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25/04/16

domande al sindaco ( leghista ) di corsico che vieta alla banda di suonare Bella ciao.

 leggi  anche  


Vorrei chiedere  al sindaco di corsico , a Matteo Salvini ed ai leghisti o  simpatizzanti  che sono tra i miei contatti o fra gli fra i contatti dei mie contatti  su  social  , se  intende per  la  ritirata ( una  dele canzoni ammesse     vedere  url  sopra  )     questa riportata qui sotto

Mi chiedo e  chiedo  loro  se La lega ha cambiato idea sull'unita italiana e sul tricolore visto che fra le canzoni proposte in particolare 33, Sventola il tricolore, la bandiera dei tre colori si parla del valore del tricolore ? oppure come al destra in doppietto vuole far dimenticare quando la bossi diceva :  <<  signora il tricolore lo metta al ... http://bit.ly/1pw1Zwn >>; e altre di Borghezio che non cito perchè ancora più volgari ed irrispettose .
 Cosa   che   aggiungo  ,  come  ddissi anni fa  quando  a  vietarla  fu uno egli ex  sindaci () sempre  di  centro destra  )   di Alghero  ,Tra l'altro bella ciao è una canzone molto poco "politica",  da non  confondere    visto l'uso strumentale  di  una detterminata  parte  politica  con politika  cioè ideologia  ha un testo innocuo è semplice, quasi un canto popolare come dimostra  sia  la  sua  storia  (  1    3 )  fatta essendo  un canto opolare   anonimo  di  diversi  rimaneggiamenti    e versioni  sia  il testo

BELLA CIAO
Stamattina mi sono alzato
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
Stamattina mi sono alzato
E ho trovato l'invasor
O partigiano portami via
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
O partigiano portami via
Che mi sento di morir
E se io muoio da partigiano
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
E se io muoio da partigiano
Tu mi devi seppellir
E seppellire lassu' in montagna
O bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao
E seppellire lassu' in montagna
Sotto l'ombra di un bel fior
pur  essendo      culturamente all'opposto e   agli antipodi   non biasimo  ed  in parte  condivido  nella sostanza  questo  commenbto un po'  revisionista   di


gigi24 minuti fa

esagerati. assurdo cercare di vietare i canti ma capisco da cosa nasce questo tentativo. è giusto festeggiare il 25 aprile ma penso che siano moltissimi gli italiani che come me preferiscono il 2 giugno e non riescono a sentire questa festa sostanzialmente per 2 motivi. Si tratta di una festa diventata di parte in quanto se ne è appropriata una parte della resistenza: vedere ogni volta le bandiere comuniste non è certo un bello spettacolo. Il secondo motivo è l'enfasi di retorica e il falso storico sui "partigiani che hanno liberato l'Italia" quando tutti sanno benissimo che il loro contributo militare è stato in realtà infinitesimo per non dire trascurabile. Detto questo aggiungo che tutti conoscono benissimo l'italiano medio pronto a salire sul carro del vincitore all'occorrenza. Pertanto massima stima e giù il cappello davanti ai Pertini, ai Nenni e ai Gramsci che si schierarono subito contro il fascismo pagandone le conseguenze, ma non posso non dire che stimo molto di più quei ragazzi che sono caduti in Russia o in Africa facendo il loro dovere anche se combattevano per una causa sbagliata piuttosto che molti dei partigiani dell'ultima ora che dopo avere indossato la camicia nera sono passati alla camicia rossa quando hanno capito che il vento era cambiato.

ripreso   dall'articolo citato in apertura post   de ilfattoquotidiano .  Concluido   questo post   rispondendo  ad  eventuali domande    ed  obbiezioni del tipo  : <<   questioni di lana  caprina   >>  che non sono  sottigliezze  perchè   alcuni  ,  compreso il sindaco   in questione  sono erroneamente  convinti   che la canzone  in questione sia  , tesi ampiamente  conroversa e  smentita da  alcuni , d'origine  sovietica   e quindi legta  all'ideologia  comunista  ,  ma  sopratutto perchè  si nega un diritto  . Ok non ti piace   continui  , da ingnorante  a  pensarla  cosi  , ma perchè proibirla  a  gli altri\e  per   giunta per legge  .

23/04/16

cosa è oggi la resistenza e perchè bisogna celebrarla o festeggiarla ?

oltre  questa riposta  data  sempre  su  fb a degli amici   che   volevano applicare  questa   slide
 Hai ragione caro Gianpaolo Paolo Scolafurru succede in tutte le rivoluzioni o rovesciamenti di dittature- )  o  la   gjuerra  civile  in spagna    deglia nni  30 del  secolo scorso  come puoi notare da quersto cartone degli anni 50\60 



Tratto dall'omonimo libro di G. Orweel , è piuttosto fedele alla storia, tranne alla fine in cui distorce un pochino gli eventi nel finale rispetto all'opera originale  che  è  più pessimista . Infatti Io Consiglio vivamente di leggere il libro ma se non   hai  nè tempo nè voglia  quantomeno di guarda questo cartone. e capirai insieme a Passi Flora che ha condiviso la stessa slide il 25 aprile 






 anche se non lo si festeggia dev'essere allo stesso tempo ricordato per gl stessi motivi che citate nella slide sopra contro cui bisogna rincominciare a lottare perchè esse sono più subdole e peggiori di quelle della prima metà del secolo scorso . Ecco perchè ora e sempre resistenza  ed              ecco  il  punto  da  cui  ripartire

Grazie  all'amica   Tina  Galante che  mi segue    dagli esordi del blog  ed  ora  su  fb    da  cui ho condiviso   dal suo  fb  la foto di Treccani.it

"Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. [...] Oggi ci vogliono due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!" (Sandro Pertini, discorso del 31 dicembre 1983)

31/01/14

L'UOMO PIÙ VELOCE DI ROMA IL CAMPIONE PARTIGIANO la storia di Manlio Gelsomini ( 1907-1944 )


 musica  consigliata  sonata per pianoforte Die Sonate vom guten Menschen   di Bethoveen 





