque sarà la mia condizione. JOY >> ho pensato al mio passato ed ho ripreso il pensiero notturno avvenuto la sera prima interrotto dalla pioggia e messo per iscritto sul mio archivio cartaceo tornato da una passeggiata solitaria in quanto i miei amici erano tutti impegnanti : chi doveva andare al letto presto perché per il lavoro che fa in fabbrica , chi doveva suonare fuori tempio, chi voleva rimanere solo con la fidanzata  ,o era  a cena  con i genitori  e i suoceri  visto  l'imminente matrimonio  . Ma  soprprattutto mperchè mspesso nella solitudine   si riflette   e  sui riorganizzano meglio  i propri pensieri   e  si  entre  , come  dice  De andrèin " Elogio dela solitudine  "  ( uno dei discorsi  contenutio  nell'albume  distribuito  e prodotto dfala rivista " e  avevamo gli occhi troppo belli " ) si entra  meglio in contatto con il circostante . Qui per  scaricarvi   tutto l'inttero album  ( ovviamente   a pagamento )  qui gratuitamente   il brano in questione   (  altri due \ tre discorsi su otto )
Ecco il mo ragionamento
Sono seduto sotto un albero del viale in fondo di solito affollato -- di anziani, coppiette di fumatori minorenni o fumatori d'erba --- ma stranamente forse perché sono le 23.00 di un sabato sera estivo in cui i giovani vanno fuori paese a ballare o a fare spiaggiate prima che rincominci l'autunno . Lontano dallo struscio , dal vociare , del viale principale e dal rumore dei cellulari che squillano per i messaggi o le chiamate , quando esso è affollato , con le gambe incrociate con sottofondo macchine e motori che passano sotto il viale e in lontananza la musica dei bar e dei locali e il chiacchiericcio della gente che si ferma alla fontana o alle gradinate del movimento ai caduti e che ritorno indietro per farsi un'altra vasca . Penso al film della mia vita , a come ho trattato certe persone usando il metodo , poi abbandonato per aderire alla non violenza , di occhio per occhio dente per dente ., alla sfiga di essere da 10 anni senza ragazza , di ottenere due di picche a nastro , ed ad altri problemi di cui per il momento non mi sento di   parlarvi .
Penso di Buttarmi dal muraglione ma poi penso sia al dispiacere che darò a chi realmente ( sia nella vita reale in internet fra cui alcuni\e di voi ) mi vuole bene e al rimorso che lascerai nei miei familiari . Osservo le luci della città e mi viene in mente una delle mie canzoni preferite ( una delle poche che trattino la tematica dell'amore e  secondo me  anche dell'amicizia senza essere melense  qui un ottima recensione )

“Farewell”  di Francesco Guccini  da  parnassius  Guccini



E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent' anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.
Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos' era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.
Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.
Era facile vivere allora ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell' epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava d' avere trovato la chiave segreta del mondo.
Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d' avere un domani e stare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo come il diamante
e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa.
"The triangle tingles and the trumpet plays slow"...
Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d' estate
con qualcosa di fragile come le storie passate:
forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...




Poi ha iniziato a piovigginare , ma tanto avevo già abbandonato tale proposito , perche  mi sono accorto   che era  solo una parte di me   che  ancora   riemergere dall'oscuro meandro del  passato  .

Infatti mentre tornavo a casa mi sono ritornate in mente come afferma il n104 di dylan dog ( qui la trama  foto  a destra ). e la vita ( opera d'arte come la chiamo io ) è fatta anche di emozioni , sensazioni , profumi . Ma soprattutto , mi perdonino tutti coloro che odiano ci abbonda nelle citazioni o parla  con  slogan  e  frasi fatte , ma a volte sono le stesse sensazioni che provo io ,  : << (...)  già per tutta la strada m'ero fatto forza , per non confessare a me stesso il grottesco di quello che faccio : e ora questa sensazione mi si scatena come una bufera distruggendo tutto ciò che per mesi e mesi [ anni ] la mia fantasia allucinata aveva costruito >> ( salvatore satta in la veranda ).
Quindi dedico , non potendo farlo personalemnte , in maniera  da  rimuovere  \  gettare  via , questi sensi di colpa  che  ormai  non mi sono più utili e appesantiscono solo il mio viaggio e  strappare  dalla  pagina   del  libro che è la vita  . Dedico questo post a tutti\e coloro che su offeso, insultato , calunniato e colpito nel mucchio , tormentato  con la mia invadenza  petulante
In particolare :  Ch.CL ( qui le sue foto e i suoi blog 1 2 ne trovate  una  a  sinsitra )., S.p ( non so se è il suo vero nome o un suo pseudonimo\ nikname ),M.r.D (  qui  i suoi  scritti ), IL.D conosciuti suilla  ex rivista trimestrale Sbs ( ora  solo  online )  smemoranda , a Xfile e  Ronnie1969 ( non ho mai saputo il vero nome )  della ex chat il muro dei tifosi di www.inter.it  , Federica Struglia  , candle in the wind! di  splinder  ( trovate  qualcosa nell'archivio del mio blog ) .


