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16/07/08

AMBIENTE

Un' iniziativa promettente..."..Rifiuto con affetto"





Nelle isole della laguna veneziana un gruppo di designer, ha installato i cassonetti "rifiuto con affetto".Dentro si buttano oggetti e vestiti ancora in buono stato,chiunque ne abbia bisogno potrà prelevarli....
www.rifiutoconaffetto.it

15/06/08

Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania

Ho appreso con piacere, che il 14 maggio 2008, è stato costituito il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, sono virtualmente con Voi, unitevi/uniamoci in tutta Italia.

Nel condannare gli atti repressivi delle ultime ore, perpetrati ai danni delle comunità di Chiaiano, Marano e Mugnano, il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, a cui aderiscono comitati civici, associazioni e numerosi esperti ed esponenti del mondo scientifico, ravvisa elementi di incostituzionalità e di violazione di norme comunitarie nel Decreto Legge n. 90 del 23.05.2008. Pertanto annuncia che porterà la materia all’attenzione delle Autorità competenti, in sede nazionale e comunitaria.


Tra i punti contestati, si evidenziano i seguenti:

1. militarizzazione dei siti adibiti a discarica;
2. uso inappropriato di discariche per lo smaltimento di rifiuti indifferenziati, e legalizzazione dello smaltimento nelle discariche per rifiuti urbani di sostanze pericolose provenienti da trattamenti in impianti industriali;
3. grave limitazione della possibilità di esprimere liberamente il proprio dissenso;
4. costituzione di un tribunale speciale, titolare in via esclusiva dei procedimenti riferiti a:
- reati relativi alla gestione dei rifiuti;
- reati in materia ambientale;
- controversie relative ai diritti costituzional
Email: mente tutelati, in diretto contrasto con i poteri della Corte Costituzionale.


Gli aderenti al Coordinamento, durante questi anni di emergenza, hanno elaborato proposte di gestione del ciclo integrato dei rifiuti che sono state puntualmente presentate alle autorità competenti. Tali proposte si fondano sull’utilizzo di tecniche e tecnologie che, rispetto alle soluzioni tradizionalmente individuate dalle istituzioni, sono a minore impatto ambientale ed hanno positive ricadute sociali ed economiche.


Ad un piano fondato sull’uso di discariche ed inceneritori, il Coordinamento contrappone una soluzione realizzabile in tempi più brevi ed a costi minori, basata sulla separazione della frazione umida da quella secca dei rifiuti, sul riciclo e sul trattamento a freddo della parte residuale, conferendo in discarica i soli materiali inerti. È notizia di questi giorni, come da dispaccio ANSA, che i rifiuti campani inviati tramite treni speciali in Sassonia (Germania) sono stati meccanicamente selezionati e trasformati in materia prima secondaria, cioè in materiali nuovamente utilizzabili, di cui l’Italia è una delle maggiori importatrici d’Europa.
ricevo e posto mcon piacere la seguente notizia da piero canistracci



Il Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania, condividendo le ragioni delle comunità che sono e saranno costrette a difendere i propri diritti e i propri territori, chiede al Governo ed alle istituzioni locali di pronunciarsi sulle motivazioni che spingono ad ignorare le proposte avanzate dai cittadini senza alcun confronto pubblico, provocando così lo scontro con le popolazioni locali.



Coordinamento Regionale Rifiuti della Campania

Per informazioni e contatti:
www.rifiuticampania.org
contatti@rifiuticampania.org
Tel: 3346224313 - 3286817863


02/03/08

Senza titolo 275


la colonna  sonora   del post  d'oggi e  del notevole  Sandro Fresi  (  qui e qui   dei video da me  girati  di  alcune  sue  esibizioni e  qui il suo spazio su  myspace  dove tropvate   news  e  file midi )







09/11/07

Senza titolo 2217

Prato - In merito all'abbattimento degli alberi in Piazza Mercatle l'avvocato Stefano cambi Scrive:

"1. Non credo che le puntate di Report possano essere cambiate "in corsa" poichè frutto di un lavoro di reportage molto lungo;

2. Nel merito, circa la sistemazione di Piazza Mercatale e dei giardini, voglio cogliere questa occasione per esprimere il mio pensiero: se sono contrarissimo alla realizzazione di un nuovo parcheggio, inutile anche considerando che zone vicinissime (Viale Galilei/Stazione Serraglio) sono munite di un numero enorme di posti auto non sfruttati, non sono contrario a soluzioni che prevedano la rimozione del giardino di Piazza Mercatale (e degli alberi).

Infatti il giardino e gli alberi dividono in due artificiosamente la Piazza, che diversamente mostrerebbe per intero la propria estensione con la visione prospettica del colonnato della "case nuove". La piazza in questo modo, a mio parere, acquisterebbe la propria forma più bella, quella voluta dall'origine, e Prato si troverebbe a disporre di una attrattiva turistica non trascurabile, quale quella di una delle piazze più grandi d'Italia.

Va da sè che la Piazza dovrebbe diventare quasi per intero pedonale, ed il parcheggio in superficie dovrebbe essere rimosso (valorizzando i parcheggi vicini): su questo punto ricordo l'insegnamento del compianto Prof. Cairola, insegnante di Storia dell'Arte al Liceo Classico Cicognini (anni '70) che, essendo senese, sosteneva che il mantenere un percheggio in Piazza Mercatale era come se a Siena lo si fosse fatto in Piazza del Campo.

