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04/06/12

addio Paolo Braschi

Dedicate  ad un amico 


 ( in realtà era un conoscente , ma un che ti capisce e comprende come aveva fatto lui ,per me è un amico ) da poco scomparso...Ciao..Paolo Braschi.
(A).  te  da  quel che ho letto in rete   cercando  news  su  di  te  , quando mi diedi l'amicizia \  contatto su facebook , perchè era un nome  che avevo già sentito  leggendo   libri sulla strage di piazza fontana ,  che la durezza del carcere l'hai provata sulla tua pelle..innocente come tanti altri compagni..per la tua e la nostra idea di libertà e giustizia sociale...!! di cui apprendo ora dala sua bacheca di fb della sua morte avvenuta il 27 maggio in un incidente stradale . Infatti , ritornando con le lacrime a gli occhi a quanto dicevo prima , era l'unico del circolo strage di stato che aveva capito che la mia provocazione sul libro di P.Cuchiarelli ( vedere  archivio   blog per  l'intervista  a Paolo    )  il quale  pur contendo molte cose utili come punto  di partenza  per  un nuovo studio  e ricerca della verità su piazza  fontana  ma sbagliando su Pinelli e  Valpreda  ( vedere url nel post intervista   a Paolo )  in piaza fontana ci furono due bombe ma non fu anarchica , ma fu dei servizi o di un altro gruppo fascista fatto passare per il tipo di esplosivo che usavano gli anarchici nel '800 e 900 ) non era di quelle fasciste e poliziesche , ma era solo per scatenare un dibattito . ed era l'unico dei circolo che aveva replicato sul mio blog .  Non riuscendo più  a scrivere  per le lacrime  lascio la  parola  al comunicato http://stragedistato.wordpress.com/
La morte improvvisa del compagno Paolo Braschi – uno dei fondatori dell’Associazione Pietro Valpreda. Gli anarchici per la verità sulle stragi – ci lascia sconvolti e attoniti nel nostro dolore.
Piangiamo la perdita di un amico, un compagno, un fratello che con coerenza mai si era pentito della sua scelta di lotta per la libertà e per una società di eguali, scelta che da ragazzo gli era costata lunghi anni di carcere.
Altri, sicuramente, scriveranno di questa sua scelta di vita e del come e perchè finì vittima della prima tappa della strategia stragista dello stato.
Noi vogliamo ricordare il Paolo di oggi, quello sempre pronto ad accorrere quando chiamato a testimoniare della sua storia di repressione subita e a partecipare ad ogni manifestazione di rinascita di lotte dal basso.
Con Paolo da molti mesi stavamo portando avanti il progetto dell’associazione e quello di chiarificazione all’interno del movimento anarchico su quelli che erano stati i nostri percorsi e le nostre storie che tra loro si intrecciavano, inscindilmente, attraverso la provocazione e la strategia terrorista e stragista che voleva Pinelli e Valpreda colpevoli dei delitti che lo stato stava compiendo.
Con lui stavamo lavorando perchè la nostra storia, le nostre testimonianze divenissero partimonio comune e perchè venissero cancellate una volta per tutte le “dicerie”, i luoghi comuni e fantasie che anche alcuni anarchici avevano contribuito a creare su di noi.
