Visualizzazione post con etichetta amici oltre la morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta amici oltre la morte. Mostra tutti i post

21/10/13

l'amicizia oltre la morte [post notturno ]

musica  consigliata







 nel traferire   i file   dal vecchio cellulare  un nokia navigator 67100  (  sotto  a sinistra   ) al nuovo  smartphone   il samsung  gt-s6500 galaxy mini 2 (  sotto  a  destra  )  fra  le  foto    ho trovato questa   che  riporto sotto  e    che  ha   dato origine al post in questione   . 
Ora  molti mi diranno , chi era lo  conoscevi  ?  perchè hai  fotografato  un momento privato  ? 

 Come  ho risposto   ad  un commento     sul mio Facebook :  non lo  so  in quanto la  foto  risale  ad  uno \  due anni fa . E poi  che  importanza   ha  se  lo conoscevo  o meno . 
Sinceramente  non so  chi sia  . Ricordo  solo   che leggendo  i necrologi   mi colpi  molto il contenuto  , spontaneo ,  fresco e diretto  e   poco  retorico  e  standard  che si usa  di solito in tali occasioni  e  senza   chiedermi  se  stavo  facendo bene  o male   scattato . I necrologi sono pubblici  non vedo  dove  sia la  violazione di qualche legge  . Posso   solo dire   che    anche   se  nella vita   ci si perde  di vista   è  con la morte che  ci si ritrova . Quindi  in culo a  chi   rappresenta  la morte   solo ed  esclusivamente   come qualcosa  di negativo  e di terribile   rappresentata  fin dal medioevo   da uno scheletro con la falce  . Ma   venga vista  come la fine dell'inizio  e  non    solo  come  l'inizio della fine   . Proprio morfeo  , mi  sta  rapendo   ho trovato ,  sulla mia  home , questo post  di  Alexandra Zambà .






































che  descrive   e riassume  quando detto fin'ora in questo post





Spesso penso alla morte
al modo in cui dirò addio alla vita
a come avrò la bocca in quell'istante
le mani il corpo.
Vorrei morire mi dico
senza saperlo
a tradimento
in un momento
in cui non me l'aspetto.
Ma ecco che l'alba
riaffiora assurda
e la vita ridiventa
l'incontenibile gioco.

                                                  Salvatore Toma (1951 – 1987 )

 Proprio mentre  termino di  copiare  questa poesia mi ritorna in mente  questa  canzone



 

P.s
Se nel caso il post dovesse  urtare la sensibilità degli interessati  (  i familiari del morto e l'amico  che  gli ha dedicato  il necrologio  qui riportato )  me  li  si faccia  sapere  e  sarà rimosso

24/02/13

non c'è differenza tra uomini e animali . Il cagnetto piange l'amica in cimitero "Riconosce la tomba e si sdraia sopra

aveva  ragione,  un vero peccato averlo perso  per  strada -- ma  è la  vita -- il  mio amico  e primo utente  del blog   Danilo Pilato , quando diceva   che  fra  uomini e  animali non ci sono  differenza   e  faceva questo  test   agli altri\e  utenti ( alcuni\e ritrovati  su fb  altri persi o per  causa mia    o per  chiusura  di  splinder  )   : <<  qual'è  l'animale  che amate  di più ?  pensateci bene   perchè anche l'uomo è un animale  >>




I cani hanno un'anima. Ne è sicura Daniela Floris, di Portoscuso, proprietaria di Shonny e fino al primo ottobre, di una cagnetta di nome Shelly."Il giorno del funerale di Shelly non ho portato con me Shonny,


SHONNY SOPRA LA TOMBA DI SHELLY
 pensavo che non fosse il caso. Ma quando sono andata a trovarla, dopo due mesi, lui è venuto con me. Ha trovato la tomba della piccola prima che ci arrivassi io e si è adagiato sopra. Lì ho avuto la certezza che i cani hanno un'anima. È stata una scena tristissima. Il veterinario mi ha spiegato che riconosce il suo odore". Daniela ha deciso di seppellire Shelly nel cimitero per animali Il giardino di Legna, tra Monserrato e Sestu, e ogni volta che ci porta Shonny, il cagnetto si sdraia sulla tomba dell'amica.


  fonte unionesarda  online  di  Domenica 24 febbraio 2013  09:22

07/01/13

Sassari Scoppia un incendio nel rifugio, ma lui non fuigge e resta con l’amico malato

Leggo sulla nuova  d'oggi    questa  news  di Daniela Scano

Scoppia un incendio nel rifugio, ma lui resta con l’amico malato
Commovente gesto di amicizia tra senzatetto nell’ex piazzale degli autobus di via XXVAprile, diventato una baraccopoli e una bomba ecologica -

