Visualizzazione post con etichetta anna politkovskaya. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anna politkovskaya. Mostra tutti i post

13/08/09

Ne siamo orgogliose


Ormai la conoscono tutti. Ormai lo sanno, che è stata nuovamente, ignominiosamente condannata ad altri inutili, protervi, impacciati, stupidi (poiché inutilmente crudeli) 18 mesi di arresti domiciliari. E' un problema di democrazia, hanno detto. Certo. Perché è un problema di donne. E di uomini.


Non per nulla un raro uomo che l'aveva compreso si chiamava Walt Whitman. For you o democracy, ricordate? No, arrestate i sorrisini. Non alludeva solo al "dolce amore dei compagni". Voleva pure le compagne, lui. Femminista, cioè compiutamente uomo, come Pasolini.


Aung la conoscono tutti, dicevo. Ma non si tratta solo di lei. Isabella Bossi Fedrigotti scrive di donne sole, libere e coraggiose. Concordo solo in parte. Nel suo commento usa il termine "fragilità". Sono forse fragili, Natalia Estemirova, Zarema Sadulayeva, Clotilde Reiss e, nemmeno a dirlo, Anna Politkovskaia e l'arcinota Neda Agha Soltan? Perché "fragile" è un aggettivo ambiguo, dolciastro, venato d'un tradizionalismo sospetto. Le donne sono sole, da sempre, questo è vero; non potrebbe andare diversamente, in una società dominata dal patriarcato più fosco e vieto. Ma la loro resistenza non è fragilità. A meno che non si consideri fragile un Gandhi, e, perché no, un Cristo, con buona pace del Vaticano che inorridisce al vederlo accostato a una femmina peccatrice.



Non è stata fragile neppure Barbara Bellerofonte, forse per quel suo nome mitologico, peraltro d'un eroe così controverso. Lei no, a differenza delle congeneri sunnominate non era un'eroina. Non ne aveva bisogno, come non ne ha bisogno alcuna donna. La mentalità maschile, sessista e discriminatrice, pervasa da immaginifiche esaltazioni, per arginare il nemico sente sempre l'esigenza di dipingerlo come angelo o diavolo. Ma Barbara, come le altre, voleva solo essere sé stessa, vivere in pace col mondo e nel mondo. In tal senso non c'è differenza tra le coraggiose martiri della libertà e una ragazza calabrese stanca d'un fidanzato violento e prevaricatore, che non amava più. Lui, naturalmente, non poteva sopportare di perdere una "cosa" sua. Libero e spensierato dopo due anni, stranamente l'hanno riacciuffato, e le altre "sue donne" si lagnano frignando, povero, bravo ragazzo... Proust, sia pure in un contesto tutt'affatto differente, parlava di "uomini-donne", ma tra questi ultimi e le "donne-uomo" che perpetuano il machismo, non so chi sia il peggiore. Per loro vale il mio vecchio post; a tanto porta la "cultura" delle veline. E per adesso mi astengo, dato che mi trovo ancora al mare, dall'approfondire il discorso sulla feroce e pronta scomunica del Vaticano della Ru486 e delle donne "assassine" (seguita dalla barzelletta di quello spiritosone del sig. card. Poletto, secondo cui "l'omicidio comporta sempre una scomunica": infatti abbiamo visto come sono stati scomunicati i vari Hitler, Pinochet, mafiosi e pedofili... Il sig. Poletto ignora, o forse non gl'importa, che il numero delle donne vittime di omicidi da parte di mariti, padri e familiari ha superato quelli di mafia). Già lo scatenato don Paolo Farinella ha risposto agl'interrogativi, sia pur retorici, formulati da Vito Mancuso e Franco Monaco. La Chiesa sta coi ricchi, constatava a suo tempo Odon Von Horvàth in Gioventù senza Dio e, più tardi, lo stesso Pasolini. Aggiungiamo: coi ricchi di sesso maschile. Lo capiamo, politicamente è forse stato indispensabile per la sua sopravvivenza nel mondo. In questo mondo. Ma il cristianesimo è altro e altrove, e, come preannunciato, riprenderò il discorso di qui a qualche giorno.