L'UOMO PIÙ VELOCE DI ROMA





Un libro di Valerio Piccioni racconta la tragica storia di un medico, campione sportivo e simbolo littorio che decise di aderire alla Resistenza Finì torturato in via Tasso e fu ucciso alle Ardeatine.
Tutto vestito di bianco correva, volava. Undici secondi netti sui cento metri. Era il più veloce di Roma. Lo vedevano allenarsi ogni giorno sulla pista della Farnesina, scatti, allunghi, ripetute e poi ancora scatti. La
tessera del partito fascista l'aveva presa nel '21, a quattordici anni. Poi quel ragazzo diventò un uomo, poi ancora un altro uomo, alla fine un uomo morto. Tradito da una spia, un collaborazionista delle Ss. Chi gli stava accanto non lo chiamava più con il suo nome, solo con quello di battaglia: Fiamma, comandante Ruggero Fiamma.Sono quattro le lapidi che lo ricordano nella sua città. E a lui è dedicata anche una grande strada che da piazza Albania arriva in via Marmorata, al Testaccio. In pochi però conoscono la sua vita, anzi le sue tante vite.Chi era quel giovanissimo atleta che abitava a un passo dalla casa del Duce, che nel '27 ebbe l'onore di parlare davanti a Sua Eccellenza Augusto Turati - il segretario del Pnf che sostituì Farinacci dopo il delitto Matteotti - e che poi fu giustiziato il 24 marzo del 1944 alle Fosse Ardeatine? 






Chi era Manlio Gelsomini, il più veloce di Roma? Indagando fra le pieghe della sua esistenza e raccogliendone ogni piccolo e grande segno, c'è chi ha scoperto quasi tutto su un italiano che ha cambiato se stesso nel cuore della guerra. Ricordo dopo ricordo, con lo sport che in ogni pagina si confonde con la storia, è nato questo libro -Manlio Gelsomini. Campione partigiano (Edizioni Gruppo Abele, pagg. 174, euro 14,00) - firmato da Valerio Piccioni, tanti Giri d'Italia e tanti Tour de France seguiti per La Gazzetta dello Sporte un'ultima passione che l'ha portato a ricostruire «il percorso personale e politico di un giovane che, come altri della sua generazione, le circostanze e gli ideali trasformarono suo malgrado in un eroe».Dai trionfi con la maglia della Nazionale a Basilea del 1930 a una laurea in medicina, dal palcoscenico degli stadi all'arruolamento come capitano nel 79° Battaglione Camicie nere. Sembrava tutta dritta la strada di Manlio Gelsomini. Fino a quando, un giorno, qualcuno lo sospese «precauzionalmente dal grado». Non ci fu nulla di inatteso. Prima Gelsomini aveva prestato la sua opera di medico al Policlinico Umberto I, poi in un ambulatorio in piazza dell'Immacolata, a San Lorenzo. Come assistente tirocinante aveva Giorgio Piperno, un ebreo in quell'Italia dove Mussolini aveva appena fatto pubblicare «Il Manifesto della Razza».
Era già dentro un'altra vita Manlio Gelsomini.E un'altra ancora stavaper cominciare.Il suo nome, che da qualche anno non compariva più sulle cronache dei quotidiani sportivi, ora non c'era neanche nell'elenco dei medici chirurghi della Guida Monaci. Cancellato. È il 1942, il «dottor Manlio Gelsomini » non è più un fascista. «Non sono nato per una vita facile, io. Amo l'imprevisto e nell'assurdo trovo spesso la ragione filosofica del mio pensiero... Vado verso l'ignoto con la sete di voler sapere. Rischio il tutto per tutto», scrive nel suo diario custodito al Museo storico della Liberazione di Roma.Dopo l'8 settembre, il giorno dell'armistizio, è già nata la «banda Gelsomini». La prima volta si riunisce a Castel Sant'Elia, in provincia di Viterbo. Fra ipartigiani c'è anche don Domenico Antonazzi, uno dei preti della Resistenza, c'è un romagnolo - Pasini - di Cervia, c'è Maria Teresa Anselmi, la figlia di un vecchio socialista.Sabotaggi, attacchi contro colonne militari naziste, la raccolta d'informazioni da passare agli Alleati, il comandante Fiamma che spadroneggia sul monte Soratte e il professor Mario Buratti che ha il suo quartiere generale alle pendici del Cimino. Sono giorni, mesi travolgenti. E Gelsomini che corre dalle montagne a Roma e da Roma alle montagne, corre più veloce di tutti come quando scendeva in pista.Poi una cena fra l'11 e il 12 dicembre del 1943, tanti partigiani insieme, c'è Gelsomini, c'è Buratti, c'è anche Mario Pistolini, romano ma residente a Rio DeJaneiro, sedicente produttore cinematografico a Londra, ricercato a Parigi per una truffa ai danni di una ricca dama milanese, in contatto con i partigiani ma al soldo delle Ss. Di lui si fidano e lui fa cadere in trappola prima il professore poi il medico amico degli ebrei. Valerio Piccioni scava nel passato di Pistolini e svela la sua attività di doppiogiochista collegandolo ad altri personaggi - uno per esempio è Mauro De Mauro, il giornalista de L'Orafatto scomparire dalla mafia nelsettembre del 1970 a Palermo, fascista convinto nella Decima Mas del principe Junio Valerio Borghese e assolto «per insufficienza di prove» dall'accusa di collaborazionismo con i nazisti - fino a raccontare la cattura di Manlio Gelsomini il 13 gennaio 1944. È sempre quel delatore, Pistolini, che lo vende ai tedeschi.Viene rinchiuso nel carcere di via Tasso. È stremato, continua a scrivere sul suo diario: «Anche il mio fisico soffre molto. Il cibo è insufficiente e sono denutrito estanco. Ho fame, sempre fame. Non ho quasi più la facoltà di pensare». Riempie pagine dove gli stati d'animo mutano rapidamente, come i pensieri. Lì dentro affiora la sua tempra e affiorano le sue fragilità, le sue incertezze ideologiche, anche la sua paura.Da via Tasso Manlio Gelsomini uscirà soltanto settantasei giorni dopo, qualche ora prima c'era stata l'azione partigiana di via Rasella contro il Polizei-Regiment Bozen. Il 24 marzo, la furia di Berlino e la rappresaglia delle Fosse Ardeatine, 
335 civili e militari italiani massacrati. Fra loro anche il più veloce di Roma. Solo alla fine della guerra una sua foto comparirà ancora una volta su un giornale per rendergli onore. Lui sui blocchi, in posizione di partenza allo stadio dei Marmi.

