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05/05/17

Svolta sul caso Fano Tv: "Sede data alle fiamme per un amore finito


Svolta sul caso Fano Tv: "Sede data alle fiamme per un amore finito"






















Gli investigatori puntano il dito contro una nota pesarese che aveva una relazione con un giornalista dell'emittente localeBOLOGNA - Potrebbe non c'entrare affatto un servizio scomodo, il faro della telecamera che illumina e diffonde verità che si preferiva rimanessero segrete. Insomma, l'attentato a Fano a Tv potrebbe non avere avuto come obiettivo l'emittente in quanto tale, ma uno dei suoi giornalisti. Un collaboratore che aveva intrecciato una relazione con una donna - un volto noto del pesarese - che, lasciata, si sarebbe vendicata facendo appiccare le fiamme alla sede della tv locale. E' questo lo scenario che ipotizzano gli inquirenti.
Incappucciato dà fuoco a sede di Fano Tv: ripreso dalle telecamere
A darne notizia è stata la st

essa emittente, presa di mira, a fine marzo, da un uomo incappucciato che dopo aver versato liquido infiammabile all'ingresso della sede tv, ha appiccato il fuoco. Le fiamme fortunatamente sono rimaste circoscritte e i danni sono stati lievi; gli uffici della redazione inoltre erano vuoti a quell'ora, i giornalisti se ne erano andati da poco.
"La cronaca purtroppo ci racconta che quando un 'amore' è malato, le conseguenze tra le persone possono essere imprevedibili. E le vittime non sempre sono donne. In questa triste storia - ha precisato l'emittente locale - il nostro collaboratore è a tutti gli effetti una vittima. La 52enne con cui si è frequentato per qualche mese, aveva intenzione di colpire lui e soprattutto il suo lavoro a cui è molto legato. Fano TV era dunque l’obbiettivo migliore per raggiungere il suo scopo".
Secondo quanto le indagini hanno potuto finora accertare, l'esecutore materiale dell'attentato è un pregiudicato. La mandante, un volto noto del pesarese, candidata in passato alle elezioni regionali, sposata con un nome importante dell'economia locale. Ora saranno i riscontri sui telefonini di mandante, esecutore e intermediaria ad avvalorare o meno questa pista.

11/11/12

l'altro lato della vita . Amore e aborto . le storie di Valentina pitzalis e Gianna Jessen

Lo so che odio tali trasmissioni  , del genere  ma  non ho trovato   altri siti ( in italiano  del  secondo caso ) che raccontano tali vicende  .La  prima di cui avevo   ho  già parlato qui. ma concordo con le parole di  Giulioa Bongiorno ( vedere filamto )  e quindi parlo ancora di Lei  Video Pubblicato in data 25/mag/2012 da  http://www.youtube.com/user/rai/videos : << Ieri, dagli studi di Rai Uno de "La vita in diretta",
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 la terrificante storia di Valentina Pitzalis ha raggiunto i milioni di telespettatori che seguono la trasmissione condotta da Mara Venier.La giovane di Carbonia è stata affiancata da Michelle Hunziker e Giulia Bongiorno, fondatrici di "Doppia difesa"la fondazione nata proprio per difendere le donne vittime di violenza. Tratto da "La vita in diretta" del 24 maggio 2012. >> .E la  utilizzo per  smontare il mito dell'amore  eterno  e  de del'amore rosa e  fiori  che ancora resiste nonostante  s'inizi a parlare in tv  d'argomenti  tabù  fino a qualche tempo  fa  d'amore  criminale  e  amore malato 
 La seconda storia è nata per  caso  . Avevo  su un calendarietto da  tavolo regalatami da un amico  ecumenico   dei lei  ecco  cosa  ho trovato in rete  in italiano  e in inglese   il primo video  è tratto da  dal canale   di  delay75

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il secondo   dalla trasmisione italia sul Due del 6-2-2012

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Oltre il link dela foto sotto  a destra   che in inglese  ho trovato   qualcosa in italiano  su Wikipedia,  alla voce Gianna Jessen 
da http://news.bbc.co.uk/2/hi/health/4500022.stm
Gianna Jessen è nata a Los Angeles nel 1977 in una clinica per aborti legata alla associazione Planned Parenthood. La clinica aveva consigliato alla madre di Gianna, giunta al sesto mese e mezzo di gravidanza, di abortire con aborto salino, una tecnica abortista usata prevalentemente dopo il primo trimestre. Essa consiste nell'iniettare nell'utero una soluzione salina che corrode il feto e porta alla sua morte, dovuta, tra l'altro, all'alterazione delle funzioni della placenta. In seguito, a causa delle contrazioni uterine, il feto viene espulso morto entro le seguenti 24 ore. Nel caso di Gianna, la tecnica non funzionò e la bambina nacque viva, dopo 18 ore. Gianna venne trasferita in ospedale e riuscì a sopravvivere, nonostante pesasse solo nove etti; tuttavia la carenza di ossigeno causata dall'aborto le ha procurato una paralisi cerebrale e muscolare. Nonostante la paralisi cerebrale Gianna Jessen imparò a camminare con tutore all'età di 3 anni.La bambina fu adottata a tre anni. A vent'anni, grazie alle cure mediche e alla fisioterapia, riuscì a ottenere la capacità di camminare senza tutore, seppure con notevoli difficoltà.Attività nei movimenti pro life Nonostante la grave paralisi cerebrale, Gianna è sempre stata molto attiva nei movimenti che si oppongono all'aborto e ha raccontato la sua storia al Congresso degli Stati Uniti d'America e alla Camera dei Comuni del Regno Unito [1].Il suo caso è divenuto noto quando, in occasione del novantesimo anniversario dalla fondazione dell'associazione abortista Planned Parenthood, celebrata dal Senato del Colorado, il senatore Ted Harvey invitò Gianna a raccontare la sua storia ai membri del Senato [2]. Inoltre, per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'aborto, nel 2006 è riuscita a partecipare e a completare la maratona di Londra, nonostante la difficoltà a correre.Nel 1999 è uscita una sua biografia, curata dall'autrice statunitense Jessica Shaver.




Note
^ BBC NEWS | Health | 'I survived an abortion attempt'
^ Ted Harvey for US Congress - Gianna's Story
E smonto i mito dell'aborto come  metodo  anticoncezionale  e  riduzione delle nascite  insomma  qualcosa di positivo  , ma  a nche  una cosa  che fa  male   che uccide la vita 

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