Paolo si indignava quando parlava di queste cose, perchè sentiva quelle menzogne ancora bruciargli sulla pelle. Non capiva perchè dei compagni avessero avallato la sporca teoria che lui fosse stato l’amante della squilibrata Zublema, donna al servizio del commissario Calabresi e dell’Ufficio Affari Riservati, che era stata la “supertestimone” al loro processo e che, come oggi sappiamo, era stata probabilmente usata per coprire le “informative” dell’infame Enrico Rovelli, l’anarchico che si era venduto prima alla squadra politica di Milano e poi anche agli Affari Riservati col nome in codice di Anna Bolena.
Si indignava e non capiva, come non capiamo noi, perchè il movimento anarchico nel suo insieme ancora non si sia impegnato come dovuto di fronte al tentativo di riscrittura della storia portato avanti in questi anni da squallidi personaggi come il velinaro Paolo Cucchiarelli o dai più “raffinati” fautori della verità bipartisan di stato, come quella del regista Giordana.
Nessuno potrà colmare il vuoto che la sua testimonianza e il suo racconto potevano aiutarci a riempire. Abbiamo perso un pezzo della nostra memoria, abbiamo perduto un pezzo di noi. La sua umanità, la sua coerenza, rimarranno per sempre con noi, nei nostri cuori, e ci saranno da sprone per continuare la nosta lotta e portare avanti il lavoro comune che avevamo iniziato.
Ciao, Paolo.
Associazione Pietro Valpreda. Gli anarchici per la verità sulle stragi
Abbiamo chiesto a Lello Valitutti, compagno di Milano, di scrivere du righe su Paolo:
Quando mi hanno detto che Paolo sarebbe morto a breve non ci ho creduto, quando mi hanno detto che era morto, dopo un attimo di sgomento, ho continuato a non crederci e mentre scrivo queste righe non ci credo.
Ho conosciuto il compagno, l’amico, il fratello Paolo alla fine degli anni ’60: un’epoca di lotte, di dure repressioni, ma anche di grandi sogni, di grandi speranze, di grandi entusiasmi.
In quegli anni, fra compagni anarchici si creavano rapporti di fratellanza e di solidarietà, che veramente anticipavano i rapporti del futuro, con Paolo abbiamo assaporato il profumo di quello che sarà quando l’anarchia avrà vinto.
Quei rapporti non si sono mai interrotti e quando ci siamo reincontrati dopo oltre 40 anni è stato come ci fossimo visti il giorno prima.
Paolo un compagno vero, un anarchico vero, deciso quando serviva, tenace nel sopportare con coraggio galere e calunnie, saggio e sagace nel consigliarti, ma sempre vivace, allegro e ottimista: una di quelle persone speciali alle quali la violenza dello stato non è riuscita a togliere la straordinaria dolcezza.
Paolo è morto? Non diciamo sciocchezze! Paolo vive con noi, Paolo sarà sempre con noi, Paolo continuerà ad aiutarci, a lottare con noi, Paolo continuerà a darci coraggio, forza, allegria e ottimismo.
Paolo vivrà sempre nei nostri sorrisi e nei nostri cuori
Pasquale “Lello” Valitutti
Roma, 27/05/2012

09/05/09

A Daniele B.


Caro amico, so che per te oggi non è una data qualunque. Tanto denso questo numero per te, tanto, forse troppo straripante d'emozione, da imporre semmai un rispettoso, partecipe silenzio. Ma ti conosco e comprendo che tu, invece, hai fame di parole, di voci amiche, come flauti affettuosi sulla pelle. Oggi è il tuo compleanno. Ma assieme a te avrebbe compiuto gli anni anche tua madre. Che invece, lo stesso giorno d'un indecifrato arco di tempo, ti ha lasciato. O, forse, si è solo resa invisibile al tuo, ai nostri sguardi. A quella vista per forza angusta, a un occhio che si fa fessura, e non percepisce le azzurre lontananze, perdute come campane nei sopori d'un pomeriggio. Rarefatto, caldo e lucido, svolazzante come l'anima sui fiori.




M. Moretti, I primi passi.



La ricorrenza è per te un segno tangibile e vivo. Un richiamo, una scossa. Ma mai un rimpianto. Tu non ami voltarti indietro. Disperdi i ricordi come foglie al sole. Tua madre non ti cammina accanto. E' in te. Il suo sorriso riaffiora nelle tue scelte sicure, nella tua ingenua disponibilità al dono, nell'immediatezza delle tue parole. Rivedo la tua stanza, una stanza curiosa, fitta di sgangherati colori, incompiuta e poliedrica come una tavolozza. Il pesante comò, il letto ancora infantile, le pareti tappezzate d'un divo dai capelli infiniti, languidi, saponosi, non una rockstar, ma una diva d'altri tempi. Una stanza, la tua, vagamente e polverosamente rétro, come quelle di ogni artista. O di ogni cuore tumultuante e inquieto. D'un'ansietà torbida, sguazzante, ribalda e inerme. La conosceva troppo bene, tua madre, per punirla o reprimerla. Era solo lo specchio della tua autenticità, e lei lo sapeva.

Ti porgo i miei auguri, auguri corali, certa di non procurarti nessuna pena, ma un gioioso, caldo, commosso abbandono. Perché racchiudi in te due vite, e non ti stanchi di profonderle agli altri, in una circolarità d'amore che conforta le nostre menti inaridite.


Daniela Tuscano

07/03/09

Luca aveva 33 anni... ed era gay è non è stato cantato a San remo


Ora che le polemiche   suscitate   dalla  canzone  ( musicalmente  è buona  , soprattutto perchè ha   avuto  buon gioco  di farsi accompagnare  da  una   ,  da  quell poco  che  da  profano  ne  capisco  ,  bellissima   voce  femminile  )   di  povia Luca  era  gay  il cui testo :  secondo  l'autrice  di eka.iobloggo.com/ : << (...)  Secondo me c'è poco da dire/da lamentare: fa cagare, e non solo per il tema decisamente opinabile, poco e mal argomentato ( che si studi Freud, prima di citarlo in maniera errata) ed alquanto idiota (tizio era gay, adesso sta con lei...), sapientemente studiato per provocare tutto il marasma che si è portato dietro -per non parlare di Luxuria sempre in televisione, (....)  Fa cagare, punto. >> qui il   resto dell'articolo  in questione  )  , sono mature   per  parlare  " pacamente   "  (  per parafrasare  un  noto politiko italiano   che    ha  capito  dopo varie  batoste    di farsi da parte  )   di   tali argomenti   e  proporre  , vedi titolo , la storia    di un 'altro Luca  .
L'occasione  viene  da un post  riportato  Dall'altro nostro (   per   chi ha  anche  blogger  come   blog  principale  e solo  l'account  in splinder    ) blog  riporto  qui l'url  per chi non lo ricordasse o non  lo conoscesse  ancora  www.ulisse-compagnidistrada.blogspot.com pubblico questa  toccante  storia  riportata  dalla  cdv  (   sia   in  splinder  sia  in blogger  )  daniela  tuscano  .

<<


Riceviamo e volentieri pubblichiamo.



Cara Daniela,
Povia afferma che il "suo" Luca ex gay in realtà porta un altro nome, ora ha 58 anni, è sposato, ha una figlia e ha finalmente raggiunto felicità e benessere interiore.
Io invece voglio raccontarti d'un altro Luca. Che si chiamava proprio così, e la cui storia è un po' diversa da quella cantata a Sanremo.
Luca aveva 33 anni quando ci ha lasciati! Ma la sua energia è ancora dentro tutti coloro che l'hanno conosciuto. Come a me e a Matteo.

Io e Matteo siamo due volontari di una pubblica assistenza di Firenze, e ci venne chiesto se volevamo fare un servizio di assistenza domiciliare in una casa vicino a dove abitavamo noi. L'impegno era soltanto per due volte alla settimana e si trattava di preparare la cena, se lo sapevamo fare, oppure andare a fare la spesa, perché questa una viveva sola e non poteva uscire perché malata. Negli altri giorni altri volontari a svolgevano questo servizio, ma eravamo liberi di andare a trovarla ogni volta che volevamo.


Così io e Matteo accettammo; in fondo bastava organizzarci per chi dei due andava a comprare le cose mentre l'altro preparava la cena. Sarà la solita vecchina o vecchino solo senza famiglia, o con la famiglia che se ne fregava, pensammo. Dissi a Matteo: "Perché non facciamo un salto domenica sera a vedere un po' com'è la situazione? Così ci organizziamo di conseguenza". E così, la domenica, andammo all'indirizzo che ci avevano dato. Aprimmo con le chiavi forniteci dall'organizzazione in quanto il padrone di casa non sempre era in grado di alzarsi dal letto.
Ci trovammo in un piccolo salotto molto accogliente, con un gran divano che prendeva tutta la parete e dava di fronte alle finestre spalancate su un piccolo giardino molto ben curato. In un angolo, su una sedia a dondolo c'era un ragazzo molto giovane, con una sigaretta tra le dita, molto magro e pallido. Ci disse buonasera e io e Matteo ci guardammo un po' stupiti. Si presentò dicendo di chiamarsi Luca e che era lui il bisognoso di assistenza perché malato di Aids; se questo ci avesse creato problema, lui avrebbe capito e richiesto altre persone. Io, superato il primo momento d'imbarazzo, mi avvicinai e mi presentai e gli dissi che per quanto mi riguardavanon ci sarebbero stati problemi. Non ci furono neanche per Matteo. Così cominciò la nostra avventura con Luca. Cominciammo ad andare due volte, che poi diventarono tre, poi quattro, e tutte le domeniche sere restavamo a cena con lui. Divenne la nostra vita. E noi la sua. Non passava momento libero che non fossimo con Luca. Aveva lasciato i genitori a 20 anni per andarea vivere da solo con il suo compagno, ma tutto in gran segreto, perché i genitori rifiutavano totalmente l'idea di avere un figlio gay. Quando andavano a trovarlo, doveva cacciare di casa il compagno perché, se lo avessero visto in compagnia di un uomo, da solo in casa, sarebbe successo il finimondo.

Questo è durato per 10 anni, fino a quando il suo compagno è morto per Aids. Luca aveva contratto la malattia due anni prima che morisse il suo compagno, e per i tre anni che sono seguiti prima della sua morte, aveva tagliato i ponti con tutti. I genitori sono venuti a sapere che il loro figlio era gay e pure malato soltanto dopo la morte del partner, perché glielo aveva rivelato lui stesso. Da quel momento i genitori non erano più esistiti per Luca, e lui, di conseguenza, aveva cambiato serratura alla porta e annullato il contratto telefonico. Comunicava solo con il cellulare.
Quando ha cominciato a stare molto male si è rivolto alla nostra associazione per chiedere se poteva avere assistenza domiciliare. Così siamo entrati in gioco noi. Tra noi era nato un legame fortissimo, un'amicizia senza limiti. Matteo aveva due videoregistratori e ne portò uno a casa di Luca. Io ho circa 500 film, ogni volta gli facevamo scegliere tra generi diversi. Nei periodi in cui stava meglio e aveva voglia di uscire, lo portavamo al cinema, sua grande passione, in giro per la Toscana. Poi cucinavamo di tutto facendo un gran casino, e lui rideva come un matto.
Per l'unico Natale passato insieme, gli comprammo l'albero e anche il regalo. L'albero non lo aveva più fatto da quando era mancato il suo compagno. Trascorremmo insieme anche l'ultimo dell'anno. Anche di sesso parlavamo. Tra noi erano caduti tutti i muri. Eravamo diventati una famiglia. Ma cosa importante, eravamo riusciti a farlo sorridere di nuovo.