Articolo di Attilio Bolzoni su Repubblica | 31 gennaio 2014


15/07/13

corsi e ricorsi della storia , ritorno delle dittature di destra o semplici rigurgiti ?

inizialmente  non avevo voglia  di scrivere  questo  post d'oggi izialmente  non avevo voglia  di scrivere  questo  post d'oggi e lasciare  solo uno sfogo  sulla mia bacheca di fb ( a cui  ho  aggiunto  dei collegamenti ipertestuali



dopo il caso della ragazza di Sassari   (  ne  parlato precedentemente  qui  sul blog  )  che scrive in un tema in classe gli ebrei son o una razza inferiore e la sua bocciatura per il 5 in condotta e denunciata perchè insulta la prof che le spiegava che le fonti erano sbagliate accusandola di essere comunista di ... che difende gli ebrei

è il caso di adesso  c'è un altro imbecille a in lombardia ( vedere news sotto ) l'ideologia malata sta ritornando dalle fogne cosa aspettiamo ad opporci e a chiedere che sia applicati il decreto scelba 1952 e quello mancino ? o i gruppi antifascisti scendano in piazza ?






Non  che  abbia cambiato  tutto  d'un tratto opinione  sul fascismo  e  neonazismo o  sia  caduto ( a volte  succede  ) fra  gli indifferenti  , ma  per  evitare di scrivere  le  solite  banalità e scendere  al loro livello Ma  poi : 1) il commento  dell'amico  \  compagno di strada   Matteo Tassinari  : << non basta, bisogna farci un pezzo qui, riferendomi al dottore >> ., 2) le  inchieste  di repubblica   destra in italia  e  in europa 

il  capitolo   4   dell'inchiesta  italiana  la   di repubblica   e in particolare   capitolo 9   che  trovate  sotto 








mi  hanno  fatto riflettere  non si tratta  solo  di ritorno   di nostalgici o delle  vecchi ideologie  , ma  di qualcosa  di più pericolo   .Infatti   la  nuova destra  o fascisti del  3 millennio pescano  fra i delusi dalla politica  tradizionale  alle paure  della  gente   verso il diverso,il signoraggio, la  globalizzazione  neoliberista  ,  ecc insomma  parlano  alla pancia della  gente   mescolando  il vecchio ( la  vecchia  ideologia  fascista  e nazista  , e nazionalista   ed  il nuovo   facendo leva  anche  nelle curve dello stadio 



Ma  soprattutto perchè  la  news    riportata  sotto   dimostra   il salto  di qualità nel fare proselitismo  indiretto non s'era  , almeno da  quel che ricordo  , visto la mia  giovane  età  a una  tale sfacciatagine  a  voi  ogni ulteriore  commento  alla  news  riporta   dall'edizione Milanese  di repubblica  del 13 luglio 2013






l'ambulatorio del medico neonazista  con il busto di Hitler e i libri antisemiti


Gian antonio Valli, medico di base a Cuveglio, nel Varesotto, riceve i pazienti fra testi a articoli contro il 'flagello delle immigrazioni' e le 'lobby giudaiche'. E le riviste con i suoi articoli che negano l'Olocausto

dal nostro inviato PAOLO BERIZZI






CUVEGLIO (Varese) - Diceva Ippocrate che «è dovere del medico analizzare attentamente le cose sgradevoli e avere a che fare con le cose ripugnanti». E fin qui ci siamo. Ma può un medico di base (o di famiglia), e cioè l’ufficiale sanitario di primo livello del Servizio sanitario nazionale, andare fiero del suo busto di Hitler e sottoporre i pazienti in ambulatorio alla visione di testi e articoli contro il «flagello delle immigrazioni», le «invasioni terzomondiali», il «mondialismo capitanato dalle lobby giudaiche», e ancora scritti su Benito Mussolini e i pilastri del nazionalsocialismo hitleriano? Il tutto condito da periodici (con i quali collabora) che irridono o smentiscono l’Olocausto. Benvenuti nello studio del dottor Gianantonio Valli, medico chirurgo di Cuveglio, 3.400 anime nella varesotta Valcuvia.


Per i cuvegliesi, Valli, 64 anni, origini valtellinesi, è il camice bianco “di fiducia”- termine con il quale si indica il medico di medicina generale che, per conto della sanità pubblica garantita dallo Stato, presta il primo livello di assistenza sul territorio. Per i camerati nazionalsocialisti e antisemiti Valli è invece e prima di tutto una camicia nera, e molto di più: è un autore (e pensatore) di riferimento. Uno degli ideologi, come ama definirsi lui, più prolifici nell’ambito della polemistica antisemita. Titoli di alcuni volumi al suo attivo: Colori e immagini del nazionalsocialismo, Holocaustica
religio, La razza nel nazionalsocialismo, Note sui campi di sterminio, L’ambigua evidenza, l’identità ebraica tra razza e nazione, Invasione - giudaismo e immigrazione.
Quando non è alle prese con visite, diagnosi e ricette, Valli dedica il suo tempo alla diffusione delle sue idee razziste e revisioniste. Collabora, fra le altre, con l’associazione Thule Italia e Olodogma (una biblioteca di testi revisionisti sulla 'Menzogna di Auschwitz'), scrive saggi e partecipa a convegni. Nell’estate 2012 è protagonista di un’aspra polemica con Stefano Gatti (rappresentante del Centro di documentazione ebraica contemporanea), polemica nata in seguito all’intervento dello stesso Valli a una manifestazione (14 luglio) in largo Cairoli a Milano in solidarietà con il popolo siriano. «Un comizio neonazista», scrisse Gatti su romaebraica.it. «Sono stato in Siria con la delegazione del governo italiano», raccontò al microfono Valli snocciolando le sue tesi contro il mondialismo e il potere politico-finanziario giudaico.
A chi lo accusa di essere nazista, offre una risposta che richiede come minimo una poltrona: «Sono compiutamente fascista, ovvero nazionalsocialista. Mi riconosco nel solco del realismo pagano (visione del mondo elleno-romana, machiavellico-vichiana, nietzscheana e infine compiutamente fascista)... e sono in radicale opposizione a ogni allucinazione filosofico-religiosa giudaica e giudaicodiscesa...». Questo è il Valli studioso. Poi c’è il dottor Valli, il medico. Come tutti i medici di famiglia riceve cinque giorni la settimana. Milletrecento pazienti in carico. Due locali in via Vidoletti, nel centro di Cuveglio. Ma il luogo di lavoro di Valli non è anonimo. Riflette le idee del medico.
E’ tutto lì, in bella mostra, incorniciato in sala d’aspetto e in sala visite. Il programma del Fronte nazionale di Franco Freda (movimento politico sciolto nel 2000 per decreto del ministero dell’Interno i cui componenti furono arrestati e condannati per ricostituzione del partito fascista e incitamento all'odio e alla discriminazione razziale); una collezione di articoli contro le invasioni degli immigrati che mettono a rischio la «razza europea»; un poster del Pd di Ravenna con «quattro negri» - sempre parole di Valli - e la scritta “l’Italia siamo noi”; una medaglia d’argento per la commemorazione di un combattente repubblichino di Cuveglio.
In sala d’aspetto, una bella pila di riviste “d’area” nazionalsocialista sono “a disposizione” dei pazienti malati. Alcune: Thoule Italia, un’associazione revisionista che diffonde «idee scomode»; Olodogma, «biblioteca di testi revisionisti sulla 'Menzogna di Auschwitz'» dove trovano spazio pagine tipo “Auschwitz spa, industria dell’Olocausto dal 1945” corredata dalla foto di una nave rovesciata su un fianco e la scritta “affondata”.
E poi i busti: alcuni pazienti giurano che Valli ha sempre fatto bella mostra di quello di Mussolini, lui nega e dice che «ho solo quello di Hitler e adesso l’ho messo al piano sopra, in biblioteca». Che cosa tutto questo ci azzecchi con la medicina generale e con il Servizio sanitario nazionale è ancora da scoprire. Qualcuno si è lamentato per gli arredi dello studio del medico antisemita e per la sfacciata ostentazione delle sue idee razziste e xenofobe. Gennaro Gatto, Osservatorio democratico sulle Nuove destre di Varese, ha segnalato il caso.
Lui, Valli, non sembra preoccupato. «Non mi sono mai nascosto, ho le mie idee». Uno abituato a risultare “scomodo”. Prima ancora dello scambio di accuse con Stefano Gatti (Centro di documentazione ebraica contemporanea), le cronache locali lo avevano visto contrapporsi a Romeo Ciglia, ex sindaco di Cuveglio. Anche qui tutto era partito dall’esuberanza cameratesca di Valli. Forse aveva ragione Ippocrate: «E’ dovere del medico analizzare attentamente le cose sgradevoli e avere a che fare con le cose ripugnanti».



