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02/04/17

Caro anziano, “Ti leggo un libro”: Ollolai diventa un caso nazionale. Bray: "Bravi"

da la nuova sardegna 

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Successo dell’iniziativa promossa dal Comune nelle case degli anziani. La testimonianza: «Io sono pensionato e sentire le storie mi fa riflettere»

                                  di Michela Columbu




Stefania Corona legge un libro a un'anziana di Ollolai

OLLOLAI. È l’entusiamo di un anziano raggiunto telefonicamente che fa capire l’importanza del progetto che il Comune di Ollolai ha avviato da qualche mese. “Ti leggo un libro”, un’ora di lettura alla settimana, nelle case di persone sole, o ammalate, rappresenta infatti per quella fascia di popolazione più anziana una «vera e propria coccola spirituale e mentale» come l’ha definita Stefania Corona, la giovane operatrice culturale che con grande entusiamo ha sposato il progetto, impegnandosi affinché per ciascun anziano ciò rappresentasse veramente qualcosa di valido e interessante.







Un’idea nata per rafforzare la biblioteca, non tanto la sua frequentazione nei moderni locali che la ospitano, quanto la possibilità che i 17 mila volumi presenti all’interno, fossero come animati di vita propria e raggiungessero le case in un percorso al contrario. Gli utenti di una piccola biblioteca paesana, si sa, numericamente spesso si riducono solo a quella fascia di popolazione più giovane. In questo modo invece si ribalta l’assunto, e il centro non sono più gli scaffali pieni di libri, ma le case di Maria, Giua, Michele, Anna, Salvatore ultra settantenni che, finita l’ora di lettura non vedono l’ora che arrivi il prossimo appuntamento.
Un’idea semplice che riporta con la memoria ad immagini antiche, come quelle della famiglia radunata attorno al focolare domestico a sentire i racconti degli anziani.
«È importante prima di tutto conoscere la persona a cui si va a leggere un testo – spiega Stefania Corona –. Per Giua ad esempio è stato inevitabile scegliere raccolte di racconti sulla storia sarda, adesso infatti ne stiamo leggendo uno sul banditismo». «Cos'è il banditismo se non una mala sorte?» Commenta il protagonista a margine di una chiacchierata telefonica. «È bello che questa ragazza venga a casa a leggermi queste storie, est una cosa vona. Io sono solo e faccio la vita da pensionato, e sentire le storie di questi uomini sfortunati mi fa riflettere sulla vita». «Il progetto è iniziato un po’ a rallentatore. All’inizio ho incontrato un muro di timore – racconta ancora Stefania –. Soprattutto perché non c’è questa grande cultura del libro. Con il passaparola, piano piano si è diffusa la richiesta. Ancora non abbiamo grossi numeri di anziani ma è la qualità del servizio che rende la cosa interessante. Sono soddisfatti, incuriositi. C’è molta tranquillità e una piacevolezza, anche nel ricevere la visita, del resto per loro è uno svago. Intanto cerco anche di coinvolgere l’anziano. Scegliamo il libro. Poi parliamo tanto, prendiamo spunto da quello che leggiamo e mi rendo conto che è un’ora di serenità. Considero il libro un mezzo di comunicazione, lo utilizzo per interagire con loro».Ma grande entusiasmo per l’iniziativa è arrivato anche dalla diffusione che ha avuto la notizia grazie a numerosi canali mediatici. A raccontare di questo «straordinario fenomeno» è proprio Stefania Corona. «Mi hanno contattato da tutta Italia. Sia facendomi i complimenti che chiedendomi consigli a proposito. Sono stata invitata anche a un appuntamento culturale nella penisola, un festival della Fiaba per gli anziani, e ricevo ancora numerosi messaggi sui social. Sono stupita da tanta attenzione».
 








Fiaba per gli anziani, e ricevo ancora numerosi messaggi sui social. Sono stupita da tanta attenzione».

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