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09/05/17

PRIMA DELL'AIDS Aids punizione divina ? No diabolica di matteo tassinari

in sottofondo  Le storie di ieri - Fabrizio De André

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Che cosa direi a chi considera l'Aids una punizione divina? Niente. Perché è già stato messo in regola da Dio, infettandolo con un pensiero così malsano, impietoso e spietato, che non gli renderà semplice l'esistenza. Ma ognuno beve nel proprio bicchiere. Immorale. Fate una prova con voi stessi. Come reagireste se sapeste che il cuoco del vostro ristorante preferito ha l’Hiv? O la tipa che fa ginnastica proprio vicino a voi è stata ricoverata per una settimana in ospedale agli Infettivi? 
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O la maestra di vostro figlio è sieropositiva? Poi, improvvisamente, salta fuori un film geniale, illuminato, ispirato, girato con autentica e grande cognizione di causa, capace di toccare profondità umane oceaniche, quindi abissali. L'Aids è un abisso, un burrone, un precipizio, ma "Dallas Buyers Club”, senza percorrere la deriva del ridicolo pur affrontando il dramma con l'ironia umana del quotidiano. 
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"Non ti dà un po' sui nervi sentire quelli che parlano di curare i malati mentre intanto sventolano il loro Rolex? Cosa ne sanno di come si trattano i malati di Aids?". La gente parlava, e pensava, proprio in questi termini. "In fondo sono cose che a me non riguardano" e oggi ci ritroviamo con i reparti infettivi colmi di 70enni malati di Aids conclamato con moglie, nipotini e prole a carico che ti guardano con volto burbero e dubbioso, come se a loro l'Aids l'avessero preso giocando con le farfalle, perché non era vero, dicevano, che erano andati a puttane, non potevano dirlo per la moglie i parenti e amici. Prima di tutto la reputazione, a costo della verità. Spettacolo raccapricciante. Pesante per mogli, figli, amici, ma vedere la faccia di quelle persone che pur di non dire ch'erano andate a puttane, si arrampicavano sugli specchi sparando improbabili giustificazioni a cui nessuno credeva. Nella loro immane e sconsolata tristezza oltreché deprimente condizione, era penoso sentire il pesante silenzio di questi 60enni con l'Aids che cercavano di discolparsi in tutti i modi, rendendo ancora più scabroso e insidioso il loro status.(Continua qui, per chi vuole, http://rainingallegories.blogspot.it/







12/01/14

Crescono i contagi fra i giovani, così l'Aids torna a fare paura

Streets of PhiladelphiaBruce Springsteen 

PERCHE'  LO FAI - MARCO MASINI 


non voglio fare  il predicozzo perchè  :  << Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti ti serve molta energia.   (...)  [  cit   cinematografica  ]  >> . Ma  purtroppo dagli Usa   ( specie da gli anni 80   importiamo e prendiamo il peggio    e non  il meglio  )  . 

Un minimo di precauzione  ..... . Qui non solo è a rischio la tua  vita , ma  anche   quella degli altri\e . Quindi se  vuoi rovinarti  ..... ma   non rovinare  anche  quella  degli altri\e  .  

da repubblica  online  


Crescono i contagi fra i giovani, così l'Aids torna a fare paura 

Allarme degli esperti: i ragazzi non usano preservativi. Gli adolescenti di oggi non hanno vissuto gli anni dell'emergenza e non vedono i rischi



NEW YORK - Nel paradosso della vittoria si nasconde il rischio della sconfitta, al tempo in cui finalmente la comunità scientifica può dire di aver battuto o comunque messo sotto controllo l'Aids arrivano numeri che raccontano un mondo alla rovescia: i contagiati crescono a ritmi vertiginosi tra i giovani. L'allarme parte dagli Stati Uniti, ma è una tendenza globale, tocca Canada, Australia, Francia, Inghilterra, Olanda e in Cina i ricercatori parlano addirittura "di un'epidemia tra gli studenti". 