09/04/12

se va un altro fondatore della repubblica Miriam Maffai




Proprio  mentre  ascoltavo   questa  canzone  



Leggo  sui  facebook la   e poi cerco in rete  , qui dal  corriere  della sera  online d'oggi  



Addio a Miriam Mafai
Signora scomoda e polemica del giornalismo e della sinistra







Miriam Mafai con Giorgio Napolitano in una foto d'archivioMILANO - Scomoda, polemica. E attenta osservatrice dei cambiamenti della società italiana. Miriam Mafai, editorialista di Repubblica, se n'è andata. E con lei si è persa una penna raffinata che ha fotografato le donne e gli uomini che hanno cambiato il volto della società italiana: Diario italiano 1976-2006 (Laterza) è uno dei sui libri. Dimenticare Berlinguer. La Sinistra italiana e la tradizione comunista e Botteghe oscure, addio le sua analisi non pietose sulla sinistra italiana di cui è stata militante. Sempre assai critica.
MILITANZA - Direttore di Noi Donne dal 1965 al 1970, era poi diventata inviato speciale a Paese Sera. Miriam Mafai era nata a Firenze nel 1926. Aveva partecipato alla resistenza antifascista a Roma nelle file del Pci. Dopo la Liberazione ha continuato l'attività politica militando nella vita e nella professione ponendosi come coscienza critica del Paese. Separata con due figli, agli inizi degli anni Sessanta Miriam Mafai incontrò Giancarlo Pajetta, il "ragazzo rosso" e uno dei più attivi protagonisti del Pci, con cui ha vissuto trent'anni. Dal 1983 al 1986 è stata presidente della Federazione nazionale della stampa.



Redazione Online  9 aprile 2012 | 17:27



chi se ne frega   di che ideologia  ( sempre  che sia  una  parola  ancora  valida  )    ma qui si tratta di una persona che ha dato tutta se stessa per l'italia e perchè anche noi potessimo avere la democrazia anche se poi causa guerra fredda e corruzione alcuni l'hanno tradita


  questo  video   è per  te  



14/02/12

Corriere della Sera 14.2.12 Matteotti, il delitto e la beffa A rischio le carte del legale che denunciò il processo farsa di Paolo Fallai

Corriere della Sera 14.2.12
Matteotti, il delitto e la beffa
A rischio le carte del legale che denunciò il processo farsa
di Paolo Fallai

