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11/02/15

Il giorno del ricordo a uso e consumo della Terza Repubblica ecco perchè sulle foibe non c'è ancora menoria condivisa e anse si continua cosi difficilmente ci sarà

Ecco  perchè ricordo   a  360°  o al netto  delle colpe  come dicevo in un precedent post   perchè  la verità e   la responsabilità  in tragedia   storiche  come   questa    non sta  mai da una parte sola   e non  è mai  a  senso  unico  (  o alkmeno cosi dovrebbe  ) 


da http://contropiano.org/  di  Mercoledì, 11 Febbraio 2015 09:19
   di  Davide Conti *

 



Quando nel 2004 venne isti­tuito il “Giorno del ricordo” per com­me­mo­rare le vit­time delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata l’Italia della “seconda repub­blica” stava con­fu­sa­mente cimen­tan­dosi, attra­verso una con­ver­genza bipar­ti­san, nella riscrit­tura della sto­ria nazio­nale per legge.
La nar­ra­zione del pas­sato aveva da sem­pre rap­pre­sen­tato un ter­reno di scon­tro poli­tico tra i par­titi e l’uso pub­blico della sto­ria in chiave revi­sio­ni­sta aveva segnato non solo la crisi del para­digma fon­da­tivo della demo­cra­zia, l’antifascismo, ma soprat­tutto la piena legit­ti­ma­zione di una “dua­lità memo­riale”, quella dei vinti equi­pa­rata a quella dei vin­ci­tori, nella quale le ragioni e i torti delle parti in con­flitto veni­vano por­tate a sin­tesi da una sem­pli­fi­ca­zione di lin­guaggi, gesti sim­bo­lici ed ele­menti di fatto che lam­bi­vano la pari­fi­ca­zione di vit­time e carnefici.
L’istituzione del “Giorno del ricordo”, impro­pria­mente indi­cato nella ricor­renza della firma del Trat­tato di Pace di Parigi del 1947 visto che le vio­lenze delle foibe si veri­fi­ca­rono nel set­tem­bre ’43 e poi nel mag­gio ’45, si col­locò come fat­tore di “rie­qui­li­brio” memo­riale tra la sini­stra e la destra come se la sto­ria fosse una coperta con cui avvol­gere la pro­pria legit­ti­mità poli­tica anzi­ché fati­cosa veri­fica di fatti e pro­cessi complessi.
La riscrit­tura “con­di­visa” delle vicende sto­ri­che ita­liane com­portò l’oblio su que­stioni cen­trali della nostra iden­tità nazio­nale come il con­senso al fasci­smo, le leggi raz­ziali o i cri­mini di guerra com­piuti dalle truppe del regio eser­cito, e rima­sti impu­niti, in Jugo­sla­via, Gre­cia, Alba­nia, Urss e nelle colo­nie africane.
Le ragioni poli­ti­che di quello scia­gu­rato “patto sulla memo­ria” coin­ci­sero con le esi­genze dei par­titi della seconda repub­blica che riaf­fer­ma­rono su quel ter­reno la rispet­tiva legit­ti­mità a gui­dare il paese nella demo­cra­zia dell’alternanza.
Tutto ciò all’alba della nascente “terza repub­blica”, quella senza Senato elet­tivo e imper­niata sul Can­cel­lie­rato forte, potrebbe appa­rire addi­rit­tura supe­rato. Il fat­tore storico-memoriale sem­bra aver per­duto da un lato la cen­tra­lità valo­riale della legit­ti­mità demo­cra­tica, rap­pre­sen­tata dall’alterità fascismo-dittatura; antifascismo-libertà, e dall’altro quel signi­fi­cato gene­rale di let­tura e senso del rap­porto tra pas­sato e pre­sente in grado di con­net­tere tra loro vis­suti e vicende gene­ra­zio­nali tanto distanti a settant’anni dalla Liberazione.
In que­sto qua­dro, con la crisi della rap­pre­sen­tanza acuita da quella eco­no­mica, il con­flitto sulla memo­ria cam­bia forma e tende a risol­versi in un com­plesso uni­fi­cante quanto iden­ti­ta­ria­mente inde­fi­nito che forse meglio di ogni altra cosa si iden­ti­fica con la nozione del “par­tito della nazione”. L’oblio sui cri­mini di guerra ita­liani piut­to­sto che le stru­men­ta­liz­za­zioni poli­ti­che delle dram­ma­ti­che vicende del con­fine orien­tale e delle foibe sem­brano per­dere la loro stessa alte­rità, inglo­bate da una nar­ra­zione a-conflittuale, e ten­den­zial­mente vit­ti­ma­ria, che tutto tiene insieme e dun­que tutto equi­para in modo indolore.
Così, aperto il set­ten­nato con la visita alle Fosse Ardea­tine, il neo Pre­si­dente della Repub­blica cele­bra pochi giorni dopo il “Giorno del ricordo” e l’immagine com­ples­siva appare sem­pre più sfo­cata in un qua­dro della rap­pre­sen­ta­zione della sto­ria patria che abban­do­nando la rie­la­bo­ra­zione cri­tica del pas­sato si con­cen­tra sulla cen­tra­lità di un pre­sente senza storia.

* storico - da http://ilmanifesto.info

29/12/13

Forconi, Calvani: “Dietro alcuni di noi c’è Berlusconi” Il leader del movimento ha confessato che dietro alcuni 'c'è l'ombra del Cavaliere'

I miei post precedenti sul movimento  ( ormai sparito ? ) dei forconi  mi  fatto arrivare  ( paura dei
commenti o cosa   ? )   email  polemiche alle  quali oggi rispondo  . eccone  alcune fra le più  significative e  civili  .
 
  credevo fossi per la rivoluzione  e  il cambiamento invece  .... ci disprezzi  
Lo sono  però dev'essere pacifica  . o quanto meno   con gesti non violenti  , e rispettosi non  e  che  vado a bruciare i libri   come  è successo .IO  non disprezzo  nessuno  ma  critico  perchè  : <<  Trascurare e peggio disprezzare i movimenti così detti «spontanei», cioè rinunziare a dar loro una direzione consapevole, ad elevarli ad un piano superiore inserendoli nella politica, può avere spesso conseguenze molto serie e gravi. Avviene quasi sempre che a un movimento «spontaneo» delle classi subalterne si accompagna un movimento reazionario della destra della classe dominante, per motivi concomitanti: una crisi economica, per esempio, determina malcontento nelle classi subalterne e movimenti spontanei di massa da una parte, e dall’altra determina complotti dei gruppi reazionari che approfittano dell’indebolimento obbiettivo del governo per tentare dei colpi di Stato." Antonio Gramsci.>>
 guarda  che non è vero  che  siam tutti fascisti
vero .    come mai   , salvo  che  sulla maifestazione a  roma  ,  non c'è stato nessun tntativo  di controllo  ? vederei saluti   fascisti  nelle piazze . e  poi  lo  ha  dichiarato lo stesso cavano    a http://www.lafucina.it ( nel link l'articolo ) e non mi risulta  , almeno  fin ora  ,  che    sia stato smentito
non è vero quello   che dicono i  giornali
allora perchè non vi  fate un sioto ufficiale    e pubblicate  i vostri  comunicati  \  reportage  o video insieme  a quelli ufficiali  dei media  cosi la gente  anche i più tonti capisce  chi ha ragione o meno


Concludo  con l'appello  lanciato   a quei 4 gatti di vera  sinistra  che  ancora  ci sono in parlamento e   tutti  quelli  (  pdci , rc , ecc )  che  sono fuori ed n rete    di Aldo Giannuli  Ricercatore di Storia contemporanea presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università statale di Milano. È stato consulente parlamentare nelle commissioni di inchiesta sulle stragi (dal 1994 al 2001) e sul caso Mitrokhin (dal 2003 al 2005). E' stato consulente giudiziario in diversi processi, fra cui quelli per le stragi di piazza Fontana, via Fatebenefratelli, piazza della Loggia, e per i casi riguardanti Enrico Mattei, Fausto Tinelli e Iaio Iannucci, Mauro De Mauro e altri. Il suo ultimo libro è "Come funzionano i servizi segreti" (Ponte alle Grazie, 2013).

  da  

(...) 
Come al solito, per esprimere un giudizio bisogna prima fare un po’ di analisi. Sin qui le cose più intelligenti che ho letto sono quelle di Guido Viale sul blog del Fatto che, riassumendo molto liberamente e brevemente, dice: “caro amici, sino a ieri ci chiedevamo come mai in Italia non ci fossero movimenti di reazione contro la crisi ed ora eccoci: il movimento è arrivato, anche se non è quello che immaginavamo o volevamo.”
Il succo è questo: la crisi sta precipitando ed iniziano a manifestarsi i primi movimenti di protesta “fuori controllo”. Certo, noi di sinistra ce li immaginavamo diversi sia per la composizione sociale che per le forme di lotta, ma soprattutto per l’egemonia culturale che vi sarebbe affermata e che –ça va sans dire- sarebbe stata di segno marxista o, magari, anarchico. E invece no: niente masse operaie inquadrate dietro bandiere rosse con studenti e lavoratori precari ai fianchi, niente sofisticati “lavoratori immateriali” ma contadini, camionisti, impiegati licenziati e piccoli imprenditori rovinati; tutta gente che fa lavori materialissimi e per niente post moderni. E niente egemonia di sinistra, ma solo una rivolta populista rabbiosa quanto antipolitica, esasperata e di basso profilo culturale.
Insomma: i conti non tornano: non era questo il movimento che aspettavamo e, dunque, “dagli al fascista”.
Questo fenomeno non è “il popolo”, come pensa Grillo, e non ha i numeri di un movimento di massa: non stiamo parlando di centinaia di migliaia di persone, ma, al più di qualche decina di migliaia, però attenzione a non sottovalutarlo. A mio avviso, non siamo di fronte alla vera fiammata, ma solo al suo esordio: questo è lo starnuto che annuncia l’influenza e, forse, la polmonite. E’ un movimento fascista? C’è dietro la Mafia o un Berlusconi furibondo che gioca allo sfascio? E’ il prodotto dell’aizzamento di Grillo?
Magari può far comodo pensarlo per far quadrare un po’ i conti, ma non si capisce niente di questo movimento se non si parte da un fatto: c’è una tale esasperazione sociale per gli effetti delle sciagurate politiche di austerità di Monti e di Letta (e di cui il Pd è il massimo responsabile) che il primo che inalbera un cartello con scritto “morte ai politici” si tira dietro un corteo. Questo movimento non è stato “inventato” da nessuno, è cresciuto spontaneamente. Ciò non toglie che ci siano state sovrapposizioni come quelle di Forza Nuova (ma va detto anche di gruppi di estrema sinistra come quello m-l) o che il Cavaliere ci stia generosamente inzuppando il pane.
E’ probabile che nei prossimi giorni il movimento vada scemando (in fondo stiamo andando verso Natale), ma questo non significa che scomparirà nel nulla ed, anzi, una nuova e più intensa fiammata va messa nel conto, anche per la coincidenza con le elezioni europee. Allo stato attuale appare probabilissimo che saranno un referendum pro o contro l’Euro e la Ue e questi movimenti chiedono proprio la fine dell’uno e dell’altra. Dunque, è il momento di essere chiari e dire ciascuno da che parte sta. E personalmente non esito a dire che io starò dalla parte “antieuropea”, voterò e sosterrò chi chiederà la fine dell’Euro (ovviamente non gruppi fascisti che, peraltro, non sembrano avviati a clamorosi successi elettorali).
Il mio amico Elia è stato violentemente e ingiustamente attaccato, in un pezzo precedente, da diversi interventori ed anche con toni poco accettabili. Confermo qui tutta la mia stima per Elia che è un giovane colto e brillante e che, anche in questo caso ha fornito molti elementi di informazione utili alla discussione. Detto questo, nel merito delle sue tesi, devo esprimere il mio pacato dissenso: non è dell’Europa dei diritti e della solidarietà che stiamo parlando e che non so se sarà mai realizzata, ma so per certo che non potrà esserlo sino a quando ci sarà questa Europa di banchieri e tecnocrati. Così come non sono affatto convinto che il pericolo principale in questo momento sia quello si una ripetizione in tutta Europa dei casi di Grecia e Ungheria.
I gruppi fascisti in Europa occidentale possono avere qualche successo quando si presentano in abiti più stinti e tranquillizzanti come quelli del Fn di Marine Le Pen, ma l’ondata dei cd “euroscettici” andrà semmai a beneficio di gruppi come Afd, Veri Finlandesi, Antieuro inglesi, M5s ecc che non mi pare possano essere definiti in alcun modo partiti fascisti. E c’è anche una sinistra (soprattutto in Grecia, Portogallo e forse Spagna) che sta trovando il coraggio di dirsi antieuropea (se per anti europea si intende questa Europa dei finanzieri e non un qualsiasi ideale europeista).
Perché, diciamocelo, il Nemico (quello con la N maiuscola) non è Forza Nuova ma l’asse Bce-Berlino. Ed in Italia i nomi sono quelli di Letta, Monti, Napolitano. Di fatto, la sinistra residua di questo paese (quel che resta di Rifondazione, Pdci, Sel, antagonisti vari e simili) si sta suicidando, perché non ha il coraggio di scegliere la barricata anti Ue. Questo è il principale (anche se non l’unico) terreno di scontro attuale, avere posizioni fumose in proposito significa finire ai margini dello scontro politico, tutto il resto non conta.


Concludo   che  io non disprezzo nessun movimento   che  porti  ad  un cambiamento  vero e  non di parte   ma  continuo a rimanere  critico  non biasimando   quanto dice  il mio contatto facebookiano  http://incarcerato.blogspot.it/2013/12/movimento-dei-forconi-le-convulsioni.html 

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