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14/08/12

Politici di PDL, Sel e M5S pagano giornalisti per farsi fare interviste "accomodanti" in TV

ricollegandomi al post precedente ecco le cose importanti a cui mi riferisco . Ora non ricordo la fonte  mi pare  sia http://isegretidellacasta.blogspot.com/ , cose che capitano quando s'invecchia  smiley   si è  iscritto a molte cose per avere una informazione a 360° antidoto ai complottisti e alla disinformazione come afferma il n. 322, bimestrale di Martin Mystere - foto  a destra - ,    Congiura nei cieli ( Soggetto e sceneggiatura: Carlo Recagno- Disegni: Esposito bros - Copertina: Giancarlo Alessandrini )  







Politici di PDL, Sel e M5S pagano giornalisti per farsi fare interviste "accomodanti" in TV

Un tempo i giornalisti avrebbero speso milioni di vecchie lire per un'intervista esclusiva ai politici con la P maiuscola, ma Aldo Moro, Sandro Pertini, Enrico Berlinguer, non avrebbero mai preteso una lira.
Oggi, nel degrado totale della casta politica attuale, i ruoli si sono invertiti: ora sono i politici che sono disposti a pagare migliaia di euro pur di trovare un giornalista disposto ad intervistarlo in modo accomodante.
E' la nuova frontiera del teatrino della politica, dopo lo pseudo-giornalismo scodinzolante dei salotti televisivi alla Bruno Vespa. 
Lo scandalo che ha coinvolto i consiglieri regionali emiliani di Pdl, Sinistra e Libertà, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e due emittenti locali "è-tv" e "Gold 7" - è ancor più grave perchè i soldi pagati dai politici non vengono tirati fuori dai loro portafogli ma dalle nostre tasche, per la precisione dai 3,8 milioni annuali che i partiti si prendono dal bilancio regionale e si spartiscono sotto la dicitura "Fondi per il funzionamento dei gruppi consiliari". 
Il tutto con regolare fattura emessa che, in modo truffaldino finisce sotto la voce "Spese di Propaganda": i telespettatori pensano di assistere ad una trasmissione di approfondimento e dibattito politico, in verità si tratta di uno spot propagandistico "camuffato". Lo scandalo è stato denunciato da una consigliera regionale di rifondazione comunista, Monica Donini, che si è vista recapitare per mail un tariffario di prezzi da un'emittente televisiva.

L'Associazione Stampa Emilia-Romagna esprime“indignazione per i comportamenti irrispettosi dei vincoli deontologici e contrattuali tenuti da giornalisti radiotelevisivi del nostro territorio che  si sarebbero prestati a fare interviste a pagamento e a ospitare, in contenitori giornalistici come la rassegna stampa, esponenti politici dietro corresponsione di denaro”.
Il sindacato regionale dei giornalisti invita, quindi, l’Ordine ad aprire “un’inchiesta su di un sistema che, se confermato, non può essere definito solo un malcostume in quanto mina le basi della nostra professione, la deontologia, la credibilità del nostro lavoro nei confronti del pubblico. E' la prima volta che esponenti politici di quasi tutti gli schieramenti ammettono di avere utilizzato soldi pubblici per interviste o «comparsate» in contenitori televisi di chiaro stampo giornalistico”.
“Non altrettanto chiaro per i telespettatori, era il fatto che si trattava di interventi di tipo propagandistico. Sarebbe gravissimo se passasse il messaggio che le dichiarazioni dei politici in tivù e sui giornali sono frutto di accordi mercantili e non di libere scelte della redazione”.
L’Assostampa Emilia Romagna invita, pertanto, "l’Ordine dei giornalisti ad accertare la realtà dei fatti e, in caso di conferma, a prendere provvedimenti disciplinari nei confronti dei direttori delle testate e dei giornalisti che hanno violato le regole della deontologia professionale e del Contratto di lavoro”.



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