PESCARA — Questa storia ne contiene due. Comincia da una calligrafia dolorosa: le lettere sono alte e strette come a precipitare il più presto possibile verso la fine. È il 29 marzo 1926. Velia Matteotti è la vedova del deputato socialista assassinato dai fascisti il 10 giugno 1924. Si è appena concluso a Chieti, dove è stato spostato per allontanarlo da Roma, il processo farsa ad alcuni degli assassini. Un processo a cui Velia non ha voluto partecipare, ritirando la costituzione di parte civile. Scrive «ora che il procedimento è chiuso» per chiedere la restituzione di «tutto ciò che appartiene al suo defunto marito». E in particolare di «una falangetta» che «il rispetto mai negato alla pietà famigliare impone di consegnare alla famiglia del defunto e a questa sola». Ma il triste elenco prosegue: la tessera ferroviaria, una ciocca di capelli, giacca e pantaloni «compresa la manica strappata». «E se nulla lo vieta — prosegue la vedova Matteotti — si chiede che sia consegnata alla sottoscritta anche la lima rinvenuta nella fossa della Quartarella».
È una semplice lima da cantiere, trovata il 16 agosto 1924 accanto al cadavere malamente sepolto nelle campagne vicino a Roma e ritenuta, almeno in quel momento, l'arma del delitto. Ma Velia Matteotti queste richieste non sa a chi rivolgerle. La lettera è infatti inviata all'avvocato Pasquale Galliano Magno di Chieti, che l'ha assistita dopo il trasferimento del processo, con la preghiera di inoltrarla a chi può decidere. Il legale lo farà, ma nessuna delle richieste di Velia sarà accolta. Dispersa la «falangetta», piccola testimonianza muta di un corpo smembrato da un assassinio feroce; scomparsa la ciocca di capelli, tagliata il giorno del ritrovamento proprio per farla avere alla vedova. La lima sarà addirittura battuta all'asta e comprata per «due lire» da uno squadrista, Francesco Grifi, quale trofeo per aver comandato la milizia che aveva prestato servizio durante il processo di Chieti.
La lettera di Velia Matteotti era nota. Non si sapeva che l'originale si trovava in una piccola cartelletta consunta, con l'intestazione «Processo Matteotti», nello studio pescarese dell'avvocato Magno. Il legale è scomparso nel 1974. Ma quella cartella è riemersa pochi mesi fa, quando il figlio Carlo e la nuora dell'avvocato Magno, Marina Campana, hanno dovuto trasferire lo studio, l'archivio e una bella biblioteca di oltre cinquemila volumi, molti dei quali preziosi.
E qui comincia la seconda storia, quella di un avvocato antifascista che, tra la fine del 1925 e l'inizio del 1926, accetta di patrocinare Velia Matteotti e di subirne tutte le conseguenze. Abitava a palazzo Tella, a Chieti, l'avvocato Galliano Magno e non aveva mai nascosto la sua opposizione alla brutalità del fascismo. Quando l'avvocato Emanuele Modigliani, compagno di partito di Matteotti, gli chiese di assistere Velia nel processo a Chieti, non ebbe esitazioni. E nel ritiro della parte civile non si nascose dietro le parole: «Questo è un processo burla» disse alla Corte che avrebbe inflitto pene ridicole solo ad Amerigo Dumini, Albino Volpi e Amleto Poveromo, scarcerandoli subito dopo. D'altronde gli imputati di quel processo era stati osannati al loro arrivo a Chieti come «eroi del fascismo» e i giurati erano stati scelti con cura tra i fascisti più affidabili.
Per l'avvocato Magno fu l'inizio di un calvario durato quindici anni. Innumerevoli le perquisizioni nel suo studio, i sequestri degli atti, tanto che nella cartelletta compaiono numerosi fogli scritti in cifra. Non sono stati decodificati, ma appare credibile che si tratti di appunti presi con un codice per tenerli riservati. Non basta: per l'avvocato cominciano una serie di agguati, percosse, cure «all'olio di ricino» e umiliazioni che lo costringeranno a svendere il palazzo di Chieti e a trasferirsi a Pescara, dove continuerà a lavorare in uno studio dove altri avvocati firmano gli atti che lui cura. Le ferite sono tali che fino alla fine della sua vita avrà problemi di vista e di deambulazione a causa delle percosse. Non accettò denaro e Velia Matteotti gli regalò la stilografica di suo marito, che il figlio custodisce ancora oggi con devozione. E parole di grande affetto: «Colgo l'occasione di ringraziarla per ciò che ella ha fatto in questo doloroso frangente, convinta che le venga resa tanta stima e considerazione da tutti coloro che ancora hanno e possono apprezzare la bontà d'animo e la dirittura della coscienza». La persecuzione nei confronti di Pasquale Galliano Magno non sarà mai interrotta. Presidente del Comitato di liberazione nazionale, viceprefetto politico per volontà degli Alleati, scoprirà un dossier a suo nome della polizia fascista, che aveva continuato a spiarlo fino a guerra inoltrata, con alcune annotazione al limite del ridicolo: «Impossibile verificare l'ascolto di Radio Londra perché gli alti strilli del figlio lo impedivano».
Incaricato delle epurazioni, non ne eseguì neanche una. Tanto che l'ex ministro fascista Giacomo Acerbo lo nominò tutore dei suoi beni. «Tutto questo — dice oggi la nuora Marina Campana — dovrebbe interessare una comunità che non voglia disperdere la memoria di uomini che non si sono piegati, neanche di fronte alla violenza». «I documenti del processo Matteotti — aggiunge Claudio Modena, storico, autore di un volume su Matteotti, riformismo e antifascismo (Ediesse) — hanno sicuramente un interesse storico e la loro sede naturale sarebbe la Casa Museo di Fratta Polesine, paese natale di Matteotti. L'auspicio è che il fascicolo e la penna donata da Velia fossero donati alla Casa magari richiamando con una targa l'azione legale e politica dell'avvocato Magno».
Ma Marina Campana è delusa e vuole vendere documenti e libri «a chi sappia averne cura»: «La mia famiglia ha donato una collezione di conchiglie del valore di 300 mila euro alla Fondazione Aurum di Pescara e ora sono chiuse in una cassa in fondo a un magazzino. Se questi documenti e questi libri finiscono una cantina andranno a marcire. Il ministero per i Beni culturali mi ha indirizzato a un ufficio che non esiste. A Pescara nessuno si è mosso. Il mio interesse è che i sacrifici di questi uomini non siano dimenticati. Ma le cose donate a chi non ha cultura sono senza valore».

23/02/09

l'ultima gaffe (? ) di Silvio dìsi è già dimenticata ?

Dal  cdv  www.youtube.com/user/vlang61



 


CARO BERLUSCONI NON SI PUO' SCHERZARE SU' CRIMINI PERPETRATI SULL'UMANITA', IN ARGENTINA HANNO VERAMENTE APERTO GLI SPORTELLI DEGLI AEROPLANI E HANNO DAVVERO BUTTATO GIU' I DISSIDENTI, QUALE SARA' LA PROSSIMA BATTUTA  CHE NTIRERA'  FUORI   NEI SUI SPETACOLI 
CON GLI EBREI HANNO FATTO IL SAPONE ! CON I NEGRI HANNO FATTO LA CARTA CARBONE!
NON SE NE PUO' VERAMENTE PIU' DI SENTIRE CERTE  CAZZATE[  PAZZESCHE AGGIUNGO IO  ]  DA IGNORANTE PERCHE' IGNORA   BASTA! BASTA! BASTA! BASTA! .

Ma  soprattutto  cambia  scusa   e e smettuiloa di  dire  << si tratta di «un attacco calunnioso e assolutamente ingiustificato su un finto caso che provoca indignazione >>  e  o pensa  prima di sparare  le  tue  solite  fessetrie  che ormai  non fanno più ridere   nessuno (  se  fossi un comico  ti  tirebbero  pomidoro )  o    cerca  d'essere  comprensibile  quando  fai battute  pitrali (  da cimitero     come dsi dic e dale mie parti  ) oppure     che  è meglio  kmetti a tacere la  tuia becera  ironia 



Approfondimenti

  P2 e  licio  gelli 



Argentina   e desaparesidos 

in  argentina  www.storiain.net/arret/num84/artic3.asp

it.wikipedia.org/wiki/Desaparecidos
(con varie news  perchè  non  è  un fenomeno solo argentino ma  di tutta  l'america latrina     )      dalal stessa pagina  ecccovi uklgteriori apprpfondimenti


Film 


Fra i numerosi film che trattano il tema dei desaparecidos:




Narrativa 


Romanzi e racconti che trattano, ricordano o sono legati all'argomento:




Musica 


(in ordine cronologico)



06/11/08

Grande lezione, Pd impara

L'America ci ha dato una grande lezione di come si deve far politica, il partito democratico e tutte le forze che si riconoscono nei valori della sinistra dovrebbero prenderne esempio. La Clinton e Obama se le sono date di santa ragione , metaforicamente parlando, per decidere chi dovesse rappresentare il partito democatico nelle elezioni Americane. Poi il candidato è stato scelto.


