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13/02/17

L'elzeviro del filosofo impertinente


Occidentali's karma, canzone vincitrice del 67° Festival di Sanremo, sposa in pieno quanto sostenuto dal XIV Dalai Lama. In molte occasioni Sua Santità ha messo in guardia noi occidentali, e in particolare modo i cosiddetti 'buddisti cristiani', dal pericolo di "mettere la testa di uno yak sul corpo di una pecora". Tenzin Gyatso sostiene il valore della differenza, ed invita costantemente ad avere una conoscenza ben più approfondita della storia e della cultura religiosa d'origine. La nostra società sembra voler azzerare ogni diversità culturale fra le varie religioni per creare, invece, un mash-up ad uso e consumo delle mode. Ed è su questo che Francesco Gabbani vuol porre l'attenzione quando parla di occidentalizzazione di culture prettamente orientali. Nel 1979 Franco Battiato scrisse Magic shop per criticare un sentire religioso poco spirituale e molto più orientato ai desideri delle masse. Il cantautore siciliano descriveva questo assurdo bazar della spiritualità dove ognuno poteva acquistare pezzi di trascendenza a buon mercato.


I Mantra e gli Hare Hare a mille lire / l'Esoterismo di René Guénon.
Una Signora vende corpi astrali /i Budda vanno sopra i comodini /deduco da una frase del Vangelo
che è meglio un imbianchino di Le Corbusier (...) Supermercati coi reparti sacri che vendono
gli incensi di Dior
rubriche aperte sui peli del Papa

Ogni religione merita il nostro rispetto, e proprio per questo non possiamo accostarci alla tradizione Orientale con superficialità ed ignoranza. In realtà il pregio del pezzo di Gabbani è proprio quello di aver fatto riflettere il pubblico attraverso una bella canzone distante anni luce dai soliti target sanremesi.

Criap


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