Negli Usa la comunità più colpita è quella dei gay sotto i 25 anni che vede il virus in ripresa a ritmi del 22% rispetto alle ultime rilevazioni ufficiali di 12 mesi fa: tra gli afroamericani si arriva a quota 48%. Ma anche i dati sui ragazzi etero preoccupano: "Non ci sono statistiche aggiornate attendibili, ma alcuni studi indicano un aumento addirittura superiore al 20%": spiega John Schneider dell'Università di Chicago e poi aggiunge: "Vedo sempre più spesso adolescenti tra i 13 e i 16 anni contagiati".
Quella in corso è una vera e proprio controrivoluzione sessuale: con il virus ai suoi minimi storici e ormai messo sotto controllo dalle cure farmacologiche, i giovani di oggi sono la prima generazione che cresce senza l'incubo del contagio. Finita l'emergenza, le campagne di prevenzione si attenuano, i fiocchetti rossi non brillano più sui vestiti delle star, molte storiche associazioni devono chiudere per mancanza di fondi. I "millennials", quelli che hanno tra i 18 e i 30 anni, non hanno mai visto un amico morire in un letto d'ospedale dopo mesi di sofferenza, non hanno memoria delle immense coperte colorate con i nomi delle vittime, non hanno pianto guardando il film Philadelphia e dunque non pensano di correre un pericolo tutte le volte che fanno sesso non protetto. Oltre il 20% ammette candidamente di non usare il preservativo, ma nei sondaggi ufficiosi la cifra triplica. Uno su tre, anche tra gli omosessuali adulti, non ha mai fatto un test Hiv e di sicuro non lo ha fatto negli ultimi 12 mesi: "In queste condizioni è come giocare alla roulette russa: mettono senza pensarci in pericolo la loro vita", dice al New York Times Thomas Frieden che dirige il Centers for Disease Control and Prevention, l'ente federale che vigila sulla sanità pubblica. 
Oltre all'ignoranza, pesa anche il cambio di percezione della malattia, vissuta ormai con un disturbo cronico, poco più di un fastidioso raffreddore con cui si può convivere prendendo qualche farmaco: "Molti sono convinti che basta prendere antivirali per non ammalarsi e dunque si credono immuni dal contagio: ma non è così": dice ancora Frieden. Ogni anno ci sono 50mila pazienti e nonostante gli investimenti dell'amministrazione Obama non si riesce ad abbattere quella soglia proprio per i nuovi casi. Così i programmi federali e le Ong si concentrano adesso sui giovani, da New York a Chicago, da San Francisco a Washington nascono applicazioni per gli smartphone e le campagne di pubblicità progresso inondano i social network, i furgoni colorati dei volontari si fermano nel fine settimana davanti a bar e locali notturni: consegnano preservativi e invogliano a fare subito l'esame. Nei campus universitari si lancia "la giornata del test" provando a trasformare l'appuntamento in una sorta di party collettivo, si organizzano spettacoli teatrali e concerti a tema.
"Ma è difficile, il problema è proprio l'educazione sessuale. Da noi si concentra sempre di più solo su astinenza e prevenzione della gravidanza. Quasi nessuno si azzarda a parlare di Aids, figuriamoci di omosessualità" spiega a Usa Today lo psicologo Robert Garafalo. Poi conclude amaro: "Viviamo dentro una contraddizione: mai come ora i nostri ragazzi sono bombardati da messaggi sessuali espliciti, modificano le loro abitudini, hanno rapporti sempre più precoci, cambiano spesso partner e affrontano tutte queste esperienze nella più totale ignoranza".







05/07/12

io e i pregiudizi della gente I [ l'omosessualità ]

Lo  so  che   non dovrei  come suggerito da più parti  : <<   Non soffermarti a dar il minimo peso a quello che gli altri :   pensano, dicono , fanno parodie (  I  II III ) che  vengono  anche  se  risalgono  a  quasi   25  anni fa prese  sul serio come noterete leggendo il post    )    mi scrivono  via @ o scrivono di me  in giro per  la rete   . Ma   per parafrasare il famoso pezzo  de    "il barbiere di Siviglia" di Gioacchino Rossini ( 1792-1868 )   la  calunnia [ e i pregiudizi  ]  sono  


 qui  chi volesse  il testo di questo pezzo . Infatti  non capisco  questa mania degli altri di imporre i propri modi di vivere la sessualità ("sesso vero e proprio") anche ad altri che giustamente poi siamo tutti diversi e quindi viviamo la sessualità e le sue sfumature in modi diversi. Ad alcune persone appaga una certa cosa, ad altre no. E questo vale per tutto. Poi in effetti son le solite assurdità derivanti da luoghi comuni, per altro poco fantasiosi - sempre i soliti.
Ma certe cose mi danno fastidio non tanto per me , visto che  con gli anni  ho imparato a fregarmene , ma per l'idea  che si fanno  (  alcune amicizie e l'iscrizione di alcuni  utenti  sia  in splinder    che  qui   è nata  da  email  che mi   mi chiedevano delucidazioni in merito a quanto  , vedere  url  citati prima  , cosa ci fosse di vero o di falso   in quelle  cose  )  sono nate  cosi
Ma soprattutto  in particolare   di come siano  ( testimonianza  di alcune email , d'altronde  e per loro che scrivo  nel blog  , che  avrei dovuto  cestinare  , ma  che nella mia magnanimità preferisco   riportare )  ancora diffuse  ignoranza  e pregiudizi   verso chi  ha scelto  di vivere liberamente la sessualità  ed  omosessuale  .

Dopo  questa premessa  veniamo al post  vero e proprio

1)   visto  che dedichi   sia  sui  tuoi account di facebbok (  redbeppeulisse1  e redbeppeulisse2   e  anche qui   ( prima con splinder  e  ora  con blogspot   )   spazio alla feccia    che  sono i Gay  e  che  sono quelli che hanno portato  l'Aids  ,  e allora  e  vero  quello  che si dice  di  te   in rete  ( vedere  url   II )  e quelle voci che  sei  gay  fin da  piccolo  visto che dicevi ai tuoi compagni  amore mio  e  ti sei   con la  scusa  di giocare   all'attore porno  inchiappettato  con  tuo  cugino .

Ne  parlo   per  :  combattere  i  pregiudizi   fra  cui  quello  che  gli untori  del  virus  Hiv  siano gli omosessuali  quando invece  è nato  dalle  scimmie  e  trasmesso all'uomo   da  un vaccino che  usava   come elementi  reni delle   scimmie anche  contaminati dalla malattia  ( qui il documentario  )   ., perchè  : << che sempre l' ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a morte", ( da  canzone  per  Silvia  di Guccini .E poi  A me non importa che tu sia bianco, nero o verde; cristiano, ebreo o musulmano; gay, etero o bisex; italiano, cinese o senegalese; se tu ti comporti bene con me, io mi comporterò bene con te. Semplice.E poi  <<(...) se capirai, se li cercherai fino in fondo se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo.>> (  citazione de  Andrèiana   testo e video
Per  quelle  voci   sono vere  . Ma  chi di voi  , a  8 anni  quando  la sessualità è ancora in formazione   influenzato  : A)  da  una  formazione  culturale  bigotta  nonni  materni e  paterni ed in parte i genitori che  ti  dicevano   che  cio' e amle  senza  un perchè  o   senza  proporti alternative  o con scarsa pazienza  .,  B)   da  fattori   esterni ( visione precoce  7\9  anni  di fumetti pornografici senza  distinzione  fra etero e  omosex )  e voglia  di sperimentare  , non è mai  capitato  ( lo dicono anche  gli psicologici     che le  prime esperienze sessuali   e di sesso  , posso essere    anche omo non necessariamente  etero  )   qualcosa  del genere  ?
2)   dai tuoi post   non si capisce   se  sei etero o gay  oppure bis sex  ?
ne  ho  già parlato  qui  sul mio account  di fb
3) non è  che  sarai  malato  e pedofilo come  i  gay  ?  visto che  sei gay o  manifesti simpatie  nei loro confronti   e visto i tipi di post  che hai recentemente publicato  :

perchè elogi una malattia   come dice  questo interessantissimo (  e ben fatto  )    articolo   di Ciro Basile Fasolo


Io non sto elogiando  ne  tanto meno invitando   qualcuno\a  ad  esserlo o  cambiare  ( o guarire  come pretendono  coloro i quali considerano  l'omosessualità o una  malattia\ patologia   )   ma  a sradicare i pregiudizi che  ci sono riferiti  a  tale tendenza sessuale  e  ai suoi aderenti  .



 Infatti  dalla voce omosessualita'  di wikipedia : << (.....) Dalla metà del XX secolo, l'omosessualità è stata gradualmente disconosciuta come malattia e decriminalizzata in quasi tutte le nazioni sviluppate.[8] Comunque, lo status legale delle relazioni omosessuali varia enormemente da uno stato all'altro e rimangono ancora giurisdizioni in cui alcuni comportamenti omosessuali sono considerati crimini e vengono puniti con pene severe, tra cui la morte.




Molte persone omosessuali nascondono i loro veri sentimenti e attività a causa della paura della disapprovazione altrui e della violenza; vengono comunemente definiti repressi. Il dichiarare apertamente il proprio orientamento viene definito coming out (dall'inglese “uscir fuori”)  che spesso viene  fatto   con manifestazioni come i gay  pride   scambiate per puro esibizionismo  . << I tentativi di emancipazione dell'omosessualità, così come oggi vengono riconosciuti, iniziarono negli anni sessanta del 1800; mentre nel XX secolo, dalla metà degli anni cinquanta si ebbe un'accelerazione con l'aumento della visibilità, dell'accettazione e dei diritti civili per lesbiche, gay e bisessuali. Tuttavia, l'omofobia persiste, e soprattutto si presenta nei confronti dei giovani, comportando un grande rischio di difficoltà alla socializzazione, con gravi conseguenze tra cui il suicidio.[9] >> Inoltre  lo studio da te citato  è  al 90 %  pieno di pregiudizi  e  di teorie  errate  perchè L'OMS definisce l'omosessualità una variante naturale del comportamento umano e  non una malattia. Anche  se  è vero che posso esserci  , una percentualità minima ,  dei casi psicologici  e patologici  o  in cui nsdi diventa  / (  come definiscono alcuni\e     , fra cui i miei   vecchi  per  vizio   )  ,  ma  chi siamo noi per  giudicare




   come  uno lo è diventato o lo  ha scoperto tardi  (infatti  c'èanche    chi  trova  la sua certezza sessuale  a  40  anni  )     . Questa  trovata  nel  video  sopra riportato vale  anche  per  questo  post  :

<< Siamo portati a giudicare cos'è giusto e cosa è sbagliato.Noi, comuni mortali, che spesso e volentieri condanniamo ingiustamente chi si discosta dagli schemi tradizionali perché "al di fuori dagli standard consentiti"..Ma chi siamo noi per giudicare qualcuno ? La follia non sta tanto negli altri..spesso è insita in noi e assume molte forme, come ad esempio l'ipocrisia... >>
E poi :
<< Definire chi sia la persona omosessuale non è cosa agevole. L'omofobia, del resto, contribuisce a generare talvolta e in alcune culture una situazione sociale pesante in cui le stesse persone omosessuali rifiutano per prime, almeno in pubblico, la definizione di "omosessuale".Oltre a ciò, il confine fra eterosessualità ed omosessualità non è affatto netto: vaste aree del comportamento umano sfuggono a una definizione netta, ad esempio nel caso delle persone bisessuali.Oltre che da parte di persone che provano attrazione sessuale e/o sentimentale sia per persone dell'altro che del proprio sesso (bisessualità in senso stretto), si possono verificare comportamenti omo- o bisessuali in molti altri casi, tra i quali:
comportamenti omosessuali indotti dall'assenza di altre possibilità di sfogo sessuale ("omosessualità situazionale"), per esempio quella che si verifica nelle comunità di persone di un solo sesso, come le carceri, le caserme. Essa è detta anche "omosessualità di compensazione" o, nei testi più antichi, pseudo-omosessualità (questa ultima definizione è ormai in disuso);
comportamenti omosessuali infantili e adolescenziali (o "giochi" sessuali),("omosessualità adolescenziale" o "transitoria");
comportamenti omosessuali maggiormente diffusi nelle società in cui i rapporti sessuali con persone del sesso opposto sono strettamente riservati agli adulti, tramite matrimonio o ricorso alla prostituzione;
comportamenti (anche) omosessuali da parte di persone affette da alcune patologie mentali, tali da rendere indifferenziato l'oggetto delle loro pulsioni erotiche;
comportamenti omosessuali motivati da ragioni estranee alla tendenza sessuale personale, come per esempio nel caso della prostituzione maschile, nella quale il bisogno economico può indurre a rapporti sessuali con persone del proprio sesso anche persone che non sono omosessuali esse stesse.
Normalmente, quando si parla di "omosessuali", non si intendono le persone coinvolte nelle situazioni sopra elencate, bensì le persone che provano attrazione in modo preponderante o esclusivo per persone del loro sesso anche quando siano al di fuori da tali situazioni. Tali persone ricercano rapporti affettivi e sessuali con persone del loro sesso in base a una pulsione interna personale e non in base a una scelta indotta dall'ambiente o dalle circostanze. >> ( sempre wikipedia ) . Per  quianto  riguarda  l'equazione  Omosessualità = pedofilia è  una puttanata l'ennesima  caccia alle streghe  verso  igli omosex   in quanto   tali fenomeni   sessuali  sono ben differenti, perchè altrimenti  non si spiegherebbe come  mai  i pedofili  abusino   anche  di bambine  .  Infatti  ciò non toglie che un omosessuale possa anche essere pedofilo, ma anche un etero lo può essere....





Quini concludo dedicandovi questo video e di pensare prima di parlare 


  con questo  è tutto   alla prossima


04/07/12

dal modo gay ( l'omofobo cannavaro candidato per la pdl , ecc )

Le mie risposte alle obiezioni comuni riguardo l'adozione da parte di figli per le coppie omosessuali.





FONTI: 
1) Studio di Loren Marks (Lousiana State University)http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0049089X12000580 

2) Comunicato Associazione Italiana Psicologi:http://www.aipass.org/files/Comunicato%20adozioni.pdf 

3) APA - statement about sexual orientation, parents and children:http://www.apa.org/about/policy/parenting.aspx 
(To be published in Volume 60, Issue Number 5 of the American Psychologist.)


Altri riferimenti: 
- Articolo 3 della Costituzione italiana: "Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali[...]"
- Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: 
1) Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà 
enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcu- 
na, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religio- 
ne, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o 
sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. 
2) Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello sta- 
tuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio 
cui una persona appartiene, sia che tale territorio sia indipen- 
dente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autono- 
mo, o soggetto a qualsiasi altra limitazione di sovranità. 
-



Fonte http://www.mosinforma.org  ( Movimento Omosessuale  Sardo )


Cannavaro l’omofobo scende in campo con il PDL. Assessore a Napoli?

Dopo le uscite omofobe del 2009, sui matrimoni gay in Spagna accostati a Gomorra, che gli comportarono il mancato rinnovo del contratto con il real Madrid (il 53% dei tifosi lo voleva fuori) e l’esilio negli Emirati Arabi, Cannavaro sembra in procinto di tornare in Italia, come assessore allo sport del candidato sindaco di Napoli del PDL Gianni Lettieri.
In mutande, con i suoi compagni di squadra, tra cui anche l’altro omofobo Gattuso, Cannavaro sembrava strizzare l’occhio proprio a quei gay che tanto gli fanno schifo. Ma non altrettanto schifo prova per i loro soldi. Solo una coppia di stilisti di destra come Dolce & Gabbana, quelli che sostenevano l’inutilità delle Unioni Civili “perchè tanto loro, con i soldi che hanno, fanno comunque quello che vogliono”, poteva utilizzare modelli omofobi per una pubblicità diretta al mondo gay. Eppure siamo in Italia e le finocchie continuano a vestirsi Dolce & Gabbana pur sapendo che, i due stilisti, sono tra i più acerrimi nemici dei loro diritti. Diventati da tempo articoli da mercatino e snobbati dai fashion followers … rimangono, purtroppo, un top per  i gay italiani, un pò “ritardati” in tutto. Chissà quanti di loro, avvolti in una mutanda D&G, sbavano ancora guardando in tv Cannavaro che corre dietro un pallone. Noi auguriamo al PDL campano e al loro assessore in pectore una sonora batosta ed una caduta nel dimenticatoio.
Comunque, a chi interessa, ecco la notizia lanciata da TMNews:
Gianni Lettieri, candidato a sindaco di Napoli per il centrodestra, coinvolgerà il campione del mondo Fabio Cannavaro nella sua squadra di governo qualora dovesse vincere le elezioni del prossimo maggio. “Ho chiesto a Fabio, che ha subito accettato, di impegnarsi al mio fianco per il rilancio della città, mettendo a frutto la sua esperienza – ha spiegato Lettieri – per aiutare i giovani a credere in loro stessi e nello sport. So che ha molti impegni, ma so anche che di fronte alla sfida di far vincere la sua Napoli non si tirerà indietro”. “La sua immagine e la sua voglia di fare saranno determinanti per aiutare la città e sostenere i nostri ragazzi a dare una speranza a chi vive situazioni di difficoltà, a chi per disperazione purtroppo decide di avvicinarsi alla criminalità. Voglio mettere a sua disposizione – ha proseguito Lettieri – ogni più utile risorsa. Fabio ha sempre avuto a cuore le sorti della città e quella dei suoi ragazzi e già sta facendo tanto con Ciro Ferrara con la loro fondazione”.
Lettieri ha già ricevuto una email dall’ex capitano dell’Italia. Cannavaro, Pallone d’Oro dopo i mondiali del 2006, già giocatore della Juventus, del Real Madrid e attualmente difesore dell’Al-Ahli Club (Emirati arabi uniti) è pronto. “Condivido i tuoi progetti sulla rinascita della città che vorrai promuovere come sindaco, in special modo – ha scritto Cannavaro nella lettera – per quanto attiene ai giovani e alla soluzione delle problematiche che da troppo tempo li affliggono. Voglio perciò aiutarti in questa sfida difficile ed entusiasmante che va oltre ogni schieramento politico e le logiche di partito. Ho ancora un anno di contratto, durante il quale cercherò di impostare l’assessorato più idoneo creando un team dedicato di professionisti, dirigenti e funzionari comunali. A contratto scaduto, spenderò il mio tempo – ha assicurato – ad aiutare Napoli e i napoletani. So che è una grande responsabilità e che i problemi sono molti, ma ho sempre sognato – ha concluso – di poter fare qualcosa di importante per la mia città”




Intervista esclusiva: “Un figlio gay? Non avrei alcun problema!”. Salmo risponde alle accuse di omofobia

“Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei” è la frase contenuta nella canzone “Merda in testa”, di Salmo e Guè Pequeno, che ha fatto infuriare la comunità GLBT italiana ma anche tanti fan dell’artista sardo. Salmo: “E’ solo una rima che precede il ritornello Quanta merda che c’ho in testa.Io quelle cose non le penso proprio” 
Nei giorni scorsi è divampata la polemica, prima su Facebook poi sui mezzi di comunicazione. Omofobo e violento sono le accuse che il popolo della rete, tra cui anche alcuni fan, hanno rivolto al rapper sardo.
Nato ad Olbia nel 1984, Salmo incide le sue prime strofe nel 1997 e, dal 2000, produce come rapper i primi demo. Negli stessi anni lavora su proggetti musicali paralleli girando per l’italia e l’europa con gli SKASI…CO (band rap-metal), con i quali produce 3 album e, nel 2009, collabora con i THREE PIGS TRIP  producendo il primo EP: “mercyfull bullets”. Dopo 13 anni di attività, nel 2011, incide il primo LP da solista “THE ISLAND CHAINSAW MASSACRE” che riceve moltissime critiche positive.
Salmo non è certo un paladino dei diritti dei gay ma ad essere descritto come omofobo proprio non ci sta. Tutto nasce da una collaborazione con Guè Pequeno, il rapper milanese considerato uno dei fenomeni del 2011, con il quale registra “Merda in testa” un free style contenuto nel mixtape “Fastlife 3″ in uscita alla fine di questo mese. Con il ritornello “Quanta merda che c’ho in testa“, Salmo e Guè infilano una serie di rime, più o meno baciate, tra cui “Vivo day by day sono il capo come Ray/Più hardcore degli Utop/Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei/Vuoi far suonare Salmo in giro chiama il 666″
“La canzone non voleva essere distruttiva nè violenta, magari a freddo può sembrare un pò pesante, ma in realtà sono frasi sconnesse che fanno seguito al titolo del pezzo:  “merda in testa”. Se avessi un figlio gay io non lo pesterei. Assolutamente“. Ci dice Salmo al telefono. “Non mi sarei mai aspettato questa reazione e mi dispiace che ci sia stato questo fraintendimento. Scrivo i testi delle mie canzoni mettendo su carta tutto quello che mi passa per la testa e quelle frasi rispecchiavano il pensiero di qualcuno che si sente con “tanta merda in testa” … appunto”.
La spiegazione della canzone è chiara, ma la tua reazione alle richieste di chiarimenti su Facebook lo è un pò meno
“Si, hai ragione. Mi sono fatto prendere la mano. Non sono abituato a tutta questa notorietà e quando mi sono visto attaccato in quel modo, con offese gratuite, da persone che nemmeno avevano sentito il pezzo, mi sono innervosito e ho risposto di conseguenza.”
Nella tua prima risposta hai scritto “… non tollero quando vogliono essere accettati mettendo sul web “foto di nudo artistico” mentre si inculano uno con l’altro, da vomito!”. Un pò forte per essere solo una risposta ad accuse di omofobia, non trovi?
“Si, forse. Ma è stata una reazione ad una serie di messaggi privati ed alla pubblicazione continua, sulla mia pagina Facebook, di foto di uomini nudi e di sesso fra uomini. Ognuno è libero di fare quello che vuole ma quella mi sembrava un’imposizione … certo ho esagerato, ma il “vomito” si riferiva a quelle pubblicazioni e non ai rapporti tra omosessuali. Ripeto, ognuno è libero di fare quello che vuole ma non di imporlo agli altri.”
Come mai hai deciso di cancellare la tua prima risposta?
“Perchè l’ho scritta d’impulso e mi sono reso conto che non rispecchiava il mio pensiero. Poi leggendo i commenti alla risposta, sopratutto quelli che esageravano contro i gay, ho capito di avere esagerato e l’ho cancellata subito. Non ho niente contro gli omosessuali e non voglio stimolare l’odio o l’aggressività contro di loro. Ho scritto anche di conoscere diversi gay, anche coppie. Anche loro mi hanno chiesto spiegazioni di quella frase e quando gli ho fatto notare il contesto della canzone hanno capito. Sai, molti quando seguono un artista cercano un esempio da seguire, ma io non lo sono, sono un ragazzo normale che dice quello che pensa. Credo che ora starò un pò più attento.”
So che nei giorni scorsi hai parlato con il presidente del Movimento Omosessuale Sardo, vi siete chiariti?
“Si, mi ha chiamato per chiedermi chiarimenti di quanto successo e gli ho spiegato come sono andate le cose. Quando ho saputo che mi cercava mi sono reso subito disponibile, non mi piaceva l’idea di scontrarmi con un movimento che lavora da tanti anni sulla mia terra e che rispetto. Credo che lui abbia capito.”
Capitolo chiuso allora?
“Sicuramente si. E’ stata una leggerezza, non tanto la canzone quanto la mia reazione. Adesso ho capito che non devo prendere così sul personale tutto quello che viene scritto sulla rete, dietro un computer tutti si sentono liberi di dire quello che vogliono e spesso esagerano. L’ho fatto anche io; non lo ripeterò”
Cosa ne pensi del matrimonio o, comunque, dei diritti delle coppie gay?
“Io sono favorevole ai diritti per tutti … ma, se devo essere sincero, il matrimonio, etero o gay, lo abolirei … Ecco (..  ride) ho fatto anche la rima ..”
Dove ti trovi ora?
“In questo periodo vivo a Milano, spostarsi dalla Sardegna per i concerti era un problema, così ho deciso di trasferirmi qui”
Quando ti rivedremo in Sardegna?
“Spero molto presto”
In una nota il Movimento Omosessuale Sardo conferma la telefonata e getta acqua sul fuoco “No, non ritengo Salmo omofobo” dice Massimo Mele, presidente del MOS “Certo, la sua risposta su Facebook poteva sembrarlo ma il fatto che se ne sia reso conto da solo è un buon segno. La frase della canzone è certo censurabile in sè, ma se contestualizzata credo che rappresenti bene “la merda che molte persone hanno in testa”. Capita a tutti di dire sciocchezze, l’importante è rendersene conto. I cantanti o i gruppi realmente omofobi lo rivendicano pubblicamente, lui ha fatto un passo indietro, segno che non è quella la sua posizione. Magari in futuro lo troveremo anche a sostenere le nostre rivendicazioni. Se vorrà, ci sarà un posto anche per lui nel concerto contro l’omofobia che organizzeremo a Giugno, che quest’anno sarà anche l’occasione per festeggiare i 20 anni di attività della nostra associazione.”
Intervista telefonica realizzata dalla redazione di MOSinforma
Ecco il testo integrale di Merda in testa, di Salmo e Guè Pequeno
Fin da piccolo, fra sai, che avevo grosse ispirazioni
SP nei miei polmoni con l’imbosco nei miei coglioni
Da grande ocus pocus, trasformo barre in euro
Guardo la tv, mentre ho il volume a palla nello stereo
Multi-tasking
E frate la tua tipa è multi-cazzi
Si vero è troppo impegnata, non c’ha un buco libero
Tengo separato il business dagli amici e dalla donna
Ricorda tieni siempre separata las dodas.
Capisci un po’ le citazioni, no, non hai mai visto un film
Questo flow è già storia Guepe Story X
Contro me la tua testa fa crash tipo una bottiglia di Becks
Con la tua tipa sono un groupie entro sempre nel back
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Uhh
Sconvolto spettinato in paranoia, mentre guido
Ho un teschio in faccia na hacido Salmo amigo comprendido
So che ottengo, perché esigo
Parlo poco, perché in due parole me la sbrigo
Rap da algebra preparato in materia
Il mio corpo è in aria, sono di sostanza aerea che ora porti con chi
Mi ascolta in stereo, faccio Hysteria
Ci sfioriamo appena, tipo Capoeira
Hey man occhi spenti, dietro lenti Ray-Ban
Chiama il numero della bestia come gli Iron Mayden
Ho dei problemi in testa tipo psicotico
Doppia personalità mi sdoppia un clone prototipo
Vivo day by day sono il capo come Ray
Più hardcore degli Utop
Avessi un figlio gay sicuro lo pesterei
Vuoi far suonare Salmo in giro chiama il 666
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Quanta merda fra
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa
Troppa merda in testa
Quanta merda che c’ho in testa.





L’ignoranza è molto più contagiosa dell’HIV

La LILA denuncia l’offensiva superficialità con cui amministratori e giornalisti trattano le persone sieropositive
Qualche giorno fa di migliaia di persone hanno potuto leggere su diversi giornali nazionali che a Milano ci sarebbero degli “untori”,ovvero persone sieropositive transessuali che si prostituiscono e che rappresentano un pericolo per la salute pubblica. Untori che avrebbero scaraventato nella paura migliaia di cittadini. Questo grazie alle affermazioni del vicesindaco e dell’assessore alla salute irresponsabilmente riprese dai quotidiani e successivamente dalla rete.
Quello che colpisce è che si parli di untori, termine obsoleto e riportato in luce da amministratori della salute pubblica in maniera tanto superficiale e ignorante. Rendendo chiara un’immagine, quella di chi volontariamente espone al rischio di contagio la popolazione.
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