A quel punto tutto il partito democratico, anche chi sosteneva altri candidati ,si è unito per appoggiare il vincente della disputa iniziale.
Bisognava vincere le elezioni e le hanno vinte soltanto perchè si sono uniti nel sostenere un unico candidato


In Italia, invece, la nostra sinistra che vive di lacerazioni interne e di personali protagonismi, non è stata mai capace di unire le sue forze in un unico grande movimento.


Anzi, ad ogni occasione non ha fatto altro che formare nuovi partitelli per rivendicare questa o quella particolare idea.


Quando si è formato il Pd l'unica cosa intelligente sarebbe stata che tutte le forze di sinistra si fossero convogliate in quel movimento, od un altro, ma uno, per farlo forte e competitivo, lasciando perdere una volta per tutte le varie sigle partitiche.


Bisognava saper rinunciare al proprio campanile in nome del bene della sinistra, e invece no, ci si è ulteriormente spezzettati in sinistre critiche, rifondazioni, sinistre arcobaleni e sinistre vaffanculo.
Ogni insignificante, numericamente parlando, partitello, doveva metterci la propria pezza altrimenti non si "sentiva rappresentato", risultato: ha vinto la destra.


Chissà che la lezione Americana non aiuti anche questa nostra povera Italia alle prossime elezioni.


Sarebbe un sogno pensare che finalmente anche qui da noi si potesse formare un unico movimento di sinistra in grado di presentarsi unito al confronto elettorale ?


Naturalmente questo presupponerebbe che il candidato in questione fosse il candidato di tutti, come lo è stato Obama nel suo partito, e che non ci fossero, in caso di vittoria, i soliti protagonisti che ad ogni piè sospinto minacciano di far cadere il governo; quando si firma un programma bisogna sostenerlo, anche a costo di scendere a qualche compromesso. Il bene comune dovrebbe essere al di sopra di meschini giochi di potere.


Ma forse questo è proprio solo un sogno di una persona che crede ancora che in Italia ci potrà essere un giorno una sinistra unita.


 

05/11/08

aggiornamento sul post dell'incursione fascistimin Rai

ho ricevuto molte  e mail , da  simpatizzanti  di casa  pound  e  affini   , dicendo che faccio disinformazione   e che non è vero che  hanno fatto minacce  .





Se loro dicono  che  è  stato un ingresso pacifico  e che  non erano  a volto coperto   mi chiedo  perchè   come si vede da questo video  hanno  scavalcato i  tornelli  ? perchè  alora   hanno coem potete evidenziarte  dai due  filmati  a confronto  quello d casa pound  riportato  anche   nel post  precedente   e  quello delle  telewcamere  a circuito chiuso  delal rai  .
che non è vero che non hanno minacciato nessuno  .  E qui  gli do ragione   , perchèp  ho sbagliato io  . Infatti le minacce   sono partite  Sono intestate direttamente a Roberto Fiore, europarlamentare e segretario del movimento politico neofascista Forza Nuova, due delle quattro utenze telefoniche utilizzate questa mattina per minacciare pesantemente la redazione della trasmissione televisiva Chi l'ha visto. A sostenerlo, oggi pomeriggio, diverse agenzie giornalistiche che citano fonti della Digos romana.
Ora  mi chiedo perchè Forza Nuova sia intervenuta sul caso, dato che Blocco Studentesco non è collegato a partito di Fiore bensì alla Fiamma Tricolore e al circuito di occupazioni di destra Casa Pound  per  solidarietà politica  fra  carogne  (   senza per  questo criminalizzare   chi  è di destra perchè esiste  anche    se in italia   e  labile   e difficile  da individuare  una  destra liberale  e  antifascista  )  opure  perchè   c'è un'alleanza  fra   l  dfestra  pseudo  parlamentare  (  forza  nuova  ) e  destra  extraparlamantare    casa  pound  e  affini  ? 
NON E' UN GESTO DI UN GRUPPO DI ESALTATI !!!
C'è qualcuno (e sottolineo "qualcuno") che ha organizzato da dietro le quinte l'Aggressione a Piazza Navona e il Secondo Atto alla Redazione di "Chi l'ha Visto?" - il movente è facile da intuire, quello che serve è il MANDANTE... visto che  nessuno dal centro destra  o    dela Pdl ha  espresso  solidarietà   anche  ipocrita   e pelosa  alla  curatrice dela trasmissione   o  sdegno     verso tale   atto  .


27/10/08

Petizione internazionale contro Cossiga e Berlusconi

Ricevo da un amico, e volentieri inoltro. Firmate! (Che ci ascoltino almeno all'estero...)





Cari amici ,
un gruppo di precari, allarmati dalle gravi parole di Cossiga
a seguito di quelle di Berlusconi, ha deciso di avviare una petizione internazionale.
Firmate e divulgate, grazie.
Ale

http://firmiamo.it/worriedteachers








19/05/08

IO STO CON I CANI E GLI INFEDELI!

Mi unisco all'appello di Don Vinicio e invito gli amici che come me sono cristiani a pubbliare il post seguente così da dare voce ad una Chiesa che non ha o non vuole più averla!



http://www.occidens.it/immagini/foto_articoli/foto_sicurezza/rom-Brancoli.jpg


 


IO STO CON I CANI E GLI INFEDELI


E' una gara di provvedimenti, di incontri, di interviste per dichiarare che il "problema” della sicurezza in Italia sono gli zingari e i clandestini. Alle parole seguiranno i fatti promettono ministri, sindaci, amministratori, intervistati.



Novelli sacerdoti della purezza del tempio (l"Italia) si impegneranno alla lotta senza quartiere contro i cani (gli zingari) e gli infedeli (i clandestini). Quando le misure saranno applicate, sono sicuri che la purezza del tempio della nazione ritornerà a risplendere, il male scomparirà e la pace sociale regnerà per sempre. Nel frattempo pensa il popolo a incendiare baracche e a mettere in fuga gli indesiderati.