SASSARI.
 Quando è divampato l’incendio, c’è stato un fuggi fuggi generale di barboni. Solo Rashid, che è molto malato e da tempo non riesce più a camminare, non si è mosso dal tugurio che è diventato la sua casa. «Non ti lascio solo», lo ha rassicurato un compagno di sventura che in effetti gli è rimasto accanto, nonostante gli inviti del clochard marocchino ad andarsene per evitare di mettersi nei guai. Il pericolo per i due uomini non era il fuoco, rimasto sempre abbastanza lontano, ma incappare nelle forze dell’ordine che qualche mese fa avevano sgomberato il piazzale di via XXV Aprile dai barboni che l’avevano occupato. Quando i vigili del fuoco sono arrivati, l’altra sera Rashid era al sicuro con il suo amico. Storie di solidarietà nella Epifania degli ultimi.
Il gesto generoso dell’amico di Rashid è la faccia bella della medaglia. Poi ce n’è una bruttissima fatta di degrado sociale, di abbandono e anche di emergenza ambientale.L’altra sera, in quello che da vent’anni dovrebbe diventare il grande centro intermodale, ma che nell’attesa infinita è diventato un porto di mare per i senza tetto e i disperati della città, è divampato l’ennesimo incendio. A volte gli ospiti accendono un fuoco per scaldarsi e poi non controllano le fiamme, ma questa volta l’impressione è che qualcuno abbia agito sistematicamente per bruciare tutto. Forse per “ripulire” la zona dagli scarti della società. Saranno i vigili del fuoco ad accertare come sono andate realmente le cose, certo è che questa volta domare le fiamme è stato più complicato del solito. Il fuoco è stato spento una prima volta, ma è ripartito una seconda e una terza volta nel corso della mattinata di sabato e all’ora di pranzo. Forse le fiamme sono state riaccese o forse hanno continuato a covare sotto un cumulo di materassi, rottami, pneumatici e cataste di legname. Il materiale era rimasto dopo l’intervento drastico della polizia municipale che, dopo lo sgombero, aveva abbattuto la baraccopoli. Il terzo intervento dei vigili del fuoco è durato dalle 15 alle 20.30 ed è consistito nel definitivo spegnimento dell’incendio a cui è seguita la bonifica dell’area. Il lavoro delle squadre è stato seguito dagli abitanti dei palazzi che si affacciano nello spiazzo che sta diventando una bomba ecologica. «Qui quando va bene c’è una puzza da far paura e quando va male, se scoppia un incendio, si respira diossina» è il commento di un residente.Il fatto, spiegano i Guardian Angels che conoscono bene la mappa dei disperati e che l’altra sera si sono presi cura di Rashid, è che subito dopo lo sgombero in via XXV Aprile sono tornati i vecchi ospiti. I romeni si sono accampati nell’ex deposito dei bus, dove l’altra sera è scoppiato l’incendio, mentre altri gruppi hanno preso possesso delle stanze che ospitavano gli uffici. L’altra sera, quando è divampato l’incendio, sono scappati tutti per paura di essere identificati. Solo Rashid è rimasto al suo posto, con la sua unica ricchezza: un amico vero.






16/10/12

a volte anche piccoli gesti fanno la storia



soltanto che alcuni passano in primo piano e ci rimangono

il primo  ( il più duraturo ed  entrato  , mitizzato nella storia  culturale    e politica  è quello  di  Carlos e smith 
Nella  foto sotto al centro , risalente   a 6 anni  e di cui  i  12  ottobre   era  l'anniversario, li si vede portare   il feretro dell'amico  Peter Norman  "il bianco "che arrivato secondo nei 200 m. di città del messico scelse di condividere con loro il prezzo della libertà. Indossò il distintivo degli Olimpics for human rights sul podio e ne pagò le conseguenze tornato in Australia. Finendo ( ne trovate qui ulteriori news )

la loro vicenda qui ( è in inglese ma molto dettagliato ) sotto in sintesi sempre dallo stesso sito ma tradotto in automatico con google un sunto della vicenda

il secondo gesto passato quasi in sordina , ma altrettanto importante perchè anch'essa fu emarginata dal  dalla  dittatura  Cecoslovacchia dell'epoca fu  quello della  ginnasta ceca , Věra Čáslavská (pronuncia ceca [ˈvjɛra ˈtʃaːslafskaː] .
Věra Čáslavská sul gradino più alto del podio ai Campionati europei del 1967
insieme a Erika Zuchold eKarin Janz
Essa è  la più decorata ginnasta ceca della storia con sette ori e quattro argenti olimpici, che rendono di lei la quattordicesima atleta più medagliata ai Giochi olimpici e la ginnasta con più vittorie a livello individuale, a cui si aggiungono quattro ori, cinque argenti e un bronzo ai Campionati del mondo e undici ori, un argento e un bronzo ai Campionati europei e è anche l'unica ginnasta, a livello sia maschile che femminile, ad aver conquistato l'oro olimpico in ogni specialità individuale (concorso individuale, trave, volteggio, corpo libero, parallele asimmetriche). Tra il 1964 e il 1968 è stata imbattuta nel concorso individuale ad ogni manifestazione internazionale.
Oltre ai suoi successi sportivi, la Čáslavská è conosciuta per il suo dichiarato appoggio al movimento democratico cecoslovacco contro l'occupazione sovietica. Ai Giochi della XIX Olimpiade di Città del Messico manifesta la sua opinione distogliendo lo sguardo durante l'inno sovietico suonato durante le premiazioni dei concorsi della trave e del corpo libero, rendendola una persona non grata al nuovo regime, forzandola al ritiro e impedendole per molti anni di volare, lavorare o presenziare ad eventi sportivi. La situazione migliorò nel 1980 in seguito all'intervento del Comitato olimpico internazionale. Dopo la caduta della Cortina di ferro cominciò a ricevere i riconoscimenti negati, tra cui un periodo di presidenza del Comitato olimpico ceco.
La sua colpa  ? il suo  gesto  ?  trovandosi sul gradino più alto del podio insieme alla sovietica Larisa Petrik dopo la gara di corpo libero, rifiuta di guardare la bandiera dell'URSS e di ascoltarne l'inno, tenendo il capo chinato in segno di protesta dopo l'invasione sovietica della Repubblica Ceca. Questo gesto le costerà un ritiro forzato dalle competizioni e il divieto di viaggiare per 12 anni.








Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget