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13/12/14

caso del prof inglese morto in solitudne per la legge suylla privacy la difesa dei medici: «David rifiutava le visite»

  nuova  puntata    nella  vicenda  del prof  inglese  morto in solitudine  per  via dell  legge  sulla   privacy  mentre    era ricoverato in  ospedale   nel post  sotto  la prima puntata 
 
 
 
I medici  si  giustificano    arrampicandosi   secondo me  sullo specchio 
 

caso
Morto in solitudine, la difesa dei medici: «David rifiutava le visite»

Il direttore della Stroke Unit: «Gli amici del docente inglese respinti per la privacy? No, era lui che non voleva essere visto» di Luca Fiori   da la  nuova sardegna del  13 dicembre 2013 









SASSARI. Il muro di privacy con cui si sono scontrati gli amici, i colleghi, i vicini di casa e gli studenti del docente dell'università David Paul Bollard durante il suo ricovero in ospedale a Sassari, a causa di un ictus, sarebbe stato eretto dai sanitari con il suo stesso consenso. O quanto meno – in alcune circostanze – per tutelare la sua dignità. È la posizione del dottor Antonio Manca, responsabile della Stroke Unit del Santissima Annunziata, il reparto in cui il lettore esperto linguistico dell'ateneo sassarese, morto a fine ottobre a Thiesi a 63 anni, era stato ricoverato subito dopo un malore avuto due mesi fa durante una lezione di inglese nella facoltà di Veterinaria.

 David Paul Bollard
Ieri sia la vicina di casa di David, Marzia Manca, sia il collega e connazionale Chris Pain, docente di inglese a Sassari dal 1983, a cui Bollard nel 1987 aveva fatto da testimone di nozze, hanno confermato a Tom Kington, corrispondente del “Times”, di non essere riusciti a vedere David durante il ricovero in ospedale a Sassari. Il docente, arrivato in città nel 1979, si era innamorato della Sardegna e non era più voluto andare via. Con la sua terra d'origine (era nato in un paesino vicino a Manchester) aveva tagliato i ponti. L'unico parente stretto un fratello, Frank, con cui non aveva rapporti da anni. È stato lui, rintracciato dopo oltre un mese in cui il corpo di David è rimasto in una cella frigo, ad autorizzare il funerale che si è celebrato due giorni fa nella cappella del cimitero di Sassari.
«Quando all'inizio di ottobre si è sentito male ed è stato accompagnato all'ospedale civile di Sassari non ha espresso il desiderio di avvertire nessuno – precisa il direttore della Stroke Unit –. I medici hanno cercato disperatamente di avere notizie per fare un’anamnesi del paziente più completa possibile. Al momento della registrazione al paziente, se è in grado di intendere, viene sottoposto un documento in cui si segnalano contatti e numeri telefonici delle persone alle quali i medici sono autorizzati a fornire informazioni cliniche del degente. Lui non ha indicato nessuno – ribadisce Antonio Manca –, per questo motivo la direzione sanitaria ha attivato i servizi sociali della Asl che a sua volta hanno attivato i servizi sociali del Comune di Sassari». Durante il ricovero però diversi colleghi hanno provato a visitarlo o sapere come stesse, ma tutti raccontano di non essere riusciti ad avere sue notizie. «Nelle due settimane di degenza all’ospedale civile di Sassari il personale medico ha chiesto più volte al paziente se volesse incontrare quella determinata persona che chiedeva di lui. Favoriamo sempre l’ingresso di familiari e amici perché ci sono utili per la cura del paziente». Ma, aggiunge il dottor Manca, «tutte le volte in cui è stata rifiutata la visita è perché il paziente in quel momento vigile ha espressamente manifestato dissenso. Sicuramente non voleva essere visto in quello stato. Solo in una occasione il paziente ha accettato di vedere uno studente con cui peraltro ha parlato, probabilmente era lo stesso giovane che lo aveva soccorso al momento del malore». Intanto ieri mattina il corpo di David Paul Bollard è stato cremato. I prossimi giorni le sue ceneri torneranno in Inghilterra. Nell'isola resterà il suo ricordo tra i tanti amici che si era fatto nei 35 anni vissuti a Sassari. La sua nuova famiglia, quella che avrebbe voluto stargli vicina negli ultimi giorni di vita. Ma che ha potuto salutarlo al cimitero di Sassari solo un mese e mezzo dopo la sua morte.
 
Infatti    Anche   il garante dela privacy  gli ha  fatto il  cazziatone   e  il times  nella  sua  asciutezza   , tipica  dei  giornali anglosassoni  .  si è indignato
 
Italian red tape condemned Briton to lonely death
 
universita centrale di sassari 
 
 
A Briton who taught English in Sardinia for decades has become front-page news in Italy after red tape was blamed for him dying alone in hospital and his body being left in a mortuary for seven weeks before being buried.
David Bollard, 63, from Salford, made scores of friends after being hired at the University of Sassari in the 1990s, but doctors refused them access to his hospital bedside for three weeks after he had a stroke because of privacy laws that give only family members access to patients.
After he died on October 21, it took the authorities weeks

 

10/12/14

Muore da solo in ospedale, è colpa della privacy Inglese colpito da ictus: non ha parenti, i medici tengono lontani gli amici

Leggendo   la  storia   della nuova  sardegna del  10\12\2014  . che trovate sotto , capisco  perchè la gente  s'avvicina  di più al  qualunquismo e populismo . Ma soprattutto    raforza  in me  le tendenze libertarie  \  anarchiche  , anche se  ancora   rimango legato \ credo , ma anciora per  per  poco , al valore  del voto  . Mi chiedo inoltre , ma perchè  c.... [ scusate  ma qudo ci vuole ci vuole ] di legge è quersta sulla privacy . ma aboliamola tanto crea solo danni e rotture di balle . Tanto è solo una panacea visto che anche se c'è la privacy le telefonate moleste di spam le ricevi lo stesso  e tutti sanno tutto di  tutti  , visto che  i primi a chiederla sono gli stessi che su facebook  la " violano  " parlando  dei  ... loro  anche privati .  Prima di lasciarvi    all'articolo vorrei aggiungere :  che questo è il paese dove di norma le leggi vengono calpestate quando c'è la convenienza di farlo. Si diventa rigoristi solo quando non c'è in ballo il proprio tornaconto personale. Do ragione  a  questi commenti esopressi  sul sito  di huffingpost.it  più  precisamente qui in quest'articolo 

Giorgio Giordano · Top Commentator · Politecnico di Torino
Parafrasando Marie-Jeanne Roland de la Platière : Privacy quanti delitti si commettono in tuo nome! Da quello - piccolo - di non esporre, in certe scuole, i tabelloni con gli esiti degli scrutini a quello - ben più grave - di fare morire in solitudine un essere umano.
  • Raffaele Rosi · Top Commentator · Politecnico di Torino
    Sig. Giordano: aggiungiamo il non pubblicare i nomi di chi viene condannato? Oppure quello degli evasori? Tutta 'sta privacy, e poi spiattellano in giro sui social network QUALUNQUE cosa personale... Finanche il colore delle mutande che mettono...
    Saluti, Raffaele
  • Raffaele Bilotta · Top Commentator · Università degli Studi di Palermo
    Raffaele Rosi La privacy sembrerebbe come la pelle di certe cose! Ma siamo sicuri che non sia,invece,ignoranza e/o vigliacco scarico da responsabilità?
SASSARI.
 È morto solo, in un letto dell'ospedale di Thiesi dove era stato trasferito dopo un ricovero di alcuni giorni all'ospedale civile di Sassari a causa di un ictus. Solo. Perché la legge sulla privacy che dovrebbe tutelare il diritto alla riservatezza a volte può ritorcersi contro chi preferirebbe forse stringere la mano di un amico, piuttosto che vedersi tutelato da un muro di silenzio sulle sue condizioni fisiche e sul suo trasferimento da un reparto ad un altro, da un ospedale a un centro di riabilitazione.

                                                     L'ospedale di Thiesi

 
È la storia di David Paul Bollard, collaboratore esperto linguistico di inglese, deceduto il 22 ottobre scorso a 60 anni, dopo una vita dedicata all'insegnamento. Il docente di origine britannica era a Sassari da una vita. Solo oggi, dopo un mese e mezzo, i suoi amici, i suoi colleghi e i suoi tantissimi studenti potranno dargli l'ultimo saluto. Alle 15.30 nella cappella del cimitero ci sarà una breve funzione prima della tumulazione. Fino a pochi giorni fa del suo corpo si erano perse le tracce: la privacy lo aveva fatto sparire. Una vicina di casa aveva provato a buttare giù a spallate il muro della riservatezza e della burocrazia, senza risultato: «David è morto la notte tra il 21 e il 22 di ottobre, ci conoscevamo da più di 25 anni, non eravamo amici, solo vicini di casa. Si scambiavano due chiacchiere per le scale, niente di più».
E proprio nell'androne delle scale che a metà ottobre la donna lo aveva trovato accasciato, soccorso dai suoi studenti che lo avevano accompagnato a casa pensando a un semplice malore, ma che viste le condizioni peggiorate avevano chiamato l'ambulanza del 118. «Io stavo andando a lavorare, ma mi sono fermata con loro. David non riusciva a parlare, aveva difficoltà a coordinare i movimenti, si stava agitando. Ho lasciato ai paramedici il mio numero di cellulare, dando la mia disponibilità in caso di bisogno, lo stesso hanno fatto gli studenti». Da quel momento la situazione è diventata grottesca. Il docente britannico non aveva parenti prossimi in vita o facilmente rintracciabili. Nessuno che potesse decidere per lui.Tramite conoscenze in ospedale la vicina di casa viene a sapere che David ha avuto un ictus, non è in grado di ricevere visite, anche perché sedato a causa di crisi di agitazione. La donna continua ad andare in ospedale inutilmente: «Tutti, dagli infermieri ai medici, perfino al primario, mi ripetono solo l'odiosa parola privacy». La gestione del caso è affidata ai servizi sociali e a un tutore legale.
«Faccio presente che David non è un barbone, ha un lavoro e una casa, ci sono persone disposte ad aiutarlo». Il 22 ottobre la vicina riceve la notizia che il docente è deceduto. «Mi viene detto: complicazioni. Ovviamente la privacy fa il resto. Vengo anche a sapere che da tre giorni era stato trasferito a Thiesi in un reparto di lunga degenza, per la riabilitazione. Nel pomeriggio, ricevo la visita di due assistenti sociali, mi chiedono se ho le chiavi di casa di David, vorrebbero dei vestiti. A questo punto mi arrabbio, dico alle due donne che è un po' tardi per farsi vedere, che le chiavi di casa David le aveva con sé quando è stato caricato in ambulanza, che se ci avessero permesso di aiutarlo forse tutto questo non sarebbe successo. Che lo hanno lasciato morire come l'ultimo degli ultimi».
Dopo la privacy ci si mette la burocrazia. Per qualche giorno il cadavere del docente rimane in ostaggio a Thiesi. Quelli senza nessuno come lui vengono sepolti nel comune in cui sono deceduti. Ma il funerale non si può fare prima delle disposizioni dell'ambasciata britannica. A Thiesi però non c'è cella frigo e il corpo del docente torna a Sassari. Solo questo pomeriggio, a un mese e mezzo dalla sua scomparsa, ci sarà l'ultimo saluto.

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