Su questo punto ho visto quest'estate il progetto alternativo per Piazza Mercatale sottoposto da certe organizzazioni di partito (?) che mi è sembrato davvero negativo ed orrendo. Con un progetto simile magari si possono mantenere gli alberi (per quanto, considerando l'aumento del tasso di inquinamento?), ma la piazza diventerebbe davvero una schifezza, un maleodorante (più di quanto non sia già adesso) parcheggio a cielo aperto".

tanti cordiali saluti

Stefano Cambi

07/10/07

Senza titolo 2068

SIcilia - Da una recente inchiesta della Procura della Repubblica di Catania sembrerebbe che gli incendi che hanno avuto luogo in Sicilia siano stati procurati dalla mafia per nascondre un traffico di risiuti tossici. Il verde Piero Canistracci mi ha scritto la seguente mail:" Il procurato aggiunto Enzo Serpotta, ha rivelato che ci sarebbero stati rifiuti tossici di diversa natura tra quelli accatastati nella discarica abusiva di Nesima.
C'era anche poliuretano, un materiale altamente tossico, mentre continuano gli accertamenti sulla tossicità della "nube".


Questa estate, mentre in Sicilia divampavano centinaia di incendi, ho avuto un contatto telefonico con un redattore di GAIA, venuti in provincia di Messina all'indomani del rogo "assassino", che ha provocato diverse vittime.


Dicevo, allora che bisognerebbe indagare veramente, su molti di questi roghi, che magari  interesseranno gli speculatori e quant'altri, ma in realtà servono ad annullare le tracce dei rifiuti "tossici" disseminati  nelle molte discariche abusive delle zone periferiche di tutte le città e paesi del Sud.


Ebbene quello dell'altro ieri a Nesima (un quartiere di Catania) è una conferma che troppe volte non vogliamo vedere. Vedi documento tratto dal quotidiano "La sicilia" (04-10-2007)"


In base quanto si legge sul sopracitato giornale "il fuoco è stato appiccato ai rifiuti speciali e anche tossici, che erano stati conferito di nascosto nell'ampia sciarosa di cui quasi 20 mila metri quadri erano stati adibiti a raccogliere quei particolari scarti". La nube sarebbe piena  di Pvc e carbonato di socio e di poliuretano, considerato rifiuto tossico. La presenza di queste sostanze è stata convalidata dal Procuratore aggiunto della Repubblica Enzo Serpotta. Gli 800 sacchi di materiale sospetto erano stati ben interrati. 

Il poliuretano è un elemento prodotto soprattutto dalle fabbrioche di scarpe. Il Problema dello smaltimento di questa sostanza è stato rilevato anche a Macerata che ha visto l'inquinamento di numerose falde acquifere. La popolazione ha avuto diversi problemi di nausee e di emicranie.Problema analogo presenta la provincia di nacona dove sono presenti diversi calzaturifici.


Romilda Marzari


 



26/04/07

Zichichi - aumento temperatura è fenomeno naturale



I cambiamenti climatici hanno origini naturali”

Lo sostiene il professor Antonino Zichichi al Seminario internazionale in corso in Vaticano fino al 27 aprile.


CITTA' DEL VATICANO, giovedì, 26 aprile 2007 (ZENIT.org).- Intervenendo il 26 aprile in Vaticano al Seminario internazionale organizzato dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace sul tema “Cambiamenti climatici e sviluppo”, il professor Antonino Zichichi, Presidente della World Federation of Scientists, ha spiegato l'origine naturale dei cambiamenti climatici.

A questo proposito l'illustre scienziato ha infatti sottolineato che l’intervento delle attività umane influisce per meno del 10% e che i modelli utilizzati dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change, Commissione ONU fondata nel 1988) per simulare e prevedere i cambiamenti climatici sono incoerenti e non validi dal punto di vista scientifico.

Con una argomentazione precisa e scientificamente dettagliata, il professor Zichichi, che è anche membro della Pontificia Accademia delle Scienze, ha prima spiegato quali sono le basi matematiche del metodo scientifico, dopodiché ha precisato che i modelli matematici utilizzati dall’IPCC non rispondono a questi criteri.

A questo proposito il professor Zichichi ha ricordato che nei volumi dei Seminari Internazionali svoltisi a Erice (Sicilia) nel 2004, 2005 e 2006, i modelli utilizzati dall’IPCC sono stati puntualmente criticati per l’'approssimazione scientifica.

Secondo lo scienziato l’IPCC ha utilizzato “il metodo del 'forcing' per arrivare alle conclusioni che le attività umane producono variazioni meteorologiche”.

Il Presidente della World Federation of Scientists ha quindi affermato che sulla base delle attuali conoscenze scientifiche “non è possibile escludere che i fenomeni di cambiamento climatico possano essere di origine naturale” e che è plausibile che “l’uomo non c’entri niente”.

A tal proposito Zichichi ha spiegato come il motore della meteorologia dipenda da fenomeni naturali come per esempio “l’'energia inviata dal sole e le attività vulcaniche che sputano lava e una enorme quantità di sostanze in atmosfera”.

“Le attività umane incidono in questo sistema per un massimo del 10%”, ha continuato lo scienziato.

Guardando alla storia del pianeta, Zichichi ha ricordato che 140 milioni di anni fa Oslo e San Pietroburgo sarebbero state parte del circolo polare artico. Che lo stesso polo nord 280 milioni di anni fa copriva zone dove adesso si trova il canale di Suez, Lhasa in India e Houston in Nord America.

Nello stesso tempo però bisogna ricordare, ha continuato, che in mezzo milione di anni la terra ha perso per quattro volte il polo nord ed il polo sud. Per quattro volte i poli sono scomparsi e poi si sono riformati.

Il Presidente del World Federation of Scientists ha infine detto di non essere per nulla convinto che il riscaldamento del pianeta sia dovuto all’'aumento delle emissioni di anidride carbonica prodotte dalle attività umane, perché i cambiamenti climatici dipendano in maniera più significativa dal flusso di raggi cosmici.


dal sito http://www.zenit.org/italian/

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