Visualizzazione post con etichetta Fai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fai. Mostra tutti i post

26/05/17

Cagliari, Saline Conti Vecchi: il primo sito archeologico in un impianto ancora produttivo

per  saperne di più
http://www.leviedellasardegna.eu/storia_delle_saline_in_sardegna.html
https://it.wikipedia.org/wiki/Saline_di_Molentargius
http://www.parcomolentargius.it/articolo.php?art=885

  da http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/26/news/saline_conti_vecchi_il_primo_sito_archeolgico_all_interno_di_un_impianto_ancora_produttivo-166458088/  dove  potete  trovare nella slideshow  altre immagini



CAGLIARI - I fenicotteri rosa sono diventati i guardiani delle bellezze della Sardegna meridionale. 

{}

Gli ultimi arrivati in questa terra di approdi e partenze sono la prima meraviglia che si incontra all'ingresso delle Saline Conti Vecchi, monumento di archeologia industriale inaugurato oggi ad Assemini, alle porte di Cagliari, grazie alla collaborazione tra il Fai (Fondo Ambiente Italiano) e l'Eni. Le saline Conti Vecchi sono un impianto di estrazione del sale avviato nel 1929 e da allora sempre in funzione. 
{}
È il primo sito archeologico aperto all'interno di un impianto ancora produttivo. Il Fai ha restaurato l'impianto originario di inizio Novecento, i vecchi uffici e le vecchie officine. Ma tutt'intorno c'è l'impianto attivo - e questa è la particolarità unica - anch'esso visitabile. Così,  insieme agli ambienti di inizio Novecento (diventato il monumento di archeologia industriale), si vedono le vasche rosa in cui il sale sta "maturando" per la raccolta di fine ottobre e novembre.ndial dove Eni lavora il cloro. Intorno pale eoliche che svettano sulla laguna e sullo sfondo i monti di Capoterra. 
Il lavoro del Fai cerca di portare sviluppo sostenibile in un'area nata dall'intuizione di un imprenditore illuminato, l'ingegner Luigi Conti Vecchi, tra il 1921 e il 1929, e gli scempi fatti dalla politica industriale in Sardegna negli anni Sessanta e Settanta. La visita alle saline è un'immersione nella storia economica dell'isola di un secolo e insieme uno sguardo struggente sulla particolarità naturalistica di questa terra.

''Oro bianco'', con il FAI alla scoperta delle saline di Sardegna


Le sale degli uffici, riarredate con la consueta  precisione filologica degli esperti Fai, la voce dei pochi dipendenti (18) rimasti rispetto ai circa 1400 dell'epoca d'oro delle saline, le montagne di sale scintillanti raccontano un secolo di storia sarda ma anche di storia italiana, ricordano che in Italia non ci fu soltanto l'esperienza Olivetti. Anche alle saline Conti Vecchi ci fu il villaggio degli operai, dove il fondatore aveva pensato alla scuola, all'infermeria e a un bagno per ogni casa nel 1929, in un'isola dove nel 1973 in alcune case dell'interno ancora non esisteva. 
L'officina, la falegnameria, i laboratori descrivono un'industria efficiente in cui per non fermare mai il lavoro si poteva rifare ogni pezzo mancante, per non aspettare che il ricambio arrivasse dal continente. Le saline hanno resistito alla guerra, alle scelte scellerate della politica industriale nazionale, continuano a produrre e si rinnovano. 
Aperte da domenica 28 maggio per tutti, oggi sono state presentate alla stampa e domani l'ingresso sarà riservato agli abitanti dì Assemini e Capoterra. La collaborazione tra Eni, Fai, Regione e Comuni della zona apre infatti a una modalità di riqualificazione partecipata, dopo decenni di lotte sindacali nella zona di Macchiareddu e di battaglie per la bonifica ambientale. 
Non a caso l'inaugurazione ha avuto la partecipazione istituzionale dei grandi eventi nazionali. Insieme al sindaco di Assemini, Mario Puddu (che ha nvitato i sardi a spargere la voce per promuovere l'uso della sala eventi delle saline) hanno descritto la nuova vita delle saline l'amministratore delegato di Syndial, Vincenzo Maria Larocca, il presidente del Fai Andrea Carandini e il vice presidente Marco Magnifico, l'amministratore delegato Eni, Claudio Descalzi, il presidente della regione Francesco Pigliaru e la sottosegretaria ai beni culturali e turismo Dorina Bianchi. 
Descalzi ha annunciato per la zona l'implemento della produzione di energia sostenibile con un impianto fotovoltaico che dovrebbe andare a regime nel 2018. Il presidente della Regione Pigliaru non ha taciuto sui problemi di inquinamento ancora esistenti nell'area di Macchiareddu e dello stagno di Santa Gilla, richiamando Syndial agli impegni presi e assicurando trasparenza nel monitoraggio dei livelli di inquinamento.
"Troppe cose di buon senso non si sono fatte, oggi è bello vedere che si può  produrre senza inquinare. Qui è facile - ha sottolineato - ma ci ricorda anche quanto ancora c'è da fare, dopo che per decenni si è distrutto con una visione di breve periodo". La sottosegretaria Bianchi ha definito il turismo "il sale che può migliorare le condizioni economiche" a patto che questo turismo ripsetti tradizioni e ambiente. 
La descrizione del lavoro del Fai sulla salina descritto dal presidente Carandini ha sottolineato la "condivisione del passato di fronte al presente" e anticipato il progetto di ampliare ancora il sito con  il recupero del molo e del villaggio operaio. "Cooperazione inedita nella quale si lavora a fianco di chi lavora", ha chiosato Carandini sottolineando il compito del Fai di intrecciare ambiente e storia "comunicato in un mondo concreto".
 
Fuori dalla freschissima sala, realizzata ai primi del Novecento in maniera sapiente con mattoni di argilla, il sole arroventa il paesaggio e il riverbero è abbagliante. I fenicotteri hanno la testa nell'acqua, la Sardegna è come sempre stupefacente.



 

28/05/12

primavera in sardegna stazzi aperti \ stazzi e cussòggji


per i continentali  e  o sardi  d'oltre mare *  e non   che  vogliono vedere  la  Sardegna  in questo caso la mia Gallura fuori dal turismo di massa e dallo spocchiosi luoghi dei vip (stintino , porto bello ,  Porto Cervo  e  Porto Rotondo )  o  dei villaggi turistici    la primavera  insieme  all'autunno e  le  sue  cortes  apertas   in barbagia  questa  è l'occasione  .Nel mese  di maggio  ,ormai al termine  ,   si sono e   e si  stanno   organizzando   con iniziative  che  variano da  comune e comune  ad  esempio  a tempio si  sono tenute iniziative  simili alle cortes apertas barbaricine  che si  tengono d'autunno  (  locandina   Generale  al lato  e   sotto  quella del mio comune   più alcune notizie sulla vita  e la società degli stazzi  )   tratte   dal sito  http://www.prolocotempio.it/
Luoghi ormai  scomparsi  e deturpati  dalla globalizzazione imperante  e  dal turismo  di  Massa   che  vuole   a tutti i costi anche  dove  non c'è una piscina  e  tutte le comodità  ( anche le più frivole ) ed  incapace  o non vuole   almeno per  una settimana   fare  vita spartana  

 
          




                                                           cliccate  sopra   per  ingrandimenti




Essi erano Luoghi  dove  anche  le   controversie venivano risolte   o  almeno ci   si provava  ( perchè  a volte  finivano  in rissa  verbale  come questa  canzone    \ poesia  di   un grandissimo cantate  \poeta    Genovese    Gallurese  d'adozione  citato più volte  qui nel blog e le sue  canzoni  usate come  colonna sonora o punti di riferimento   )   ne  trovate  sotto    testo

Di chissu che babbu ci ha lacátu la meddu palti ti sei presa,
lu muntiggiu rúiu cu lu súaru li àcchi sulcini lu trau mannu
e mhai laccatu monti múccju e zirichèlti
Ma tu ti sei tentu lu riu e la casa tuttu chissu che vera ndentru
li piri bbutirro e loltu cultiato e dapói di sei mesi che mi nera ndatu parìa un campusantu bumbaldatu
Ti ni sei andatu a campà cun li signori fènditi comandà da to muddèri e li soldi di babbu lhai spesi tutti in cosi boni, midicini e giornali
che to fiddòlu a cattranni aja jà lucchjali
Ma me muddèri campa da signora a me fiddòlu cunnosci più di milli paráuli
la òja è mugnedi di la manzàna a la sera
e li toi fiddòli so brutti di tarra e di lozzu
e andaràni a cuicàssi a calche ziràccu
Candu tu sei paltutu suldatu piagnii come unu stèddu
e da li babbi di li toi amanti tha salvatu tu fratèddu
e si lu curàggiu che tè filmatu è sempre chìddu
chillèmu a vidi in piazza ca lha più tostu lu murro
e pa lu stantu ponimi la faccia in culu  

 fino al secondo dopo  guerra  massimo anni  60   in modo  pratico   e senza  ricorrere  a tribunali   con il dialogo   e il confronto  fra le parte   tramite  il sistema  della rasgioni   qui  (  copertina    a destra   )  nello studio  socio antropologico   con il cd  della registrazione   orale   di simone sassu  (  Armando Editore 2009 pp. 320 ISBN 978-88-6081-526-2 )    trovate  una delle  ultime, se  non addirittura  l'ultima   rasgioni  in Gallura  .
per la storia degli stazzi riporto un mio video girato il 13\5\2012 alla giornata degli stazzi organizzata dal Fai Gallura ( non ho fatto  foto perchè per 'sto cazzo di legge sulla privacy che punisce i piccoli e per " fesserie " mentre elogia e protegge i grandi e se ti denunciano la denuncia non si può ritirare perchè procede d'ufficio non si posso mettere se non si coprono volti di persone e devi chiedergli autorizzazione come avrei dovuto fare per questo video ma cavillando ho scoperto che era un evento culturale , cosa che non era presente per il resto della giornata visto altri impegni del relatore ) in cui





                                                  quintinio mossa illustra l'origine e degli stazzi nello stazzo della pittrice Anna Gala

L'unica  foto  che  sono riuscito a fare  in un momento di  "calma " ,   infatti  sono stato fra  gli ultimi ad andare  via  è questo monolite  granitico ( ora adibito a cantina  e ripostiglio  per  fare il vino  , ma  un tempo  fino agli anni  50\60 era  abitazione  )  derivato dal disfacimento  della roccia per idrolisi  . che  si trova  andando  a Pulchiana  (   il monolite granitico più grande della Sardegna, situato su un altopiano della Gallura settentrionale, a 550-673 sul livello del mare. località che si trova fra  tempio  e palau   (  vedere  sotto  cartina    e qui ulteriori news  )
Per  chi volesse  maggiori informazioni    e  su  come oggi   sia  stata trasformata   trovate news  qui  ( con una buona bibliografia  da  cui attinsi  anch'io per  la tesi )  ed   in un vecchio mio post di splinder  (  che sono riuscito a salvare  qui  su blogger  )   e  in   un estratto  della mia tesi di laurea  e  parte della bibliografia   utilizzata
(....)  
L'altra caratteristica è quella del popolamento dell'interno e l'abbandono delle coste. Infatti : « [...] Le condizioni storiche che causarono lo spopolamento sono da ricercare nello stato di abbandono generale nel quale si trovava tutta la Sardegna, dopo alcuni secoli di dominazione spagnola [o anche prima secondo altri studi] a questa si aggiungevano le frequenti incursioni saracene lungo le coste e si capisce il motivo per cui nella Gallura marittima esisteva il solo villaggio di Olbia. Gli altri erano raggruppati alle falde del Limbara (Aggius, Bortigiadas, Tempio, Luras, Calangianus e Nuchis)».[1]


La colonizzazione delle zone abbandonate fu la conseguenza di una notevole immigrazione dalla vicina Corsica; in seguito ulteriormente rafforzata, nei primi anni del Settecento, anche dal movimento della gente dell’interno, per lo più pastori, che dai villaggi, nelle loro transumanze, si spingevano fino alle zone disabitate. Si trattava

Archivio blog

Si è verificato un errore nel gadget