01/03/17

Il fine vita non è solo eutanasia un breve dizionario sui termini onde evitare come fanno mario adinolfi e soci confusione e d strumentalizzazione


l'altro giorno avevo condiviso sull'appendice facebookiana del blog ( https://www.facebook.com/compagnidistrada/ ) questa news


Il veterinario: "Non faccio più eutanasie non necessarie"Era stufo di ascoltare le richieste di clienti che gli chiedevano di sopprimere il cane perché "non so più dove metterlo" o il gatto perché "rovina i divani". E ha deciso di dire basta esponendo nel suo ambulatorio a Milano un cartello in cui prende una posizione netta contro l'eutanasia di animali praticata quando non necessario. Alessio Giordana, veterinario che gestisce uno studio in via delle Primule, in zona Lorenteggio, sta ricevendo centinaia di messaggi di apprezzamento e solidarietà da tutta Italia sui social network (testo di Lucia Landoni, foto dal profilo Facebook del veterinario )

 con questa  discussione

aniela Tuscano Eutanasia sugli animali è crudele. Eutanasia sulle persone è un diritto.

Compagnidistrada Anche su gli uomini
Mi piaceRispondiCommento di Giuseppe Scano9 h


  Ora   molte  gente     chi  :   in buona  fede  (visto le   radici  cattoliche      e  la  disinformazione  e riduttivismo  dei media  )   chi   in  malafede (per  strumentalizzazione  ideologica  e culturale  )  confonde  i  termini ed  usa  i termini sbagliati   .  L'eutanasia, la libera scelta non può dipendere da una guerra di definizioni : Infatti  come  dicono MARCO CAPPATO e FILOMENA GALLO   qui su  repubblica  del  28\2\2017 : <<  Nel dibattito in corso, la guerra delle definizioni allontana la possibilità per il cittadino di comprendere, e soprattutto allontana dalla chiarezza della decisione di fondo: alla fine chi sceglie ?  >> (  ....  continua  qui  ) .  Infatti   suggerisco   di leggere  ad   entram bi gli  schieramenti  prima d'iniziare a parlare  e confrontarsi
  questo   articolo

“Il dizionario del fine vita” di Maria Novella De Luca (  sempre  su  Repubblica 28.2.17 )


Eutanasia, la libera scelta non può dipendere da una guerra di definizioni
Fabiano Antoniani (dj Fabo), morto in una clinica Svizzera (ansa)
“”Eutanasia, suicidio assistito, accanimento terapeutico, rifiuto delle cure, sedazione. Libertà di vivere, scelta di morire. Nel grande e immenso tema del fine-vita le parole sono più importanti che mai. Perché è sui termini, e spesso sulla mistificazione di questi, che si gioca oggi la grande partita di leggi e protocolli che regoleranno d’ora in poi la vita di tutti noi. Con l’aiuto di Maurizio Mori, professore di Bioetica all’università di Torino, abbiamo provato a definire i termini più importanti che riguardano, appunto, il diritto o meno di poter decidere quando e come morire se gravemente malati.
ACCANIMENTO TERAPEUTICO. Si definisce “accanimento” la somministrazione di terapie sproporzionate per le condizioni del paziente, terapie che producono sofferenze estreme e non sono di alcun beneficio per il malato. «Il punto delicato – spiega Maurizio Mori – è chi decide se si tratta di accanimento, il medico o il paziente? Non esiste una legge che definisca qual è il limite tra la cura e l’abuso della cura, e in questa zona grigia il rischio di non rispettare il paziente è ancora molto alto».
Nessun testo alternativo automatico disponibile.BIOTESTAMENTO. Oppure Dat. Oppure Testamento biologico. Ognuna di queste definizioni ha sfumature diverse ma la sostanza è la stessa, sia che vengano definite testamento, o “Dichiarazioni anticipate di trattamento” come nell’attuale proposta di legge che verrà discussa la prossima settimana alla Camera. Spiega Mori: «In tutti i casi si tratta di una dichiarazione, scritta ora per allora, in cui la persona specifica quali sono le cure a cui vorrà essere sottoposta quando si troverà in una determinata situazione di malattia o disabilità. E soprattutto quando e come le cure dovranno essere interrotte, e quale il limite oltre il quale i sanitari non potranno proseguire con i trattamenti». Sembra semplice, in realtà le posizioni etiche e politiche sul testamento biologico restano nel nostro paese abissalmente lontane.
EUTANASIA. È l’atto con cui il medico causa volontariamente la morte del paziente su richiesta del paziente stesso. La parola viene dal greco e vuol dire “buona morte”. Da non confondersi, assolutamente, con il suicidio assistito. È vietata in Italia e praticamente in tutta Europa tranne che in Belgio e in Olanda, dove è stata ammessa, tra durissime polemiche, anche per i minorenni. In commissione Giustizia giace una legge per la depenalizzazione dell’eutanasia, ma è assai difficile che approdi, né ora né mai, al dibattito parlamentare. Il mondo cattolico parla poi anche di “eutanasia passiva” per definire il rifiuto delle cure da parte del malato, e la sospensione di queste da parte del medico. Ma gran parte dei bioeticisti afferma che questa definizione non esiste, perché il rifiuto delle cure è qualcosa di ben diverso dall’eutanasia.
RIFIUTO DELLE CURE. Nel nostro paese è legittimo e sancito dall’articolo 32 della Costituzione il diritto di rifiutare le cure. In ogni momento il paziente può ottenere la sospensione dei trattamenti medici, in qualunque fase della malattia. I problemi sorgono, naturalmente, in assenza di una legge sul testamento biologico, quando il paziente non è più autonomo e in grado di far valere le sue volontà. Come ad esempio, nel caso di Eluana Englaro, a cui alla fine della lunga battaglia giudiziaria del padre Beppino, furono sospese la nutrizione e l’idratazione artificiale (vuol dire mangiare e bere attraverso un sondino o attraverso la Peg, Sossia un bottone posizionato nella pancia, e nel quale viene immesso il cibo frullato o artificiale). Questo è un punto cruciale, sia per quanto riguarda il testamento biologico sia per la sospensione delle cure. Chiarisce Maurizio Mori: «C’è chi ritiene idratazione e nutrizione terapie mediche, di cui è lecita l’interruzione, e chi invece le definisce sostegni vitali e quindi impossibili da sospendere». La legge sul biotestamento in discussione al Parlamento prevede che si possa ottenere lo stop dell’alimentazione artificiale.
SEDAZIONE PROFONDA. È una pratica della medicina palliativa. Consiste nel somministrare al paziente, su sua richiesta, farmaci che ne annullino progressivamente la coscienza, allo scopo di alleviarne i sintomi fisici e psichici, nelle condizioni di imminenza della morte. È ciò che chiedono spesso i malati terminali, in particolare i malati di Sla quando rifiutano le cure per poter morire senza dolore. Il caso emblematico è quello di Piergiorgio Welby che la ottenne, dopo essersi fatto togliere il respiratore.
SUICIDIO ASSISTITO. Da non confondere mai con l’eutanasia, ed è la strada scelta per morire dal Dj Fabo. In strutture a questo dedicate, il paziente beve autonomamente il cocktail di farmaci che lo porteranno alla morte. È dunque un atto volontario del malato, e per questo non deve essere confuso con l’eutanasia. Vietato in Italia, è invece permesso in Svizzera, e sono ormai centinaia i pazienti in fase terminale che spesso accompagnati dai parenti, e grazie ad associazioni come “Exit”, giungono nello chalet d’oltralpe dove assistiti da medici e infermieri muoiono dolcemente. Per ottenere il suicidio assistito si devono presentare cartelle cliniche che attestino la fase terminale della malattia.”

L'immagine può contenere: sMS
concludo  rispondendo  a  chi  mi dice ed  accusa  che   che sono per una cultura di morte o che solo dio può e darti toglierti la vita , ecc rispondo condividendo :  ciò  che ha scritto  Elisa  Fini      << (...) Per la legge italiana non puoi accompagnare chi sta intraprendendo questo cammino o vieni punito con un conconcorso in omicidio e 12 anni di reclusione. La cosa che trovo assurda e vergognosa è che si debba morire lontano da casa, solo e senza il conforto, senza un ultima carezza sul viso, senza un bacio in fronte. Lontano da chi ti ha amato e continua a farlo. E' ora di prendere seriamente in considerazione il diritto del libero arbitrio quando la propria vita (supportata da documentazioni mediche) non e' piu vita; perche le macchine si sono anteposte al volere di Dio....non il contrario !!!! Qui Dio non c'entra nulla.Qui e ora c'entra solo l'uomo. (...) >> sul  gruppo  fcebook  Eutanasia e Testamento Biologico




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