Concludo con queste parole : << Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi >> Esse sono secondo la sezione  wikquote di wikipedia  dedicata  a Cesare Pavese le Parole d'addio riportate sul frontespizio di una copia dei Dialoghi con Leucò dell'autore  , ritrovata accanto al suo corpo senza vita


Il 27 agosto 1950, Pavese si suicidò con una dose eccessiva di barbiturici in una camera al terzo piano dell'Hotel Roma in piazza Carlo Felice, a Torino.



Artista: Modena City Ramblers
Album: Dopo Il Lungo Inverno


  (Epilogo)


Ci sono storie e passioni e fuoco
e una grande aia per il raccolto
C'è il raccolto di un'altra semina prima della notte
e prima del prossimo inverno



27/06/07

Che imbranati quelli della C.I.A.!

Alzi la mano chi alla parola, anzi alla sigla, C.I.A. non visualizza immediatamente marcantoni agilissimi in abito scuro e auricolare, capaci di intercettare, subodorare, individuare, capire prima di tutti e meglio di tutti l’ennesima minaccia alla sicurezza nazionale del loro paese. Film come SPY GAME (con due agenti della C.I.A. del calibro di Robert Redford e Brad Pitt), serie televisive come ALIAS (con un’agente praticamente miracolosa come Jennifer Gardner) ci hanno dato un’immagine delle spie della C.I.A. assolutamente romantica, eroica, superiore alle capacità del comune essere umano. Entrano in un bar affollato e immediatamente, con una sola ampia occhiata individuano il nemico, lo isolano, lo rendono inoffensivo. Il cinema americano dal dopoguerra in poi ha svolto un’attività di propaganda a livello mondiale che si può riassumere in una sola, romanissima frase: “L’Americani so’ forti!”.





L’abbiamo pensato tutti, alcuni continueranno a pensarlo per sempre. Ma certo l’apertura degli archivi della Central Intelligence (?) Agency ha dato una bella botta all’immagine dell’elefante canaglia come veniva amorevolmente indicata l’agenzia per eccellenza. E da quello che esce dai colloqui tra il direttore Colby e il presidente Ford è si un elefante, ma imbranato come pochi. Scopriamo così che grosso modo dal 1950 al 1975 la C.I.A. ha infiltrato organizzazioni, prodotto documenti falsi, tenuto sotto controllo i telefoni e la posta di diecimila americani ritenuti oppositori politici (tra cui Jane Fonda!), spiato se stessa nella paranoia (pare non del tutto ingiustificata) di essere essa stessa infiltrata da infiltrati degli infiltrati di tutti i principali servizi segreti mondiali. Un pasticcio degno di film come UNA PALLOTTOLA SPEZZATA, altro che SPY GAME. E giù con sequestri di persona ingiustificati, con giornalisti pedinati (i giornalisti, tipo Victor Marchetti, sembravano sempre saperne più, sull’Agenzia, dell’Agenzia stessa), spionaggio interno, test con sostanze psicotrope ai danni di cittadini ignari (della serie X-files non si è inventato niente). Per non parlare dell’accurata pianificazione (e mancata realizzazione perché non sono stati capaci) di assassini di stato ai danni di quei capi politici (per lo più dittatori, ma fidatevi, non era questo il motivo della loro condanna a morte) come Fidel Castro (tentativo nel quale sarebbe stato coinvolto anche Bob Kennedy, però quelli che hanno pianificato il suo, di assassinio, erano più organizzati), Patrice Lumumba (ucciso nel 1971, ma pare che la C.I.A. non se ne possa prendere il merito), Rafael Trujillo (anche lui ucciso nel 1961, ma anche qui l’agenzia pare c’entri solo di straforo), per non parlare del ventilato complotto ai danni di Saddam Hussein che George Bush padre avrebbe chiesto (e non ottenuto) dopo la mezza vittoria contro l’Iraq nella Prima Guerra del Golfo.



Dai documenti resi pubblici risulta che Henry Kissinger (premio Nobel per la Pace, non dimentichiamolo) era molto preoccupato nel 1975 di dover rendere conto al Congresso dei soldi con i quali l’Agenzia stava innaffiando le nazioni giudicate a rischio, tipo l’Italia perché i successi elettorali del PCI angosciavano Washington. E la genialata di Kissinger qual è, sempre da quello che riportano i documenti? Accusare i membri del Congresso troppo curiosi di mettere la rischio la sicurezza nazionale americana (la stessa motivazione con cui Bush respinge oggi tutte le domande sull’Iraq). E il direttore della Cia, nel lontano 1975, ebbe l’onestà intellettuale di rispondere che: “facciamo troppo poco per poter davvero giustificarci con la sicurezza nazionale… non riusciamo neanche a portare a termine i complotti per assassinare i leader sgraditi (in codice operazioni bagnate)… se viene fuori quanto poco riusciamo a fare, rischiamo di fare la figura dei bigné alla crema…” Intellettualmente onesto, il direttore Colby, e anche poetico. Noi, in Italia, più che di bigné alla crema avremmo parlato di figura di m…a!






Laura

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