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02/12/13

LA CULTURA DEL CORPO CHE AFFAMA L'ANIMA

ho appena  terminato il primo post -prima puntata  della guida   di sopravvivenza  e  anti spreco   a natale   che   mi  ritornato alla mente  un articolo  di televideorai ora  http://www.rainews.it/   sui  nuovi problemi del cibo .  va bene  la cultura del proprio corpo  , ma  senza  esagerare  e  sfociare nel fanatismo che  è alla base  di questi problemi  

  Sono più di 2 milioni i giovani che in  Italia soffrono di disturbi del compor amento alimentare. Obesità, bulimia,   anoressia, ma anche nuove forme di disturbo come la "bigoressia" (ossessione del corpo muscoloso), o l"ortoressia"   (l'ossessione del cibo sano).
 Dati che emergono dal convegno nazionale del Sima,Società italiana di medici- na dell'adolescenza. Numeri sottostima ti, che si manifestano per il 40% dei   casi tra i 15 e i 19 anni,a volte anche  tra gli 8 e i 12. Nel 90% dei casi, comunque, prima dei 25 anni. La cosa più  preoccupante è che i giovani non riconoscono il disturbo e rifiutano il     trattamento.    
 "E'un disturbo del comportamento-spiega il presidente  del Sima- più i ragazzi sono sotto pressione più perdono  il passo con la realtà.E' la spia della  tossicità delle relazioni,degli stimoli degli affetti, il bulimia  (  foto  a destra  )  
disturbo parte dalla  cultura del corpo, ma non solo: i problemi dei giovani vengono riversati sul  cibo, l'alimentazione diventa così la    soluzione per un disagio".      A patire di più sono le ragazze, che    contrariamente ai maschi "non razionalizzano spesso in modo esasperato l'attenzione al corpo", ma cresce il disagio tra i ragazzi, più resistenti al    trattamento: per loro si tratta di "una malattia da femmine".In aumento
Se il disturbo del comportamento alimentare viene intercettato entro il     primo anno da quando si manifesta, la   guarigione si avvicina al 100%.       
 Segnali allarmanti? La dieta eccessiva, il pesarsi più volte al giorno,sensi di  colpa rispetto all'alimentazione,l'eccessiva attenzione all'esteriorità.    
 Ma qual è la cura?"Non è certamente lavorare sul peso - spiega il presidente  Sima- ma ristrutturare l'identità delle  persone". Fondamentale la cooperazione   tra famiglia,insegnanti e servizi sanitari territoriali."Bisogna lavorare sui  microsistemi, il macrosistema è più difficile da cambiare", conclude.     

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