Diventammo anche la voce dello scandalo per gli inquilini. Quel via vai di uomini in quella casa. Se incrociavamo qualcuno, non ci salutavano o ci guardavano di traverso.
Poi venne aprile. Quella sera, quando arrivammo noi, lo trovammo a letto. Non riusciva neanche a parlare. Trovai il numero di telefono del medico e lo chiamai subito. Mi disse che si trattava d'una nuova crisi, di dargli quelle medicine di sempre e che, se Dio avesse voluto, si sarebberipreso. Non si riprese più. Quella notte noi rimanemmo lì. Io nel letto con lui, Matteo sul divano. Nella notte ci lasciò. Svegliai Matteo per avvisarlo. Lui chiamò il medico, che accorse subito. Poi di nuovo facemmo il nostro lavoro. Lavammo Luca, lo vestimmo e aspettammo che l'ambulanza lo portasse via. Solo quando si udì la sirena, quelli del primo piano chiesero cosa fosse successo. Per mia fortuna non avevo voglia di parlare, se no non so se sarei riuscito a controllarmi. Neanche Matteo rispose.
Dopo che l'ambulanza si fu allontanata, io e Matteo ci guardammo negli occhi gonfi per il pianto e per la notte insonne. E in quella, Matteo fece un gesto che, lì per lì, mi sorprese: in quel momento, nel giardino, davanti a quegli occhi curiosi e indifferenti, mi baciò. Matteo è eterosessuale e solo più tardi capii che quel bacio era per Luca, per provocazione a quella gente che per quei 7 mesi che noi eravamo stati lì, non si era mai presentata a chiedere se avesse bisogno di qualcosa.
Questa storia ci ha lasciato una grande ferita, che ha portato me e Matteo a non vederci quasi più. Io non faccio volontariato da quasi due anni. Matteo lo sento ogni tanto per telefono. Ci incontriamo il giorno del compleanno di Luca per andare insieme a messa. Non essendo parenti, non abbiamo saputo neanche dov'è sepolto, anche se forse dentro di noi, in realtà non lo vogliamo sapere.Preferiamo ricordarlo nella nostra intimità. Per Matteo è stata la prima esperienza con una persona sofferente che poi è morta. Per me, invece, la seconda. Il 2 gennaio del 1991 ho perso mia madre per leucemia.

                                                              Daniele Bausi
>>
Dovrei concludere  qui  ., ma datro che ci sono  ne  approfitto    per  rispondere   alla  grilo  a chi   mi scrive  (  nell'email  riportasta  sotto  i post  , o a quella di splinder  )  o  mi  sms    chiedendomi  e  scrivendomi :
1)   visto  che  parlate   di gay  , lesbiche  , siete per  caso gay  o lesbiche  ?
2) il  vostro sito  è  una  comunità   omosessuale  ?
3)   se  sei  etero  perchè  .......  ti schieri con quella  feccia  e  malati  ed  esibizionisti  bvedi le  loor  pagliacciate  di  gay  pride   e adesso lesbo pride  ? che voglionoisposarsi  ed  adottare bambini  non c'è più   religione  , roivinano la  famigflia  , ecc 
4)  e  altri commenti  neofascisti  e razzistici   che  mi viene  il disgusto   solo  a  ripeterlli e  a riportarli  .

Lo sò che  dovrei fare  come dante  non curarti di loro  , ma  certe cose  mi fanno vergognare   oltre che  (  come  mi  è sucesso   quando  ho visto  il film Philadelphia  del 1993, diretto da Jonathan Demme con Tom Hanks) piangere  nel vedere  che un uomo o  una donna  nel 21  secolo  sia  discriminagto per  le  sue scelte sessuali  .

Ecco le  mie risposte  .
1)    qui parlo per  me  ,  gli altri  non sò  se  vogliono possono replicare nei  commenti  , non lo sono  . E  se poi lo fossi  vi cambierebbe  qualcosa  ? 
2  )  ma  prima  d'aprire  quella  cloaca di boccca  ti sei accorto    d'aver   collegato bocca  con il  cervello  ?  l E’ stato anche dimostrato che una quota significativa di individui eterosessuali può manifestare dei comportamenti omosessuali in circostanze in cui l’accesso all’altro sesso è impedito o reso impossibile per le più varie ragioni (scuole, servizio militare, carceri, etc.).
E’ anche importante fare una istinzione tra l’orientamento sessuale omosessuale (il fatto cioè di avere preferenza esclusiva per una sessualità di tipo omosessuale) ed il comportamento omosessuale. Il comportamento omosessuale è infatti piuttosto comune nell’adolescenza, mentre la prevalenza dell’orientamento sessuale omosessuale nell’adulto è di circa il 7% nei maschi e di circa il 4% nelle femmine (anche se si ritiene che questi dati siano stimati per difetto).
In tutti i paesi europei l’omosessualità è considerata un comportamento assolutamente legale purché venga messa in atto da individui considerati in grado di intendere e di volere e consenzienti.
E per finire l’omosessualità è scomparsa da diversi anni anche dai manuali psichiatrici non essendo più considerata una malattia psichiatrica.Infatti    già  da  (  trovate la  copertina sotto  di un suo libro  )  Alfred Adler(1870 –1937) psichiatra e psicoanalista austriaco .
L’omosessualità non è una malattia".  Infatti  egli  : <<   (...)  . Nella fase dello sviluppo, il bambino affronta problemi e situazioni creando stratagemmi che ricava dalla propria esperienza e dal confronto con quelle degli altri, soluzioni che adotta come schemi del suo comportamento, ai quali si conformeranno da allora le sue risposte. Le ricerche della psicologia individuale hanno inoltre dimostrato che un bambino sarà tanto più perverso quanto più sarà accresciuto in lui il senso di inferiorità. Naturalmente sotto questa chiave anche l'educazione assume un senso di primaria importanza: un padre-tiranno, che offusca la personalità espressiva del figlio, può essere causa dell'insicurezza dello stesso, creando un grave senso di inferiorità, ed egli si oppone all'autorità del padre in modo nascosto, acquisendo le doti tipiche del perverso. Stessa cosa accade se la madre é forte e possessiva: il bambino avrà, un domani, un forte senso di scoraggiamento e quindi di repulsione verso la donna. La fuoriuscita dallo schema tradizionale fa sì che l'omosessuale sia scarsamente adattabile alla vita sociale, dove infatti egli è condannato ad essere considerato immorale. E' molto complicato curare l'individuo omosessuale perché si tratta di una nevrosi individuale costituita in età giovanile: é necessario estirparne l'omosessualità acquisita nell'infanzia, quindi rilevare in modo preciso la distanza dal partner sessuale, evidenziare l'aspetto dell'antisocialità ed infine sciogliere il senso di superiorità adottato per compensazione. L'omosessualità, come si diceva, é un fattore di educazione dell'infanzia. La vasta diffusione di questo fenomeno, normale nei tempi antichi come tutt'oggi in ogni classe sociale, fa ad Adler dedurre che l'omosessualità sia una perversione non curabile.>> (  tratto dalla sua biografia su   filosofico.net  )  Può sembrare assurdo doverlo ripetere nel 2006 ma l’Associazione Americana di Psicologia è stata costretta, nel corso di una settimana di convegni appositamente organizzati a New Orléans, a ribadire le posizioni stabilite ufficialmente nel lontano 1975.“L’omosessualità non è una scelta ma una condizione naturale, dunque non vi si può guarire” ha affermato l’Associazione degli Psicologi di fronte alle pressioni dei movimenti cosiddetti “ex-gay” come Exodus, secondo cui sarebbe possibile guarire dall’omosessualità abbracciando la fede religiosa. “Chi afferma il contrario - puntualizzano gli organizzatori - fa riferimento a pratiche religiose e non scientifiche, sul cui reale funzionamento non esistono prove scientifiche e che anzi possono essere fonte di discriminazione sociale.”Al convegno scientifico hanno trovato spazio anche associazioni come “Truth Wins Out”, che è da tempo impegnata nel portare alla luce le truffe e i raggiri che spesso stanno dietro ai presunti guaritori dal 'male' dell’omosessualita'.
3)  solo perchè  ......   con l'ano  e con la  bocca    non sono diversi da noi   .  Non sono malati   e tutti esisbizionisti , esperienza  personale  ( ne  ho conosciuto    e   alcuni li  frequento tutt'ora    ed altri non faccio nomi  per  privacy   e perchè  essere homosex  oggi     viene considerato oggi un tabù  e non mi và   ed0'essere  coresponsabile  d'averlo messo   alla  pubblica  gogna  , scrivono quoi  da  noi  ) .
Io  ho forti dubbi  sull'adozione   dei bambini a  coppie  gay e  Lesbiche    e non mi piace il matrimonio  omosessuiale   meglio  un pacs  o il solo matrimonio   laico in comune  )  .   i gay  pride  sarebbero delle    carnevalate   ( pagliacciate  non mi piace   come termine  )   se  non ci fosse  una cultura  (    sia  a destra , sopratu tto per  esperienza personaloe  e per  qule che vedo e sento  ,  sia   a sinistra  e ila  storia  di P.P.Pasolini lo dimostra  )  Poi  condivido  in parte   (  pnon  mi dilungo  , poer  non annoiarci   , ma sopratutto     perchè  chi mi legge   sa  cosa  condivido  d''esspo  ,  cmq    se  volete   sui  può approfondire  nei commenti   o  in  privato  )  quello che ha detto  nel discorso  di parlamentare   di cui riporto sotto la  prima parte Carmen Montón,  ministro del governo zapatero (  ha lo stesso ruolo di mara  Carfagna  )  che ha collaborato alla stesura della legge per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. É corrispondente alla "nostra" Mara Carfagna. durante  l'iter legisloativo   della  legge di Zapatero  suoi matrimoni omosex 




trovate buzzintercultura.blogspot.com/ più  precisamente  qui se   non avete  voglia  di   cercare  nel suo archivio  .

  con questo è tutto alla prossima 

06/03/09

Mutui Prima Casa

L’articolo 2 del decreto legge 185 varato dal Governo il 29 Novembre 2008 prevede per il 2009 un tetto massimo al costo dei mutui a tasso non fisso, che è costituito dalla differenza tra il tasso del 4% ed il tasso del mutuo al momento della stipula del mutuo, tale differenza sarà a carico dello Stato. Ma poiché pare molto probabile che i tassi possano ancora scendere , è possibile che un Euribor vicino al 2% renderà ininfluenti le riduzioni di rata previste dal decreto .
Un’altra importante novità introdotta dal decreto è l’obbligo per le banche dal 2009 di offrire mutui a tasso variabile agganciati al tasso di riferimento della Banca Centrale Europea , questo provvedimento permetterà di avere un tasso variabile meno esposto alle intemperanze del mercato ,dunque più stabile. Tutti coloro che sono in procinto di comprare casa o ricorrere alla surroga per cambiare il loro mutuo avranno scenari interessanti con tassi ai minimi di mercato come diversi anni fa , tassi fissi dunque più contenuti e tassi variabili più stabili. 


articolo tratto da www.contributicasa.it

12/06/08

L'amico


Pensavo che l'amico


fosse l'oasi che mi attendeva


aldilà del deserto,


invece egli cammina al mio fianco


in questo mare di sabbia


che inghiotte il mio cuore.


Egli condivide con me


l'arsura che mi opprime,


cade insieme a me


quando il peso è insopportabile,


piange con me


lacrime che bruciano.


E nella notte,


la fredda notte del deserto,


anche lui trema al mio fianco.



 


L'amico mi ha insegnato


a scagliare la mia rabbia


lontano...


fino a colpire gli asteroidi


per illuminare il cielo


in una pioggia


di stelle cadenti.


Ligeia666


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