Dichiaro pubblicamente di essere dalla parte degli zingari, nonostante siano fannulloni, ladri, imbroglioni, puzzolenti, sfruttatori di bambini. E dalla parte dei clandestini, perché sono soli, poveri, sbandati, delinquenti. I motivi sono semplici:



- perché i delitti e il crimine non hanno nazionalità;



- perché sono spesso maltrattati e perseguitati nei loro paesi;



- perché nessuno li vuole;



- perché non voglio essere annoverato tra gli Einsatzgruppen del terzo millennio;



- per riparare alla compravendita di sesso di donne e di minori da parte di nostri connazionali all’estero;



- perché anche i veri cani randagi hanno garantito un rifugio;



- perché sono creature umane;



- perché i loro bimbi hanno diritto al futuro come i nostri;



- perché lenire le loro sofferenze è un dovere umanitario;



- perché 70 mila zingari sono italiani;



- perché è possibile lavorare con loro;



- perché è possibile la convivenza umana;



 



Così han fatto Cristo con i ladroni e San Francesco con il lebbroso.


da: don vinicio albanesi

26/01/08

Senza titolo 103

Non riesco a descrivere  con parole  nuove tale  evento  per evitare  che  gli occhi   mi si riempiono  di lacrime   , come  sta  avvenendo   con i  video sotto riportati . IL primo sull'olocausto   degli ebrei ( Shoah )  negata,equiparata\ messa sulo stesso piano ai crimini  comunisti , o peggio sminuita  dai cattolici  vicini ala gerarchia   . IL  secondo  olocausto  zingaro\ rom ; il terzo  sui gay e sui  trans passati   (  per anni in secondo piano   rispetto a  quello  classico  )
 Concludo  rispondendo  in anticipo  a chi mi  chiederà  perchè  il  video con la  canzone  mai  più .   Fra  tanti  video  della shoah  ho scelto  questo con questa  colonna sonora  per  ricordare in modo  orioginale  ed incisivo  tale  giorno  ma  soprattutto perchè  i movimenti pacifisti

da rossana@comodinoposta.org
a disarmo@peacelink.it
cc useppes@tiscali.it
titolo  Oggi giornata mondiale contro la guerra


The Cost of War in Iraq and Afghanistan
http://it.youtube.com/watch?v=_B3QBp1MimM

--
Mailing list Disarmo dell'associazione PeaceLink.
Per ISCRIZIONI/CANCELLAZIONI: http://www.peacelink.it/mailing_admin.html
Archivio messaggi: http://lists.peacelink.it/disarmo
Area tematica collegata: http://italy.peacelink.org/disarmo/index.html
Si sottintende l'accettazione della Policy Generale:
http://web.peacelink.it/policy.html




















23/01/08

Senza titolo 91

Viaggi distratta,non ascoltando i richiami del mondo che ti osserva da fuori.Non vedi le facce di chi cerca di stare a galla, di chi ha un piccolo sogno da difendere e condividere.Non vedi nemmeno quel poco di verde e pace, cerchi la Brianza dei danè,nel rumore delle fabbrichette.Convinta come sei,che la gioia sia porvare a sfrecciare con la tua jeep ingombrante attraverso queste strade che potrebbero esser capite o ascoltate,se lo vuoi.


Mi parli del Papa,ma non hai letto la lettera dei professori..d'altronde cosa debbo aspettarmi da una convinta che dal nazismo ci abbia salvato Walker Texas Ranger.Mi dici che sei libera,indipendente,però pensi e dici cose che dicono a Luccignolo,quando vuoi fare l'intellettuale mi citi L'ESPRESSO,ma il risultato è lo stesso.Realista e democratica,tanto da sognare di sfondare nel mondo dello spettacolo e la tua democrazia è prender i rumeni e gettarli via...più polizia!


Mi stupisco,di questa terra che in fondo amo da Monza fino ai paesini più piccoli.Mi piace girare la Brianza,non fosse per i brianzoli-certi brianzoli-sarebbe un bellissimo posto.


Cerco un po' di  musica,così mi distraggo e non ti ascolto..Che sfiga,c'è quel Povia con la sua canzonetta sui bambini.Incominci subito a dirmi che i comunisti gli han impedito di andare a sanremo...Vorrei risponderti dicendo che se lo avessero fatto avrebbero dato una prova di carità cristiana per le nostre orecchie,ma non capiresti il sarcasmo.Ridi solo vedendo Zelig,che ci posso fare.Mi viene in mente Bertoli,De Andrè e anche il grande Andrea Parodi ..ti ricordi i tazenda?No,la musica dei meridionali non ti piace,dici che ascolti van de sfroos,ma sei talmente scema che non ascolti i suoi testi.Parlano sempre degli ultimi,di briganti e gente che sicuramente non ha una villetta a schiera..non dico nulla,tanto sei così sicura.


Sei felice,lo dici come un intercalare.Come se dicessi:mi passi il sale?Niente,più ci penso e più son convinto che due caratteri opposti non vanno d'accordo.Per fortuna tutto è finito,prima che potesse cominciare

11/07/07

Senza titolo 1934

(....) E se non fosse per sentirmi vivo adesso
io nemmeno probabilmente, starei cantando.
Tu da che parte stai?
Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati,
o di chi li ha costruiti...rubando? (...)

Francesco de Gregori in " chi  ruba nei supermercati " dall'album  canzoni d'amore

riprendendo il post  precedente  rispondendo a chi mi chiede   da  ce parte stò  e che ho il piedi in due staffe  quando in realtà e credo che  chi segue  veramente  lo abbia capitop  io    sto per usare uno slogan degli anni 1970\1980  : <<  nè con le  br  nè con lo stato >>





MALEDETTI VOI …


Maledetti voi, Signori del Potere, che movete la vita di persone coi vostri fili da burattini Maledetti voi e i vostri ideali che destinate a sorte incerta noi poveri mortali; e Maledetti poi Per aver ucciso la mia vita di bambino Che non aspettava altro, oh Signori miei, che parole Come “ a non più rivederci, addio, a mai…” Maledetti voi e Maledetti noi … E ancora grazie poi di quest’incanto di paese che trema all’orrore di una guerra e si nasconde nelle chiese sempre aperte tranne quando fuori piove forte … Maledetti voi che lasciate che vite di bambini siano regalate al vento come tanti palloncini;
E non pensate mai, Signori miei, ad occhi che ti guardano e ti chiedono : “ Tu da che parte stai? Tu da che parte stai ?” Spero che sia la mia … E cosi Maledetti noi destinati al dolore antico e sempre vivo regalato da voi alle nostre vite! E maledette bombe senza nome che lasciate alla pioggia il compito di pulire e a noi il dovere di capire il perché …E quanto ancora voi, Signori del Potere, dovrete distruggere e noi ricostruire; Uccidere e non far risorgere; parlare e non capite ?! E vi chiedo se anche voi avete un cuore che piange e che ride come il mio o se, di tanto in tanto, ci parlate con Dio, quando la notte ascolta il suono dei vostri pensieri più lunghi… E così maledetti noi destinati al dolore antico e sempre vivo regalato da voi alle nostre vite! E maledette bombe senza nome che lasciate alla pioggia il compito di pulire e a noi il dovere di capire perchè …