Daniela Tuscano

20/02/09

Fuori dai denti

IMPORTANTE. Il seguente post è "politicamente scorretto". Ne sconsiglio pertanto la lettura ad anime candide, pretonzoli, suscettibili e deboli di stomaco.


 




La minigonna. Già detto tutto, e da tempo. In un certo senso, m'annoio anche. Massì, l'ultimo mio intervento riguardo all'emergenza stupri s'intitolava Tutto nella norma ma molte volte, in passato , mi sono occupata di quest'efferato crimine ben sapendo che non poteva essere risolto con inefficaci e ridicole ronde, naturalmente solo per le belle ragazze secondo il nostro ineffabile "Mr. President", perché le racchie non corrono alcun rischio, solo alle bonazze si mettono addosso le mani (e qualcos'altro), e in fondo, chissà, gli piace pure. Perché alla fine, sempre lì si va a parare: le femmine se la cercano, la cosiddetta violenza, questo i maschi di ogni latitudine han sempre dichiarato, insegnato e soprattutto pensato - e pensano, nei recessi più torbidi della loro psiche.

"Ora t'insegno come trattare una donna!", avrebbe ringhiato il romeno della Caffarella al ragazzino sparuto che il suo compare teneva bloccato. E giù colpi, e spinte, e sangue, e merda, su una bambina di 14 anni. Così si fa i maschi, questo vogliono le donne: lividi e bastonate, e sbreghi, e poi via, basta, chiuso, quando il divertimento è finito.

Noi volevamo soltanto rubare, si sarebbe giustificato poi. Ma, ecco, lei portava la minigonna, era bella, accidenti. Insomma una "facile". Se porta la minigonna sicuramente ci starà. La femmina perbene le botte le piglia a casa, curva, china, madre mutilata di sozzi marmocchi. La ribelle, invece, che osa amoreggiare per strada, e io lì, io costretto a sbavare senza godermela, senza spartire con gli amici quella cosa che al mio paese, cazzo!... io padrone defraudato, io che potrei, ma come osa, svergognata, merita una lezione... e so come dargliela...





Non si obietti che trattavasi di balordi. I balordi sono nient'altro che la maschera dei normali. Un maschio islamico, colto, occidentalizzato, non resiste alla richiesta di divorzio della moglie stanca delle ripetute sevizie e, di fronte alla determinazione di quest'ultima, giunge alla risoluzione di decapitare la ribalda. Altri maschi all'apice della maschilità, i Talebani del Pakistan, quelli per cui sono peccaminosi anche gli uccelli canterini (non mi sorprenderei se un giorno decidessero uno sgozzamento in massa dei canarini), hanno ripreso il potere barattato per il piatto di lenticchie del quieto vivere da un altro governante maschio. Sarà solo la voce della bambina Tuba Sahaab , la poetessa undicenne che ha pregato per l'elezione di Obama, che attende Obama per mostrargli le condizioni di vita nelle sue contrade, l'inerme e indocile arma vincente contro la virile bestialità. Ma non accorgiamocene quando sarà troppo tardi. Oriente medioevale? Ma no. Qui in Italia lo stupro è reato contro la persona dal 1996. Poco meno di dieci anni. (Parimenti: il reato d'adulterio - solo per donne, of course - è stato abolito nel 1969, e così lo jus corrigendi; il nuovo diritto di famiglia risale al 1975; il divorzio legale è stato introdotto nel 1970.) Prima i maschi soprattutto "cattolici" si erano sempre opposti a questa modifica legislativa. Per loro, la violenza sessuale era (ed è) soprattutto un affare di pudicizia e di morale, come leggere il giornalino porno di nascosto dal prete (maschio, il divino è affare di uomini, parola di Ratzinger). Nonostante tutto, ci si è arrivati. Ma tanto non serve: gli stupratori di solito non si fanno nemmeno un giorno di galera, ed escono dal carcere come eroi.Si pensa alle ronde, ma educazione, zero. In questi anni l'immagine delle donne mutuata dai media soprattutto commerciali è stata quantomeno umiliante. Un continuo florilegio di sederi, seni rifatti, donzelle che allegramente passavano da un letto all'altro del potente di turno, ex veline compiacenti tramutate in ministre, messe alla berlina dal più becero e maschilista capo del governo degli ultimi quattrocento anni. Sbugiardato il femminismo come prodotto diabolico o sfogo da isteriche insoddisfatte, si è tornati a considerare la donna roba di rubello. Intanto il maschio sempre più debole, impotente, incattivito, riprendeva a sfogarsi a modo suo, in casa, con le fidanzate, sorelle, amiche. Sotto gli occhi indifferenti dei più. Finché si è trovato il modo di canalizzare l'esasperazione di tutti nella caccia al romeno assassino. Che resta tale, come qualsiasi disperato proveniente da paesi oppressi e a loro volta stuprati, ma che tuttavia non è il vero e ultimo problema. Quel "Giù le mani dalle nostre donne" inalberato dai neofascisti italiani a Caffarella, può infatti nascondere un retrogusto sibillino: "Alla roba nostra pensiamo noi". Insomma lasciatecele smanazzare a noi, le "nostre" cose. Ci appartengono. Lotte fra ladri.



Due bestemmiatori, anzi quattro. Con l'andatura ciondolona e gaglioffa del maschio sicuro di sé, uno degli assassini di Anna Politkovskaya è uscito baldanzoso dall'aula di tribunale, farfugliando un "Ringrazio Allah" per l'assoluzione. Un altro delinquente comune dall'identico sorriso gaglioffo, tal Cesare Battisti il cui omonimo si starà, adesso, rivoltando nella tomba, implora (ma forse sermoneggia) affinché l'italico governo "mostri il suo lato cristiano" e abbia compassione di lui. Dove invece Dio non ha ancora ribrezzo a mostrarsi, vale a dire in Austria, il vescovo Wagner (un nome, una garanzia) nominato dal "Papa" a capo della diocesi di Linz è stato costretto a dimettersi per le proteste non soltanto dei fedeli, ma addirittura della Conferenza episcopale austriaca. Secondo il prelato stimatissimo da Ratzinger, Harry Potter è un libro satanico, l'uragano Katrina - che nel 2005 devastò New Orleans - una punizione divina per l'immoralità della metropoli, gli omosessuali malati da curare. Nella sua parrocchia, inoltre, alle bambine e alle femmine in generale era vietato qualsiasi servizio liturgico, compreso cantare nel coro, privilegio riservato, per lui, solo ai maschi. I maschi piacciono molto, al maschio vescovo Wagner.

Qui l'avremmo accolto con pavesate di fiori. I cattolici austriaci, che son cristiani e non pagani, senza tanti complimenti lo hanno rispedito al mittente, cioè al sig. "Papa" che, a quanto pare, crede di trattare il resto d'Europa come il giardino Italia dove detta legge come un satrapo persiano.

Do you remember Williamson? Sì, il vescovo negazionista, cioè nazista come tutti i lefebvriani, quello riammesso dal "Papa" nella Santa Chiesa dall'oggi al domani, senza un briciolo di pentimento? Il governo argentino, dove monsignore risiede, l'ha dichiarato "persona non grata" e gli ha dato dieci giorni di tempo per togliersi di torno, dopodiché lo piglierà di peso e lo sbatterà fuori del Paese a calci nel sedere. Cosa dite, il mite Ratzinger lo destinerà presto alla cattedra di Ambrogio, per la gioia di tutti i milanesi?





Urla del silenzio. Due giorni fa gli umanisti si son dati appuntamento nel capoluogo lombardo per protestare, ancora una volta, contro lo scudo spaziale . Proseguono intanto, con successo, i preparativi per la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza . Ma invano ne cercheremmo notizia su giornali e tv. Eppure ci siamo. Ci siamo ancora. Non ci avrete.




Daniela Tuscano

Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget