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02/02/14

ecco un esempio di scambio culturale e di solidarietà sportiva Una veneta all'Olimpiade per il Togo: "Per il mio sogno ho chiesto la cittadinanza" Intervista esclusiva alla sciatrice bellunese Alessia Dipo

da  rainews  del 1\2\2014

Una veneta all'Olimpiade per il Togo: "Per il mio sogno ho chiesto la cittadinanza"
Intervista esclusiva alla sciatrice bellunese Alessia Dipol: 18 anni, sarà in pista a Sochi in slalom e in gigante e farà la portabandiera nella cerimonia di chiusura. Non ha parentele che la legano al paese africano: si è proposta per poter partecipare all'evento a cinque cerchi. "Dopo Sochi punto ai Mondiali"




San Vito di Cadore (Belluno)01 febbraio 2014Una bellunese doc all’Olimpiade invernale con la tuta gialla del Togo, sulle piste di sci alpino e anche come portabandiera nella cerimonia di chiusura. A Sochi nella piccola rappresentativa del paese africano ci sarà anche la 18enne Alessia Dipol di San Vito di Cadore. Legami di sangue con l’Africa assolutamente nessuno, ma nel cuore un sogno olimpico da realizzare. Un desiderio che l’ha spinta a chiedere la doppia cittadinanza pur di volare ai Giochi.


Alessia Dipol
















Doppia cittadinanza per coronare un sogno
Cresciuta all’ombra delle Dolomiti, Alessia scia da sempre. I genitori e il fratello sono anche allenatori federali di terzo livello, ma i suoi risultati non le permettono di sperare in una convocazione nella Nazionale italiana. Così è nata l’idea di proporsi ad altre nazioni. Alla fine la scelta è caduta sul Togo, un paese dove le temperature sotto lo zero si trovano solo nei congelatori, ma dove la Federazione sport invernali sta comunque muovendo i primi passi. “Mio padre ha un’azienda di abbigliamento sportivo e ha avuto rapporti commerciali con il Togo - racconta la 18enne bellunese – Là è da poco nata la Federazione e abbiamo colto questa opportunità: hanno accettato molto volentieri e si è instaurato un bel rapporto. Ora ho la doppia cittadinanza”.
Qualificazione sul campo
Un’idea simile un anno fa era venuta anche allo statunitense Paul Bragiel, che è diventato un idolo della Rete con i suoi tentativi di arrivare a Sochi come leader della neonata Nazionale colombiana di sci di fondo. Il suo progetto però è naufragato a causa degli scarsi risultati, mentre Alessia Dipol si è conquistata sul campo la qualificazione all’Olimpiade. “Ho ottenuto i punti necessari in alcune gare Fis internazionali – spiega – A Sochi parteciperò allo slalom speciale e allo slalom gigante. L’obiettivo è divertirmi”.
"Onorata di fare la portabandiera"
Papà e mamma come allenatori, il fratello come skiman: l’avventura olimpica sta coinvolgendo tutta la famiglia Dipol. La partenza per Sochi è in programma per il 5 febbraio e il gruppo resterà in Russia fino al termine dell’Olimpiade, perché Alessia è stata scelta dal Togo come portabandiera nella cerimonia di chiusura del 23 febbraio. “È un grande onore, un sogno che si realizza”, dice la sciatrice bellunese.
"Poco patriottismo? È giusto aiutare una federazione che sta crescendo"
Certo, per qualcuno la scelta di vestire i colori di un altro paese non è molto patriottica. “Me lo dicono in tanti – racconta Alessia Dipol - Io rispondo che il Togo è una nazione in via di sviluppo, che c’è questa nuova federazione e che mi sembra giusto aiutarli e vivere con loro questa nuova esperienza“.
Dopo Sochi la Coppa del mondo, i Mondiali e l'Olimpiade 2018
Nelle intenzioni di Alessia, Sochi è semplicemente un primo passo. “È solo l’inizio – dice - Dall’anno prossimo si lavorerà per la Coppa del mondo e per i Mondiali”. Poi, nel 2018, ci sarà ancora l’Olimpiade invernale e un sogno olimpico da vivere per la seconda volta. La sciatrice bellunese non ha dubbi: “Sempre forza Togo!”.

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