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28/09/14

Mangia solo cibo preso nei cassonetti La battaglia anti-spreco di Greenfield

 cazzeggiando  su  facebook  ho trovato  questa  storia    raccontata  da http://www.caffeinamagazine.it/

 Ha mangiato il cibo che trovava nella spazzatura per un mese. Non per indigenza ma per sensibilizzare il mondo contro lo spreco di cibo. La strana iniziativa è di Rob Greenfield, un attivista ambientale da tempo impegnato nella lotta contro gli sprechi, male della società dei consumi. Lo scorso 2 giugno ha cominciato un giro per gli Stati Uniti con soli 2mila dollari in tasca, ma a metà del viaggio ha cambiato idea decidendo di mangiare solo cibi che trovava nei cassonetti della spazzatura, di solito dietro a negozi di generi alimentari. Il suo scopo era quello di dimostrare come spesso il cibo che viene buttato sia in ottime condizioni. 
Poi  ho letto   sempre  su tale vicenda  due  articoli interessanti  il primo sempre  sulla  storia    citata  prima      l'unione sarda     del  24\9\2014
Un giovane 28 enne di San Diego gira per tutti gli States recuperando alimenti ancora commestibili dall'immondizia, per sensibilizzare contro il consumismo sfrenato.
Ha mangiato per un mese solo e soltanto cibo scovato nell'immondizia, per dimostrare quanto enorme sia lo spreco da parte di ristoranti, supermercati e semplici comuni cittadini. Lui si chiama Rob Greenfield, ha 28 anni e viene da San Diego, California. Ecologista convinto, ha deciso di girare per gli Stati Uniti, per
Greenfield (con la maglia azzurra) con il cibo recuperato durante una delle sue tappe anti-spreco
"esplorare" i cassonetti delle principali città. "E ogni volta che ne apro uno, tra i rifiuti 'veri', trovo sempre, puntualmente alimenti perfettamente conservati e ancora commestibili". Frutta, verdura, pane, biscotti, merendine, succhi di frutta, confezioni varie, che la gente butta perché ne ha in abbondanza, perché si avvicina la data di scadenza o semplicemente per sbaglio. Rob li recupera e se li mette in dispensa. Ma il grosso del "bottino", ovviamente, lo dà in beneficenza. Prima, però, ad ogni tappa, non manca di esporre tutto il bendidio salvato dalla discarica, per immortalarlo in foto davvero eloquenti. Eloquenti dello sperpero che caratterizza il modo di vivere consumistico della società americana e, più in generale, occidentale. L'obiettivo è, appunto, sensibilizzare la cittadinanza a non sprecare il cibo. Un progetto più ampio, che sta facendo proseliti negli States, al punto che Greenfield ha aperto un sito internet ad hoc, creando anche un hashtag su Twitter: #donatenotdump. Ovvero: piuttosto che buttarlo via, donalo alle associazioni che si occupano di assistenza ai poveri.

il secondo  da   repubblica

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