" La giustizia è come una tela di ragno:trattiene gli insetti più piccoli,mentre grandi trafiggono la tela e restano liberi."    (Solone)                       




ringranzio per il testo e la frase il blog splinder  sudditopeggiore




la canzone del video si chiama "Maledetti voi" è di Luca Moro nipote dello statista ucciso dalle br [ ? ] . Essa fa parte del film "Piazza delle Cinque Lune" di Renzo Martinelli, dedicato all’assassinio dello statista democristiano (1979).
l'autore  è stato ospite  con questa  canzone di Giovanni Anversa in una puntata di "Racconti di vita"  ( Via Teulada, 66 tel. 06/3612201 – 3219086 fax 06/37514971 raccontidivita@rai.it  ) dedicata alle "ferite" lasciate aperte da stragi e terrorismo. Domenica 4 maggio alle 12,30 su Raitre. nella  puntata  didomenica 4 maggio 2003 ore 12,30 Raitre

Sintesi della  puntata 




A cinque giorni dall’anniversario del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate Rosse, "Racconti di vita" ospita il nipote Luca con la canzone "Maledetti voi" che fa parte del film "Piazza delle Cinque Lune" di Renzo Martinelli, dedicato all’assassinio dello statista democristiano (1979). Oltre a Luca Moro, Giovanni Anversa ospiterà nello studio allestito al Teatro di Tor Bella Monaca, la madre di Luca e figlia di Aldo Moro, Maria Fida e Leopoldo Petri, fratello di Emanuele il poliziotto ucciso circa un mese fa sul diretto Roma-Firenze nel corso di un conflitto a fuoco con due brigatisti. Inoltre ci sara’ in studio Lorenzo Pinto, fratello di una vittima della strage di Piazza della Loggia a Brescia (1974). Nei filmati la testimonianza di una madre che ha perso l’unico figlio nella strage alla stazione di Bologna (1981) e quella della vedova del direttore sanitario del Policlinico di Milano ucciso dalle Brigate Rosse nel febbraio del 1981 .

concludo con due citazioni il primo è un verso di  De Andrè  : <<  Certo bisogna farne di strada [...] per diventare così coglioni  da non riuscire più a capire   che non ci sono poteri buoni. >> ., la seconda  di
Elisée Reclus : << Non esistono frontiere naturali nel senso dato loro dai patrioti. Tutti i limiti costruiti fra le nazioni sono opera dell’uomo e nulla impedirebbe che venissero spostati o cancellati. >>
 a voi  soprattutto ai nuovi  decidere  decidere da  che parte stò




30/06/07

aiutiamo www.ammazzatectutti.org

ricevo ed  inoltro questo drammatico SOS dagli amici di Locri ( vedere l'approfondimento sotto per saperne  di più )  che sono la dimostrazione  diun antimafia dal basso e di quanto  si gridava dopo  l'eccidi di Falcone  e Borsellino  : <<

NON LI AVETE UCCISI - LE LORO IDEE CAMMINANO SULLE NOSTRE GAMBE." "LA MIAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE  >>

Carissime amiche, carissimi amici,


se un anno e mezzo fa, quando scendevamo a manifestare per la prima volta pubblicamente contro i mafiosi per le strade di Locri, ci avessero detto che oggi saremmo diventati quello che effettivamente siamo, non ci avremmo mai creduto. Ed invece siamo qui, ad aver costruito mattone su mattone, passo dopo passo, un grande Movimento antimafia che oramai ha varcato i confini sia della semplice mobilitazione, sia della Calabria.
Siamo passati, seppur con mille difficoltà ed insidie, dalla fase della protesta a quella della proposta. E per questo veniamo oggi a scriverti questo messaggio nella bottiglia, questo appello a sostenerci, ad aiutarci a continuare ad esistere e diventare sempre più incisivi nelle nostre lotte di civiltà.Essere persone libere paga, ma la libertà ha un costo, ovviamente, e la nostra scelta di non legarci politicamente ed economicamente a nessun carro per poter essere veramente liberi di dire,fare e denunciare ci vincola all'autofinanziamento.
L'impegno contro tutte le mafie di tutti noi ragazzi e ragazze del Movimento Ammazzateci tutti è volontariato sociale (per sapere qualcosa in più su quello che è Ammazzateci tutti puoi dare un'occhiata in fondo a questa e-mail), ma il sito internet, il forum, uniti alle centinaia di biglietti del treno per incontrare i ragazzi nelle scuole di tutta Italia, nel momento in cui abbiamo deciso di non bussare alla porta di nessuna regione, provincia o comune per avere alcun contributo o finanziamento, diventano un impegno per il quale è fondamentale l'aiuto ed il sostegno di più gente possibile.Pertanto chiediamo, non tanto ai ragazzi quanto agli adulti, un piccolo contributo economico per poter continuare liberamente la nostra missione di cittadinanza. Perchè un Paese fatto di silenzi ed omertà non è un Paese democratico. A noi, a voi il compito di rompere, di scegliere, di impegnarsi, spendersi.Vorremo strutturarci, stampare e diffondere gratuitamente materiale informativo sulle mafie in tutte le scuole d'Italia. Vorremmo far sì che il maggior numero possibile di quelli che oggi sono bambini e ragazzi e domani la futira classe dirigente di questo Paese sappia scegliere: se stare dalla parte della legalità e dell'onestà, o dall'altra.Ma questa rivoluzione culturale non possiamo vincerla certamente armati solo di belle parole e buone intenzioni.
Vogliamo, dobbiamo fare crescere il Movimento in tutt'Italia, non solo nei cuori della gente, ma nelle strade, nelle città, con dei veri presidi di legalità. Ecco il perchè perchè dell'autofinanziamento, perchè siamo convinti che con l'aiuto ed il sostegno di tutte le persone che, per dirla con il giudice Giovani Falcone "fanno il tifo per noi", questa partita possiamo davvero vincerla.



                     Non lasciaMOci soli!

 








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